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CAOTINO E PRINCIPESSA PIOGGIA
PREFAZIONE
Una farfalla sbatte le ali
in un golfo lontano e così facendo disseta la terra di Caotino,
da tempo arida e orfana d'acqua.
Come è possibile?
Ce lo spiega, senza nemmeno saperlo, il protagonista stesso, Caotino,
attraverso il suo viaggio e le sue avventure.
Caotino è un piccolo essere della famiglia dei dinamici caossi,
figli del caos e ultimi sopravissuti nella dominante "civiltà"
euclidea.
La semplicità e l'umiltà del bambino, unite alla sua innocenza
e spontaneità, svelano a piccole dosi il messaggio dei suoi antenati.
Il caos parla di noi stessi e a noi stessi.
Ci invita ad alzare il nostro livello di attenzione, ci insegna a vedere
nel vero senso della parola, a guardare in profondità a tutte le
cose, a comprendere la fitta rete di relazioni e forze interconnesse,
interagenti ed interdipendenti di cui facciamo parte integrante.
Ci invita a fare attenzione ai particolari, anche i più minimi
ed
apparentemente insignificanti, a vivere ogni nostra azione quotidiana
come fosse sempre nuova, perché è sempre nuova, bella, affascinante,
curiosa, dal momento in cui viene essa svincolata dallabitudine,
dalla ripetitività, dalla meccanicità, da un atteggiamento
lineare, statico, conformista, imitatore,
autistico, euclideo.
Ci fa capire che non siamo soli, siamo processi in una rete innumerevole
e interdipendente di processi bellissimi, complessi, e allo stesso tempo
semplici quando arriviamo a comprenderli nella loro vera essenza.
Continuamente influenziamo il mondo intero e ne siamo influenzati, ma
attivamente, in modo partecipe, costruttivo, dinamico, caotico; nella
passività ugualmente siamo partecipi in qualche modo, ma in maniera
euclidea,
meccanica, senza coscienza, manovrati dalle forze della natura e sballottati
avanti indietro come fossimo in un minestrone dove cè dentro
di tutto.
E nondimeno la danza del caos si sposa con la flessibilità e dinamicità
della natura, in virtù dell'amore, della bellezza, dell'armonia
e delle loro leggi comuni.
Gino Burrato
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