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É l'associazione degli studenti omo:bi:tran:sessuali dell'università di Bologna; ne fanno comunque parte tutti
coloro i quali, pur non universitari, ne condividono gli intenti. É un gruppo di amici, e costituisce una
associazione senza fini di lucro iscritta al registro delle libere associazioni.
GMS propone iniziative di carattere ludico-sociale, e vuole porsi come referente per tutti i giovani che, in una società difficile, hanno bisogno di un aiuto psicologico; per quei giovani che, in uno spazio in cui trovare la propria identità confrontandosi con gli altri, cercano un luogo per esprimersi in tutta la loro personalità. GMS vuole essere un punto di riferimento per i giovani omosessuali e sensibilizzare la società ad una realtà che non conosce attraverso la realizzazione di incontri e attività socio-culturali. É possibile consultare il nostro calendario per conoscere nel dettaglio le nostre attività. Un po' di storia...
Questo articolo è stato elaborato prendendo spunto in gran parte da alcuni fogli dattiloscritti, che
attualmente si trovano nell'archivio della Gaya, realizzati da un attivista nel 1995.
La storia della Gaya Mater Studiorum (d'ora in poi GMS) affonda le sue radici nel 1989, quando all'interno del movimento della pantera si forma un collettivo universitario gay e lesbico che prende il nome di "La Pantera Rosa" e che organizza iniziative in quella che fu la prima sede del gruppo - le aule di via Guerrazzi, 20 dove all'epoca si svolgevano le lezioni del DAMS. Il collettivo si divide in due gruppi: uno femminile, "Le Signore della Porta Accanto", e l'altro maschile, "Gaya Mater Studiorum" (ufficialmente nato il 20/11/89), il cui nome ricalca il sottotitolo latino dell'università bolognese, "Alma Mater Studiorum". Con il riflusso seguito al movimento della Pantera si perdono ben presto le tracce di entrambi tanto che due anni dopo ne rimangono solamente qualche adesivo o pubblicità su Contatto, rivista periodica pubblicata dalla Segreteria nazionale dell'allora Arcigay-Arcilesbica: fu grazie a questa pubblicità che Giandomenico, detto Giangi (che si rivelerà poi importantissimo per le sorti della GMS), comincia a chiedere informazioni sulle sue attività all'Arcigay. Capito che non ne era rimasto più nulla, chiese di mettere in contatto con lui chiunque avesse in seguito chiesto informazioni a riguardo. In questo modo organizzò, insieme ad altre tre persone, un attacchinaggio fissando un appuntamento per il lunedì sera al Centro di Documentazione del Cassero. Le riunioni ebbero un notevole successo e tra le persone che vi presero parte alcune, come Alessandro (Scurti), Francesco (Avolio) ed Alessandra (Casini), faranno parte della GMS per molti anni. Nel 1992 fu deciso di definirsi "gruppo" e non più collettivo. L'anno successivo Giangi cominciò a tenere una rubrica a tematica omosessuale, chiamata "Il triangolo Rosa", su "Il neo dell'ateneo", giornalino del sindacato universitario 'Atisrevinu: inoltre il gruppo è molto attivo, dato che entra in contatto con la LILA, inizia ad incontrarsi il giovedì pomeriggio nell'aula Roveri della facoltà di Lettere, fa il primo volantinaggio davanti alle scuole superiori, organizza una mostra sull'orgoglio omosessuale il 28 giugno in piazza Verdi ed inizia a pubblicare "INcontro", l'allora giornalino del gruppo. La collaborazione con 'Atisrevinu portò poi la GMS, nel 1994, a condividere con questo ed altri gruppi la sede di via de' Corighi, dove erano "ospiti" della cooperativa "Il Copertone". Una ragazza entrata all'epoca nel gruppo e molto attiva è Tiziana Grande, che scrisse diversi articoli per INcontro, uno dei quali venne elogiato addirittura su Babilonia, (al quale il giornale veniva inviato), che inoltre lodò la bellezza degli altri articoli pubblicati sul giornalino, oltre al fatto che autori ed autrici si firmavano con nome e cognome. L'allora direttrice del giornalino era Giulia Crippa, che poi fu nominata segretaria nazionale dell'Arcigay-Arcilesbica. All'epoca la presenza femminile nella GMS era abbastanza nutrita: occorre infatti parlare anche di Sonia Caruso ed Elena Evangelisti, che entrarono nel 1994 e la seconda delle quali diventò la prima presidentessa lesbica nella storia dell'associazione. Un'altra ragazza che in quegli anni era molto attiva è Mariarita Serìo, che aiutò Giangi a stendere il nuovo Statuto e diventò presidentessa della GMS: organizzò inoltre, insieme ad Ugo Zuccarello, la rassegna cinematografica intitolata "Omosessualità ed oppressione politica" che riscosse un notevole successo, tanto che fu necessario replicare il film "Maurice" per le molte persone intervenute alla proiezione. Nel 1994 Giangi, Alessandro, Elena e Sonia si candidano alle elezioni universitarie con il sindacato 'Atisrevinu. Il volantinaggio davanti alle scuole superiori del 1994 fu vietato verbalmente dalla Questura: durante la conferenza stampa