SPIGOLATURE 2002

 

La scrittrice Patricia Cromwell dichiara di aver scoperto forti indizi sull’identità di Jack the ripper, il famoso assassino delle prostitute londinesi.

 

A suo dire, lo squartatore vittoriano sarebbe stato il pittore Walter Richard Sickert (1860-1942). Per svolgere la sua indagine, la scrittrice era arrivata a comprare lo studio del suddetto artista e svariate tele, tutto accuratamente analizzato. Benché gli indizi fossero forti e le spiegazioni convincenti, niente risultava tuttavia come definitivo. Sarebbe stato bello che la creatrice dell’anatomopatologo Kay Scarpetta si fosse impegnata su misteri più recenti, magari italiani.

 

Verso la metà di gennaio i prigionieri Talebani dell’Afganistan vengono deportati nella base americana di Guantanamo, a Cuba.

 

La Croce Rossa e Amnesty International denunciavano il crudele trattamento al quale erano sottoposti. Si diceva che fossero stati legati in catene, col volto coperto da un cappuccio e imbottiti di tranquillanti. Le celle della base americana erano poi costituite da minuscole baracche con la tettoia trasparente onde tenere continuamente sotto sorveglianza, alla luce del confortevole sole tropicale, questi preziosi prigionieri di una guerra non dichiarata.

 

Le forze speciali dell’esercito italiano raggiungono il territorio afgano.

 

Ciò avveniva non senza tragicomici differimenti. Fra le forze specialissime spiccava il celebre battaglione Tuscania dei carabinieri che si era distinto a Genova, nel corso del G8, per essersi smarrito. E, si badi, non stava marciando fra le labirintiche viuzze del centro storico – isolate per l’occasione, com’è noto, da alte barriere – ma negli ampi viali della città moderna. Gli astuti militari avevano perso l’orientamento nel cercare di affrontare poche centinaia di metri di un semplice percorso a “L” zeppo di riferimenti (fra i quali la questura del capoluogo ligure).

 

Il 23 gennaio sono arrestate, per la vendita di contro-fatture e numeri del lotto, la televenditrice Wanna Marchi e la di lei figlia. Latitante, invece, il mago do Nascimiento.

 

Magistrati e poliziotti erano evidentemente persuasi che il malocchio lo si dovesse togliere gratis.

 

Esce a febbraio un fumetto che sembra ispirato ai delitti di Novi Ligure

 

Mentre l’Italia trepidava in attesa della soluzione dei misteri legati all’infanticidio di Cogne, su “Alan Ford”, storica testata del fumetto italiano, comparivano alcune tavole che suggerivano l’ispirazione (dissimulata) a una vicenda dell’altro anno. Una giovane, coadiuvata dall’amico, aveva assassinato la madre e il fratellino. “Mamma, solo per te il mio coltello vola, mamma appena ti branco ti taglierò la gola” cantava l’assassina del fumetto. Insieme a morbosa curiosità c’era anche grande riprovazione. Ci fu un tempo nel quale era ben viva la tradizione della narrativa grafica italiana di intervenire spregiudicatamente sui fatti di cronaca, ma al momento non era troppo florida.

 

4 Marzo 2002: viene emessa una sentenza di omicidio colposo contro due dirigenti della banca Paribas. Una dipendente era morta per una crisi respiratoria che l’accusa, sostenuta dal marito della deceduta, vuole generata dal fumo passivo.

 

La madre, secondo cui la morte sarebbe invece sopravvenuta a causa dell'allergia verso qualcosa che la figlia aveva mangiato nella pausa pranzo, definiva "vergognoso" l'atteggiamento del genero che, scriveva “Il Corriere della Sera”, "malgrado fosse al corrente delle effettive ragioni del decesso della moglie, ha deciso di avviare la causa per chiedere un risarcimento". “Siamo davanti a una decisione incredibile in quanto non vi è alcun nesso causale tra il fumo e il decesso", ha sostenuto l'avvocato difensore. Soddisfatti, come è naturale, il pubblico ministero e il legale di parte civile.

