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Interview and review from several webzine of rock, electronic and pop music.
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WEBZINE - REVIEW
(snowboy prima IMM adesso) |
Siti
web: rock, metal , pop ed elettronici; alcuni non
esistono più, alcuni non hanno conservato la recensione in
archivio, ma le ho conservate tutte, non sono
in ordine cronologico
Novamuzique • Benzoworld
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recensione
di NOVAMUZIQUE (new 2009) IMM
Vi
siete mai svegliati con la luna di traverso? Vi è mai capitato
di cominciare la giornata con il piede sbagliato? Vi è mai
capitata la giornata nella quale avete le palle girate di default?
Bè, durante quella giornata NON vi avvicinate neanche alla iMM,
sarebbe troppo pericoloso!
Io personalmente non conosco Giancarlo Petracco (alias snowboy) ma,
dopo l’ascolto del suo secondo album, ormai l’ho
idealizzato. La sua prima macchina metal industriale mi spiazzò
per la brutale sincerità dei suoi testi come per
l’ipnotica cacofonia degli arrangiamenti.
Questo secondo lavoro sotto il nome di iMM non fa altro che
riconfermare lo stile adottato in passato senza niente di nuovo. Basi e
arrangiamenti sono pressappoco identici al primo album, registrazione
in stile “do it yourself” compresa.
Si sta parlando di industrial – techno metal (da cui il nome,
appunto: industrial Metal Machine) embrionale sulla quale il
“mostro” Petracco vomita rabbia in forma di testi privi di
fronzoli e stile.
Lasciamo perdere per un attimo gli arrangiamenti fin troppo elementari
e datati per discutere della figura che compone tutto ciò. Non
si può sentire un lavoro iMM senza immaginarne l’autore e
secondo me G. Petracco è un identità posticcia dietro
alla quale si cela qualcos’altro. Ormai sono convinto che la
Macchina Metal Industriale sia qualcosa di reale e autonoma e non
c’è alcun tipo di intervento umano all’interno della
creazione. Abbiamo di fronte una macchina che fa una Macchina e non
potrebbe essere altrimenti: Giancarlo è un computer! Un
registratore emozionale randagio che si aggira per le strade della sua
città catalogando, digerendo, elaborando e producendo rabbia
acustica senza alcun tipo di tecnica o gusto ma con il bisogno di
epurarsi da quello che ha captato, quale fosse una specie di catarsi.
La iMM ha bisogno di produrre musica per comprendere ciò che la
circonda e al tempo stesso liberarsi da tutto ciò che ha
registrato, perché a volte la realtà è difficile
da comprendere e, soprattutto, da accettare. Personalmente non penso
che la iMM debba essere riprogrammata per vedere le cose in maniera
più rosea o semplicemente “darsi una calmata”
perché, qualora succedesse, smetterebbe semplicemente di
esistere! La iMM altro non è che la riflessione senza filtro, in
chiave industrial – techno - metal, della società odierna
e non si può tacciare l’autore di fanatismo o nichilismo
in quanto specchio del suo mondo. Il prodotto finito risulta
fastidioso, disperato eppure molto emozionante. Per quanto riguarda la
veste grafica lasciamo perdere, visto il contenuto del cd andava bene
pure un foglio di carta con il titolo scritto a mano! Giose. Voto: ***
(su 5)
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recensione
di NOVAMUZIQUE (2006) MMI "contro tutto"
Diretto,
cattivo, incisivo e violento: questi aggettivi vengono in mente se si
vuole caratterizzare il lavoro di Gian Carlo Petracco con il suo
"Contro tutto", primo album del progetto one man band MMI (Macchina
Metal Industriale). Giancarlo è un batterista torinese che ha
lungamente militato in cover bands per poi essere risucchiato dal
fascino della composizione musicale fatta col computer. Nel '98 nasce,
infatti, lo SNOWBOY project come un duo che sperimenta sonorità
elettro-rock attraverso l' uso di campionature, loop e drummachine. Nel
2000 il progetto si consolida in una one man band in modo che Gian
Carlo si possa sbizzarrire (in maniera del tutto autodidatta) con una
chitarra elettrica da accostare a campionature e melodie midi.
Così nasce MMI: un ibrido elettro-rock oscuro e gotico che
strizza l'occhio al sound dei Ministry (con tutto il dovuto rispetto!).
Il CD, rigorosamente autoprodotto, contiene otto tracce davvero valide.
La prima traccia,"Pulsar", rapisce docilmente l'attenzione
dell'ascoltatore grazie ad un sound molto simile alle colonne sonore
dei videogames dell'Amiga (a me viene in mente il secondo quadro del
simulatore di guida con le Lotus), in modo quasi da stimolare una certa
memoria affettiva. Seppur delicato, il sound di "Pulsar" contiene un
certo elemento dissonante riscontrabile anche nella seconda traccia,
dove si trasforma in disturbante. Da questo momento in poi non ci
sarà tregua per l' intelletto e la sensibilità
dell'ascoltatore schiantato da melodie violente e incisive dai
reiterati accenti iconoclasti, quasi fosse come sentire una suora che
smadonna! Azzeccatissimi gli effetti per la voce, a volte quasi
incomprensibile ma va bene così, nonchè i riff alla
chitarra: grezzi e di grande effetto. Ovviamente la partitura
più convincente è quella della batteria, preponderante in
ogni traccia ma senza esagerare. Personalmente l' ascolto del CD ha
scaturito una genuina botta di rabbia che mi ha rincuorato: vuol dire
che c'è ancora qualcuno che non ha paura di esprimere i propri
sentimenti usando l'arte come linguaggio, sia esso elettronico o meno,
fottendosene del pensiero comune e della moralità. OTTIMO.
Horatio River
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recensione
di BENZOWORLD (new 20-11-2004) SNOWBOY
(raccolta degli ultimi lavori) Questo è un disco
complicato e veramente difficile. Dietro al nome Snowboy si cela un
unico personaggio polistrumentista che risponde al nome di Petracco
Gian Carlo e deve aver subito qualche sorta di trauma o aver dovuto
sopportare qualche tipo di esperienza estrema per diventare quella
sorta di genietto che poi si è rivelato. Il disco
è infatti un'accozzaglia ordinata ed organica
di un trito di rock, industrial, metal, tastierone pompate, parti di
dischi, sampler raccolti in ogni dove, ispirazioni da Prodigy e Nine
Inch Nails, voci filtrate e quanto altro si voglia. Nonostante tutto
questo caos il nostro riesce molto bene ad unire e cucire tutti i
pezzi, dando alla fine una forma pressocché credibile a
queste schegge ribattezzate canzoni. I pezzi passano quindi dai Prodigy
più aggressivi di "Generation 2001", con parti di jungle e
rap alternate a ponti di chitarra degna dei migliori Nine Inch Nails.
"Technometal" inizia con una chitarra satura che poi lascia lo spazio a
ritmiche industrial e a spruzzate di Marilyn Manson dei tempi d'oro. La
drum machine è sempre presente a dare il tiro ai frammenti
uniti per dare alla fine un quadro limpido e ricco di colori.
