Dei capelli suoi                   

L'estatica chiarezza gl'adombrava il viso.

Muto, appoggiato alla visione del mare dinanzi,

gli occhi,

neri e profondi,

colmava di rara sofferenza.

Sorte e miseria negli anni,

costretto! era stato a vegliare, trascurato dal benevolo destino dal quale altri non si voglion destare.

"Realtà! Questo solo il loro privilegio...

io mi nutro di fantasia e speranza...Felicità... la mia ricerca si trascina con me e, com'un morto peso, 

m'è d'intralcio.. ma è qui! a battersi il petto lo vidi "è dentro me.. se la lasciassi anch'io cadrei."

Ad ogni ritrovata consapevolezza distinguer non riusciva se pena o sollievo intervenisse del suo animo a tormento.

Ed il cuor, inetto, altro non può che fare se non dischiudersi in un sussulto, mio solo, acre e abietto,

tiranno ma del suo volere schietto.

Io son il "tormento", l'inutile suo fagotto..

Son colei che il volto gli sfiora ma, come un tragico dispetto, al mio movimento vien precluso il tocco.

Son la felicità,

sua,

inerte e corteggiata...d'impulso e passion fatta, ma ad un armistizio costretta, della 

sua etiologia amnestica.

Son la sua inconscia anamnesi, del suo spirito la guida, il suo naturale, folle miraggio.

Soggiaccio al suo solo cospetto in una cappa d'acume e vivo torpore.

Ad ogni sussulto di dolore svanisco, ma resto, invisibile, a sperare..

Di disperazione, in un furente attacco, a strappar provai il velo, distratto che candido, 

mi cinge nella mia trappola di marmo.

"Ho sogni e dolci parole da donarti,

Ho vita e immensa speme da realizzare..

Ho freddo qui al buio della tua Ombra, non voglio morire!".

Il fiato mio inanimato mai arrivò al mio amato.

La pallida mia voce solo me ebbe a testimonianza.

Immaginai oscure vendette ed opposte forze divine in alternativa alla mia riuscita..

ma lui era il mio Dio, creatore di speranza, della trasparenza mia, vittima..

Capaci affatto,

il nostro fonderci vaneggio... e Lui con me.

Un arto pose a suo Sostegno,

nell'elevarsi,

come un Segno

declassato ad ignaro 

                              Simbolo.

E facile gli divenne sulla spiaggia l'avanzata

dal suo cammino, tutta, Rassegnata.

A tuffarsi vide i sogni, 

suoi,

che a fiato Perso, all'original liquido si concedevan..

Scorse Sé, per l'oscuro spettro in Posa,

dalla sabbia Sommerso..

Coscienti incendi, gli occhi Pedinarlo parevan..

della resa infatuati 

....................................

Di narcisistico timor il ventre, Sopraffatto,

Svanì! ma pur sempre intatto.

Del mio sospiro senza ancor plausibile prova sospese,

finito e adirato,

ogni mio riconoscimento.. allo svelarsi della mai sazia Luce

al ritorno fece elogio.

Concubina, mia eterna avversaria,

la sua dimora a governare trovò, estatica follia, la Solitudine nel rientrare..

Avvalsasi più che me del "reale", più umana gli sembrò..e più leale..

Or d'essa il lume colma e con maggior enfasi il tramonto..

Stordito, i sogni gli valse.. nauseante nenia che di "passato" lo nutre.

Del venire, incostante, la mia essenza gli oscura..

Lui, paradossal essere,

nel timore si culla, ad ogni notte che si prospetti, il codardo sguardo esplora della sua alcova al di sotto, vano e pieno di sospetti..

E' l'errore che egli teme.. il trascorso suo geniale che ad esperienza si pone!!

Com'agonista rifiutata..

Aggrappato all'Idea, in fluttuanti verità s'immerge ma,

inconsapevole,

al Realtà suo concreto apice egli sospira.

A Demistificazione si sfugge..

Ad attenderlo io lì..

perché di lui faccio parte come il suo cammino..

il Principio, già compiuto e la fine, ch'ancor gli è ingnara..

La sua infatuazione si finge Amore ma, come a genetica mappa,

l'Iter nelle sue Passioni con lui avanza..sul finire io mi pongo..

Costretta all'attesa!!

al suo sguardo fremo...ma mi sfugge..

Docile a Lei si presta e con lei mi confonde..

"Sconosciuta essenza.. con te, Solitudine, m'ispiro e Irrequieto nella notte con te giaccio..Rivale! Amica....d'Odio non posso oscurarti...mia sola Luce!"

Non ho cuore io, ..né umana dimora..ma la fermezza s'opaca e con immane candore m'abbaglia..nell'udire Muoio!..

Ad ogni volta, poi, l'Oracolare mi desta...il futuro suo avanzare verso me dovrà Finire!

A stanchezza s'abbandonò, quel giorno, dopo avermi in mare contemplata.

Al materiale suo riposo cedette...Lei era lì...invisa...debole dinanzi all'Inconscio ch'avanzava.

Fui Lieta nel vederla da lui vinta, per una notte, almeno, al freddo cospinta!

 

 

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