IL R. Smg "REGINALDO GIULIANI"

classe "LIUZZI" (4 unità)

Sigla: GN

Il R. Smg. "Reginaldo GIULIANI" fotografato a Gotenhafen il 6/4/1941

 

Generalità

Sommergibile Oceanico -

 Impostato il 13/3/1939 nei Cantieri Tosi di Taranto.

 Varato il 3/12/1939.

 Dislocamento 1166 t. (in superficie) e 1484 t. in immersione

 Lunghezza 76,1 m. - Larghezza 6,98 m. - Immersione 4,55 m.

 Apparato motore composto da 2 motori Diesel per 3500 hp tot. (capaci di sviluppare in emersione una velocità di 18 nodi) e da 2 motori elettrici per 1500 hp tot. (capaci di sviluppare in immersione una velocità di 8 nodi)

 Combustibile: 80 t. nafta

 Autonomia: 13000 mg a 8 nodi (propulsione Diesel) e 108 mg a 4 nodi (propulsione elettrica)

 Armamento: 8 tubi lanciasiluri da 533; 1 cannone da 100/47; 4 mitragliere da 13,2.

 Equipaggio: 57 uomini.

Sommergibile "Oceanico" di grande dislocamento. Tipo "Cavallini" a doppio scafo parziale. Profondità di collaudo: oltre 120 metri. Presentava una scarsa tenuta al mare nei settori poppieri. Ebbe modificata la torretta rispetto al progetto iniziale. Fu trasformato per il trasporto materiali

Consegnato alla Regia Marina il 3/2/1940.

Il 10/6/1940 è dislocato a Taranto (41^ Sq. IV gruppo).

In Atlantico affonda tre navi per 16.104 t. circa.

Perduto nel 1943.

Le operazioni belliche

Effettua 10 uscite operative:

2 offensive e/o esplorative in Mediterraneo.

1 per esercitazione.

3 offensive in Atlantico.

1 per trasporto materiali in Giappone.

3 per esercitazioni e trasferimento.

Il 10/8/1942 affonda la M/n "Medon", G.B., di 5.444 t.

Il 13/8/1942 affonda il P/fo "California", U.S.A., di 5.441 t.

Il 14/8/1942 affonda il P/fo "Sylvia de Larrinaga", G.B., di 5.218 t.

Comandante: T.V. Bruno Zelick.

Dal 10 al 21/6/1940 è in agguato a S di Gaudo. Il 12, avvistata una unità antisom, è costretto ad allontanarsi in immersione.

Dal 15 al 24/7/1940 - Agguato a NE di Derna. Il 27, durante la navigazione di rientro alla base, avvista in emersione a S di Capo Spartivento un battello che non attacca ritenendo possa trattarsi del sezionario "Bagnolini". Il 29, rientrato a Taranto, viene portato in arsenale per lavori di adattamento ad operare in Atlantico. Durante la sosta, il T.V. Zelick, in attesa di assumere il comando del "Topazio" passa le consegne al C.C. Renato D'Elia che porta il battello a Trapani in attesa della missione successiva.

Parte da Trapani il 29/8/1940 per raggiungere la sua nuova base a Bordeaux. Durante la navigazione di trasferimento, rimane in agguato dal 14 al 30/9 a ponente di Madera. In quelle acque attacca col cannone un piroscafo isolato che riesce a sfuggire quando l'arma del nostro battello va in avaria. Il mattino del 5/10, quando è già in vista della costa, viene fatto segno al lancio di tre siluri da parte di un Smg nemico che non colpiscono per la pronta manovra del battello. Il 5/10/40 entra a Bordeaux.

L'11/10/1940, muove da Bordeaux per mettersi in agguato a ponente dell'Irlanda. Resta in zona dal 24 al 29, fin quando deve rientrare per avarie. Il 6/12 rientra alla base.

Destinato a Gotenhafen (attuale Gdynia) per addestramento del personale sui nuovi metodi di guerra al traffico oceanico, prima della partenza il C.C. D'Elia cede il comando al C.F. Vittore Raccanelli che lo assume per il solo viaggio di trasferimento.

Parte da Bordeaux il 16/3/1941 e arriva a Gotenhafen il 6/4.

L'arrivo del "GIULIANI" a Gotenhafen e la visita di benvenuto del console generale d'Italia nell'aprile 1941

 

All'arrivo, il C.F. Raccanelli, destinato sull'Incr. "Bande Nere", passa il comando al C.C. Adalberto Giovannini. Rimane nella base germanica circa un anno. Il 21/4/1942, prima di rientrare a Betasom, nuovo passaggio di consegne fra il CC. Giovannini e il C.C. Giovanni Bruno. Il 23/5 rientra a Bordeaux.