Addirittura troviamo chitarre acustiche ("Mutattention") con suoni di
contorno da centro città, fra gente che passa e urla e
sirene della polizia. Ma ben presto l'anima nera del nostro torna a
farsi sentire, con un tamburo martellante e una voce al limite del
riconoscibile, filtrata e sputata fuori con rabbia ed enfasi degna del
miglior robot. In generale il senso di claustrofobia e sempre presente,
ulteriormente rafforzato e portato avanti da altre song, come l'ottima
"Powarsound" e la quasi epica "Baby's Nightmare". Resta comunque un
disco difficile e complesso, da non ascoltare per puro divertimento ma
che richiede una certa attenzione costante per essere capito ed
analizzato. Il lavoro fatto da Snowboy è infatti
enorme, con particolari curati nel dettaglio alla perfezione
e una duttilità nel suonare tutti gli strumenti in maniera
magistrale. Per la natura stessa purtroppo penso che questo
resterà un lavoro di nicchia, anche
perché la qualità della registrazione non sempre
è ottimale e a volte il caos riemerge dalla testa di Gian
Carlo per prendere forma in maniera imperiosa in un punto qualsiasi di
una canzone. Verrai capito caro snowboy? Te lo auguro di cuore. •Torna
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recensione
di CANTINE (new 2004) GREATEST
REMIX (il meglio dei 3 demo) Lavoro curioso: un vaso di
Pandora dal quale esplodono suoni forti di un’elettronica
rutilante, accenti heavy metal annodati su basi grunge. Un coacervo di
assemblaggi originali che rendono l’opera di Snowboy, al
secolo Gian Carlo Petracco, particolarissima. Non è un disco
da ascoltare nei momenti di relax e nemmeno la colonna sonora di un
lungo viaggio; è, piuttosto, una musica da videogioco, un
suono da cartoon o da telefilm d’azione, in cui la carica di
battaglie, scontri, inseguimenti e corse forsennate si amplifica
sull’energica ed incalzante musica di Snowboy. Ma le note di
"Greatest Mix" non sfigurerebbero affatto come colonna sonora di
kolossal in cui scenari apocalittici, mostri alieni, battaglie
sovrumane, fughe paradossali, tengono sulla corda lo spettatore e
creano la stessa martellante tensione emotiva prodotta dalle scariche
sonore dell’artista torinese. Un esempio è “Baby’s
Nightmare”, che rimanda alla mente le suggestive
atmosfere dei Goblin, mentre “Corrupt
Soul” richiama immagini esoteriche, ma quasi tutti
i brani sono farciti di atmosfere ben poco rassicuranti, che ad un
primo ascolto possono apparire ripetitive. Per gli amanti del
genere disco, sospeso tra il virtuale ed il fantastico, una vera
chicca, per i non appassionati un originale lavoro da gustare a piccole
dosi. •Torna
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recensione
di UNDER-GROUND (new 2003) GREATEST
REMIX (il meglio dei 3 demo) Poco prima di accingermi ad
ascoltare il lavoro in esame, ho tentato di ricordare le decine di
gruppi industrial italiani a livello underground che mi sono capitati
per le mani negli ultimi tempi...roba inascoltabile, senza capo
né coda, dove la melodia sembrava essere partita per un
viaggio a Cuba, mentre dai solchi del lavoro emergevano latrati di
improbabili singers in preda a conati di vomito, il tutto
opportunamente stracampionato, straeffettato, stra...tutto! Insomma,
rievocare questi infausti ricordi musicali di certo non ha aiutato la
mia digestione, ma senz'altro mi ha preparato all'ascolto del materiale
inviato infondendo in me il giusto senso critico ...in altri termini,
ho voluto aspettarmi il peggio per poi essere puntualmente smentito.
Sapete una cosa? HA FUNZIONATO!!!! Siamo infatti in presenza di un buon
progetto di one-man-band che ha nel torinese Giancarlo Petracco il suo
mastermind, ottimo chitarrista e "sequencerista"; il lavoro in esame
raccoglie il meglio dei tre demo finora (auto)prodotti, ovvero
"Freeriders.Wav", del 1999, "We Are The New Generation" del 2000 e
"Alienvasion" datato 2001. L'ambientazione musicale è quella
gelidamente elettronica di band come Prodigy, Bran Van 3000 e Apollo
440, anche se non mancano incursioni nel post-modernismo più
allucinato, ravvisabili nei momenti più propriamente "metal"
del cd e ricollegabili ad acts quali Nine Inch Nails, Ministry e
Almighty. Un bel calderone, quindi, dove le componenti elettroniche e
metalliche del sound vengono scisse, scomposte, fuse, rielaborate
secondo un dizionario che il buon Snowboy ha forgiato a sua immagine e
somiglianza. Il risultato è un album
industrial-chitarristico che a tratti (ma solo a tratti, non
esageriamo) si avvicina alle sonorità di capolavori assoluti
del genere come "Engines Of Creation" di Joe Satriani, e "The Ultra
Zone" di Steve Vai. Non fraintendiamoci ...a mio avviso c'è
ancora molto da fare per raggiungere un compiutezza stilistica
effettiva: ad esempio, lasciar stare del tutto i cantati, davvero fuori
luogo e a volte spompati, da utilizzarsi magari alla Prodigy; inoltre,
fare più attenzione alle giunture fra le atmosfere
-elettroniche e metalliche-, visto che certe volte il cambio
è brusco e approssimativo (vedere l'episodio "B-Side An
Angel" -forse il peggiore del cd, si salva solo l'assolo di chitarra-,
ma anche MutAttention), difetti, questi, che si ripropongo soprattutto
nei brani tratti dal primo demo. In generale, penso di poter asserire
che la soluzione perfetta per la quadratura dello Snowboy-sound sia
(ovviamente) unire il meglio di ogni demo finora prodotto:
l'anima rockettara alla Beastie Boys ed il riffing chitarristico del
primo, l'ottima architettura dei pezzi del secondo, e
l'atmosfericità un po' dark del terzo. Unite,
queste caratteristiche potrebbero davvero rendere Snowboy competitivo
agli occhi di certe etichette che da anni investono
nell'universo elettronico ed industrial... come trampolino di lancio
per un qualcosa di importante. Che ne dici Giancarlo? Al lavoro! Ytsejam
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recensione di KATHODIK (new 2003) GREATEST
REMIX (il meglio dei 3 demo) La bellezza
è nella diversità? Certo, sono felice della
diversità, ogni tanto, senza diventarne schiavo ne sentirsi
in dovere di promuoverla. Revival, riproposizione, ridefinizione.
Qualcuno potrebbe pensare che mi trovi al posto giusto nel momento
giusto, in questa webzine. Si ascolta musica, evitando di sceglierla,
si è semplicemente bersagliati da chi ti crede capace di
esprimere un giudizio, anche se magari hai solo voglia di buttare
giù due parole, così... senza senso... magari
senza neanche connessioni dirette con la musica. La realtà
è ben diversa. La realtà è piu
pragmatica, più lavorativa. La realtà
è fatta di supporti, custodie e note informative. Cose con
cui ti devi confrontare. Le hai li appoggiate, le butti sopra o sotto
qualcosa e magari un giorno ti decidi anche a scriverci due rige sopra.
