Gianni Milano, “sciamano tunguso
reincarnatosi nelle spoglie di un tenero maestro elementare antiautoritario”,
come afferma Guarnaccia, è stato tra i padri della
controcultura italiana, singolare figura di vagabondo del Dharma,
pacifista attivo, buddhista, poeta tribale,
rappresenta la drammatica, psichedelica, giocosa avventura del vivere poetando,
lottando, meditando, viaggiando, realizzando tribù di stupefatta impermanenza, morendo alla Storia per germogliare nel tempo
del mondo, quando e dove la vita chiama.