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Resurrezione

 capitolo I

capitolo II

capitolo III

capitolo IV

 

         

 

Poggiato sopra un tumulo di scarti ed oltre si guardava.

Risorgeva la sua rabbia che nel suo dono prosciugava.

 

25.05

Camminava sopra un filo di speranza….aveva paura di perdere l’equilibrio, ma continuava a camminare…non poteva far altro ché dietro al suo passo il filo si immobilizzava!

A ritornare sui suoi passi si sarebbe immobilizzato come il filo che segnava il passato.

Ma "la vita è movimento" si disse. Rifletté perplesso "il mio movimento non ignora la stasi creata……la osserva distante…….sempre più distante……fin quando non rimarrà che piccola cosa. Per questo devo camminare!"

"mi sento attorniato dal futuro, ciò implica il mio desiderio di correre" … ne aveva bisogno ora. Trovare, lasciare, ritrovare………..e se lasciava ritrovava…….ma non avrebbe trovato più!

Nella convulsione di condividere con sé il mondo si fece posto un’idea: pregare.

Aveva ritrovato la classica fede….l’aveva ritrovata perché, lasciandola, non poteva far altro.

Era in stato d’auscultazione ancora.

Non poteva redimersi….mai nessuno glielo avrebbe concesso.

Dalla confusione a volte emergeva il sospetto di aver compiuto il suo dovere. Ma non ne era ancora sicuro.

24.05

Dondolava nel mondo da oltre 50 anni e aveva trascorso la maggior parte del tempo a lavorare per una piccola ditta che si occupava di giochi. Ricopriva il ruolo di piccolo "Einstain del giocattolo" e aveva "trattato" con più bambini nella sua vita che con adulti. Erano loro ad inventare! Fortunatamente, mancando di capacità di reclamare brevetti per la loro inconsapevole inventiva, tutto il merito ricadeva su di lui.

Era un po' come rubare, si, ma nessuno denunciava il furto in quanto inconsapevole di averlo subito!

Era una mattina d’estate. S’alzò e si posizionò davanti allo specchio….il sonno lo rendeva ancora incapace di spalancare gli occhi… poté solo distinguere un movimento fugace alle sue spalle.. un’ombra che si confondeva con un’altra. Dall’inizio pensò fosse solo il vegliare così di prima mattina e si rese cauto nell’interpretare la visione…. lentamente trovò la forza di sgranare gli occhi. Qualcosa si mosse contro la sua pelle. Lo specchio non rese testimonianza del tocco…..gli occhi girarono velocemente in cerca di maggior chiarezza.

Nulla.

"sono….sono …. Scemo……"…….."eh, si….."

Si chiuse dietro la porta blindata del suo appartamento e scese di fretta le scale fino alla portineria.

"Buon giorno!" il portiere ricambiò il saluto con un sorriso "sto aspettando un pacco urgente. Può farmi la cortesia di firmare lei per me e tenerlo qui in portineria?….. Sarò qui per le cinque, al solito" nel terminare la frase era già arrivato alla soglia del portone principale.

Non era la prima volta che Marvel riceveva quel compito dal Sign. Roosmif. "Conti pure su di me! Buona giornata"

Quella mattina aveva un incontro con dei piccoli inconsapevoli manager che avrebbero dovuto testare, sotto la sua accorta sorveglianza, il nuovo …. bhè, se il gioco fosse stato approvato, presto avrebbe anche avuto un nome!

"una visione…..mhhh….." si ritrovò nel sedile dell’autobus che ogni mattina lo accompagnava al lavoro immerso nell’incredula sensazione che l’accaduto di pochi minuti prima gli aveva innescato. "……..perché ho avuto bisogno di…..vedere ciò che non ho visto?…".

Niente sapeva sconvolgerlo di più che l’incoscienza di se stesso … chiudendo gli occhi ed affidandosi ad un, ora già malinconico, senso pratico e morale conosceva tutto ciò che aveva voluto conoscere.

Una brusca frenata dell’autobus lo fece balzare in avanti. L’autista aveva creduto di vedere qualcosa , un animale forse, che attraversava la strada… si guardava in giro ora… doveva esserci qualcosa! L’autobus riprese la sua corsa con le doverose scuse ai passeggeri.

Roosmif rivolse al signore che aveva vicino uno sguardo di sollievo. Passarono pochi istanti che un’ombra gli sembrò sfrecciare dall’altra parte del suo finestrino. Sentì come un tonfo al cuore, cercò sostegno nella ragione e si accostò al finestrino con fare indagatorio cercando di ritrovare ciò che un istante prima aveva trascinato con sé la sua attenzione. …. Nessun indizio… "….cos’è? una "psicosi a due"? io e l’autista uniti dalla stessa forma di pensiero allucinatorio?…………bha!………" sorrise come a volersi consolare.

 

 

...................................II.........................................

"Buon giorno a tutti" disse distrattamente entrando con gli occhi ancora fissi sul Report del nuovo prodotto.

Le due assistenti ricambiarono con entusiasmo il saluto, solo un attimo prima di riportare l'attenzione sui bambini.