Ebbene si era un preambolo, ed, ebbene si, c'è un
collegamento con questo cd di Snowboy "Greatest Remix", che in
realtà è una raccolta di tre suoi precedenti
demo, nei quali oltre a computerare, sequenzare e schitarrare lui
stesso, viene aiutato da: Patrik (voce), Enrico (riff e campioni),
Carlo (testi), Matteo (cori). Siamo dalle parti di Ministry, Prodigy e
White Zombie ma con qualche inflessione leggermente più
metal-dance, fino a sconfinare nella chimica da club, martelloni techno
sporadici e occasionali vocalizzi rap-cross-over. Così fra
un campionamento di guerre stellari, distorsioni metal stilizzate,
bassi ad onda quadra, chunk d'n'b e voci che sembrano provenire
dall'inferno ci si ascolta tutto il cd. Che dire? La pecca maggiore
è nelle timbriche, forse le chitarre troppo limpide (non
c'è ombra di parossimo a la Alec Empire), poca ricerca al di
fuori del consueto per rumori e campionamenti, uno sviluppo della
canzone (perché alla fine di questo si tratta) abbastanza
lineare, ma forse per questo risulta difficile continuare a mantenersi
attenti; questa raccolta si fa comunque ascoltare
(certo che renderla piu' agile gli avrebbe di sicuro giovato)
e fa anche vedere che nel corso degli anni passi avanti Snowboy ne
abbia fatti per quel che riguarda passione e perizia in quel che fa.
Il fatto è che mancano proprio le motivazioni per cui
qualcuno dovrebbe interessarsene, non so, a meno di trovare queste
composizioni come colonna sonora dell''ennesimo videogame spaccatutto.
Nota positiva: i Suicidial Tendencies citati nelle note che
accompagnano il cd, il primo è un gran disco. Grazie di
avermelo ricordato e attenti al futuro, qua è sempre
tristemente troppo simile a quanto ci si aspettava. Aggiunto: January
6th 2004 - Recensore: Luca Confusione
- Voto: * •Torna
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recensione di SPECTRUMZINE (new 2003) GREATEST
REMIX Mi ha fatto un enorme piacere questo Snowboy,
davvero. Non siamo ignorati fuori dalla nostra 'scena' (se mai ne
esiste alcuna), nossignore, l'universo synth-microsinusoidale
è una realtà che esiste all'interno di un ben
vasto fenomeno elettronico, e Gian Carlo Petracco ne
rappresenta il lato più metal e rockeggiante. Il
cd che ho tra le mani è un compendio di tracce composte tra
il 1999 e il 2001, rimaneggiate all'uopo in un Greatest Product che
è di certo una sorpresa per i profani quanto per gli
'addetti ai lavori'. Inizia (pre)potentemente con Powarsound, che tra
Hanzel Und Gretyl, Android Lust e 24-7 Spyz spazia in una miriade di
citazioni sino a sfiorare l'electrobody di Front 242; di impatto, la
qualità è buona, non eccezionale, il cantato
è forse non troppo soluto, e si ha l'impressione con la
seguente Generation 2001 di avere a che fare sempre con gli stessi
movimenti: nulla di più erroneo. Richiami ai Front Line
Assembly di Hard Wired e crossover alla Cypress Hill di Skulls
& Bones, solo più acido (Dark Game), punk (You can
do it, bello l'assolo di chitarra), flanger, synth, devastante black
metal alla Coal Chamber (Alienvasion). C' è anche qualcosa
di più acustico (B-side an angel), ma al contempo
tremendamente elettrico, ritorna un'industrial (Any anybody in any way,
a dir la verità non troppo riuscita) con decenti parti
sintetiche ma troppo mutevole, e poi si assesta e si alterna e si
riassesta di nuovo, e tra sgommate di metal riecheggia in d'n'b
(Corrupt soul), bestiale Coal Chamber di nuovo (AlieNation), e un
crossover più divertito (Sex sex sex the n° of). In
un certo senso 'piacevole' lo Snowboy di MutAttention, un bel pezzo
davvero, scariche di mitra che diventano mitragliate di percussioni con
tanto di urla di dolore (e registrazioni di spari e sirene),
decisamente il pezzo più riuscito. Non troppo convincenti
Deep Crazy e Disagree, che però riescono a proporre un
motivo che fa presa e qualche buono spunto alternativo, per concludere
con una sorpresina funky/metal sintetica (ABACAB Mila), quasi EBM
(Funker Vogt), tutta nuova. Un pò pesantuccio il sabato
mattina, ci sarebbe certamente qualcosa da ritoccare a livello di
mastering e a livello compositivo, ma non è certo
la varietà che manca; forse è una mia
impressione il fatto che col metal si tenda sempre a creare la stessa
roba. Noi speriamo a nuove incursioni di questo genere,
perchè è un qualcosa che lascia sperare davvero;
e io, dopo 2 ore di nevicata (perchè me lo sono sbevazzato
due volte), me ne torno al mio j-pop. Aaah. di Emanuele
Rodolà
Review
to Greatest mix demo by Spectrumzine •Torna
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recensione di SOTTOTERRA (new 2003) GREATEST
REMIX (il meglio dei 3 demo) In un demo di oltre sessanta
minuti si snoda il percorso industrial/elettronico di Snowboy, progetto
one-man-band del torinese Gian Carlo Petracco. Ben 14 tracce
all'insegna di una sperimentazione frutto di parecchi anni (dal '98 ad
oggi se ho ben capito). Infatti questo è un demo/raccolta
dal titolo "Greatest mix". L'utilizzo di campioni, drum machine e
sequencer si accostano a sonorità metal spesso parecchio
dure e distorte, creando pezzo molto particolari. Lo stesso Gian Carlo
definisce i suoi pezzi "nella pratica i brani sembrano molto colonne
sonore di videogames", passando per influenze alla Marilyn Manson, Nine
Inch Nails e Prodigy. Su questo scenario in cui citerei il pc come
elemento essenziale del gruppo, l'ascolto del demo risulta buono e,
nonostante la lunghezza dei pezzi, non stanca. Qualche 'pelo nell'uovo'
lo troverei decisamente in alcune parti vocali che forse si potevano
evitare senza sminuire la ricerca e l'efficacia delle tracce,
nonché in alcuni collegamenti fra alcune parti. Tra i pezzi
mi preme segnalare la misticheggiante e 'oscura' "Generation 2001" a
cui segue "You can do it", con i suoi interessanti riferimenti musicali
hard rock e rap nella parte vocale. Inoltre "Corrupt soul", che emerge
dopo la leggera flessione dei pezzi precedenti. Uno dei migliori,
comunque, è "MutAttention", forse una delle
più melodiche, in cui ritrovo anche una ottima ricerca
melodica. Davvero un bel pezzo, a mio parere il migliore.
feedback
Review
to Greatest mix demo by Sottoterra •Torna
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recensione di NOIZE ITALIA (new
10/12/2003)
HEAVY HEMULATION (4° demo) Amalgama tra thrash e techno
per uno (a tratti) sconclusionato industrial metal. Questo è
quello che risponderei se mi chiedessero di esprimere un commento sul
progetto torinese Snowboy di Gian Carlo Petracco. Devo ammettere che
dopo vari ascolti il sound estremamente elettronico ha iniziato ad
aprirsi alle mie orecchie risultando essere pertanto qualcosa con una
parvenza di senso.