convocata dalla GMS per denunciare la cosa il Questore trasformò il divieto in "sconsiglio", affermando che ciò era dovuto alla carenza di organici della Polizia, e quindi alla mancanza di un numero sufficiente di poliziotti per difendere i componenti del gruppo, ma disse comunque che, se il volantinaggio fosse stato realizzato, attivisti ed attiviste sarebbero stati schedati. Il paradosso fu risolto proprio dalla Questura, che risultò latitante nei giorni in cui si svolse il volantinaggio. Negli stessi giorni ebbe luogo l'evento più doloroso che il gruppo ha vissuto: il suicidio di Jacopo, uno dei suoi militanti più attivi; questo evento addolorò i componenti del gruppo, ma ebbe anche l'effetto di creare tra di loro delle tensioni. Nel 1995 la Gaya Mater Studiorum è molto impegnata nella raccolta di firme per le unioni civili; partecipa inoltre alla manifestazione in occasione della giornata dell'orgoglio omosessuale che si tenne a Bologna. Nello stesso anno Mariarita cercò di realizzare un'iniziativa su "Donne, medicina e sessualità" ma, essendo la sola componente lesbica stabile della GMS in quel periodo, dovette rinunciare. L'anno successivo il gruppo perse la sede di via de' Corighi, a causa dei contrasti sorti con la cooperativa proprietaria dei locali: l'associazione si trasferì prima presso la Casa delle Culture, in strada Maggiore, poi al Cassero, dove ancora adesso è ospitata dall'Arcigay. Con la perdita della sede di via de' Corighi il gruppo entra in crisi: questa inizia in modo chiaro quando la sua componente femminile se ne va, abbandonando le attività per motivi non completamente chiari (o meglio: che io non sono riuscita a chiarire); uno dei primi sintomi di questo distacco è stato il fatto che nel 1996, nonostante il grande successo riscosso dall'iniziativa battezzata "thè lesbico", nessuna delle ragazze partecipanti all'iniziativa abbia poi continuato a frequentare la GMS. Un altro elemento che indica lo stato di tensione che si era venuto a creare è il fatto che nell'editoriale di uno degli ultimi numeri di INcontro Katia Maselli, commentando la nascita di Arcilesbica, scrive "[...] è nata Arcilesbica: speriamo che serva ad incentivare l'impegno lesbico in politica. Sono diventata presidente dell'associazione (GMS, ndr) per rappresentare la (sua) ristretta minoranza lesbica: ragazze, mica sarete diventate tutte militanti di Arcilesbica? [...]"; frase che sembra soltanto una versione moderna del biblico "chi non è con me è contro di me", e che sembra voler escludere all'interno della GMS la possibile presenza di lesbiche, o bisessuali, sostenitrici della prima associazione nazionale lesbica italiana. Nel 1997 Katia Maselli e Francesco Avolio partecipano, al centro giovanile di San Lazzaro di Savena , ad un incontro sulle diversità; all'incirca nello stesso periodo la GMS fa un comunicato-stampa per protestare contro la censura subita dal gruppo delle First Angels, al quale l'università di Trento negò in un primo momento l'autorizzazione ad un loro spettacolo che era stato organizzato dal gruppo giovanile gay e lesbico di Trento. Nello stesso anno esce l'ultimo numero di INcontro (in verità, avrebbe dovuto uscirne un numero anche nella primavera del 1998, ma non fu possibile realizzarlo). Nel 1998 si fa sentire la crisi anche all'interno della componente maschile dell'associazione dato che il gruppo storico, per mancanza di stimoli nel continuare a frequentare la GMS, decide di "lasciare": questo fa sì che per alcuni mesi ci sia un vero e proprio vuoto, che sarà colmato nella primavera del 1999 con l'ingresso delle "nuove leve" che hanno permesso al gruppo di rinascere. Una delle prime iniziative alle quali ha partecipato questo nuovo "zoccolo duro" è stato il cineforum che i Giovani Comunisti di Modena hanno organizzato su tematiche omosessuali. È necessario accennare anche ad un'altra delle attività che la GMS ha sempre portato avanti sin dalla nascita: si tratta delle feste, che hanno rappresentato e continuano a rappresentare un'occasione per sfogare l'istinto creativo di tutte le persone intervenute, oltre ad essere un utile strumento di autofinanziamento per l'associazione: tra i titoli, vanno ricordati il "Pedro Almodovar Party", il "Rocky Horror Picture Show", la "Maculata Inconcezione", "Il Titanic approda sull'altra sponda", il "Pollon party" ed il "Mind the gap: London party". Previsioni per il futuro? Chi vivrà vedr`. Non è comunque fuori luogo ricordare quello che scrisse il primo biografo della GMS quando, al termine del suo testo, concluse: "Ci tengo però a farvi notare il banale insegnamento della storia della Gaya: nei momenti di maggiore armonia tra le componenti ed i componenti dell'associazione (componenti nel senso di singole persone ma anche di "gruppo lesbico" e "gruppo gay") si realizzano le cose migliori ed in maggior numero". (A cura di Sara di Pesaro)
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