PERCHE' CI CHIAMIAMO PAGANI?
Noi stiamo costruendo la
religione Pagano Politeista.
Il termine
"religione" lo usiamo nel significato originale: l'insieme delle
azioni, degli atteggiamenti, delle espressioni, dei modi di essere, dei modi di
percepire e intuire che legano l'Essere Umano al mondo in cui è nato e
nel quale costruisce le sue relazioni.
La domanda che più
spesso ci viene rivolta è: perché vi chiamate PAGANI?
Il problema è che
non possiamo farne a meno. Noi siamo PAGANI non perché abbiamo scelto di
esserlo, ma perché lo sviluppo storico che ci ha portato ad essere
ciò che siamo ci impone quel nome e solo quel nome.
Il termine
"pagano" fu coniato dai cristiani per insultare le persone mentre le
torturavano e macellavano. Serviva ai cristiani per definire con un unico
termine quegli Esseri Umani che indicavano sé stessi come DEI in un
mondo di DEI. I cristiani, atei incapaci di riconoscere gli DEI nei quali erano
immersi, dovevano uccidere il dio che cresceva in ogni Essere Umano per
trasformare l'Essere Umano in un Essere Miserevole pronto per supplicare
misericordia e sottomettersi al loro dio che nascondevano in un'irraggiungibile
e fantasiosa trascendenza.
Il termine Pagano fu
coniato ed imposto dai cristiani per definire i Gentili nel 373. Detto in
questo modo sembra una semplice scelta culturale, in realtà è un
vero e proprio atto di guerra inserito in una strategia di distruzione che vide
i cristiani macellare i Pagani per imporre la miseria al fine di battezzarli e
sottometterli al loro dio pazzo. Rompere i legami che univano gli Esseri Umani
al mondo in cui erano nati e del quale ne riconoscevano gli attributi divini.
Attributi divini che si manifestavano sia nell'oggettività in cui
vivevano sia nell'Essere Umano che, in questo modo, riconosceva sé
stesso quale Essere Divino. La miseria imposta dai cristiani era ed è un
insieme sia materiale che culturale costruita e imposta attraverso la
sistematica distruzione del Sistema Sociale di quell'epoca (che continua nei
Sistemi Sociali attuali).
Nel
In questo clima viene
coniato il termine "Pagano" col quale i cristiani denigravano gli
abitanti dei paesi che non si erano ancora messi in ginocchio davanti al loro
dio assassino, ma che continuavano a costruire delle relazioni fra sé
stessi e il mondo che li circondava. Dopo di che, questo termine, è
stato usato per definire ogni nemico che i cristiani intendevano criminalizzare
prima di dichiararvi guerra, torturarlo e distruggerlo. Crociate contro i
Lituani e i Sassoni vanno, ancora oggi, sotto il nome di crociate contro i
Pagani.
Il termine Pagano, nel
corso della storia, ha finito per essere l'unico termine in grado di definire
un numero infinito di religiosità e culture diverse la cui
caratteristica è la relazione fra l'Essere Umano che intende sé
stesso come ente divino e un mondo fatto di divinità con le quali
l'Essere Umano costruisce delle relazioni. Dove, la qualità delle
relazioni costruite è data dalla specificità culturale delle
manifestazioni della popolazione specifica.
In ogni caso, nessun
popolo antico chiamava la propria religiosità "pagana". I
Greci, i Romani, gli Egiziani, i Polinesiani, i Lituani ecc. ecc. non hanno mai
chiamato sé stessi Pagani né spesso avevano necessità di
definire con un nome la propria religiosità. Tutti i popoli costruivano
delle relazioni col mondo circostante in base all'espressione della propria
cultura, della propria sensibilità e delle proprie necessità di
espansione nella vita. Non nomi, ma azioni attraverso le quali costruire la
vita.
I popoli antichi e
moderni non sono Pagani, se non per gli insulti che rivolgono loro i cristiani,
NOI SIAMO PAGANI.
Il termine Pagano non
può essere applicato ad un singolo "credo" religioso se non
come offesa. Facciamo un esempio: se io chiamo "Pagana" la
religiosità dei nativi dell'Australia è come se li insultassi.
