le voci che corrono

Ian Rankin*

>Ian Rankin, anime morte, Longanesi, 2000

"Ian Rankin è uno splendido quarantenne dal viso fanciullesco, dall’innocenza un po’ perversa di chi ha stretto un patto con il diavolo. Non solo per questioni estetiche, ma anche per calarsi nella dannazione umana e poterla raccontare in maniera seducente. Tanto accade infatti nei romanzi di questo autore scozzese che, dopo una timida apparizione con Le due facce dell’uomo lupo nel 1994 in quella ex collana di polizieschi che si chiama Giallo Mondadori, arrivano adesso, e per fortuna, alla grande in Italia. Si comincia con Anime morte, ultimo uscito in terra britannica, ma si spera che il successo traini al più presto le opere precedenti evitando a Rankin la sorte toccata, per restare nell’ambito dei noiristi scozzesi, a William McIlvanney che nelle nostre librerie è arrivato pochi mesi fa, qualche lustro dopo aver pubblicato in Patria. Dando l’impressione, come nell’appena uscito Le carte di Tony Veitch (Tranchida, 30.000 lire), di una lettura coinvolgente, ma un filo fuori tempo.

Rischio che non corre Anime morte, che con il classico di Gogol divide solo il titolo. In questo caso sinonimo di una totale mancanza di speranza, di prospettiva interiore nella vita". …

Pietro Cheli "il Diario della settimana", 6 ottobre 2000

***

"I lavori per la costruzione del primo Parlamento scozzese, segno tangibile di un'autonomia dall'Inghilterra tanto sognata, sono fermi per mancanza di fondi. Un gran cantiere con gru, mucchi di cemento e mattoni accatastati rompe l'armonia dei palazzi settecenteschi della New Town. Che poi è strano chiamarla così, ora, questa parte della città costruita quasi 2 secoli fa. In alto troneggia l'imponente castello medievale annerito dal tempo con la città vecchia e la Royal Mile, che si snoda sul crinale della collina piena di negozi di souvenir scozzesi per turisti e di pulmann che li portano a visitare luoghi storici, o luoghi dove si possono udire i singhiozzi o le risate inquietanti di fantasmi, di cui, si dice, sia piena la città. "Edimburgo è confezionata come una bomboniera, ma ad aprirla si rimane scioccati. Una sorta di vaso di Pandora da cui possono uscire tutti i mali. A cominciare dal gran consumo di eroina, dalle perversioni sessuali nascoste sotto tanto perbenismo, a tanti giovani scomparsi nel nulla, per finire con i fantasmi, che sono soltanto leggende", dice Ian Rankin, lo scrittore di gialli scozzese, reso celebre dal protagonista dei suoi 13 romanzi, John Rebus, investigatore della polizia di Edimburgo. Un successo strepitoso in Gran Bretagna, con un milione di copie vendute, un premio prestigioso nel '92, il Chandler-Fulbright Award, una versione televisiva del suo romanzo Black & Blue e tanti lettori negli Stati Uniti e nel mondo". …

