| ----- La storia della bambina che scriveva storie -----
( leggere qua sotto )
Primo Prologo
Ho sempre letto abbastanza quando ero
piccolo,poi pero col tempo abbando- nai questo piacevole modo di passare le giornate.
Ora,a distanza di anni,riscopro quelle storie che,forse,vorrei aver letto,
intendiamoci,non rimpiango nulla dei racconti come ad esempio,capuccetto rosso,
biancaneve......e via discorrendo. Ma con questo nulla toglie che si possa ancora,andare
oltre,o forse,
stare nel centro.Buona Lettura. 
Prologo
Scriveva sempre Giorgia,ma solo lei,poteva
rileggere quelle frasi che a lei erano tanto care. Un giorno incomincio pero a chiedersi
se forse non fosse arrivato il momento di raccontarle,o forse meglio,scriverle,per tutti.
Incomincio a spedire i suoi racconti nei
quali si narrava di un pianeta uguale alla terra,di amicizie tra uomini,piante e animali e
di due cerbiatti che giocavano a rincorrersi l'uno con l'altro,per potersi poi sfiorare
dolce- mente,naso con naso.Quest'ultimo era il suo preferito e non lo spedi insieme agli
altri,ma lo tenne con se. Passarono i giorni,ma nessuno rispondeva alla richiesta di
pubblicare i racconti. Intanto pero,Giorgia non si scoraggiava,e continuo il racconto dei
due cerbiatti che si "baciavano". E cosi,che incomincio la storia.
L'incontro --------------
Era una mattinata raggiante,il sole si stava
levando dietro le radure delle montagne,e Gioia (cosi si chiama uno dei due cerbiatti),si
stava risvegliando dalla dormita notturna.Il vento fischiava,attraversando gli alberi
della giungla e la rugiada risplendeva,ancora intatta sul prato,il che voleva dire che
nessun altro animale era stato li attorno,come di solito invece succedeva. Gioia si lecco
un po il collo,poi rimase ferma,sdraiata per terra,aspettando di veder levarsi il sole un
po piu in alto. Di colpo,pero senti schiacciare dei rami,il che di solito voleva dire
pericolo.Rimase in posizione,pronta per fuggire via,come aveva fatto gia un po di giorni
prima,perche sospettava che fosse un animale felino o qualcosa di simi le.Ma con sua
meraviglia vide apparire un bellissimo Cervo,con delle corna veramente esemplari,sembrava
un capobranco,o forse lo era ancora.Questo non fece pero molto piacere a Gioia,perche non
voleva come tutte le altre sue amiche,diventare una del branco.Era molto indipendente,e
questo,scatenava le ire di tutti i Cervi maschi. Il Cervo si fermo un po intimorito,a una
notevole distanza,e poco a poco si avvicinava a Gioia.Quando fu vicino alla nostra
amica,si fermo ancora,e disse.
-: Il mio nome e Pace,e vengo da
lontano,sono vecchio ormai,come avrai gia notato,e se non ti dispiace vorrei fermarmi un
po qua vicino a te,visto che sono abbastanza stanco del viaggio,cosa ne dici?.
Gioia: Per me non ci sono problemi,ma ti
avverto che se e una scusa e meglio che lo dici subito,non sopporto chi non dice la
verita.E poi sappi che nessun cervo mi ha ancora toccato,non voglio dire che mi fanno
schifo tutti i cervi,ma detesto la falsita con cui alcuni uomini,tentano di farci credere
di essere liberi,questo lo dico perche alcuni animali non si rendono conto di quello che
li succede,ma io si.
Pace: Hai perfettamente ragione,infatti io
sono scappato dal mio recinto, ma sono stato il solo a farlo,nessuno mi ha voluto
sequire,nonostante fossi il capobranco e per di piu il piu vecchio di tutti,non c'e piu
rispetto per gli anziani.
Gioia rimase ad ascoltare le frasi che
diceva Pace,si commuoveva,anche se non sapeva di preciso perche.
Pace: Devi sapere che tanti anni fa,ero uno
dei maschi piu aqquerriti e combattivi del bosco,poi pero col avanzare dell'uomo,e delle
sue malvagita,mi sono dovuto nascondere sempre di piu,finche un giorno mi presero dei
bracco- nieri e mi vendettero a una azienda agricola.Eravamo in tanti,ma di tutti rimasi
solo io,alcuni furono ammazzati subito,altri dovettero aspettare,chiusi dentro un
recinto,la loro sorte.Fu li che mi ribellai.Non avevo altra scelta, se non quella di
provare a scappare.Nessuno pero mi sequi,e allora una notte di Luna piena presi coraggio e
scavalcai il recinto con un salto.Poi non mi sono piu fermato,e adesso eccomi qua.
Gioia: E molto triste tutto cio,ma dimmi la
tua famiglia dov'e?.
Pace mosse il capo,e disse. -: Questa e la
parte piu dolorosa di tutte,non e rimasto nessuno dei miei figli e di mia moglie,non so
piu nulla,la colpa e sempre del uomo.Quando ci hanno catturato,hanno diviso le femmine dai
maschi,ovviamente anche i piccoli sono stati messi da un'altra parte,e da quei maledetti
giorni,non li ho piu rivisti.
Rimasero in silenzio,poi Gioia,si alzo sulle
sue zampette,e disse. Goia: Hai sete?.Se mi sequi arriveremo al ruscello blu.
Pace: Ma e veramente blu,o mi stai prendendo
in giro?.
Gioia: No,non e di colore blu,sono io che la
chiamo cosi,mi piace credere che sia come il cielo.
Pace: Va bene,mi hai convinto.
E cosi si incamminarono verso il
ruscello,attraversando la giungla.
Il fato ---------
I rami degli alberi si intrecciavano tra di
loro,formando delle incredibili composizioni di tronchi.L'ombra ricopriva tutta la
strada,percio Gioia decise di fare la scorciatoia,che da molti esseri e chiamata senza
forma,per arivare piu velocemente.Ma non calcolo,che Pace si sarebbe stancato,propio per
la fuga che aveva gia intrapeso.
E cosi a meta strada.....
Pace: Gioia ci possiamo fermare un
attimo?,sono senza energie,ho bisogno di bere almeno un po di acqua.Se no,non posso
prosequire.
Gioia: Sei propio cosi stanco?,sei grande e
grosso,non si direbbe propio che non hai piu forze.Forse comunque un rimedio si puo
trovare,a dir la verita piu che un rimedio,direi che e un bisogno.
Pace: Un bisogno?.E di che tipo?.
Gioia: Del tipo,stare in vita oppure no.
In quel momento apparve una leonessa,e in un
attimo i nostri amici incominciarono a correre il piu velocemente possibile.Tanto corsero
che nenche senza rendersene conto arrivarono al ruscello blu,si girarono,ma la
leonessa,era scomparsa,come se fosse stata inghiottita dalla giungla.
Pace: Sono stanchissimo,ma dove e finito
l'animale che ci sequiva?.
Gioia: Non te lo so dire,ma pero ti posso
raccontare una favola che in molti narrano,si chiama,la scorciatoia senza forma.
E incomincio a raccontare la storia..... |