Sconclusionato non per la "spazialità" del genere proposto,
ma per le sperimentazioni troppo forzate e prolungate con mille effetti
tecnologici che appesantiscono l'ascolto, rendendolo si imprevedible,
ma allo stesso tempo faticoso. Il lavoro presenta anche una recondita
anima metal con sporadici riffoni thrash anni '80 che danno
gravità al suono e ad un drumming (ovviamente drum
machiniano, ma non solo) degno di rispetto. Se si fosse spinto
maggiormente verso queste soluzioni "Heavy emulation" sarebbe
risultato più simpatico, ma troppi sono i samples sciocchi e
pacchiani tratti anche da film come in "Grezzo" (ho riconsciuto quello
di Carlo Verdone con una serie di insulti campionati dell'attrice
Pivetti tratto dal film del quale ahimè non ricordo il
titolo) degni di "sperimentazioni" da fare con gli amici in casa per
divertirsi, non certo di essere pubblicate. Tuttavia non tutti gli
episodi sono da buttare, Gian Carlo quando
s'inseriosisce riesce anche a ricreare atmosfere malsane e distorte
come nella quasi horrorifica "Baby's nightmare" di buona fattura,
decisamente la miglior canzone nel disco che si distacca come stile da
tutto il resto del lavoro per una ricerca (parziale)
dell'oscurità molto gradita. Anche le prime 3
tracce non sono male, capaci con un certo groove accattivante (o
intrigante come in "Technometal") a retaggio hard rock, di farti
muovere il culo. "Down the clown", "Freaky" e "Find my love",
che
costituiscono la parte centrale dell'album, invece non convincono
appieno apparendo, come detto in apertura di recensione,
sconclusionate, prive di quella componente -di attrazione- essenziale
in questo tipo di musica. La scelta di non utilizzare delle vocals (se
non campionate) a mio avviso può dare anche i suoi frutti,
facendo porre in tal modo l'attenzione dell'ascoltatore sulla musica e
sulle atmosfere ricreate.
Tirando le somme non mi sento di promuovere "Heavy Emulation", ma
congedo questo progetto con la speranza e consapevolezza che
indirizzando le energie su lidi più concreti e decisi,
potremmo trovare nello Snowboy un gradevole mezzo di trasporto verso i
lidi più distorti.
Voto: 5 firmato A.j.
Review
to Heavy Emulation demo by noizeitalia •Torna
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recensione di HEAVY-METAL (new 2003) HEAVY
HEMULATION (4° demo) Gian Carlo Petracco
è un simpatico ragazzo torinese con la fissa dei
campionamenti e della manipolazione di suoni tramite computer e
sintetizzatori. Nel 1998 fonda la sua band, Snowboy, di cui
è intuitivamente unico rappresentante ed esecutore. Produce
una serie di demo, e, data la mia notoria predisposizione ad apprezzare
progetti sperimentali e contaminati, il sommo GDF decide di mandarmene
uno da recensire. Si tratta di "Heavy Emulation", composto nei primi
mesi del 2003. Oltre al bene amato Petracco vi partecipano tali Patrik,
Enrico, Carlo e Matteo, personaggi assolutamente oscuri che dovrebbero
aver dato il loro contributo su "Heavy Emulation", chi cantando, chi
registrando tracce di chitarra, chi componendo testi. L'artwork del
demo è decisamente scarno, ma tant'è, non
è l'involucro che conta, ma quello che contiene. Prima di
mettere il dischetto nel lettore, dò un'occhiata alla
biografia. Tralasciando imbarazzanti errori di ortografia e costruzione
di pensieri con una parvenza di senso compiuto, mi balza all'occhio la
serie di band alle quali il nostro Gian Carlo dovrebbe essersi
ispirato: White Zombie, Atari Teenage Riot, Prodigy, Manson, Nine Inch
Nails (...). Ora, non me ne voglia Snowboy, ma qui è proprio
tutto sbagliato. Quando il cd ha cominciato a compiere i suoi giri
sfiorato dai raggi della fibra ottica, quello che ho sentito
è stato un collage di ritmi elettronici, voci filtrate,
chitarre sintetizzate, effetti il più delle volte
grotteschi, voci manipolate da qualche programma demenzial-radiofonico.
Le canzoni in realtà non esistono, non seguono nessuna linea
melodica, sono incastri raffazzonati somiglianti più ad un
quadro iperrealista dove le immagini da replicare oltrepassano le
quattro dimensioni (ok, nemmeno io ho capito che intendessi con questa
frase, ma Snowboy sta seriamente mettendo in difficoltà il
mio già precario equilibrio psicofisico, cercate di avere
compassione di me). Deliri a parte, Gian Carlo Petracco ha un
talento palese nel
manipolare suoni e utilizzare tecniche di cut'n'paste. Il
problema è che "Heavy Emulation" non è un disco,
ma una specie di esercizio che mette in evidenza queste sue
capacità. Ne viene fuori un lavoro tecnicamente
più che buono, ma azzardare paragoni con Nine Inch
Nails o Ministry è una semi-bestemmia. E' proprio la
violenza concettuale e l'intensità emozionale a rendere
grandi questi gruppi. L'utilizzo di tecnologie all'avanguardia
è il mezzo per trasmettere il disagio e l'angoscia della
cultura post-industriale, non il fine. Snowboy, per dirla tutta, ha
invertito le parti. E risulta veramente difficile prenderlo sul serio.
Vincenzo "Third Eye" Vaccarella.
Review
to Heavy Emulation demo by heavy-metal.it •Torna
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recensione di ROCKIT.IT (new 2004) HEAVY
HEMULATION (4° demo) Snowboy è lo
pseudonimo dietro cui si cela un musicista piemontese (Giancarlo
Petracco), il quale non manca certo di professionalità visto
che mi fornisce una nota stampa in cui ci spiega l’origine
del suo progetto ed aggiunge anche le spiegazioni dei brani presenti su
cd. Operazione un po’ presuntuosa, giacché una
persona che si cimenti in qualsiasi campo artistico non credo possa
essere neutrale nei confronti delle proprie creazioni. Comunque sia mi
è utile per analizzare il lavoro, perché indica
quelli che sono i propri input principali, ovvero il genere o i gruppi
‘industrial’ di riferimento. Peccato che tra questi
non citi quelli che sono stati realmente gli inventori ed unici
‘praticanti’ del genere, i Throbbing Gristle. Tutti
quelli che sono venuti dopo di loro (e si parla del 1981!), e quindi
anche gli elencati nella nota - White Zombie e Nine Inch Nails - sono
gruppi che praticano un heavy-metal dal suono sintetico e dalla ritmica
computerizzata. Infatti, ciò che è
contenuto nel dischetto è techno-metal, sullo stile dei
tedeschi Rammstein... nient’altro che questo.
Probabilmente qualcuno l’apprezzerà, e forse in
Germania potrebbe avere successo, ma per il sottoscritto è
un tipo di musica che, con tutto il rispetto per il lavoro e
l’onestà del nostro, non significa assolutamente
nulla. di Carlo Maramotti •Torna
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recensione di IL CIELO SU TORINO (new 2003) GREATEST
REMIX (il meglio dei 3 demo) Greatest Remix" è
una sorta di best of dei migliori brani apparsi sulle tre demo prodotte
da Snowboy tra il 1999 e il 2001, con tracce opportunamente remixate.