Francesca Amoni, "il Giorno", 5 ottobre 2000

***

"Holyrood Park, a Edimburgo, è un’incantevole area verde annidata nel cuore della città moderna, che si arrampica fino al rosso crinale dei Salisbury Crags. Meta - di giorno - di famigliole, amanti della natura o coppiette in passeggiata romantica, non è solo un microcosmo del paesaggio scozzese: punteggiato da piccoli lochs artificiali e da un grande lago naturale - oasi ornitologica oltre la quale si intravede il mare -, scandito da dirupi (crags) di basalto e da montagne vulcaniche - come l’alto profilo dell’Arthur’s Seat, sovrastante le guglie i tetti e i pinnacoli di tutta Edimburgo e del Firth of Forth, fino alle vette più meridionali delle Highlands -, è un paesaggio a tratti aspro che si stempera in brughiere sferzate dal vento, valli strette e lunghe e campi profumati. Ma di notte, quello scenario idillico si trasforma in terra di nessuno: rifugio, nella migliore delle ipotesi, di tossici, solitari disperati e prostitute. "Il set ideale per l’inizio di un romanzo", sorride Ian Rankin mentre, improvvisandosi guida d’eccezione, ti indica alcuni luoghi di un percorso costellato, nella storia, di inquietanti misteri, crimini e misfatti: nocciolo di buio di una città a due facce non a caso patria - oltre che di sir Arthur Conan Doyle, "papà" di Sherlock Holmes - di Deacon Brodie, alias l’ispiratore del Dr. Kekyll & Mr. Hyde di Stevenson, altro edimburghese Doc.
"Qui un Duca di sangue reale assassinò nel XVIII secolo uno dei suoi servi, lo fece arrostire e lo mangiò - prosegue imperturbabile Rankin -; lì sopra, nel 1836, furono trovate 17 bare con dentro delle bambole, e qui, agli inizi del ’900, una coppia tedesca in luna di miele venne massacrata...". Non è allora nemmeno un caso che proprio sui Salisbury Crags sia ambientato l’avvincente e icastico prologo di Anime morte, fluviale best seller di una serie di crime novels che - con il loro protagonista, il disincantato ispettore John Rebus -, hanno consacrato Ian Rankin come "il fondatore - e il re indiscusso - del noir scozzese", per usare la definizione di James Ellroy. Il libro sarà domani in libreria (Anime morte, Longanesi, pagg. 517, lire 32mila), prima traduzione italiana di altre già in cantiere con questo autore di culto in ormai 15 Paesi, che nella sola Gran Bretagna ha venduto un milione di copie dei suoi libri dove si parla del cuore di tenebra contemporaneo di quella Edimburgo che molti scrittori e intellettuali definirono l’"Atene del Nord" mentre la sua "rivale", Glasgow, stigmatizza come "una bella donna impellicciata e perbenista, che sotto la pelliccia è nuda".
In Anime morte se ne ha un magistrale esempio, seguendo la sapiente orchestrazione della trama che intreccia la misteriosa morte di Jim Margolies, brillante ispettore della polizia edimburghese sul quale grava il sospetto di suicidio; la scomparsa di un giovane, che materializza il passato del protagonista, il detective John Rebus; la parabola di un pedofilo, Darrell Rough, segnato da atroci trascorsi; le provocazioni di un serial killer, Oakes, tornato in Scozia dopo 15 anni di carcere in Usa per chiudere i conti con il suo passato psicotico; le ambiguità di un processo contro il direttore e il segretario di un orfanotrofio, accusati di pedofilia e sevizie, e molte altre storie e personaggi che confluiscono in un’unica, cruda realtà. Venata dall’ineluttabilità del male. E non necessariamente destinata a trovare risposte consolatorie. Ma in questa serrata topografia del malessere urbano, oltre la linea d’ombra che contrappone temi scabrosi e conflitti sociali senza affatto indulgere in morbosità grondanti sangue, la vera protagonista è un’altra: "È Edimburgo, la città di John Knox, allievo di Calvino, che con la sua atmosfera presbiteriana condiziona Rebus e la sua vita", sottolinea Rankin, che ammette di essere un po’ influenzato dallo scozzese Hogg, e dal suo ossimoro ottocentesco della "giustificazione delle colpe".
Classe 1960, sposato con un’inglese e padre di due figli nati in Francia dove è stato per sei anni, Rankin ha l’aria e i capelli arruffati di un ragazzone dallo sguardo enigmatico, originario di un villaggio minerario scozzese a Nord di Edimburgo. Segnato da una famiglia che definisce "bizzarra", autore di 17 libri (di cui 13 con l’ispettore Rebus, già diventato serial televisivo in Gran Bretagna, con il volto di John Hannah), Rankin è diventato giallista per caso: dopo la laurea in letteratura inglese, la specializzazione in letteratura americana, il dottorato in letteratura scozzese e disparati mestieri. "Scrivere crime novels - spiega - è un pretesto per dire qualcosa di più sulla società contemporanea, sulle sue contraddizioni. Io attingo alla cronaca per affrontare questioni etiche, problemi sociali e politici che mi stanno a cuore, come mi sta a cuore capire il passato e il presente di Edimburgo e il futuro della Scozia, per raccontarli al mondo". Per questo, prende le distanze dalla scarsa "scozzesità" dell’Harry Potter di J.K. Rowling, ma si sente vicino alla fortunata new wave contemporanea che, con Irvine Welsh in testa (e il suo Trainspotting, divenuto film per la regia di Danny Boyle), ma anche con Muriel Spark, o la femminista Denise Mina, sta attirando i riflettori internazionali sulla piccola patria dei clan, dei musei e dei castelli".

Donatella Trotta, "il mattino", 5 ottobre 2000

*Ian Rankin è nato nell'aprile del 1960 a Cardenden. Vive fra Edimburgo, Londra e la Francia.

 

<