L’origine del Piaggio P.108 è voluta da un concorso
ministeriale per un "apparecchio veloce da bombardamento diurno e notturno,
a grande raggio d’azione" indetto nel 1937. Parteciparono i C.R.D.A. e la
Piaggio, quest'ultima con il progetto dell’ing. Casiraghi, direttore tecnico con importanti
esperienze di lavoro negli Stati Uniti d’America, di un monoplano metallico ad
ala bassa a sbalzo, bicomando, quadrimotore con carrello retrattile.
Il prototipo fu ultimato negli stabilimento di Finale Ligure
nel novembre 1939 ed il primo volo avvenne il 24 novembre 1939 ai comandi del
pilota collaudatore Nicolò Lana. Subito fu evidente la bontà del progetto.
Seguirono una serie di voli di prova nell’ultimo dei quali si ebbe un
incidente con gravi danni all’apparecchio e con conseguente rallentamento
delle prove di sviluppo.

Piaggio P.108 1a versione
(postazione di mitragliera frontale avanti al pilota) in volo
Un secondo esemplare fu terminato negli stabilimenti di
Pontedera nel settembre 1940 e la consegna del primo prototipo alla Regia
Aeronautica per le prove avvenne nell’ottobre dello stesso anno. Continuarono quindi le
prove da parte della ditta costruttrice e da parte della Regia Aeronautica, con
gli apparecchi che, con il proseguo dei mesi, venivano raggiunti da altri due
esemplari.
Il 1° giugno 1941 si costituiva sull’aeroporto di Pisa la
274a Squadriglia Bombardamento a Grande Raggio, alle dipendenze della
3a Squadra Aerea, al comando del cap. pilota Bruno Mussolini, figlio del Duce;
era previsto l’armamento su P.108 B anche se, al momento della costituzione,
nessun velivolo era operativo.
Nell’attesa della consegna dei velivoli i piloti
ricevettero addestramento al volo senza visibilità (strumentale) ed i
comandanti, t.col. Gori Castellani e cap. Mussolini, visitarono un similare
reparto tedesco equipaggiato di quadrimotori Focke Wulf FW 200 Condor di stanza
a Bordeaux e operante sull’Atlantico.
Il 19 luglio 1941 si ebbe la presa in carico del primo
velivolo. Il 7 agosto però, durante un volo di allenamento, l’apparecchio si
schiantava al suolo in atterraggio, causando la morte del cap. Mussolini, a cui,
a memoria del sacrificio, fu intitolata la Squadriglia.

Il Piaggio P.108 del cap. Mussolini incidentato
Il 12 agosto veniva preso in carico un altro P.108B che
subito iniziava un’intensa attività per la necessaria pratica di volo di
tutti i piloti. Contemporaneamente iniziarono a manifestarsi una serie di
piccole avarie dovute alla affrettata messa in linea della macchina.
Nei mesi seguenti proseguì l’attività addestrativa in
parallelo con le richieste di modifiche e migliorie alla ditta costruttrice, che
la stessa estese a tutti gli apparecchi in costruzione o da lei transitanti per
revisione.
Il 2 marzo 1942 tre esemplari sfilarono in formazione su
Roma, in occasione dell’XIX Annuale della costituzione della Regia
Aeronautica.
Si avvicinava sempre di più il momento in cui la Squadriglia
sarebbe entrata in azione e tutti, dai piloti ai meccanici agli specialisti
della Piaggio, intensificarono gli sforzi e l’impegno per risolvere gli
inconvenienti che venivano a manifestarsi durante l’intensa attività di
addestramento. Restarono, purtroppo, degli inconvenienti ai motori.
Il 9 giugno 1942 ebbe inizio l’attività operativa con una
ricognizione offensiva sul Mediterraneo Centro-orientale, eseguita da due
apparecchi.
Ancora alcune ricognizioni offensive poi, il 26 giugno, i
velivoli vennero schierati sul campo sardo di Decimomannu per l’impiego a cui
erano stati progettati: il bombardamento strategico a grande distanza.
E il 28 giugno arrivò l’ordine tanto atteso: il
bombardamento di Gibilterra.
Il decollo avvenne verso le ore 21.00; un apparecchio, per
noie ai motori, dovette interrompere la missione e rientrare; gli altri quattro
effettuarono regolarmente il bombardamento (ottenendo limitati danni alle
infrastrutture della base inglese) ma due apparecchi furono costretti a prendere
terra in territorio spagnolo causa un consumo irregolare di carburante, e
andarono quindi persi.
Vennero rielaborate tutte le tabelle dei consumi ma, il 3
luglio, in una missione su Gibilterra, si ebbe la perdita dell’unico
apparecchio inviato.
Seguì un ciclo addestrativo e di affinamento di macchine e
uomini.
Il 24 settembre 1942, con il reparto reintegrato nei ranghi
di uomini e velivoli, venne ripetuta con due apparecchi un’azione su
Gibilterra, con sgancio regolare e ritorno di entrambi i velivoli.