La base di partenza è il metal, reinterpretato con gusto
abbastanza personale attraverso l'ausilio dell'elettronica: si parla di
voci e chitarre ultradistorte su tappeti sintetici saturi e
claustrofobici, che non mancano però di aprirsi a soluzioni
più ariose come capita in "You can do it", puro
crossover che mescola strofe rappate con un ritornello punk rock
più che efficace. Funzionano decisamente bene anche brani
come la granitica "Powarsound", brano al quale è affidato il
compito di aprire il lavoro, e "Corrupt soul", che vanta interessanti
inserti drum'n'bass e un cantato decisamente affascinante. Nel resto
del disco, poi, ci si imbatte regolarmente in bei riff di chitarra,
giri di basso (sintetico, ovviamente!) degni di nota e anche qualche
suono acustico (come nell'ottima "Mutattention") particolarmente
gradevole. Non mancano i difetti, com'è normale che sia per
una demo; in particolare i brani sembrano davvero troppo lunghi, dal
momento che la soglia dei 5 minuti viene regolarmente superata per
arrivare spesso a 6 o addirittura a 8 ("B-side an angel"), e quindi
alcuni brani diventano faticosamente ascoltabili nonostante la loro
indubbia bontà. Insomma, un disco tutto sommato
buono, dal momento che gli spunti piacevoli non mancano di
certo; c'è spazio per migliorare, sicuramente, ma le basi di
partenza ci sono e sono davvero solide.
Review
to Greatest mix demo by il cielo su Torino •Torna
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recensione di SUONIKO (new 2003) GREATEST
REMIX (il meglio dei 3 demo) Finalmente riesco recensire
questo cd: si tratta di un remix di vari demo registrati in tempi
diversi. Particolarità degna di nota che si tratta del primo
cd non marchigiano che recensiamo! Il nostro unico e solo componente
del gruppo il torinese Giancarlo Petracco che si diletta ai
campionatori, alla drum-machine, ai sequenser e alla chitarra. Detto
questo passo subito ad illustrarvi il cd andando ad analizzare i primo
brano, “Powarsound”, che si
apre con una serie di suoni puramente elettronici per poi evolversi nel
tipico sound industrial con chitarre pesanti e ritmiche sparate con
molteplici variazioni di ritmiche sul finale. Il successivo “Generation
2001” ci spinge ancora più
all’interno del suo sound dandoci una migliore prospettiva e
facendoci immergere nelle sue originali atmosfere elettroniche,con un
cantato stile rap. “Dark Game”
tutto strumentale con ritmiche simili alla Drum n’Bass e con
cambi ricordanti il dark elettronico. Con “You can
do it” SNOWBOY fa emergere il suo lato rap metal
alternandola con un “tappeto”elettronico che fa da
sfondo, riemergendo poi sul finale e concludendo con dolce suono sinth.
Eccoci allora in prossimità del quinto brano “Alienvasion”
il quale ci introduce in un intro caotico di suoni elettronici ma come
per caso il brano cambia ritornando ad atmosfere più
industrial per poi nuovamente evolversi e concludersi nella precedente
base. Poi in “B-side an angel”
troviamo un intro molto tribale che ci immette nella apparente
leggerezza e melanconia della voce del pezzo, il quale cambia
bruscamente a metà trovando sfogo nella pesantezza della
distorsione. Nella settima track (“Any anybody in
anyway”) ritornano le atmosfere industrial con la
drum-machine in quattro quarti e con potenti distorsioni. Con “Corrupt
soul” entriamo in atmosfere molto oscure e a volte
anche grottesche che si concludono in un suono basso del sinth. La
ritmica di “AlieNation” ricorda
vagamente i Beastie Boys differenziandosi per dal sound del gruppo
poiché il brano viaggia su suoni tendenti al dark e poi
sfocia in ritornelli metal che danno sana compattezza con una voce
tendente al brutal. Il decimo pezzo (“MutAttention”)
entra con degli accordi molto gradevoli poi cambia bruscamente con
delle urla ed evolve in industrial confusionario per poi finire con la
parte iniziale. Arriviamo all’undicesima track(“Sex
sex sex the n of”) decisamente più rock
delle precedenti e anche molto più accessibile. Da notare i
gemiti di una ragazza un po’ in calore. “Deep
Crazy” invece un pezzo molto pesante tendente molto
al metal e con l’aggiunta di suoni elettronici che
sicuramente alleggeriscono la potenza del suono. Eccoci arrivati al
penultimo pezzo, “ Disagree”
dove ripercorriamo le linee stilistiche anche se il suono decisamente
più cupo rispetto ai pezzi iniziali; anche i suoni
elettronici e la scelta del suono della drum-machine rende il pezzo di
grande impatto. Con “Other Tendencies”,
pezzo strumentale tra elettronica e il rock molto anni ‘80,
si conclude il cd che nel complesso risulta essere molto originale;
tuttavia qualche leggera critica la vorrei fare: innanzitutto la
chitarra, secondo me, avrebbe dovuto essere più compatta
(meno assoli); inoltre, scorrendo le canzoni il cd rimane leggermente
pesante per chi lo ascolta. Per il resto si vede che un lavoro molto
maturo, che sento di consigliarlo soprattutto a chi amante dei
Ministry. Un saluto e alla prossima recensione il vostro. Melvin81.
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recensione di METALLIZED (new 2003) GREATEST
REMIX Questo cd è una raccolta dei migliori
brani tratti dai precedenti demo degli SNOWBOY, progetto di Gian Carlo
Petracco coadiuvato da altri musicisti.
Risulta alquanto ostico da recensire questo demo, in quanto Gian Carlo
ci propone un cd che basa il sound innanzitutto
sull’elettronica. In verità nutro qualche dubbio
su tale proposta, ma non tanto per il tipo di contaminazione: in fin
dei conti l’elettronica si è già
amalgamata bene con il metal, dando vita a svariate sonorità
tra cui forse la più nota a tutti e la scena
“industrial”.
Dalle note della bio, mi pare di capire che l’intenzione
degli SNOWBOY è proprio la ricerca di tale ibrido, ma dubito
che la musica propostaci possa piacere a qualche metallaro, non nel
senso stretto del termine, ma quelli che non disdegnano
sonorità come l’EBM, l’industrial e
qualsiasi sound metal con una buona dose di elettronica nel mezzo.
Ciò perché la proposta del nostro non presenta
quella cattiveria sonora di gruppi come White Zombie, Nine inch nails,
Ministry, Marylin Manson ecc…
Inoltre la musica mi pare troppo eterogenea: al di là
dell’elettronica, che è l’unica certezza
che ci riserva questo cd, secondo me Gian Carlo non ha le idee ben
chiare su quale direzione intraprendere. In questo demo troviamo solo
accenni: EBM, pura techno music, industrial, noise…ma
accenni e basta, perché Gian Carlo non si sbilancia
sfornando un demo che alla fine rimane appeso nel limbo
dell’elettronica.
Tra l’altro i suoni sintetici spesso sono troppo banali,
tant’è che sembrano quelli dei vecchi videogames
da bar (anche le copertine dei vari demo danno da pensare in tal
senso…) e sinceramente non riesco a capire se sia una cosa
voluta oppure no. Eppure qualche buona idea si trova,
come nella ritmata e danzabile “Generation 2001” la
cui voce rappata nel contesto musicale non stona affatto;
“You can do it” che risulta la più
rockettara del lotto e con un buon utilizzo della chitarra elettrica;
“Corrupt soul” dal ritmo ossessivo e dalla voce
convincente; ma soprattutto “MutAttention” che,
escludendo il primo minuto assolutamente fuori luogo ed evitabilissimo,
risulta davvero un bel pezzo techno aggressivo: elettronica abbastanza
cattiva e cantato ossessivo anche se debole (avrebbe avuto sicuramente
maggiore effetto un cantato violento e ultra-filtrato). Comunque
quattro pezzi sufficienti su un totale di quattordici non è
il massimo… Concludo ribadendo il mio dubbio sul fatto che
questo sound possa venire apprezzato dai metallari più
intransigenti a meno che voi abbiate tra i vostri ascolti anche gruppi
come Prodigy e Fatboyslim, citati anche da Gian Carlo e che mi sembrano
i nomi a cui gli SNOWBOY si rifanno maggiormente. Di: Wrathchild
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recensione di CIRCUITOSONORO ai demo
FREERIDERS.WAV e WE ARE THE NEW GENERATION Dalla provincia di Torino la
proposta Snowboy con tutto il suo campionario di suoni e umori
elettronici imbastiti in svariate forme. Più di altri, il
nostro ama infarcire l'elettronica di sapori aggressivi, ossessivi e
spesso non lineari, come fossero le azzeccate colonne sonore per
videogames sparatutto, o le rivisitazioni di quelle che aprivano e
accompagnavano vecchi telefilm anni '70, il che conferisce al lavoro
una luce particolare capace di mescolare strade americane e discoteche
affollate, trip ansiogeni e ritmi sperticati a tutta velocitˆ,
in una miscela che - più che ascoltata - va vissuta come
fossimo i protagonisti di un gioco virtuale, cosa che potrà
portare ciascuno di voi ad assimilare sensazioni personali,
dimenticandosi della musica in senso stretto e aggirandosi attraverso
labirinti sintetici dove silenzio e riflessione sono assolutamente
bandite.
