Vittorio Emanuele II, re
d'Italia dall'unità (1861) fino al 1878, mantenne, sembra con
quache aggiustamento, lo stendardo
reale sardo.
Fu sostituito nel 1880. Era un drappo bianco con un largo bordo azzurro
con al centro le armi reali. Queste consistevano nello scudo di Savoia
con accollato un trofeo di quattro bandiere di stato e il collare
dell'Ordine Supremo della SS.
Annunziata - già Ordine del Collare, istituito da Amedeo VI nel
1362 - col complicato pendente formato da nodi di Savoia
racchiudenti una rappresentazione dell'Annunciazione dell'Angelo a
Maria. Occorre precisare che quello rappresentato è un modello
probabile, le cui caratteristiche, forse variabili, non sono del tutto
accertate, incluse le proporzioni del drappo, forse 3/4.
Stendardo reale
introdotto con decreto regio il 28 novembre 1880. Voluto da re Umberto
I (1878-1900), attraversò praticamente inalterato tutto il
periodo monarchico, passando per il regno di Vittorio Emanuele III
(1900-1946) fino all'esilio del «re di maggio» Umberto II
(1946). Sul drappo quadrato azzurro, colore dei Savoia, si staglia
l'aquila nera, coronata, recante sul petto uno scudo savoiardo ovale,
ripresa da vessilli reggimentali del XVIII secolo. L'aquila è
inscritta entro il collare dell'Ordine della SS.
Annunziata, già presente sul precedente stendardo. Quattro
coroncine sono poste negli angoli del drappo.
Repubblica Italiana, 1965-1990
Stendardo del presidente
della Repubblica formalizzato il 22 settembre 1965, in uso fino al
1990. Drappo quadrato con emblema alto 3/5 del lato. La prima distinta
bandiera presidenziale fu introdotta da Giuseppe Saragat (1964-1971)
ben 17 anni dopo l'adozione dei simboli repubblicani. Tra questi lo
stemma - riprodotto in oro sullo stendardo - che fu approvato il 5
maggio 1948 (v. sito del CISV). I primi quattro presidenti, De
Nicola,
Einaudi, Gronchi e Segni alzavano il semplice tricolore. I successori
di Saragat, Giovanni Leone (1971-1978) e Sandro Pertini (1978-1985),
non ritennero di cambiare lo stendardo.
Repubblica Italiana, 1990-1992
Stendardo presidenziale
decretato il 22 marzo 1990 e sostituito nel 1992. Drappo quadrato con
bordo azzurro largo 1/8 del lato. Il nuovo modello fu adottato per
iniziativa del presidente Francesco Cossiga (1985-1992), appassionato
di vessilli, e
servì solo nell'ultimo scorcio del mandato presidenziale. La
presenza del tricolore nel campo azzurro fu ritenuta più
rappresentativa rispetto all'emblema di stato.
Repubblica Italiana, 1992-2000
Il presidente Oscar
Luigi Scalfaro (1992-1999), con decreto del 2 giugno 1992, riprendeva
il modello
originario dello stendardo, introducendo la sola modifica delle
dimensioni dell'emblema, pari in larghezza a 1/3 del quadrato.
Sostituito nel 2000 durante la presidenza Ciampi.
Repubblica Italiana, dal 2000
Stendardo decretato il 9
ottobre 2000 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006) e
attualmente in uso.
Bordo azzurro pari a circa 1/10 del lato del quadrato. Ispirato ai
vessilli della Repubblica Italiana napoleonica (1802-1805), sembra che
sia stato introdotto per meglio differenziare lo stendardo
presidenziale dalla bandiera europea, che deve essere esposta insieme
al tricolore. Il presidente in carica Giorgio Napolitano (dal 2006),
non ha per il momento manifestato alcuna intenzione di sostituire la
bandiera.
Bibliografia
Vexilla Italica, 2, 1990; 1 e 2, 1992; 2, 2001; 1,
2003; 2, 2005 - Rivista Marittima, Suppl., 4,
1992
- Raccolta delle bandiere, fiamme, insegne, Ministero della Marina,
1900 e altre opere a carattere generale.