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Memoria alla delibera n. 14404 del 30 settembre 2003 della GIUNTA REGIONALE inoltrata da ASTROV, ACLI e COMITATO DI TUTELA TERRITORIALE "Cascina Antonietta" Gorgonzola  

dipartimento per la protezione ambientale - direzione per la valutazione dell’impatto ambientale

via cristoforo colombo 44 - 00147 roma

direzione generale per i beni architettonici ed il paesaggio - sezione iv - paesaggio

via di s. michele 22 - 00153 roma

direzione generale territorio ed urbanistica - unità organizzativa pianificazione e programmazione territoriale - struttura valutazione di impatto ambientale

piazza duca d’aosta 4 - 20124 milano

via nomentana n. 200161 roma

oggetto: richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale relativa alla tangenziale est esterna di milano

Le sottoscritte Associazioni a.c.l.i. gorgonzola, con sede a Gorgonzola, in via IV Novembre n. 17, ed astrov, con sede a Gorgonzola, in via Serbelloni n. 15, ed il sottoscritto comitato di tutela territoriale "cascina antonietta", con sede a Gorgonzola, in via Piacenza n. 3,

ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10, lettera "b", della legge 7 agosto 1990 n. 241 inoltrano la presente

m e m o r i a

Le citate Associazioni operano da anni allo scopo di salvaguardare l’ambiente ed il territorio del Comune di Gorgonzola e dei Comuni limitrofi.

Lo scrivente Comitato si è invece costituito il 18 settembre 2003, con lo scopo di assicurare "la salvaguardia della qualità ambientale e residenziale del territorio di Cascina Antonietta e della Città di Gorgonzola in generale".

Con le osservazioni richiamate in premesse, anche mediante il richiamo alle contestuali osservazioni presentate dal coordinamento interprovinciale per la mobilità sostenibile, è stata manifestata la più radicale contrarietà alla realizzazione della Tangenziale est esterna, e sono state illustrate le ragioni che giustificano tale contrarietà ed inducono a ritenere assolutamente preferibile la proposta avanzata dal Coordinamento costituito dai Sindaci dei Comuni interessati dal tracciato della Tangenziale.

Detta proposta prevede che, in luogo della realizzazione di una nuova autostrada dall’impatto devastante sul territorio e sull’ambiente, venga attuato un processo di riqualificazione della viabilità esistente che comunque, anche nel caso in cui la Tangenziale est esterna venisse realizzata, è da considerare ormai ineludibile se si vuole finalmente ricondurre a standard minimamente accettabili la qualità della vita dei cittadini che lungo il tracciato della strada provinciale cerca vivono e lavorano.

Se possibile, il parere della Regione rende ancor più ferma la contrarietà al progetto della Tangenziale, in quanto mette ancor più in risalto, insieme con l’inadeguatezza dello studio di impatto ambientale redatto dalla società proponente, l’incompatibilità della nuova autostrada con le esigenze di salvaguardia della salute dei cittadini, dell’ambiente e del territorio.

Per questo appare evidente che il progetto della nuova Tangenziale contrasta anche con i principi enunciati nel Documento di programmazione economica e finanziaria 2004/2007 nel quale, nel capitolo dedicato al semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, si dichiara testualmente che "il tema della sostenibilità ambientale costituisce ormai una risorsa economica ed un potente fattore di impulso all’innovazione, al risparmio energetico, al riutilizzo delle risorse ... In questo quadro la Presidenza Italiana ha orientato il suo programma nella direzione dell’integrazione e della dimensione ambientale nelle strategie dello sviluppo dell’Europa … La compatibilità ambientale e la sicurezza di tutti i modi di trasporto diverranno sempre più elementi fondamentali della politica delle infrastrutture ...".

In questo contesto, l’indicazione di valutare lo spostamento del tracciato autostradale sul confine del Comune di Gorgonzola risulta davvero sconcertante.

Risulta sconcertante, anzitutto, alla luce delle determinazioni assunte dalla Provincia di Milano, la quale da un lato ha manifestato la propria decisione di promuovere il prolungamento verso est della linea metropolitana (il cui capolinea è oggi attestato a Gessate), "con la previsione di realizzazione di un centro di interscambio oltre il problematico crocevia di Villa Fornaci", e dall’altro ha messo in evidenza come sia necessaria l’adozione di misure che consentano "di evitare il centro abitato [di Gessate e di Bellinzago Lombardo] da parte dei veicoli provenienti da est".

