Per una completa interpretazione del fatto denominato
"rifiuto del conte di San Sebastiano" rimandiamo alla narrazione
integrale fatta dal Da Bormida nella sua opera citata:
"Il rumore della lotta impegnata al Grand Serin preoccupò, ed
a ragione, il conte di Bricherasio; il quale considerava la conservazione di
questa altura come di importanza capitale per la salvezza delle truppe. Egli vi
accorse pertanto di persona, lasciando ordine al maggiore generale Alciati di
ripiegare in quella direzione colle truppe che occupavano la Testa dell’Assietta
e l’altipiano, qualora i Francesi continuassero a spingere con energia i loro
attacchi. Pare che il conte di Bricherasio dirigesse contemporaneamente verso il
Grand Serin parte delle forze che erano state tenute fino allora in riserva sull’altipiano
(Secondo Da Bormida battaglioni Casale e Colloredo).
Arrivato al Grand Serin, parve al generale in capo
piemontese, che anche rinforzando colle truppe della riserva quelle che
difendevano questo punto, non si avrebbe avuto una sufficiente guarentigia di
conservarne il possesso di fronte ai numerosi battaglioni del marchese di
Villemur. Perciò egli mandò ordine al maggiore generale Alciati di sgombrare l’Assietta
e di venire a raggiungerlo al Grand Serin.
Ricevuto quest’ordine il generale Alciati si dispose ad
eseguirlo. Senonchè, ritenendo poco prudente uno sgombro simultaneo dei
trinceramenti di fronte al nemico, si avviò bensì verso il Grand Serin con
tutte le truppe che non erano impegante in quel momento, ma lasciò indietro il
conte di San Sebastiano colle frazioni dei vari battaglioni che avevano preso
parte alla lotta alla Testa dell’Assietta e sul fianco occidentale dell’altipiano.
Quali istruzioni il generale Alciati impartisse al conte di San Sebastiano è
cosa che i contemporanei non ci hanno tramandato, e sarebbe ora molto
arrischiato di volerlo stabilire per induzione: Merita però di essere accennato
il fatto, che il marchese di Beauregard, il quale, appartenendo alla generazione
che tenne dietro a quella che combattè all’Assietta, doveva essere ben
informato delle voci che correvano su questo fatto d’armi, dice esplicitamente
in una nota che si trova nei suoi "Memoires historiques sur la Maison
Royale de Savoie", che il generale Alciati e il conte di San Sebastiano
erano concordi nel parere che i trinceramenti dell’Assietta non si dovessero
sgomberare se non in seguito ad ordine scritto.
Intanto un secondo attacco di Villemur contro il Grand Serin
era stato pure respinto, ed egli si apparecchiava a tentarne un terzo con tutte
le sue forze. Questa ostinazione dei Francesi accresceva i timori del conte di
Bricherasio. Non vedendo arrivare tutte le truppe dell’Assietta, che gli
parevano appena bastanti per assicurare la conservazione del Grand Serin, egli
rinnovò al conte di San Sebastiano l’ordine di venirlo a raggiungere.
Prima di ottemperare a questo secondo ordine, il conte di San
Sebastiano, che persisteva a ritenere pericoloso l’abbandono dell’Assietta,
si credette in obbligo di rappresentare al generale in capo gli inconvenienti
che dalla sua esecuzione sarebbero risultati …
Non convinto da queste osservazioni il conte di Bricherasio
mandò al conte di San Sebastiano per la terza volta l’ordine perentorio, e da
quanto pare per iscritto, di sgombrare immediatamente l’Assietta; ma quando
quest’ordine giunse a destinazione non sarebbe assolutamente più stato
possibile eseguirlo. I Francesi, ripreso lena, avevano dato principio ad un
ultimo e decisivo attacco alla tenaglia. I granatieri piemontesi, fieri d’averla
così valorosamente difesa insino allora, ritenevano impegnato il proprio onore
a non lasciarla cadere nelle mani del nemico e il conte di San Sebastiano
divideva i sentimenti dei suoi ufficiali e dei suoi soldati …
… In faccia al nemico" egli disse ai suoi
soldati "non possiamo volgere le spalle" e queste sue parole furono
accolte con entusiasmo dai difensori della tenaglia, i quali rinforzati dalle
compagnie di granatieri del battaglione Meyer e del battaglione austriaco
Forgatsch, respinsero un’ultima volta i Francesi mentre già cominciava ad
annotare".
Le considerazioni a posteriori di critica all’operato al
conte di Bricherasio non paiono molto fondate in quanto, verso le sette di sera,
il punto decisivo della difesa era il Grand Serin, in quel momento attaccato da
metà delle forze francesi; pare quindi sensato l’ordine del conte di
Bricherasio di sgomberare la posizione della Testa dell’Assietta, operazione
questa che poteva essere fatta per gradi senza trasformarsi in una ritirata
sotto l’incalzare del nemico e che avrebbe permesso di concentrare le forze a
difesa del Grand Serin, seriamente minacciato dalle forze del maresciallo
Villemur. Viceversa, vista la planimetria dell’altipiano, una ritirata dal
Grand Serin per un arrocco sull’Assietta non avrebbe che potuto trasformarsi
in una rotta in quanto il nemico francese avrebbe potuto rapidamente inseguire
ed affrontare sul piano le forze in movimento facendo valere il suo maggiore
numero.
Le vicende che seguirono smentirono però tale piano d’azione
e, anche negli anni seguenti, storici e militari si confrontarono con differenti
teorie sul fatto.
Bibliografia
Dabormida,
Vittorio - La battaglia dell'Assietta : studio storico - Voghera - 1891
Alberti,
Adriano - La battaglia dell'Assietta (19 di luglio del 1747) : note e documenti
- Francesco Casanova editore - 1902