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                   Prova su strada, impressioni di guida e rilevazioni di Bidddo              

 10.500 Km in sella all'Aprilia Cube 300 per le vie di Roma.
                                                                 ultimo aggiornamento: 23 settembre 2011

Premessa: ho acquistato l'Aprilia Cube 300 per il suo aspetto grintoso e per le dimensioni contenute. Ho scelto la tinta "grigio escape", (color champagne metallizzato) che a mio giudizio lo rende molto elegante. L'avantreno sfoggia un pregevole e bellissimo doppio disco che abbinato al parafango basso, rende l'anteriore aggressivo come quello di una moto sportiva. La generosa sezione delle gomme completa il quadro e lascia intendere che siamo di fronte ad un mezzo dalle prestazioni interessanti.

Telaio: monotrave anteriore con culla posteriore in tubi di acciaio. Consente un buon inserimento in curva. Il riallineamento in uscita avviene con naturalezza. La seduta non è ovviamente sportiva. L'agilità è scesa a compromessi con la stabilità per cui nello slalom si deve agire con convinzione. Fino a 110 km/h non ci sono problemi, mentre a velocità più elevate il mezzo può perdere stabilità e in curva si possono innescare oscillazioni molto fastidiose anche se controllabili.

Motore: abbastanza silenzioso e senza vibrazioni. Manifesta una coppia consistente. L'avviamento a freddo è immediato e il motore sembra non aver bisogno di riscaldamento. Il termometro dell'acqua mostra che il motore va in temperatura in un paio di minuti. La ventola, della quale se ne avverte appena il funzionamento, si inserisce solo durante la sosta in colonna. In inverno, se si monta la copertina coprigambe, si può sfruttare l'aria calda proveniente dal radiatore come gradevole riscaldamento per le ginocchia, soprattutto il destro.

Trasmissione: la scalatura del variatore sembra privilegiare l'economia. La frizione attacca subito, l'innesto è dolce ma all'occorrenza deciso. Il cambio di marcia avviene senza calo di regime. Con un filo di gas si viaggia a 70 km/h ad un regime piuttosto basso. Il rapporto finale non è molto lungo, adeguato quindi ad uno scooter con pedana piatta.

Velocità: in autostrada, in piano, si viaggia sui 130. A tale velocità ci si arriva abbastanza rapidamente, poi la progressione è lenta. Solo in posizione abbassata e dopo un lungo lancio è possibile superare i 140 ma a questa andatura bisogna fare attenzione alla stabilità e rallentare prima di affrontare un curvone.

Accelerazione: brillante, il tiro è continuo e deciso. L'ideale per districarsi nel traffico. Occhio alle sgommate sul brecciolino.

Ripresa: la coppia motrice unita al peso ridotto del mezzo, rende la guida molto divertente. Sia alle basse che alle medie andature, si avverte che il motore spinge forte. Il valore di coppia massima è a 6500 giri il che significa una buona ripresa anche a velocità elevata. Si passa rapidamente da 90 a 120 km/h e a questa velocità, spalancando tutto, c'è ancora margine per un sorpasso.

Guida: in citta' si guida senza difficoltà. Il mezzo è stretto e consente di infilarsi in spazi ridotti. Il controllo non presenta problemi, bisogna solo fare attenzione quando si apre con decisione sul bagnato. L'angolo di sterzo, soprattutto a sinistra, è inferiore alla media. In autostrada, bisogna fare attenzione alle turbolenze prodotte dai grandi veicoli. Se si proviene da uno scooter più leggero, bisogna fare attenzione al peso nei parcheggi in salita o nelle manovre da fermo perchè può mettere in difficoltà. Pur avendo gli ingombri di un 125, scordiamoci di sollevarlo o di trascinarlo di peso.
Il doppio faro anteriore è ad accensione purtroppo alternata. Consiglio di abbassare un po' il fascio per illuminare meglio la zona piu' vicina.

Consumi e autonomia: se non si esagera col gas, si ottiene una percorrenza media di 29 km/litro. In extraurbano a velocità codice, si possono superare anche i 33. La spia della riserva NON avverte col lampeggio ma si accende fissa quando nel serbatoio restano solo 1,5 litri. Avrei preferito un avviso più anticipato perchè una autonomia resida di circa 35 km può essere scarsa durante un viaggio extraurbano data la penuria sempre maggiore di distributori. L'autonomia con 8 litri (il serbatoio ne tiene 9) è mediamente di 210 km.