Ma risulta sconcertante anche alla luce delle considerazioni svolte dalla stessa Direzione generale territorio e urbanistica della Regione, la quale ha giustamente evidenziato che "… non appare condivisibile l’ipotesi progettuale esaminata, ritenendo indispensabile che siano predisposte soluzioni alternative per … il potenziamento del nodo scambiatore con la MM2 di Gessate, in modo da non interferire con il Naviglio e le aree di pertinenza tutelate".

Se dunque il "nodo scambiatore con la MM2 di Gessate" è incompatibile con i valori paesaggistici connessi alla presenza del Naviglio Martesana; se è necessario evitare che il traffico proveniente da est attraversi l’abitato di Gessate e Bellinzago Lombardo; e se è prevista la realizzazione di un "centro di interscambio" oltre la rotonda di Villa Fornaci, in corrispondenza del nuovo capolinea della linea metropolitana, è evidente che il tracciato autostradale andrebbe semmai spostato verso est, in posizione più vicina al nuovo "centro di interscambio" oltre la rotonda di Villa Fornaci, e non certamente verso ovest, in posizione più lontana dallo stesso!

Fermo restando quanto sopra, l’ipotesi di spostare il tracciato della Tangenziale est esterna a cavallo del confine di Gorgonzola risulta del tutto improponibile da molteplici punti di vista.

Anzitutto essa non tiene conto del fatto che, se tale ipotesi trovasse attuazione, la nuova autostrada si troverebbe a pochissima distanza dagli insediamenti residenziali realizzati negli anni scorsi e da quelli in fase di completamento nella zona est di Gorgonzola, insediamenti abitati da un gran numero di persone.

L’avvicinamento dell’autostrada a tali insediamenti non potrebbe che corrompere irrimediabilmente e irreversibilmente lo standard abitativo di tutta la zona, in misura ancor maggiore di quanto già era prospettato dalla soluzione prevista dal progetto preliminare.

In proposito non può farsi a meno di ricordare che, per quanto approssimativo e lacunoso, lo stesso studio di impatto ambientale allegato al progetto preliminare ha già evidenziato le forti criticità relative a quest’area, con particolare riferimento ai livelli di inquinamento atmosferico ed acustico.

A quest’ultimo riguardo, in particolare, le caratteristiche della zona in cui sono ubicati i citati insediamenti residenziali sono tali da farla senz’altro rientrare nella classe II (zona prevalentemente residenziale), entro la quale la vigente normativa fissa un limite massimo di inquinamento acustico pari a 45 dB notturni e 55 dB diurni.

Il prospettato avvicinamento della Tangenziale a tali insediamenti, dunque, oltre a rendere del tutto inattendibile lo studio di impatto ambientale predisposto (il quale, per il tratto autostradale in questione, indica invece come limite il valore di 55 dB notturni), non farebbe che generare la totale incompatibilità tra la nuova autostrada e l’esigenza di tutela acustica dei recettori residenziali presenti nella zona.

Per quanto riguarda poi la situazione dell’inquinamento atmosferico, si impongono anzitutto alcune considerazioni di carattere generale.

In proposito non può farsi a meno di evidenziare, infatti, che sul tema dell’inquinamento atmosferico la delibera regionale risulta improntata ad affermazioni tanto sommarie e non suffragate da dati numerici precisi, quanto imprecise e contraddittorie.

L’imprecisione sta nell’aver attribuito il limite di 40 microgrammi/mc. al "PM2,5" e non al "PM10" (vd. pag. 19 dell’allegato "B" alla citata delibera).

La contraddittorietà sta nell’affermazione secondo cui "le simulazioni effettuate indicano un leggero superamento di tale limite in tutti i casi esaminati": il predetto limite è previsto infatti dalla legislazione nazionale a partire dal 1° gennaio 2005, ma la nuova autostrada dovrebbe entrare in funzione nel 2009, e la Comunità Europea prevede che a partire dal 2010 il limite di concentrazione del PM10 dovrebbe scendere a 20 microgrammi/mc.

E’ pertanto con questo valore che andrebbero confrontati i dati indicati nello studio di impatto ambientale, e non con quelli che all’epoca di operatività della nuova autostrada risulteranno già superati!

Rimane poi ancora irrisolta la questione del "PM2,5" che, pur non avendo ancora trovato una sua precisa regolamentazione legislativa, sta creando non poche preoccupazioni alle autorità sanitarie di tutto il mondo.

Tale particolato, nel quale sono concentrate le sostanze cancerogene emesse dagli autoveicoli, a causa delle sue minime dimensioni rimane infatti sospeso nell’atmosfera per giorni, ed in presenza di particolari condizioni atmosferiche addirittura per settimane.

