Il manganello di Feltri
I ringraziamenti della Chiesa
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Non so se il direttore de "Il Giornale" (quel Giornale che un tempo era del maestro Montanelli) ha avuto l'accortezza di riflettere bene prima di afferrare il manganello e scatenare la sua battaglia "anti-moralista", inaugurando così alla grande la sua guida al quotidiano berlusconiano.
Per cercare di perseguire la filosofia del "tutti immorali quindi nessuno è immorale" (filosofia devastante per chi si professa, almeno a parole, di destra), ha lanciato una campagna contro il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, riportando una vecchia questione legata a reati a presunto sfondo sessuale.
Non conviene addentrarsi nel "se il Direttore dell'Avvenire ha torto o ha ragione", sarebbe troppo complesso e poi ininfluente ai fini di questo breve scritto.
E poi sarbbe influente anche verso il "vero obiettivo" di Feltri.
Vale la pena soffermarsi solo su due considerazioni 1) Perchè Feltri ha sbattuto questo caso in prima pagina, un caso peraltro datato qualche anno? Risposta fin troppo evidente, perchè secondo lui il Direttore di Avvenire che aveva osato criticare Berlusconi per i suoi atteggiamenti immorali dal punto di vista cristiano, non ha nessuna patente di moralità per lanciare certi anatemi.
Potrebbe anche essere vero.
Ma tutto questo toglie qualcosa alle chiacchere intorno ai presunti scandali sessuali che vede coinvolto il capo del governo? Tutto questo, qualora i presunti scandali sessuali di Silvio venissero confermati, riduce la responsabilità morale del premier (ricordo che L'Espresso ha pubblicato le registrazioni nelle quali è chiara la voce del premier che parla con la escort D'Addario)? In pratica, che ci azzecca ? Se proprio prorprio Feltri voleva fare un favore al fratello del suo editore, doveva cercare di smontare le accuse che gravano su Berlusconi.
2) Quali conseguenze ha avuto questa genialata di quello che una volta era effettivamente un giornalista innovativo e poco incline a seguire la voce del padrone? Intanto come ha detto giustamente Gianfraco Fini, tutto quanto successo è un imbarbarimento nel rapporto tra i media e forse dovremmo chiederci che razza di giornali sono questi che invece di dare le notizie tirano fuori gli scoop "a orologeria", quando sono utili al loro politico di riferimento.
E poi, carissimi, prepariamoci ad aprire il nostro portafoglio e a vederci approvata dal Parlamento una legge sulla fine vita assistita degna di un Paese integralista.
Per ricucire lo strappo con la Chiesa (Avvenire è dichiaratamente un quotidiano di ispirazione cattolica), ci si aspetta adesso che questo governo incrementi i finanziamenti alle scuole private (per lo più cattoliche) e accelleri l'approvazione della legge che prevede, di fatto, che non si possa in alcun caso interrompere la somministrazione di cibo e bevande (vedi il caso Eluana), togliendo al soggetto interessato o ai parenti più prossimi ogni diritto sul fine vita.
La destra in questo paese è sempre più in mano ai trinariciuti che approvano il manganello e lo squadrismo mediatico, l'invadenza della politica che minaccia la libertà di stampa e le posizioni integraliste in campo religioso.
Chi si professa moderato, liberale e laico in Italia fa ormai parte di una razza in via di estinzione.
Su Feltri... bè, lasciamo parlare Montanelli “Il Giornale di Feltri confesso che non lo guardo nemmeno, per non avere dispiaceri.
Mi sento come un padre che ha un figlio drogato e preferisce non vedere"
(Corriere della Sera 12/4/95)
27/8/2009