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----- La storia della bambina che scriveva storie -----

  ( leggere qua sotto )

 

Primo Prologo

Ho sempre letto abbastanza quando ero piccolo,poi pero col tempo abbando- nai questo piacevole modo di passare le giornate. Ora,a distanza di anni,riscopro quelle storie che,forse,vorrei aver letto, intendiamoci,non rimpiango nulla dei racconti come ad esempio,capuccetto rosso, biancaneve......e via discorrendo. Ma con questo nulla toglie che si possa ancora,andare oltre,o forse,                   stare nel centro.Buona Lettura. storia 1.jpg (6408 bytes)

 

Prologo

Scriveva sempre Giorgia,ma solo lei,poteva rileggere quelle frasi che a lei erano tanto care. Un giorno incomincio pero a chiedersi se forse non fosse arrivato il momento di raccontarle,o forse meglio,scriverle,per tutti.

Incomincio a spedire i suoi racconti nei quali si narrava di un pianeta uguale alla terra,di amicizie tra uomini,piante e animali e di due cerbiatti che giocavano a rincorrersi l'uno con l'altro,per potersi poi sfiorare dolce- mente,naso con naso.Quest'ultimo era il suo preferito e non lo spedi insieme agli altri,ma lo tenne con se. Passarono i giorni,ma nessuno rispondeva alla richiesta di pubblicare i racconti. Intanto pero,Giorgia non si scoraggiava,e continuo il racconto dei due cerbiatti che si "baciavano". E cosi,che incomincio la storia.

 

L'incontro --------------

Era una mattinata raggiante,il sole si stava levando dietro le radure delle montagne,e Gioia (cosi si chiama uno dei due cerbiatti),si stava risvegliando dalla dormita notturna.Il vento fischiava,attraversando gli alberi della giungla e la rugiada risplendeva,ancora intatta sul prato,il che voleva dire che nessun altro animale era stato li attorno,come di solito invece succedeva. Gioia si lecco un po il collo,poi rimase ferma,sdraiata per terra,aspettando di veder levarsi il sole un po piu in alto. Di colpo,pero senti schiacciare dei rami,il che di solito voleva dire pericolo.Rimase in posizione,pronta per fuggire via,come aveva fatto gia un po di giorni prima,perche sospettava che fosse un animale felino o qualcosa di simi le.Ma con sua meraviglia vide apparire un bellissimo Cervo,con delle corna veramente esemplari,sembrava un capobranco,o forse lo era ancora.Questo non fece pero molto piacere a Gioia,perche non voleva come tutte le altre sue amiche,diventare una del branco.Era molto indipendente,e questo,scatenava le ire di tutti i Cervi maschi. Il Cervo si fermo un po intimorito,a una notevole distanza,e poco a poco si avvicinava a Gioia.Quando fu vicino alla nostra amica,si fermo ancora,e disse.

-: Il mio nome e Pace,e vengo da lontano,sono vecchio ormai,come avrai gia notato,e se non ti dispiace vorrei fermarmi un po qua vicino a te,visto che sono abbastanza stanco del viaggio,cosa ne dici?.

Gioia: Per me non ci sono problemi,ma ti avverto che se e una scusa e meglio che lo dici subito,non sopporto chi non dice la verita.E poi sappi che nessun cervo mi ha ancora toccato,non voglio dire che mi fanno schifo tutti i cervi,ma detesto la falsita con cui alcuni uomini,tentano di farci credere di essere liberi,questo lo dico perche alcuni animali non si rendono conto di quello che li succede,ma io si.

Pace: Hai perfettamente ragione,infatti io sono scappato dal mio recinto, ma sono stato il solo a farlo,nessuno mi ha voluto sequire,nonostante fossi il capobranco e per di piu il piu vecchio di tutti,non c'e piu rispetto per gli anziani.

Gioia rimase ad ascoltare le frasi che diceva Pace,si commuoveva,anche se non sapeva di preciso perche.

Pace: Devi sapere che tanti anni fa,ero uno dei maschi piu aqquerriti e combattivi del bosco,poi pero col avanzare dell'uomo,e delle sue malvagita,mi sono dovuto nascondere sempre di piu,finche un giorno mi presero dei bracco- nieri e mi vendettero a una azienda agricola.Eravamo in tanti,ma di tutti rimasi solo io,alcuni furono ammazzati subito,altri dovettero aspettare,chiusi dentro un recinto,la loro sorte.Fu li che mi ribellai.Non avevo altra scelta, se non quella di provare a scappare.Nessuno pero mi sequi,e allora una notte di Luna piena presi coraggio e scavalcai il recinto con un salto.Poi non mi sono piu fermato,e adesso eccomi qua.

Gioia: E molto triste tutto cio,ma dimmi la tua famiglia dov'e?.

Pace mosse il capo,e disse. -: Questa e la parte piu dolorosa di tutte,non e rimasto nessuno dei miei figli e di mia moglie,non so piu nulla,la colpa e sempre del uomo.Quando ci hanno catturato,hanno diviso le femmine dai maschi,ovviamente anche i piccoli sono stati messi da un'altra parte,e da quei maledetti giorni,non li ho piu rivisti.

Rimasero in silenzio,poi Gioia,si alzo sulle sue zampette,e disse. Goia: Hai sete?.Se mi sequi arriveremo al ruscello blu.

Pace: Ma e veramente blu,o mi stai prendendo in giro?.

Gioia: No,non e di colore blu,sono io che la chiamo cosi,mi piace credere che sia come il cielo.

Pace: Va bene,mi hai convinto.

E cosi si incamminarono verso il ruscello,attraversando la giungla.

 

Il fato ---------

I rami degli alberi si intrecciavano tra di loro,formando delle incredibili composizioni di tronchi.L'ombra ricopriva tutta la strada,percio Gioia decise di fare la scorciatoia,che da molti esseri e chiamata senza forma,per arivare piu velocemente.Ma non calcolo,che Pace si sarebbe stancato,propio per la fuga che aveva gia intrapeso.

E cosi a meta strada.....

Pace: Gioia ci possiamo fermare un attimo?,sono senza energie,ho bisogno di bere almeno un po di acqua.Se no,non posso prosequire.

Gioia: Sei propio cosi stanco?,sei grande e grosso,non si direbbe propio che non hai piu forze.Forse comunque un rimedio si puo trovare,a dir la verita piu che un rimedio,direi che e un bisogno.

Pace: Un bisogno?.E di che tipo?.

Gioia: Del tipo,stare in vita oppure no.

In quel momento apparve una leonessa,e in un attimo i nostri amici incominciarono a correre il piu velocemente possibile.Tanto corsero che nenche senza rendersene conto arrivarono al ruscello blu,si girarono,ma la leonessa,era scomparsa,come se fosse stata inghiottita dalla giungla.

Pace: Sono stanchissimo,ma dove e finito l'animale che ci sequiva?.

Gioia: Non te lo so dire,ma pero ti posso raccontare una favola che in molti narrano,si chiama,la scorciatoia senza forma.

E incomincio a raccontare la storia.....

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