P.108 in partenza per un'azione notturna
Gli insegnamenti tratti dalle prime operazione davano buoni
frutti.
Seguirono altre due missioni di bombardamento su Gibilterra
ma gli eventi precipitavano: il 28 ottobre iniziarono le missioni di
ricognizione strategica sul Mediterraneo Occidentale in previsione dello sbarco
alleato nel Nord Africa Francese (operazione Torch).
Dall’11 novembre 1942 iniziò un ciclo di missioni di
bombardamento sui porti e sugli aeroporti dell’Algeria francese occupata dagli
Anglo-americani per un totale di 7 missioni fino alla fine del 1942.
Le missioni degli inizi del 1943 ricalcarono quelle della
fine anno precedente sull’Algeria francese; l’ultima missione fu un
bombardamento su Orano condotta da 2 Piaggio P. 108B il 20 gennaio 1943, poi,
per un necessario periodo di riposo per il personale e le macchine, il reparto
venne ritirato a Siena, poi a Guidonia e indi a Foligno.
Con l’invasione della Sicilia iniziava l’ultima fase
operativa del reparto con missioni di bombardamento sulle forze alleate d’invasione
dell’isola. Furono effettuate 4 missioni, l’ultima delle quali il 22 luglio
sulla rada di Augusta con due apparecchi.
In totale furono effettuate dai Piaggio P.108B 29 missioni di
guerra con 11 apparecchi andati perduti (6 apparecchi non rientrarono, 5 si
distrussero al suolo in atterraggi di emergenza) a cui si aggiungono 2
apparecchi persi in missioni di addestramento. Sempre evidente fu la
combattività ed il valore degli equipaggi anche se spesso gli apparecchi
limitarono tali sforzi. Il velivolo, benché esente da gravi difetti, venne
inserito in linea operativa senza un adeguato periodo di collaudo, che avrebbe
dovuto essere più lungo
dei normali vista la particolarità dell’apparecchio nel panorama nazionale;
si ebbe pertanto una serie di piccoli difetti ed avarie che vennero alla luce
durante le operazioni belliche, con conseguente limitazione delle stesse. In
particolare i problemi ai propulsori causarono rientri anticipati e perdite di
apparecchi. Non si può però non rilevare che, da un parallelo con i similari
velivoli avversari, il Piaggio P.108B aveva una superiorità tecnica indiscussa.
L’industria aeronautica che il Piaggio P.108 B aveva alle spalle non era però
quella americana per risorse e capacità produttive; ben altro sarebbe stato
infatti il ruolo e l‘influenza sulle operazioni belliche che il quadrimotore
avrebbe potuto fornire se presente in linea in altro numero.

Piaggio P.108 con tutto il personale (in volo e
a terra) e le macchine adibite (stile propaganda alleata)
Resta il primato di essere stato l’unico bombardiere
strategico dell’Asse ad essere impiegato bellicamente e di avere ancora
un particolare vivente: il motorino d’avviamento dei motori fu infatti
utilizzato dalla Piaggio quale motore per la mitica Vespa.