Io, infatti, tenderei a ridurre la loro religiosità a categorie da me
conosciute e considerate senza prendere in considerazione la religiosità
specifica alla quale mi riferisco. Io devo chiamare la religione dei nativi
Australiani come essi chiamano la loro religione. Devo considerare la religione
dei nativi Australiani nelle categorie e nella cultura, nell'intuizione e nella
sensibilità, che i nativi Australiani hanno e descrivono per sé
stessi. Quando io trasporto quelle categorie religiose in un diverso contesto
culturale, quelle categorie religiose perdono il loro significato in quanto non
sono categorie religiose assolute, ma sono categorie religiose relative a quei
popoli che hanno sviluppato quella cultura per perseguire i propri intenti.
Lo stesso discorso deve
essere esteso alle culture antiche, anche a quelle cui noi facciamo riferimento
pescando continuamente gli insegnamenti e traducendoli nella cultura nella
quale viviamo. Essi non chiamavano la loro religione "Pagana", molto
probabilmente nemmeno la definivano in quanto il sentire religioso non era
oggetto di guerra e di contrapposizione con altri sentire religiosi. Il
problema si pose quando una setta si separò dall'insieme sociale,
enunciò la propria verità e pretese l'assoggettamento dell'intero
Sistema Sociale a quella verità manifestata.
Usare il termine
"Pagano" riferito ad una singola realtà religiosa è
offensivo per la realtà religiosa cui viene riferito: i cristiani lo
fanno normalmente!
PERCHE': NOI SIAMO
PAGANI?
Perché non
apparteniamo a nessuna cultura precedentemente determinata. Non apparteniamo ad
un credo fissato, siamo figli del nostro tempo e delle culture che sono emerse
dalle religioni rivelate e nel riconoscere un mondo di DEI non siamo legati
né a nomi né a tradizioni. Per questo motivo ci possiamo
permettere di prendere quanto ci serve, per quel che è rimasto, leggere
la nostra vita in relazione col mondo circostante, ridefinire le
necessità degli Esseri Umani in relazione al Sistema Sociale che
nascendo hanno trovato e rifiutare ogni verità imposta contrapponendovi
un cammino di libertà soggettiva.
Noi riconosciamo
l'individuo come elemento centrale del Sistema Sociale e riconosciamo i cammini
di costruzione del suo sapere, della sua conoscenza e della sua consapevolezza
dei fare sacri attraverso i quali costruirsi in quanto DIO! Proprio
perché facciamo questo siamo in grado di riconoscere gli DEI nel mondo
circostante con i quali il nostro sentire e il nostro intuire vibrano insieme
per comuni intenti e comuni necessità. Se possiamo affermare che gli DEI
chiamano l'Essere Umano affinché bussi alle porte dell'Olimpo
dell'infinito, nello stesso tempo possiamo affermare che l'Essere Umano
riconosce solo quegli DEI con i quali può fondere il suo (o i suoi)
intenti e le sue necessità. Il soggetto può riconoscere quanto il
suo sentire gli indica, dove la costruzione del proprio sentire lo porta ad
incontrare gli DEI che quel sentire nutrono e da quel sentire traggono
nutrimento.
Nell'affermare questo
è necessario riconoscere come ogni Pagano costruisca di fatto una
propria relazione col mondo e questa relazione sia sua, soltanto sua e
funzionale alla costruzione del proprio divenire. Nello stesso tempo è
necessario riconoscere come un gruppo di individui che vivono comuni condizioni
sviluppino comuni intenti e sentire comuni sovrapposti o insieme ai propri
sentire personali. Così via per ogni cultura, ogni città, ogni
paese, ogni condizione di vita il cui sviluppo tenda alla costruzione del
proprio futuro.
Tutto questo si
può chiamare PAGANESIMO.
Per definirlo come
religione è necessario definire la qualità dei dogmi che ne
stanno a fondamento e il fine cui tende l'INTENTO dell'Essere Pagano nelle
relazioni col mondo.
Dal momento che, proprio
per quanto detto, la religione PAGANA POLITEISTA non è portatrice di una
verità cui sottomettere gli Esseri Umani e dal momento che nelle culture
attuali l'unica forma di religiosità concepita dagli Esseri Umani
è quella portatrice di verità nella quale risolvere la ricerca di
spiritualità degli Esseri Umani, è necessario definire dogmi e
intenti del PAGANESIMO al fine di sottrarre le tensioni di LIBERTA' degli
Esseri Umani dalla sottomissione a verità religiose.
