IL R. Smg "ANFITRITE"

classe "SIRENA" (12 unità)

Sigla: AN 

Un Sommergibile della Classe Sirena

 

Sommergibile di piccola crociera

 Impostato l'11/7/1931 nei Cantieri C.R.D.A. di Monfalcone;

 Varato il 5/8/1933 e consegnato il 22/3/1934;

 Dislocamento 681 t. (in superficie) e 842 t. in immersione

 Lunghezza 60,2 m. - Larghezza 6,45 m. - Immersione 4,2 m

 Apparato motore composto da 2 motori Diesel da 1350 hp (capaci di sviluppare in emersione una velocità di 14 nodi) e da 2 motori elettrici da 800 hp (capaci di sviluppare in immersione una velocità di 7,7 nodi)

 Combustibile: 45 t. nafta

 Autonomia: 4880 mg a 8,5 nodi (propulsione Diesel) e 72 mg a 4 nodi (propulsione elettrica)

 Armamento: 6 tubi lanciasiluri da 533; 1 cannone da 100/47; 2 mitragliere da 13,2.

 Equipaggio: 45 uomini, dei quali 5 ufficiali.

Sommergibile di medio dislocamento. Classe "600" serie "Sirena". Tipo Bernardis a semplice scafo e controcarene esterne. Profondità di collaudo: 80 - 100 metri. Sviluppati dalla precedente classe "Argonauta" con modifiche allo scafo ed alle sovrastrutture.

 

Il 10/6/1940 è dislocato a Taranto (44a sq. IV gruppo).

AUTOAFFONDATO il 6/3/1941 .

 

Le operazioni belliche:

 Effettua 7 uscite operative:

5 offensive e/o esplorative in Mediterraneo.

2 per esercitazione o trasferimento.

  Comandante: T.V. Bruno Ghersina (fino all'affondamento). 

Dal 10 al 18/6/1940 - Pattuglia il Canale di Otranto. Rientra a Lero dove resta dislocato.

Il 28/6/1940, mentre si porta in zona d'agguato nel braccio di mare fra Gaudo e Derna, navigando in superficie, alle ore 14.00 circa viene attaccato da un aereo. Fatto segno al lancio di numerose bombe che, pur non colpendolo, gli causano tali danni da costringerlo ad interrompere la missione e rientrare alla base.

Il Smg. Anfitrite in bacino per lavori nella tarda estate del 1940

 

Dal 27/7 al 5/8/1940 - Pattuglia a SW di capo Krio.

Dal 17 al 21/10/1940 - Pattuglia al largo di Ras Uleima. Di ritorno da questa missione, dirige a Taranto.

Dal 10/11/1940 all'1/2/1941 resta in bacino a Taranto per turno di lavori. Il 20/2 rientra a Lero.

Il 4/3/1941 parte da Lero per portarsi in zona d'agguato nel Canale di Caso. Dal 5 è nella posizione assegnatagli dagli ordini di operazione.

AUTOAFFONDATO il 6/3/1941 alle ore 08.00 circa al largo di Capo Sidero (Isola di Caso - Egeo). Il battello, per un guasto dell'impianto idrofonico non riuscì a rilevare l'arrivo di una squadra navale inglese. Scoperto all'ASDIC, fu costretto ad emergere per le avarie subite dopo lunga caccia da parte del Ct britannico "Greyhound". Venne autoaffondato dall'equipaggio, dopo aver avuto numerosi morti e feriti a bordo per il tiro d'artiglieria nemico. I superstiti vennero tratti in salvo dalla nave britannica.

Durante l'azione, caddero sette uomini dell'equipaggio:

C 3a.cl. Alfredo Sebastianutti - Sc. Cataldo Antonante - Sc. Michele Martinelli - Com. Giacomo Certo - Com. Loris Matteucci - Com. Salvatore Perrone - Com. Guido Speciale.

  

Bibliografia essenziale:

 

TORNA A "STORIE DI NAVI"