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) BABYLONMAGAZINE Parlo al singolare
perchè presumo che Snowboy sia il progetto di Gian Carlo
Petracco (solo il suo nome compare sul CD!). "Greatest Mix" raccoglie i
tre precedenti lavori a partire dal '99 fino al 2001 ("Freeriders Wav",
"We Are The New Generation" e "Alienvasion"). Snowboy si pone sulla
scia di artisti come Ultraviolence, Alec Empire, Prodigy e, volendo
citare la scena underground nostrana, Holokausto Cineclub.
Anzichè la violenza sonora cui ci ha abituato ad esempio
Empire, Snowboy preferisce le parti più ritmate e ballabili
della techno e della trance, accompagnando i suoi pezzi con un cantato
cadenzato che sfiora il rap. Le idee sono buone, ma
il limite di questi pezzi, alcuni dei quali arricchiti da chitarre
heavy e stridenti, è l'eccessiva lunghezza: la media
è superiore ai cinque minuti e l'ascolto può
risultare un po' pesante. Non mi sento di esprimere un giudizio su
questo lavoro, che, come già detto presenta spunti
interessanti su cui il nostro deve continuare a lavorare,
limando le imperfezioni e riducendo le parti troppo prolisse.
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) EXTRAMUSICMAGAZINE Una nuova generazione di
musicisti si sta avventurando nella rete per proporre qualcosa di nuovo
lontano dal controllo delle Major ma purtroppo legato ancora alle
logiche della distribuzione controllata.Vi proponiamo un esempio del
lavoro di chi si èstancato di fare solamente "cover".
All’interno del panorama musicale italiano indipendente ed
autoprodotto, vi segnaliamo un “progetto”
singolare, coraggiosamente intrapreso da due ragazzi torinesi
che si sono appiccicati addosso il nome di Snowboy, con riferimento
dichiaratamente consapevole alle ambientazioni ed all'iconografia
virtuale dei videogiochi, cui, pare, sia ispirata gran parte della loro
musica, in larga misura generata al computer e tuttavia mai stancante
nè tantomeno banale, nonostante l'uso massiccio, quasi
ossessivo dell'elettronica. Trattasi di un progetto, assicura Gian
Carlo Petracco, alias Snowboy, cui convergono diversi stili musicali,
spregiudicatamente mixati fra loro, in un "calderone" dove il ritmo e
la dinamica dei loop riescono a far convivere piacevolmente dance e
jungle, hard rock ed heavy metal, hip hop e reggae. Finora hanno
prodotto una serie di demo musicali, di brani per lo più
trasmessi a diffusione locale via etere o disponibili, sottoforma di
mp3, in rete. L'impressione che si riceve ad un primo ascolto, dunque,
e che viene successivamente confermata da una più attenta
rilettura, è quella di una frenetica corsa
all’interno di un mondo tridimensionale o di un'ipotetica
città virtuale, dove il campionamento diventa ritmo, la voce
provocazione - a volte irridente, a volte demenziale - e gli strumenti
veicoli per scandire gli eventi, le atmosfere surriscaldate ed
ansiogene, che tuttavia, prese nel loro insieme rendono
l’ascolto interessante, a tratti emozionante. La commistione
di generi in salsa elettronica, dove il riferimento a gruppi musicali
già esistenti (Chemical Brothers, Prodigy, Fat Boy Slim,
Moby e per certi versi Rage Against The Machine), per quanto
inevitabile, non scade mai nel plagio o nella
mediocrità, ci regala momenti di originalità
espressiva ed alcuni brevi assoli sapientemente inseriti qua e
là fra le righe. Forse la durata dei brani (ma lo
ripeto, si tratta pur sempre di versioni demo, distribuite per scopi
non commerciali) andrebbe limitata in alcuni casi, al fine di rendere
l'impatto complessivo della musica più scorrevole,
più fruibile e soprattutto assimilabile dopo pochi ascolti,
cosa che ne faciliterebbe la diffusione anche fra un pubblico non
necessariamente di "addetti ai lavori". Francesco
Micucci(05/07/2002 12.38.10)
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) WWW.METAL.IT Snowboy è il
progetto musicale di Gian Carlo Petracco, un ragazzo partito da lidi
heavy metal ed approdato all'elettronica dopo aver ascoltato un disco
dei White Zombie. Raccontata così la storia sembra proprio
sempliciotta, ma vi assicuro che tutto il campionario delle sue
esperienze musicali (hard rock/metal/grunge/punk) vissute dietro alle
pelli si fa sentire durante i 70 e passa minuti che compongono questo
"Greatest Mix". Premetto che pur essendo un "metallaro" non sono
assolutamente contrario all'uso di pc, campionatori e drum machine
nella musica, anzi! Il problema è che lavorare con suoni
artificiali, sintetici, e addirittura affiancarli alla chitarra
elettrica non è per niente facile, e bisogna saperci fare.
Il lavoro di Gian Carlo è riuscito a metà,
perchè mentre nei primi due pezzi questa miscela di
sonorità risulta amalgamata molto bene, nel proseguo
dell'ascolto la parte elettronica prende decisamente il sopravvento
relegando le chitarre a qualche sommesso riff in sottofondo. Restare
così nel mezzo è pericoloso...meglio buttarsi
completamente sull'EBM, sfruttando il fatto che comunque la
parte ritmica dei pezzi è davvero varia e ben preparata
(14 anni di batteria di sentono), oppure cercare un buon chitarrista e
costruire dei brani più "umani" in cui inserire i samples e
i loop creati al pc. Un altro problema sta nella voce "rappata", per me
davvero fastidiosa e che allontana ulteriormente la musica dall'heavy
metal. Dal punto di vista vocale una prestazione più
aggressiva la troviamo nel singolo Powarsound, e un coro molto bello
stile DeathSS di "Heavy Demons" fa da ritornello nella seconda
"Generation 2001". Ulteriori difetti di questo "Greatest Mix" sono,
secondo me, l'eccessiva durata dei brani (di media intorno ai 5 minuti)
e di tutto il lavoro. Purtroppo 70 minuti per un demo sono veramente
troppi: un recensore underground solitamente non ha tutto il tempo per
ascoltarsi quattro o cinque volte un album di questa lunghezza,
perciò ammetto che forse il giudizio con qualche giro in
più nel mio lettore sarebbe forse aumentato di un punticino.
