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Le avventure dell'astronave Orion

 

 

 

Siamo nel settembre del 1966, quando una nuova serie di fantascienza raggiunge gli schermi televisivi, raccontando le avventure di un'astronave che viaggia in lungo e in largo per la galassia... la coincidenza sembra quasi incredibile, ma non stiamo parlando di Star Trek...

Siamo in Europa, più esattamente in Germania. Il Gene Roddenberry della situazione si chiama Rolf Honold. Dalla sua idea a metà degli anni sessanta venne realizzata la serie televisiva di SF di maggior successo della televisione tedesca (e forse europea, se si eccettuano le produzioni inglesi): Raumspatrouille, ovvero "la pattuglia dello spazio", trasmessa anche in Italia col titolo Le avventure dell'astronave Orion. Con un costo di 3,4 milioni di marchi l'avventura della Orion è stata la produzione televisiva più costosa della televisione tedesca.

Oggi sembra difficile immaginare un telefilm di fantascienza prodotto in Europa. Negli ultimi anni, tutta la produzione televisiva fantastica arriva dagli Stati Uniti, ma tra gli anni sessanta e i primi anni settanta le produzioni europee erano numerose, e di notevole qualità. Vanno ricordate le molte serie inglesi, entrate ormai nella leggenda (UFO, Agente Speciale, Il prigioniero, Spazio 1999), e anche qualche produzione italiana, come il famoso A come Andromeda con Paola Pitagora. In Germania già dal 1961 riscuoteva grande successo la serie di romanzi di Perry Rhodan, e L'Astronave Orion andava a raccogliere proprio questo pubblico di appassionati, già abituati a una fantascienza avventurosa ma molto legata ai temi della sf classica americana.

La serie ebbe grandissimo successo, e fu trasmessa in molti paesi europei, senza però raggiungere gli Stati Uniti; a differenza delle serie inglesi, L'Astronave Orion era girato in bianco e nero, e se questo non era un problema per il Vecchio continente lo era per gli USA, dove la televisione a colori era già diffusa.

Nonostante ciò, in Germania la serie è stata più volte replicata fino agli Anni Ottanta, mantenendone viva la leggenda, mentre in Italia non è più stata trasmessa. Il ricordo della serie è andato quindi pian piano svanendo. Anche la più grande fonte di informazioni, Internet, in questo caso si rivela inefficace a causa della barriera della lingua: trattandosi di una serie tedesca mai trasmessa negli Stati Uniti non vi sono risorse che parlino del telefilm in lingue diverse dal tedesco.

Spesso ci è capitato di trovare, nei newsgroup o nelle mailing list, messaggi del tipo "vi ricordate quella serie con l'astronave a forma di disco che scendeva sotto il mare...": ci sono ancora molti che hanno un vago ricordo, che gli anni hanno quasi del tutto seppellito. Ora Delos, con questo speciale realizzato grazie alle traduzioni di Marco Faré e di Fulvio Scarpelli, riempie finalmente questo vuoto.

Se siete fra coloro che ricordano vagamente l'astronave Orion, qui potete rinverdire i vostri ricordi. Se siete fra i molti che non l'hanno mai sentita nominare, rimarrete sorpresi nello scoprire un telefilm di fantascienza leggendario.

 

 

 

Storia e ambientazione 

 

Cinque giorni prima che la NBC trasmettesse Where no man has gone before, primo episodio di Star Trek, la televisione tedesca ARD mandava in onda Attacco dallo spazio, primo episodio di Raumspatrouille. Al comando del capitano Cliff McLane, l'astronave Orion avrebbe solcato i cieli della galassia solo sette volte. Una seconda serie, già progettata da Rolf Honold, fu bocciata dalla ARD, e da quel momento la serie scomparve dalla televisione ed entrò nella leggenda.

L'ambientazione è in un futuro nel quale l'umanità si è sparsa nello spazio. Sulla Terra, unificata e pacifica, sono stati colonizzati anche i fondali marini. E infatti sottomarina è la base del complesso e organizzato sistema di sicurezza, al quale appartiene l'astronave e il suo equipaggio, che protegge la Terra e le colonie dalle minacce provenienti dallo spazio.

Dopo il ritorno sulla terra gli spaziali si vanno a riposare nella base sottomarina: l'equipaggio della Orion si ritrova regolarmente al Starlight- Casino. Qui si beve in compagnia un bicchiere o si balla.

Il tutto sotto una cupola di vetro attraverso la quale si vede il fondo del mare.