Comfort: issarlo sul cavalletto è semplice. La sella un po' larga è confortevole ma scivolosa in caso di frenata di emergenza. Il passeggero ha una buona porzione di spazio ma le sue pedanine sono scomode e troppo avanzate. Comode invece le maniglie posteriori laterali. La seduta del guidatore è purtroppo un po' alta a causa del piccolo vano sottosella. Chi è sotto al metro e 70, soprattutto se leggero, tocca terra solo con le punte dei piedi. La pedana è piatta e non molto spaziosa. La rumorosità della trasmissione non è fastidiosa. I comandi alle manopole sono nella media. Le vibrazioni agli specchietti sono assenti. Le sospensioni assorbono discretamente le pessime condizioni delle strade romane. Al momento tengo la posizione più soft. Putroppo senza parabrezza non c'è protezione aerodinamica per le mani.

Sospensioni e gomme: le sospensioni sono appena adeguate al mezzo. Mi sembra un po' ridotta l'escursione del gruppo posteriore. Le gomme Maxxis manifestano una buona tenuta soprattutto sull'asciutto.

Strumentazione: il cruscotto presenta tre strumenti circolari: tachimetro, termometro liquido di raffreddamento e livello carburante. La loro visibilità è buona e l'illuminazione a LED è di un bel colore chiaro. L'indicatore del livello carburante ha un comportamento particolare: segna pieno per circa 110 km poi la lancetta inizia a scendere mantenendo una buona progressione. Se è importante conoscere l'autonomia residua, meglio fare affidamento su uno dei due contachilometri parziali, azzerandolo al momento del pieno. In basso, al centro della plancia, è presente un display digitale in grado di fornire altre informazioni: l'ora (ben visibile), contachilometri totale o, in alternativa, due parziali o il voltmetro. Le spie LED presenti segnalano: la freccia (purtroppo unica spia), il faro abbagliante, pressione olio/iniezione, temperatura motore elevata, riserva carburtante. Presenti ma inattive le spie: del rischio ghiaccio (peccato), scadenza manutenzione e abs.

Vani portaoggetti: il vano anteriore è solo per piccoli oggetti e ospita la bustina dei pochi ferri in dotazione. Al suo interno è presente una utile presa a 12v 180W, ideale per alimentare un navigatore, ricaricare il cellulare o collegare un mantenitore di carica batteria. Sotto la sella è presente un vano circolare dove non entra un casco integrale ma vi possono trovare posto una catena antifurto, la bomboletta gonfia e ripara, e gli abiti leggeri antipioggia. Inevitabile l'uso del bauletto (optional) se si vuole poter riporre il casco integrale. Il bauletto originale sganciabile ha il pregio di essere molto leggero a tutto vantaggio della stabilità di marcia, ma se si ha intenzione di andare forte bisogna lasciarlo a casa perchè compromette comunque la stabilità in curva.

Freni: i dischi anteriori sono molto efficaci. Lo sforzo alle leve per un panic-stop è considerevole. La modulabilità è buona e gli spazi di arresto molto ridotti. La leva di destra aziona i due potenti dischi anteriori, la leva di sinistra il disco posteriore. Se le gomme offrono aderenza adeguata, il rallentamento è talmente forte che si scivola in avanti sulla sella. Data la classe del mezzo, ritengo grave la mancanza del freno a mano, utile quando si ha bisogno di usare entrambe le mani per allacciare il giaccone mentre lo scooter, soprattutto se pesante 160 kg, deve stare fermo su una strada in pendenza.

Accessori: è presente un gancio (poco robusto) all'interno dello scudo anteriore, posto all'altezza giusta in modo che una eventuale borsa appesa non intralci i piedi. La possibilità di carico sulla pedana è comunque modesta. Ho montato il parabrezza sportivo (optional) che è più basso e molto più piccolo di quello tradizionale ma in grado di riparare le mani dal vento diretto. Ripara il busto senza compromettere la visibilità quando piove in quanto la testa (investita dall'aria) viene a trovarsi oltre il bordo superiore del parabrezza.