Era la prima volta in Italia - e forse nel mondo - che il fumo passivo veniva ritenuto in un'aula di tribunale la causa certa della morte di una persona. Si trattava di un precedente clamoroso e preoccupante dacché nessuno studio al mondo riusciva a dimostrare un nesso di causalità tra il fumo passivo e qualunque genere di malattia (compresi asma e tumori).

 

Recrudescenza mediorientale

 

Continua …

 

A ridosso delle elezioni politiche di metà maggio, viene assassinato in Olanda il politico emergente Pim Fortuyn.

 

Con eccessiva approssimazione, gli organi di informazione lo assimilavano al neo-populismo tipo Le Pen e si sprecavano le accuse di razzismo. Fortuyn aveva basato i recenti successi della sua formazione sulla richiesta di nuove energiche politiche in fatto di immigrazione straniera (“l’Olanda è ormai strabocchevole”) ma alcuni aspetti della sua vicenda pubblica e privata ne facevano un personaggio particolare e nuovo, più complesso e tormentato dei leader ai quali veniva associato. Titolare della cattedra di sociologia all’Università di Groningen, elegante, omosessuale dichiarato, si circondava di maggiordomo e cagnolini. La sua vita sentimentale era costellata di numerosi amanti arabi. A parte lui, il personaggio più in vista della sua formazione politica era un altrettanto elegante uomo d’affari Capoverdiano. Aveva la passione dell’Italia, dove aveva casa in provincia di Pordenone.

 

Penthouse”, storica testata concorrente di “Playboy”, è vicina alla chiusura, travolta dai debiti.

 

Fondata a Londra nel 1965, incrociando subito i problemi derivanti dalla severa concezione ufficiale della pubblica decenza, dovette il successo proponendo una varietà di tipi femminili sconosciuta alla concorrente, immutabilmente legata ai gusti ossessivi di Hug Hefner. Prima della concorrente, osò per giunta mostrare il “pelo”. La minaccia degli ufficiali giudiziari incombeva anche sulle lussuose residenze del fondatore, Bob Guccione. Era inoltre a rischio la sua pregevole collezione d’arte (Modigliani, De Chirico, Picasso ecc.). Era arrivata a vendere 7.000.000 di copie.

 

Il 3 luglio si dimette il ministro degli interni italiano.

 

A fine giugno il quotidiano "La repubblica" aveva pubblicato alcune lettere di Marco Biagi, consulente del governo in carica (e di quelli passati) assassinato in marzo a Bologna. Di tre di dette lettere era ignota l'esistenza. Fra l'altro, Biagi si lamentava delle poco lusinghiere parole che il capo sindacalista Cofferati gli avrebbe a suo tempo dedicato. Gli esponenti del governo si affrettavano a dichiarare che a parlare in un certo modo si andava ad alimentare il terrorismo. Per quanto agghiaccianti - poiché implicitamente lesive della libertà d'opinione - fossero queste dichiarazioni, esse volevano servire innanzitutto - si può pensare - da diversivo nei confronti di ciò che più sostanzialmente era affermato nelle lettere di Biagi, vale a dire il problema delle scorte protettive che dopo essergli state concesse per un certo periodo, gli erano, da ultimo, state negate. Insieme al nome di Marco Biagi, fino ad allora sconosciuto all'opinione pubblica, gli italiani avevano tuttavia appreso che non solo alle più alte cariche dello stato, ma ai semplici consulenti del governo potevano comunque essere concesse. Il ministro degli interni, Scajola, come per sfogarsi dopo le molte dichiarazioni di circostanza, si lasciava andare ad affermare: "Biagi? fatevi dire da Maroni ... era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del suo contratto di consulenza" ("Il sole-24 ore", 30 giugno 2002, pagg.8). Anche per un esponente del governo l'espressione delle proprie opinioni era fatale, non gli restava che rassegnare le dimissioni.

 

Arriva a luglio nelle sale cinematografiche italiane Scandalosi vecchi tempi.

 

Si trattava di una pellicola di montaggio, presentata al festival di Cannes, nella quale erano radunati alcuni materiali pornografici filmati nel corso degli anni Venti (salvo il primo spezzone, del 1905). Classici i topoi. Di un filmato erano, ad esempio, protagoniste due suore, alle quali si aggiungevano presto il cuoco del convento e l'abate.