 

 

 

 

Presente e futuro 

 

L'emittente austriaca ORD ha i diritti per l'emissione in Austria, mentre in Germania i diritti sono stati acquistati da Sat1 e Pro 7 (due emittenti via satellite) per le puntate da 1 a 4 e 7, mentre i diritti per le puntate 5 e 6 sono di NDR un altra emittente tedesca. In Italia, la serie fu trasmessa dalla RAI, la quale probabilmente ne detiene tuttora i diritti.

Da molto tempo si parla di una nuova serie sul tipo "The Next Generation", ma fino ad oggi nonostante i molti interessamenti non si è arrivati a nessuna conclusione. Negli ultimi tempi si parla dell'interesse da parte di Roland Emmerich, regista di Indipendence Day, ma in una recente intervista ha dichiarato che per ora non è stata fissata ne la data di inizio ne sono stati scritte le sceneggiature e quindi la cosa andrebbe per le lunghe.

Eventualmente il seguito della serie Orion dovrebbe essere filmato e prodotto negli USA.

Eppure, l'astronave Orion è volata in tutto il mondo meno che negli Stati Uniti. Pur suscitando un certo interesse presso i responsabili delle TV americane, la serie non fu mai trasmessa negli USA. I motivi sono fondamentalmente due: nel 1966, (data di produzione della serie), gli USA avevano già la televisione a colori, mentre la serie è stata girata in bianco e nero (in Europa all'epoca le trasmissioni avvenivano ancora in bianco e nero); la serie era stata girata in tedesco e negli USA non si usa doppiare i filmati.

Oltre che in Germania e in Francia che parteciapavano alla produzione, la serie è stata vista in quasi tutta europa: Belgio, Italia, Jogoslavia, Olanda, Austria, Swezia, Svizzera, Sudafrica e in molti altri paesi. Inoltre almeno in Svezia, Brasile e Francia sono anche stati pubblicati i romanzi ispirati alla serie.

Il 30 agosto 1997 i fan tedeschi ed europei di questa serie si riuniranno a Dorsten per la convention organizzata dal Fan Club Orion. Per informazioni ci si può rivolgere all'indirizzo di Ralf Kramer, Marler Str. 14, 46282 Dorsten (D)

 

 

 

 

Effetti speciali 

 

In fatto di trucchi e effetti speciali la serie è oggi decisamente sorpassata, tuttavia rimane, un certo non so che rende sempre godibile la visione dei vari episodi.

Il decollo dell'astronave dal mare è stato realizzato filmando il deflusso dell'acqua da una vasca in un centro sperimentale per idrodinamica e sovrapponendo l'immagine dell'astronave. Le bolle che si vedono durante la risalita dell'astronave nell'acqua sono ottenute con compresse effervescenti di Alka Selzer.

I robot che compaiono nell'episodio Custodi della legge sono piccole scatole di latta alte al massimo 30 centimetri.

L'atmosfera sottomarina del Starlight-Casino è ottenuta effettuando delle riprese nell'acquario di uno Zoo, e per le riprese esterne è stata utilizzata una cava nei pressi di Peissenberg (una località tedesca).

Il pianeta che viene distrutto nel secondo episodio (Pianeta fuori orbita) è stato realizzato impiegando riso, chicchi di caffè e piselli. che sono stati fatti volare via con una pistola ad aria compressa e ripresi a 120 immagini al secondo.

L'astronave è stata realizzata in plexiglass, legno e alluminio in varie misure da 30 a 160 cm di dimetro. Durante le riprese veniva appesa a fili su uno sfondo scuro e per ottenere l'effetto del movimento veniva mossa velocemente la telecamera su binari.

La sala comandi e il relativo quadro sono stati realizzati con 10.000 metri di cavo elettrico e 3200 lampadine, oltre all'uso di materiali vari quali bicchieri di plastica e il famoso ferro da stiro che compare in molte scene.

La stessa attrezzatura è stata utilizzata per simulare la sala comando dell'astronave Hydra e altre navi.

 

 

 

 

Alcune caratteristiche della Orion VIII 

 

Dopo aver sacrificato la Orion VII nel l'episodio Pianeta fuori orbita, fu varata la Orion VIII che non si differenziava dalla precedente.

La Orion aveva nel film le seguenti dimensioni: 50 metri di diametro, 32 metri di altezza. L'accesso alla nave avveniva tramite una sezione telescopica di circa 38 metri

Il quadro comandi misura 28 metri e sull'astronave sono presenti altri locali: la sala macchine, la sala dei che ospita i sistemi di puntamento, la camera per il sonno freddo, le cabine dell'equipaggio e quattro scialuppe denominate Lancet.

 

Michael Höfler

adattamento di: Silvio Sosio, Marco Faré, Fulvio Scarp