Il 24/6/1942 parte da Bordeaux per agguato a S delle Bahamas. Il 24/7 riceve 50 t. di nafta dal "Finzi" che sta rientrando alla base. Il 30 sposta l'agguato a S delle isole del Capo Verde.

Il 10/8 affonda la M/n britannica "Medon" di 5.445 t. Il 13 affonda il P/fo U.S.A. "California" di 5.441 t. Il 14 affonda il P/fo britannico "Sylvia de Larrinaga" di 5.218 t. Il 16 lascia l'agguato e inizia la navigazione di rientro. Il 1 ed il 2/9, a poche miglia di distanza ormai dalla base di Bordeaux, è attaccato ripetutamente da tre aerei inglesi che lo danneggiano gravemente provocando numerosi morti e feriti. Il Comandante, anche lui gravemente ferito alla gola, passa il comando al suo ufficiale in seconda, T.V. Aredio Calzigna.

L'attacco aereo subìto dall'Unità il 2 settembre 1942 alle ore 12,44.

La foto raffigura il battello sorpreso in emersione, dopo che aveva già subìto, il giorno prima, due attacchi nel corso dei quali era rimasto ferito il Comandante Bruno.

L'aereo antisom inglese ha appena sganciato un grappolo di quattro bombe che hanno colpito il battello danneggiandolo gravemente.

Il "Giuliani", danneggiato, è fermo, sbandato sulla sinistra e sta perdendo nafta. L'aereo inglese effettuerà ancora alcuni passaggi mitragliando il battello e poi si allontanerà ritenendolo ormai in fase di affondamento. In realtà il "Giuliani", pur con gravi danni, morti, feriti e due dispersi in mare, riuscirà a riprendere la navigazione e ad entrare il 3 settembre a Santander , in Spagna.

 

Cadono durante l'attacco aereo:

Sgt. Giovanni De Santis, Sgt. Enzo Grimaudo, Sc. Cesario Verardo.

Si perdono in mare, sbalzati fuori bordo dalle esplosioni: il C 2^ cl. Andrea Assali e il Com. Francesco Perali.

Gravemente feriti, oltre al Comandante, il Sc. Mario Gentilini, il Com. Pietro Capilli e il Com. Odilio Testa.

Il 3/9 si rifugia a Santander dove rimane in bacino sessanta giorni.

Prima dell'entrata in bacino, il C.F. Bruno, ricoverato in ospedale per le ferite, viene sostituito dal TV. Gazzana di Priaroggia che dovrebbe riportare il battello a Bordeaux. Ma, per i danni riportati e per il divieto delle autorità spagnole, la partenza non è possibile in tempi brevissimi. Pertanto il T.V. Gazzana rientra a Bordeaux durante i lavori cui il "Giuliani" è sottoposto nell'arsenale spagnolo.

Il 3/11/1942 esce da Santander e il 9 rientra a Bordeaux dove completa la riparazione dei danni e subisce radicali lavori di trasformazione. Ne uscirà alla fine di aprile del 1943. Prima della successiva missione avviene il passaggio delle consegne fra il C.F. Bruno ed il C.C. Mario Tei.

Il 23/5/1943 parte da Bordeaux per Singapore con 130 t. di materie pregiate destinate a quella base. Il 24/7 arriva a Sabang e di lì a Singapore dove entra l'1/8.

L'8/9/1943 si trova a Singapore. All'armistizio, viene preso in consegna dai tedeschi e contraddistinto con la sigla U.IT.23 naviga, con bandiera tedesca e con equipaggio misto italo-germanico, fino all'affondamento avvenuto il 14/2/1944 nel canale di Malacca ad opera del Smg inglese "Tally-Ho".

Affondano col battello, insieme a 34 marinai tedeschi, 5 uomini dell'equipaggio italiano: Capo MN Emanuele Fareri, Capo El. Luigi Mascellaro, 2capo El. Gaetano Principale, Sergenti Pietro Appi e Francesco Tavela.

Rimangono feriti e vengono recuperati in mare il Capo M.N. Ernesto Capello e il Sgt. Ettore Manfrinato.

Sarà radiato ufficialmente dai ruoli del Naviglio Militare nel 1946

 

Bibliografia essenziale:

  

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