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Mazara del Vallo è una ridente e spesso incazzosa cittadina, situata sulle sponde sud-ovest della Sicilia. Bagnata dal mar Mediterraneo e asciugata da un sole tenace a 18 carati. Una nutrita flotta peschereccia nutre un cospicuo numero di famiglie. Grazie all'apporto dello iodio e il fosforo nell'alimentazione, difficilmente si riscontrano casi di idiotismo. Eppure dallo scempio indiscriminato eseguito negli anni passati a scapito dei giardini e di alcune prestigiose costruzioni, farebbero pensare il contrario. Tuttora Mazara vive un periodo di modesto splendore, grazie alla maggior responsabilità di coloro, che nonostante tutto (mi riferisco al caldo), s'impegnano per questa bella, esuberante ed orgogliosa cittadina. |
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Sono l'unico della mia famiglia ad essere nato a Mazara. Mio padre e i miei fratelli sono nati a Castelvetrano, mia madre in Grecia. Ho vissuto per più di 30 anni a Mazara. Andai via che ero già una cellula integrata nel sistema mazarese. Una cittadina piena di contraddizioni, dove il vecchio detto nessuno è profeta in casa propria, trova in pieno la sua applicazione. La separazione da Mazara è stata una scelta, per fortuna non obbligata come per i miei figli. Solo al più grande, Marco, è rimasta una briciola di nostalgia, rafforzata dai miei racconti. di altri tempi, racconti spesso impregnati di enfasi per cogliere la distratta attenzione dei giovani. Ma mio figlio difficilmente si distrae, assimila tutto da vero ammuccaficu mazzarisi. |
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Mi ricordo della chiatta usata per far attraversare i pedoni, che volevano andare nella zona Trasmazzaro. Frequentavo le Elementari, quando un giorno, col bel tempo, insieme ad altri ragazzi marinammo la scuola, pi ghiri a fari un giru adjabbanna la chiatta. E' stata un'avventura,
che difficilmente scorderò. Ci fu un tale, che a tutti i costi voleva salire con la sua auto, una Fiat 850, sulla chiatta. Incurante delle proteste del traghettatore si accinse ad imbarcarsi. Non appena l'auto fu per metà sul ponte, la chiatta inizio a beccheggiare e con uno scatto si allontanò dal molo. Auto e conducente, inutile dirlo, finirono a mollo, con lo spasso di chi stava a guardare. |
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Eravamo usciti dall'Asilo S. Carlo, era un pomeriggio come tanti altri. Cosimo ed io, prima di rientrare a casa, eravamo andati ad esplorare la Villa Garibaldi. Eravamo appena giunti vicino al Monumento dei Caduti... Cosimo, un anno più piccolo di me, non riuscì a trattenere una scarica diarroica imponente. S'imbrattò tutto! Più voleva pulirsi, più si imbrattava! Più s'imbrattava più cospargeva attorno impronte di escrementi. Lo lasciai accanto al Monumento, per andare ad attingere un poco d'acqua nella fontanella vicino. Quando ritornai vidi che aveva imbrattato quasi tutto il lato della base della statua. Lo portai dunque vicino la fontanella in modo che si lavasse come meglio poteva e ritornai al Monumento. Non sapevo cos'era o cosa significasse, avevo 5 o 6 anni. Quelle 4 bombe poste agli angoli e la scritta che non sapevo leggere, mi incutevano una certa soggezione. Ritornai a prendere dell'acqua e pulii, come meglio potei tutto lo sporco. Ancor oggi, ben consapevole dell'importanza di quel Monumento, non posso fare a meno di ricordare che, una puzza acida di cacca per alcuni minuti aveva permeato quel Sacro Perimetro. |
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