In ogni caso non è proprio tutto da buttare
via...qualche pezzo è pregevole, e si sentono degli spunti
interessanti. Ma per i problemi che ho elencato sopra, per
questa volta davvero non posso andare oltre la sufficienza
stiracchiata. Alessandro Riperi. Voto 6/10
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recensione
GREATEST MIX di RAWANDWILD Purtroppo devo
fare una premessa: questa che leggerete secondo me non e' un
recensione, x quanto male, il recensore poteva parlarne un 'po,
comunque x dovere di cronaca la riporto cosi' come e' stata scritta: AH!
AH! AH!
AH! Siamo
serii! Del "true metal" me ne fotto, anzi l'elettronica mi piace ma
questa BOCCIATO!!! Glamr
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) DISINTEGRATION SNOWBOY - "Greatest Mix" -
(Autoprodotto) Dietro il progetto che prende il nome di Snowboy si cela
Gian Carlo Petracco, polistrumentista che, dopo aver militato per lungo
tempo come batterista in alcune hard rock band, si è
innamorato delle sonorit&Mac246 sperimentali della musica
elettronica ed ha cercato di fondere le sue due passioni. "Gratest Mix"
è la raccolta dei brani migliori tratti dai precedenti 3
demo realizzati dal 1999 al 2001, nei quali si fondono basi di musica
elettronica molto ritmate e ballabili, suoni sintetici, chitarre heavy
e voci filtrate. Apre le danze "Powarsound", singolo che sprigiona una
grandissima energia, segue la più alienante "Generation
2001" con un cantato ai limiti del rappato. "You Can Do It", invece,
potrebbe tranquillamente far parte della colonna sonora di film quali
Blade & co. In definitiva, si notano idee e spunti veramente
validi sparsi in tutto il cd che dimostrano che Snowboy è
sulla buona strada, anche se il percorso della sperimentazione e della
commistione tra metal ed elettronica è abbastanza tortuoso e
pieno di "buche". Le possibilità di migliorare e maturare ci
sono tutte, aspettiamo il nuovo materiale! (Stefano D'Auria) Voto:6
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) ROCKON Gian Carlo Petracco alias
Snowboy raccoglie in "Greatest Mix" i suoi precedenti tre demo, piu'
precisamente "Freeriders.Wav", "We are the New Generation" e
"Alienvasion". Non solo, infatti raccoglie anche tutto il suo bagaglio
di esperienze personali, come i 14 anni da cui suona la batteria e i
tre gruppi di cover (dai Nirvana ai Guns', passando per Metallica e
Nofx) in cui ha militato. Il materiale da ascoltare e' veramente
tantissimo, 14 canzoni per piu' di un'ora di musica. Forse e' proprio
questo il principale difetto del lavoro, infatti i brani durano
veramente tanto (piu' di meta' superano i cinque minuti!). Le maggiori
influenze di questo disco sono dichiarate dallo stesso GianCarlo e si
sentono tutte, dalla passione per il metal a tutti quei gruppi
elettronici che mischiano la dance con il rock, come Nine Inch Nails,
Apollo Four Forty, ma soprattutto Prodigy. Si parte con "Powarsound" e
l'inizio sembra quasi il tema di un videogioco (uno di quei sparatutto
ambientati nello spazio). Tutta la prima parte del disco e' sicuramente
quella piu' interessante, dove i riff di GianCarlo bene si uniscono al
cantato quasi rap di Patrick e alle ritmiche elettroniche ossessive,
come in "Generation 2001" e "You Can Do It", e dove trovano spazio
momenti piu' tranquilli come "B-side an Angel", pezzo spettacolare! La
parte centrale del disco invece e' piu' monotona e noiosa, forse
perche' piu' vicina ad un ibrido che include piu' dance rispetto alle
canzoni precedenti, anche se si risolleva con "MutAttention" che, con
la chitarra acustica in primo piano, e delle belle linee di basso,
introduce un brano aggressivo e quasi hardcore. Una cosa
posso affermare pero' con certezza, che i brani sono comunque
originali, non risentono troppo dei "maestri" seguiti da Snowboy,
con ottimi spunti per lavorare in un futuro lavoro, magari scegliendo
meglio la strada da percorrere, fermo restando che la presenza di
diversi episodi (stile colonna sonora, brani piu' ballabili o con
incedere piu' industrial) rendono tutto piu' eterogeneo. Aggiunto:
November 20th 2002 Recensore: Fabio Cangianiello Voto: ****
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) HM PORTAL Snowboy è il
progetto di un muscicista torinese, Gian Carlo Petracco, che dopo varie
esperienze musicali con gruppi dediti prettamente a cover di gruppi
come Maiden, Metallica e Suicidal Tendencies si lancia verso un
techno-metal (a dir la verità di metal troviamo poco, se non
l'attitudine) di discreto impatto. Ammetto (per l'ennesima volta di
fronte a dischi come questo...ma perchè tutte a me le patate
bollenti???) di non essere la persona più adatta ad
apprezzare questo tipo di musica, ma posso senza dubbio dire che una
certa padronanza degli strumenti (elettronici ma anche chitarre, per
esempio) a disposizione di Gian Carlo è davvero evidente. Il
lavoro che ho in mano è una raccolta dei brani
più significativi dei tre demo composti dall'autore dal 1999
ad oggi e rappresenta in pieno ciò che Gian Carlo vuole
intraprendere: una continua ricerca di novità, un sound in
costante evolversi tra sequencers, campioni, drum machine...brani
perciò resi ossessivi e quasi per la totalità
elettronici, ma mai stancanti. Difatti il modo di concepire i pezzi
è specchio dell'esperienza coi suoi gruppi, per cui
l'utilizzo di queste tecniche computerizzate non ha per nulla scalfito
l'idea che Gian Carlo ha della forma-canzone, in continuo evolversi
sì, ma mai confusionaria. Ad affiancare Gian Carlo sono
alcuni suoi amici, che si dedicano alla stesura dei testi, ad alcuni
riff di chitarra e alla voce; e proprio la voce di Patrik spesso fa
perdere punti al lavoro, in quanto non si trova sempre a suo agio col
microfono.Non saprei davvero a chi accostare il progetto Snowboy, e non
so se questo per Gian Carlo sia un bene o un male...l'unico punto di
contatto che ho trovato è nelle colonne sonore dei giochi
più cruenti della Playstation...insomma, i metallari non
accetteranno questo lavoro, i techno-fans sinceramente non so,
però Gian Carlo se manda questo demo alla Sony credo
avrà la possibilità di guadagnare un sacco di
soldi! Con questo non voglio assolutamente svilire la musica di questo
cd, ma semplicemente dare un'idea di ciò che
è arrivato alle mie orecchie. Buon disco
techno (con vaghi accenni metal), ottimo per una serata davanti al
vostro gioco preferito, ma penso che i puritani come me di
musica fatta di corde, pelli e sudore troveranno poco posto nel loro
cuore per gli Snowboy...almeno credo, tentar non nuoce... Produzione:
*** e 1/2 Tecnica: **** Songwriting: ** Innovazione: **** lettura:
6volte
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) DIABOLICALZINE premetto che la seguente
recensione difficilmente potrete verificarla, mi è stata
inviata dall'autore ma non è stata pubblicata, il sito in
questione (mi è stato detto) difficilmente
proseguirà percui faccio un'inbocca al lupo ai ragazzi di
diabolicalzine e adesso la recensione: Snowboy è il nome del
particolarissimo progetto di Gian Carlo che dopo aver suonato per ben
14 anni la batteria in varie cover-band metal ha deciso di dar vita a
questa nuova creatura che si ciba di suoni futuristici, elettronica (a
tratti impegnata e a tratti più spensierata, che molto mi ha
ricordato le classiche musichette da sala giochi), atmosfera e
chitarra, insomma, un tentativo di mischiare elementi heavy metal a
sonorità moderne. Ci vuole sicuramente molto coraggio a
mandare un lavoro simile ad una webzine come la nostra che è
palesemente basata sul metal più estremo in circolazione.