Il nostro compito, come
Apprendisti Stregoni, è quello di definire i DOGMI DI LIBERTA' e
l'INTENTO dell'azione del Paganesimo Politeista all'interno del quale ogni
Essere Umano, che costruisce delle relazioni fra sé ed il mondo
circostante, possa riconoscersi.
Mentre facciamo questo,
noi stessi siamo portatori di uno specifico sentire e specifiche relazioni fra
gli DEI che si agitano dentro di noi mentre progettiamo la nostra esistenza e
questo ci rende sensibili al richiamo degli DEI che dal mondo ci inviano il
loro respiro per alimentare il nostro cammino.
Che differenza c'è
fra un DOGMA di VERITA' e un DOGMA di LIBERTA'?
Il DOGMA di VERITA'
risolve in esso la trasformazione dell'individuo: l'individuo giunge alla
verità! Il dogma manifestato è indiscutibile, deve essere
accettato e deve posto quale fondamento alla formulazione di qualunque pensiero
e base per qualunque azione. Ad esempio: la madonna partorisce, ma è
vergine! Assurdo, ma dogma di verità a cui si chiede che gli Esseri
Umani si sottomettano e accettino quanto detto. Quanto detto, o rivelato,
diventa momento di costruzione del pensiero dell'individuo che non può
pensare in nessun altro modo la madonna che non vergine dopo aver partorito.
Qualunque affermazione diversa da questa nei confronti della "figa"
della madonna è punita attraverso il rogo.
Il DOGMA di VERITA'
risolve in esso i dubbi, le incertezze e le domande dell'interlocutore:
è un dogma di fede si deve accettare e non si deve discutere!
Il DOGMA di VERITA'
sottomette ad esso l'individuo: crea dipendenza e sottomissione!
Il DOGMA di VERITA'
è posto davanti al cammino dell'individuo e ne sbarra la strada!
Il DOGMA di LIBERTA'
viene posto alle spalle dall'individuo. Oppure, se vogliamo, rappresenta il
gradino della scala che nel corso della sua costruzione l'individuo ha
superato. Affinché si riconosca l'esigenza della presenza di DOGMI di
LIBERTA' è necessario intendere l'esistenza umana come un processo di
trasformazione continua che, iniziato al momento della nascita, ha fine con la
morte del corpo fisico. Un processo di trasformazione in funzione di una
costruzione di accumulazione psichica, emozionale, del sapere, della conoscenza
e della consapevolezza dell'individuo quale risultato dell'interazione
dialettica fra l'individuo e il mondo nel quale è nato. L'individuo nato
esercita nel mondo le proprie determinazioni, esprime le proprie necessità
e i propri intenti e, a quelle espressioni, il mondo risponde con le
manifestazioni di sé stesso. Dalla relazione che si sviluppa e dalle
soluzioni strategiche di vita adottate dall'uno e l'altro si sviluppa
l'individuo che agisce e che si modifica sviluppando il mondo che, a sua volta,
agisce e si modifica.
All'interno di questa
visione il DOGMA di LIBERTA' assume una sua ragione di essere in quanto
garantisce all'individuo e al Sistema Sociale la direzione nella quale l'azione
di costruzione dell'individuo, dell'insieme degli individui, di una
Società o di un popolo, tende bloccando fin dalla nascita pulsioni o
fenomeni che impediscono la crescita dell'individuo o del Sistema Sociale in
cui vive.
Se si afferma come
principio, "Tutti gli uomini sono uguali" ne consegue che qualcuno,
prima, era più uguale di qualcun altro. Diventa un semplice principio
sociale quando l'enunciato è un principio da imporre alle persone;
diventa un DOGMA di LIBERTA' quando quel principio è imposto alle
istituzioni che nulla possono fare in contrasto con tale principio né
possono ritagliarsi privilegi in antitesi a quel principio. Nessun individuo
può essere più uguale di un altro. Nessuna ragione è
sufficiente per affermare che un individuo sia più uguale di un altro,
meriti più rispetto o deferenza, sia portatore di diritti diversi o
maggiori. L'uguaglianza è relativa alle relazioni sociali, non agli
adattamenti del soggetto all'interno dell'oggettività. Gli adattamenti
del soggetto nell'oggettività portano ad acquisire posizione sociale,
valore o trasformazione soggettiva, ma non un diverso grado di uguaglianza o un
maggior rispetto nei confronti di altri soggetti.