Roosmif alzò lo sguardo. Piccole entità che ... giocavano!

Si accorse che i suoi collaboratori erano meno di quelli che aveva previsto. Molti gli avevano dato forfait.

Era un giorno strano .. il Mondo era in lutto per le migliaia di civili caduti al peso della guerra appena il giorno prima.

"... immagino che questa diserzione di gruppo sia nient'altro che un tentativo genitoriale di inculcare un qualche valore nella propria progenie!" aveva assunto un tono scostante .. di rinuncia.

Una delle collaboratrici gli rese uno sguardo risentito. Evidentemente le mamme dei bambini assenti potevano contare su altre partigiane!

Roosmif si voltò in direzione della lavagna come se nulla fosse accaduto. Quasi a voler incrinare le tacite speranze delle due ragazze iniziò a disegnare le orecchie di un coniglio col gesso dicendo: "Il nostro 'meeting' non verrà rimandato. Diamoci da fare!".

Il coniglio fu completato in pochi minuti. La mano allenata di Roosmif non trovava difficoltà a creare .. sapeva di aver bisogno di quella forma di sublimazione e si era ritrovato in poco tempo con un tappeto di tele e colori per tutto l'appartamento.

"Vi presento il Vostro nuovo Amico!!" con aria trionfale volse gli occhi verso i bambini i quali terminarono bruscamente il baccano che stavano facendo.

"E' un simpatico coniglietto bianco e marrone che non vede l'ora di iniziare a giocare con Voi!!"

La sua astuzia era di istigare la curiosità dei suoi spettatori, catturarne l'attenzione per poi riindirizzarla dal semplice disegno verso il gioco reale dato loro in mano.  Una sorta di propaganda .. quasi una simulazione su campo della futura commercializzazione! Questa prima fase era breve, come l'attenzione che un bambino è capace di investire su un primo minuto di un discorso serio!

Ognuno ebbe un coniglio. "Parlategli! Lui vi capirà!"

La bambina più vicina a Roosmif disse "ciao" al coniglio che iniziò a muoversi tra le sue mani. Con gli occhi rossi fissi in quelli della piccola che, ora era concentrata e stupita da quello che stava accadendo, il coniglio emise un "ciao"! In pochi secondi ogni bambino parlava col suo coniglio!

 

 

.......................................III...............................................

Li osservò per mezz'ora circa.

Erano interamente presi dal nuovo gioco! Non capitava spesso che un gioco nella fase del testaggio avesse un magnetismo tale da contenere l'attenzione dei bambini per così tanto tempo!

Roosmif aveva visto mille volte come i primi cinque minuti fossero di speranzoso successo .. trascorso questo termine, però, i suoi "assaggiatori" lasciavano stanchi la recente novità a favore di altri svaghi! <<Sta volta ci siamo!!>> 

Affettività. Roosmif puntava tutto su questo! Creare con un oggetto un legame affettivo simile ad un cappio stretto!.

Trascorse un'ora. Ogni bimbo continuava a parlare col proprio coniglio ..

Il limite massimo per testare il prodotto su minori era scaduto .. Roosmif attirò a fatica l'attenzione generale:<<Ok, per oggi abbiamo finito! Ora le ragazze passeranno a riprendere i coniglietti ..>>   I bambini rimasero immobili senza capire. Alla prima richiesta da parte di una delle assistenti, però, improvvisamente compresero!

Defraudati di un'intera ora con i loro nuovi amici!! Un pianto generale strozzò la confusione.......

 

Una bimba prese a correre temendo l’annunciato furto di quella sua morbida felicita’.

"Un’inedita corsa!" si sbarazzo’ della gioia del suo riuscito intento in pochi secondi, consapevole della evidente pericolosità’ di ciò’ che aveva creato.

La bambina bloccata fu invitata con insistenza verso il podio dove Roosmif aspettava di ritirare la propria "merce".

 

 

.............................................................................IV.......................................................................................

"Ricordo solo che mi guardo’ con occhi furiosi .. erano .. rossi!"

Il dottor Mellin intuì che Roosmif doveva aver avuto una sorta di allucinazione, dovuta forse allo stremato senso di colpa che aveva provato per aver fatto consapevolmente innamorare la bambina di quell’oggetto, che ora lui stesso definiva "infernale".

Il dottore acciglio’ le sopracciglia in uno sforzo di apparire fortemente interessato alla comprensione di ciò’ che poteva esser accaduto: "Poi .. ha detto di aver sentito un crampo fortissimo allo stomaco e i muscoli paralizzarsi .. mmh .. lei cosa pensa possa aver scatenato queste contrazioni?"

"Glielo ho già’ detto!! Era la bambina!! Non ero io a decidere!! .. il senso di colpa non c’entra!" Roosmif era guizzato in piedi, e ora camminava nervosamente per la stanza mormorando "sto impazzendo … sto impazzendo".