 

Anniversario dell’ “11 settembre”.

 

A un anno di distanza dall’attentato alle “torri gemelle” - mentre l’amministrazione americana manifestava il desiderio di intervenire militarmente in Iraq, considerato una culla del terrorismo islamico, ancorché i fondamentalisti religiosi del paese fossero stati a suo tempo perseguitati e uccisi - si moltiplicavano le manifestazioni commemorative e proliferavano nuovi commenti. Dopo che era stata ventilata l’irruzione della realtà nella società della finzione (Jean Baudrillard) si affermava che “con il collasso degli stati comunisti che avevano incarnato l’immagine del Nemico durante la guerra fredda” l’immaginazione occidentale avevava attraversato “un decennio di confusione e inefficienza” alla ricerca di nuovi interpreti del Nemico “passando dai boss del narcotraffico ai vari signori della guerra … senza riuscire a stabilizzarsi su un’immagine centrale. Solo con l’11 settembre quest’immaginazione” aveva recuperato le sue capacità “  costruendo l’immagine di bin Laden e di Al Quaeda” (Slavoj Zizek).

 

Nella notte del 14 novembre sono arrestati ventidue appartenenti al movimento dei “disobbedienti”. Altri quarantadue risultano indagati.

 

Le ipotesi di reato erano quelle di associazione sovversiva, turbativa di governo e altre simili. Nell’ordinanza era pure scritto che gli indagati avevano tirato verdure ai poliziotti durante una manifestazione. Insieme alle case degli arrestati, erano state perquisite quelle di parenti e amici. Sotto sequestro finivano anche alcuni computer dell’Università di Cosenza, per altro passata al setaccio. Uno degli indagati finiva in manette per il possesso di una modica quantità di marijuana. L’addebito più chiaro sembrava essere la spedizione di alcune e-mail e messaggi sms (in particolare, scriveva “Il foglio”, un’e-mail spedita ad Oreste Scalzone).

 

Esce in libreria, con la prefazione del ministro Martino, Fuma pure di Steven Milloy

 

Il volumetto, pubblicato da Stampa Alternativa e curato da Stagnaro e Turci, era costituito dal testo di Milloy sulla “scienza senza senso” e da altri contributi posti in appendice. Spiccava la prefazione di Antonio Martinio, in palese contrasto con la politica ufficiale di pesanti restrizioni alla libertà dei fumatori posta in atto dal governo al quale apparteneva in qualità di ministro. Si moltiplicavano intanto le grottesche notizie riguardo al proibizionismo. Anche il sale era preso di mira. La “American Public Health Association” affermava che oltre 150.000 vite all'anno potevano essere salvate se si fosse ridotto il contenuto di sale nei cibi conservati. Il fumo continuava tuttavia ad esercitare il suo ruolo centrale negli strali dei cosiddetti “salutisti”. Una donna, Johanna Huden, la quale passeggiava per New York fumando una sigaretta, riceveva d’improvviso un pugno sferratogli da una tizia che urlava: “che vuoi, tu e la tua maledetta stecca di cancro?” e, letteralmente con la bava alla bocca, iniziava a scalciare. Su “La stampa” del 15 novembre usciva invece un articolo del Prof. Ainis che  metteva chiaramente in rilievo l'incredibile persecuzione dei fumatori in tutto il mondo - mentre organizzazioni internazionali senza scrupoli e pagate dall'industria farmaceutica (come l'OMS) avevano enorme interesse a rispolverare i sinistri tempi della caccia alle streghe, armati di statistiche manipolate e non da fatti scientifici accertati. Per finire, alla prematura età di 84 anni - una vita tragicamente tagliata corta dall'uso del tabacco - moriva Margaret "Peg" Phillips, una contabile che all'età di 65 anni aveva iniziato a recitare, diventando celebre per la serie televisiva americana Northern Exposure. Beh, ora aveva smesso di fumare dimostrando i devastanti effetti di una vita produttiva, indipendente e creativa accompagnata da 71 anni di fumo ininterrotto.