Il principio diventa
DOGMA di LIBERTA' quando la sua importanza è tale da non consentire
nessuna deroga a quel principio e si avvia l'azione di repressione giudiziaria
quando a quel principio qualche istituzione tende a derogare (personalmente non
riesco a vedere, in questo momento, individui delle classi sociali molto basse
derogare a quel principio!).
Lo stesso vale per l'individuo.
Un DOGMA di LIBERTA' è vivere strategicamente. Diventa DOGMA nel
momento in cui si cala nell'individuo e questi non è più in grado
di vivere per supplica o per sottomissione. Anche quando forze preponderanti
tendono a sottometterlo si attrezza e lavora per organizzare la propria
strategia di vita. La propria uscita dalla sottomissione!
Il DOGMA di LIBERTA'
è il principio che garantisce all'individuo la possibilità di
costruirsi. Le condizioni nelle quali costruirsi. Per conseguenza, garantisce ai
Sistemi Sociali le condizioni nelle quali costruirsi, nelle quali divenire,
nelle quali fondare il proprio futuro.
INDIETRO NON SI TORNA!
Inoltre il PAGANESIMO
POLITEISTA è caratterizzato dall'INTENTO per il quale lo si persegue.
Per il Paganesimo non
esiste una volontà creatrice all'inizio del tempo, un dio creatore, un
essere assolutamente necessario, una causa prima intesa come consapevolezza
prima, ma tutte le forze della trasformazione sono presenti nella materia e
nell'energia che, in questo momento, si espandono nell'universo. Il movimento
di queste forze è la spinta che porta concentrazioni di Energia Vitale a
passare da inconsapevoli a consapevoli prendendo nelle proprie mani la
responsabilità della propria vita. Nel far questo costruiscono le condizioni
affinché altre concentrazioni di Energia Vitale passino
dall'inconsapevole al consapevole. Questo prendersi nelle proprie mani la
responsabilità della propria vita è il farsi DIO riconosciuto nel
Paganesimo Politeista. Dove il DIO che costruisce sé stesso, attraverso
la sua azione, chiama altri DEI a sorreggerlo in quanto la sua azione alimenta
lo sviluppo di altri DEI inducendoli a soccorrerlo.
Che poi il Paganesimo
Politeista trasformi il tutto in una visione antropomorfica è solo
perché, in quanto Esseri Umani, guardiamo il mondo con i nostri occhi,
afferriamo quanto di più vicino all'umano esiste negli DEI e trasferiamo
quanto vediamo e quanto impariamo nella specie umana.
L'INTENTO è quello
dell'INFINITO: partecipare alla costruzione della COSCIENZA UNIVERSALE! Ogni
concentrazione di Energia Vitale, al di là di come, dove e perché
si manifesta tende a costruire sé stessa per partecipare alla
costruzione della Coscienza Universale.
Dove il compito immediato
per l'Essere Umano è: vivere strategicamente per prendere nelle proprie
mani la responsabilità della propria vita al fine di trasformare la
morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. In pratica non sprecare
l'opportunità della propria esistenza. Non far coincidere la morte del corpo
fisico con la morte del corpo luminoso accettando la sottomissione ad una
verità rivelata.
All'interno di questo
"cappello" si possono esprimere molte specificità. Noi
affermiamo che esistono tanti Paganesimi quanti sono gli Esseri Umani, ma tutti
si muovono nella direzione delle acque di un unico fiume che sfocia verso il
mare dell'eternità.
Per questo motivo noi
possiamo affermare di essere PAGANI POLITEISTI.
Perché il nostro
intento è la costruzione del DIO dentro di noi all'interno di un mondo formato
da DEI nel quale tentiamo di attrezzarci al meglio per muoverci assieme!
Conoscete forse un altro
nome per definire la religione che lega l'Essere Umano al mondo in una comune
trasformazione?
Quale maggior onore fare
nostro l'insulto con cui i cristiani, gli ignoranti e vigliacchi per
eccellenza, definivano chi tentava di costruire la propria vita per il
benessere della loro società e dell'intera umanità?
Non esistono altri
termini per definire i cacciatori di LIBERTA' né, tutto sommato, noi ne
accetteremmo altri!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 041933185
E-mail: claudiosimeoni@libero.it