"Lei non sta impazzendo!" lo riprese il dottore, "ha solo bisogno di riposo .. e se me lo permetterà’ proveremo insieme a capire cosa e’ successo quel giorno .. che a mio avviso non e’ stato altro che un fragoroso scoppio delle sue difese contro l’ansia di qualcosa che la tormenta" .. Roosmif alzo’ lo sguardo verso gli occhi del suo unico punto di riferimento "Io .. non voglio impazzire .."

"E non impazzirà!"

Capitavano in continuazione da lui persone talmente sicure di se’, rintanate per tutta la vita nella loro consapevolezza di essere "qualcuno" e che si erano cibate tutta la vita di questa certezza tanto da svegliarsi una mattina e di non riconoscersi più’ allo specchio, con la loro vera natura che lottava per riemergere dallo strato di falsità’ fascinosa che le era stato creato sopra!

La cosa che lo rendeva perplesso erano il fatto che lo stato allucinatorio si era protratto per un tempo troppo lungo sfociando poi in convulsioni! Roosmif affermava che dopo che la "bambina l’aveva inchiodato al muro", avrebbe iniziato a parlargli in una lingua sconosciuta scagliandosi verso di lui con parole minacciose .. lo accusava di starle rovinando la vita .. lo accusava di privarla di una cosa importantissima che prima le aveva regalato e che ora si riprendeva!.. tutto questo intriso di minacce di morte che lei stessa avrebbe provveduto a mettere in atto!

".. Bhe’… deve proprio credere di aver inventato un gioco degno di un genio per essere entrato in crisi con questa premessa!"

La prossima seduta, quando il senso di sbigottimento di Roosmif per l’accaduto si fosse attenuato, sarebbe servita a Mellin per iniziare un’anamnesi accurata della vita psichica del suo nuovo paziente.

 

"Sono scoppiato .. si .. deve essere cosi’" Roosmif cercava di consolarsi ripercorrendo in continuazione ogni tappa di quelle maledette ore!

Aveva accusato anche le sue assistenti di mentire quando queste avevano dichiarato alla polizia che la bambina non aveva assolutamente detto nulla contro Roosmif se non un pianto disperato accompagnato da un "sei cattivo" ad ogni ripresa di fiato!

"Ma come e’ possibile!!"

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Alla quarta seduta, il dottore era quasi riuscito a convincere Roosmif della sua teoria di un’infanzia precocemente abbandonata a favore della rigidità’ del suo ruolo di "persona seria", e di come il Vero Se’ fosse rintanato da un’eternità’ sotto le spoglie di un uomo di successo, talmente impegnato da non lasciarsi spazio per uno sviluppo emotivo interiore .. per una convivenza .. per rapporti di amicizia vera ..

Era trascorsa solo una settimana dal terribile evento e le sedute erano state molto intense proprio per cercare di attenuare nella maniera più scientifica possibile il trauma.

Alla quinta seduta il dottore aveva avuto l’autorizzazione da parte dei genitori della bambina di farla partecipare alla seduta, ovviamente dopo aver chiesto il consenso di Roosmif.

"No, la prego! Non sono ancora pronto!" questa la sua prima reazione alla proposta del dottore, che dovette lavorare molto per riuscire a far capire che la bambina rappresentava uno specchio davanti al quale Roosmif non voleva più’ riflettersi!

Lui aveva creato la sua voce ..Lui aveva creato la sua immagine infuriata .. lui aveva in definitiva attribuito ad un elemento esterno quello che non voleva vedere dentro di lui ..

"Bhe’", disse il dottore, "non deve essere tanto stupito .. in fondo siamo tutti dei ‘meccanismi di difesa in continuo aggiustamento’ .. La sua proiezione non deve spaventarla .. anzi! Lei ha creato questa esplosione nella sua vita solo perché si sentiva negato .. solo perché aveva bisogno di essere preso per mano .. da lei stesso!"

Tutto in fondo aveva una logica quando sentiva parlare il dottore nelle sedute.. anche se ancora ogni volta che usciva dallo studio non poteva trattenersi dal provare un senso di terrore profondo .. un senso di immagine di se’ deturpata dalla consapevolezza di essere fragile .. di poter perdere il controllo quando meno se lo aspettasse!

Forse l’idea di rivedere la bambina, si disse, sarebbe stata una scossa tale da fargli riprendere bruscamente contatto con il lato oscuro che aveva il diritto di esser riportato alla luce .. insomma..

………………..

Prese forza quella mattina .. si sveglio’ frastornato dal troppo stress accumulato in quei giorni …

Apri’ la porta del bagno, si guardo’ allo specchio .. fece un ghigno abbozzato a mezzo sorriso, e si getto’ acqua gelata in faccia.

Punto’ di nuovo lo sguardo nei suoi occhi .. arriccio’ le labbra e .. si fece una pernacchia! "Cosi’ ti impara a metterti nei casini in un modo talmente stupido!!"…… "Hai lavorato tanto per arrivare…. Ad impazzire?!?!!?!?…..ma ….Sei pazzo?!?!?!" …. Il suo serissimo rimprovero non duro’ molto .. ma si schiuse in una risata senza precedenti .. solo lui e .. il suo specchio.

 

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