Difetti: Gli indicatori di direzione sono privi di segnale acustico e la spia è unica.

Pregi: Doppio disco anteriore, Sezione frontale ridotta, Peso contenuto, Prestazioni brillanti.

Guasti: la batteria originale è durata solo 13 mesi. La pompa sommersa del carburante è stata sostituita in garanzia a 10mila km.

Manutenzione ordinaria: Il primo tagliando è stato eseguito a 1500km perchè mi sembrava una fesseria buttare l'olio a 1000 km. A 9.000Km (anzichè i 10mila previsti) cambio olio (ancora in buone condizioni) e filtro.  
 

                                                      Scheda tecnica dell'Aprilia Sportcity Cube 300 euro3

Motore

 

Monocilindrico Piaggio Quasar

Cilindrata

 

278,3 cc

Alesaggio / Corsa

 

75 x 63 mm

Compressione

 

11,0 : 1

Potenza

 

22 CV a 8000 rpm

Coppia

 

22 Nm a 6500 rpm

Distribuzione

 

4 valvole monoalbero in testa

Raffreddamento

 

a liquido 1,5 litri al 50% antigelo

Avviamento

 

solo elettrico

Lubrificazione

 

1,1 litri olio 10W-40

Accensione

 

candela NGK CR8EKB

Alimentazione

 

iniezione elettronica in farfalla da 32 mm

Anteriore

 

Forcella idraulica, corsa 100 mm

Posteriore

 

ammortizzatori doppio effetto, corsa 80 mm

regolazione posteriore

 

precarico tarabile su 4 posizioni

Freno anteriore

 

Doppio Disco Ø 260 mm

Freno posteriore

 

Disco Ø 220 mm

Cerchio anteriore

 

in lega 2,75 x 15"

Cerchio posteriore

 

in lega 3,00 x 15"

Pneumatico ant.

 

120 / 70 - 15" 56P press: 2 bar

Pneumatico post.

 

130 / 80 - 15" 63P press: 2 bar (2,3 con pass.)

Lampade fari

 

H7 55W abbagliante anabbagliate separati

Lunghezza

 

196 cm

Larghezza ai freni

 

  72 cm

Altezza sella

 

  81 cm

Passo

 

136 cm

Peso

 

148 kg in ordine di marcia

Capacità Serbatoio

 

 9 litri di cui 1,5 riserva

L'importanza del rodaggio. Nel libretto d'uso, la casa costruttrice ha tolto il riferimento al rodaggio. Per esperienza, posso affermare invece che trattando il motore con cautela durante i primi 1.500 km sarà possibile ottenere prestazioni migliori. Un motore rodato sarà più potente perchè non perderà compressione a causa di eventuali surriscaldamenti e conseguenti rigature della camera di scoppio, non consumerà olio e non patirà cali di rendimento neanche nelle condizioni più estreme. Stessa cura va riservata ai freni. Il loro rodaggio ne aumenterà notevolmente l'efficienza e soprattutto la durata.
REGOLA: Durante i primi 500 chilometri è fondamentale aprire poco il gas e mai oltre le metà della sua corsa, lasciando salire di giri il motore evitando di viaggiare a lungo a velocità costante. Se in discesa si prende velocità non succede nulla. Il motore nuovo sforza quando si apre troppo il gas. Aumentare gradatamente le prestazioni. La cosa fondamentale è proprio questa: resistere alla tentazione di spalancare il gas a basso regime almeno per i primi 1000 km. Durante i successivi 500 km, si aprirà fino al massimo per tempi via via sempre più lunghi, ma sempre gradualmente. Al termine di questo periodo di attenzione, il motore sarà in grado di erogare la massima potenza e ci si stupirà della sua grinta. Questo discorso vale per qualsiasi motore e per qualsiasi cilindrata. E adesso sfato qualche luogo comune: 1) se non tiri, il motore si impigrisce: FALSO, un motore pigro è un motore non a punto o rodato male. 2) I motori sono rodati al banco: FALSO, al banco fanno solo pochisimi giri per vedere se tutto funziona. 3) le tolleranze costruttive e i materiali utilizzati hanno ridotto il periodo di rodaggio: VERO, ma 1.500 km di attenzione vi regaleranno un motore che sembrerà di cilindrata superiore.

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