Purtroppo non sono la persona adatta a recensire un lavoro di questo
genere, i miei gusti musicali sono lontani anni luce dall'elettronica
dei Snowboy. Devo ammettere perche almeno nei primi venti minuti di
ascolto questo "Greatest mix" (composto appunto dai migliori brani
scritti nella storia del gruppo) mi sono divertito, col passare del
tempo questo piacere si è trasformato sempre più
in noia. Mi dispiace dire questo perchè Gian Carlo si
è dimostrato con me simpatico e molto professionale ma
è giusto che io sia obiettivo. La voce di Patrik non
è male, e nemmeno la musica in generale ma che purtroppo
tende ad essere molto ripetitiva. Altro fattore negativo è
l'eccessiva durata del lavoro (oltre 70 minuti) che rende l'intero
ascolto quasi una sofferenza. Non a caso la traccia che ho preferito
è la originalissima (Tecnometal), la più breve
delle 14 presenti. Purtroppo la mia analisi non può andare
oltre a questi superficiali elementi perchè, come ho
già detto prima, le mie conoscenze in questo campo musicale
sono molto limitate. Ad ogni modo mi sento di premiare con un
buon 6 abbondante il coraggio e l'originalità del
progetto "Snowboy". (Metaljan) Voto:6
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recensione
GREATEST MIX (il meglio dei 3 demo) SUBROCKRECORDS Questo progetto nasce nel
1998 senza molto credito neanche da parte del suo maggior fautore, Gian
Carlo Petracco. Dopo il primo anno il progetto viene preso poi
seriamente, e con l'ausilio di un'altra persona per le parti vocali,
esce FREERIDERS.WAV il primo demo di Snowboy. Un anno dopo esce il
secondo demo, intitolato WE ARE THE NEW GENERATION in cui Giancarlo si
avvale della collaborazione di un chitarrista. L'anno scorso e' uscito
l'ultimo demo, in cui Giancarlo stesso suona la chitarra. Questo cd, e'
il meglio dei tre demo precedenti. Come il protagonista dichiara, dopo
essere cresciuto a pane ed heavy metal, si e' spostato verso
l'industrial negli ultimi anni, assimilando band quali Marilyn Manson,
Nine inch nails, e altre piu o meno estremiste. Il sound di Snowboy e'
molto potente, e' praticamente composto da voce, chitarra
(sintetizzata) e da un ammasso di sampler, drumming, e campionamenti
vari. Colpisce la maturita' di Snowboy, in cosi pochi anni, e la
compattezza delle canzoni. Ci sono episodi convincenti
(il primo singolo Powerasound) e altri meno, ma in toto,
questo lavoro e' di valore. Poi puo' piacere il genere o meno
(non saprei se definirlo techno, industrial, musica
elettronica..boh!?), ma il disco ha le palle,
questo bisogna ricomnoscerlo.
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ANALISI
DI HAPAX (Màoro Sanna) Eccoti un mio report sulle
tue composizioni. Senti...
io ho paura di traviarti. Hai un altissimo senso della
composizione e non vorrei che le mie osservazioni ti generassero
dei dubbi. Quindi ti chiedo di essere poco
‘passionale’
nel leggere queste considerazioni. Mettiamola sul lato tecnico
perchè così le mie critiche non incidono sulla
tua sostanza
emotiva la quale, deve restare sempre così elevata. Ok!
Cominciamo... Hai poppato tanto latte metalliko che ti è
piaciuto e - tu dici - non vedo perchè non debba trasparire
dalle mie composizioni. Nel frattempo ti 6 anche accorto che
l’universo
metal è fondamentalmente chiuso e - sempre tu, dici - il
mondo
gira e nuove sonorità emergono, nuove strutture si possono
percorrere, perchè non provare a contaminare? Sai benissimo
che
io sono + che in accordo con tale atteggiamento, ma il punto che
ti voglio fare notare è questo: sei sicuro che
l’elektro-metal
sia l’unica possibilità davanti a te? A mio parere
tu vali
moooooooooolto di + ! Vediamo xchè:
-grande patrimonio di stop and go thrash-speed nel tuo carniere.
-eccellente senso del ritmo con capacità di usare mid-tempos
molto coinvolgenti & deflagranti
-buon senso apocalittico dell’effettistica ma mai troppo
cupo nell’uso
-sai dove infilare gli intervalli elettronici tra una schitarrata
e l’altra
-c’è una gioia di fondo nei tuoi brani che mi
piace (e,
vedrai, trattandosi di un fattore incoscio sarà sempre una
tua
caratteristica vincente: chi ti saprà ascoltare
capirà che
principalmente ti piace un mondo ciò che fai: è
un dono raro)
Però c’è un
però
-ti ostini a stare dietro al tecno-thrash (e non intendo in senso
elettronico) costruendo insiemi che sembrano attualizzazioni di
frammenti Slayer+Overkill+Anthrax (et similia) dimenticandoti che
questa strada l’hanno già percorsa e sfruttata
gente come
Ministry-Skynny Puppy e compagnia varia intorno ai primi anni
‘90. Alt!
Non è un rimprovero! Il fatto che tu ci sia arrivato con i 4
mezzi 4 che hai a disposizione ti eleva all’ammirazione mia
e di chi capisce quanto poco semplice sia.
Ma ora bisogna fare il salto di qualità!
Ovvero...
Hai l’orecchio immerso dentro al secchio (come dice Iannacci)
percui se vuoi TU puoi creare un TUO stile/sound. Stop! Mi fermo
qui.
Ti voglio solo provocare una riflessione. So che è facile
dirlo...
ma xchè non provarci?
Suggerimenti:
-fare poco /farlo benissimo (la fase ‘avanti tutta’
l’hai
già superata)
-basta ascoltare metallo: stoppa le orecchie in tal senso per
almeno un annetto.
-fruga sulla rete-compra cd-doppia cd/nastri/quelchevuoi di tutto
ciò che ti incuriosisce TRANNE ‘o metallo Con
questo non ti
dico che devi rinnegare qualcosa (Gods of Metal perdonatemi!)
ti suggerisco di lasciare decantare un modello che conosci alla
perfezione ma che - a mio parere - ti sta un poco soffocando.
Giancarlo: NON dimenticarlo MAI: a prescindere dall’effetto
che ti fanno le mie considerazioni, FAI quello che TI PIACE!
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BEST
MP3 |
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PoWarSound - '99 |
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MutAttention - '00 |
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You can do it - '01 |
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Baby's nightmare -
'03 |
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Power Dance - '04 |
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UnderTVattack - '06 |
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VIDEO |
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Eat
muself - '06 |
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DEMO |
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Freerider.wav |
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Generation 2001 |
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AlienAtion |
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Heavy Emulation |
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snowboy |
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Against All |
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