Né lo studio di impatto ambientale, né la delibera regionale affrontano con un minimo di serietà questa problematica, che rende oltremodo incompatibile la Tangenziale est esterna con l’esigenza di salvaguardare la salute dei cittadini.

A tutto ciò si aggiunga che la delibera regionale, mentre da un lato recepisce le preoccupazioni manifestate con le osservazioni indicate in premesse in merito alla pericolosità del benzolo e del particolato "PM2,5" e "PM10", dall’altro evita accuratamente di dettare specifiche prescrizioni per porre rimedio a tale pericolosità, e si limita ad imporre di effettuare rilevamenti dopo che l’opera sarà stata realizzata: ma una volta che la Tangenziale sarà entrata in funzione e si riscontrerà il superamento dei livelli massimi di inquinamento, se sarà impossibile trovare una soluzione al problema (e tutt’oggi non esistono tecniche mitigative per il particolato ed in particolare per il "PM2,5") sarà altrettanto impossibile chiudere al traffico all’autostrada.

Ed in quel caso, chi provvederà a salvaguardare la salute dei cittadini?

L’ipotesi di spostare il tracciato dell’autostrada a cavallo del confine di Gorgonzola non può ovviamente evitare di fare i conti con le considerazioni che precedono.

Lo studio di impatto ambientale indica infatti, per il tratto in questione, una previsione di traffico giornaliero medio prossimo ai valori massimi previsti dal progetto: avvicinare tale ingente flusso di traffico ai citati recettori residenziali, significherebbe esporre i cittadini che in essi abitano alle conseguenze derivanti dall’enorme inquinamento atmosferico prodotto da tale flusso.

Alla luce di tutti i rilievi che precedono, è davvero curioso che la richiamata delibera regionale, invece di imporre le modifiche del progetto preliminare indispensabili per ridurre l’impatto ambientale dell’autostrada sugli insediamenti residenziali esistenti e previsti nella zona est di Gorgonzola (imponendo per esempio il completo interramento della Tangenziale in tutto il tratto suscettibile di alterare la qualità ambientale di tale zona), suggerisca una modifica assolutamente peggiorativa di tale impatto e del tutto incompatibile con lo stato dei luoghi.

Il che risulta oltremodo inammissibile, ove si consideri che l’ipotizzata traslazione del tracciato autostradale dovrebbe salvaguardare le aree dei Comuni di Gessate e di Bellinzago Lombardo, mentre i piani regolatori di quei Comuni classificano le aree interessate dal tracciato autostradale previsto dal progetto preliminare non come zone residenziali, bensì (vd. pag. 5 e 6 dell’allegato "C" alla delibera regionale):

A ciò si aggiunga che proprio nella zona est di Gorgonzola, e più precisamente nell’area compresa fra il Naviglio Martesana e la Strada statale 11, è prevista la realizzazione di un complesso sportivo certamente incompatibile con la realizzazione della nuova autostrada.

Ed infine, l’ipotesi di traslare il tracciato della Tangenziale est esterna a cavallo del confine di Gorgonzola risulta del tutto inaccoglibile per il fatto che, così facendo, la nuova autostrada invaderebbe il territorio del Parco Agricolo Sud Milano, che in questo modo verrebbe esposto ad un’ulteriore, del tutto ingiustificata devastazione.

Alla luce di tutti i rilievi che precedono, la realtà delle cose risulta evidente.

Spinta da opinabili ragioni politiche ad esprimere parere favorevole alla realizzazione della Tangenziale est esterna, pur avendo tralasciato di affrontare alcune problematiche ambientali di fondamentale importanza la Regione non ha comunque potuto evitare di rilevare determinati fattori di incompatibilità, cui ha tentato di porre rimedio mediante l’indicazione di soluzioni alternative.

Tali soluzioni sono però ancora peggiori dei mali cui esse dovrebbero porre rimedio.

Da qui l’unica conclusione possibile: la Tangenziale est esterna è del tutto incompatibile con le caratteristiche e con i valori ambientali del territorio che dovrebbe attraversare, e quindi il progetto della stessa deve essere definitivamente ed irrevocabilmente respinto, mentre i problemi che attualmente assillano la viabilità della zona possono e devono essere risolti mediante l’attuazione del progetto di riqualificazione della rete viaria esistente proposto dal Coordinamento dei Sindaci, progetto che non solo impegnerà risorse economiche infinitamente minori e non stravolgerà l’ambiente ed il territorio, ma che comunque andrà attuato al più presto per ricondurre a standard minimamente accettabili la qualità della vita dei cittadini che lungo il tracciato della strada provinciale cerca vivono e lavorano.

Gorgonzola, 3 novembre 2003

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