UN ATTENTATO ALLA NOSTRA SALUTE
| Le diverse
forme di trasporto sono grandi inquinatori
I trasporti producono una enorme quantità di inquinanti che sono molto pericolosi per la salute. Essi possono essere trovati nell’aria che respiriamo in forma liquida, solida o gassosa. CO (ossido di carbonio): è prodotto dalla combustione rapida e incompleta del combustibile soprattutto negli ingorghi del traffico. E’ dovuto largamente al traffico stradale (60/80%). NOx (ossidi di azoto): è il risultato della combinazione dell’azoto e dell’ossigeno nell’aria per effetto delle alte temperature, dovute ai motori dei veicoli. È originato soprattutto dai combustibili fossili (olio, gas naturale e carbone). Provoca inquinamento sotto forma di piogge acide e contribuisce alla nebbia causata dal fumo e dallo smog. La sua origine principale è costituita dal traffico stradale (65/80%). CO2 (anidride carbonica): è prodotta da qualsiasi tipo di combustione. In piccole quantità si trova nelle condizioni naturali dell’aria e svolge una funzione fondamentale per la vegetazione durante la fotosintesi. Oggi tuttavia il consumo energetico ne produce una quantità eccessiva perché le piante la possano assorbire completamente. Essa è la causa principale dell’effetto serra. Il trasporto ne produce il 30/40%. HC (idrocarburi incombusti): è il risultato della combustione incompleta del combustibile e dell’olio dei motori, in particolare dei motori diesel, nelle città. Benzene: è un composto aromatico prodotto soprattutto dai veicoli a motore e dall’industria chimica. PM 10: particolato costituito da polveri finissime, imputabile quasi esclusivamente al traffico (nelle aree urbane). Circa l’80% proviene dai motori diesel. O3 (ozono troposferico): si tratta di un inquinante secondario che è prodotto da alcuni degli inquinanti prima indicati, quando il sole li riscalda. Si trova a livello del terreno e non va confuso con l’ozono stratosferico che si trova nell’atmosfera attorno alla Terra. Le piogge acide bruciano foreste e città I trasporti terrestri che utilizzano combustibili fossili contribuiscono all’inquinamento atmosferico, i cui effetti sull’ambiente sono costituiti soprattutto dalle piogge acide locali e dall’effetto serra che riguarda l’intero pianeta. Il contenuto acido aggredisce la vegetazione locale e le città. Esso si può trovare in forma secca, nel gas, nelle particelle o nell’umidità, nella nebbia e nella neve. E’ prodotto dall’agricoltura, e dall’inquinamento industriale o urbano per effetto delle emissioni di NOx, CO2 e CO. L’agricoltura ne costituisce la fonte principale (35%), ma i trasporti contribuiscono a questo tipo di inquinamento per circa il 25%, specialmente nelle città. L’effetto serra contribuisce al riscaldamento atmosferico L’aumento dell’effetto serra è una conseguenza dell’inquinamento dell’aria. Normalmente i gas che producono l’effetto serra trattengono nell’atmosfera parte dei raggi infrarossi emessi dal sole. Per questo la temperatura media del suolo è di circa 15° C. Ma l’inquinamento gassoso intensifica questo fenomeno e contribuisce al riscaldamento del pianeta. Nel corso del 20° secolo, è stato registrato un incremento della temperatura di 0,3 – 0,6 gradi C, cioè un incremento maggiore di quanto avvenuto negli ultimi 10.000 anni. I combustibili fossili attualmente costituiscono la principale risorsa di energia utilizzata, fonte questa di CO2, metano e ossido di azoto, che contribuiscono all’effetto serra. Automobili e camion sono fonti significative nell’emissione di inquinanti generati da questi tipi di combustibili fossili.
Le persone più esposte Alcune persone sono più sensibili di altre a questi inquinanti, particolarmente i bambini, le persone anziane, le donne durante la gravidanza e i loro bambini non ancora nati, le persone con problemi cardiaci, le persone asmatiche e i fumatori. Gli effetti dipendono anche dal tempo di esposizione: nelle città le persone che lavorano all’aperto si espongono maggiormente rispetto a coloro che lavorano negli ambienti chiusi. |
Gli
inquinanti fanno della nostra salute un serio problema
Gli inquinanti prodotti dai trasporti si trovano soprattutto nell’aria. I loro effetti sulla salute dipendono dal tipo di inquinante, e siccome essi sono inalati tutti allo stesso tempo è a volte difficile identificarli. Alcuni effetti si manifestano immediatamente, altri molti giorni dopo l’esposizione. CO (ossido di carbonio): attacca i globuli rossi e causa problemi respiratori e cardiaci, emicranie, vertigini, nausea e problemi alla vista. NOx (ossido di azoto): irrita i bronchi e riduce le difese immunitarie. Aumenta la frequenza degli attacchi di asma e incoraggia le infezioni polmonari nei bambini. HC (idrocarburi incombusti): causano irritazioni bronchiali agli occhi, e possono avere effetti cancerogeni. Benzene: è uno dei più forti cancerogeni e ha inoltre un effetto depressivo sul sistema nervoso centrale. PM 10: trasporta altri inquinanti a base di idrocarburi nei polmoni e nella membrana nasale. E’ particolarmente pericoloso per le persone affette da asma e problemi cardiaci. Causa infiammazioni, fibrosi, neoplasie. O3 (ozono troposferico): è un gas molto irritante e altera le funzioni respiratorie, irrita gli occhi, la cassa toracica e i polmoni, specialmente nei bambini. Aggrava l'asma e le malattie cardiache. Le conseguenze delle piogge acide
In natura, le piogge acide danneggiano le foreste e mettono in pericolo la vita acquatica nei laghi e nei fiumi. Nelle città, esse provocano danni alla salute delle persone, alle facciate degli edifici e ai monumenti. Per esempio, si ritiene che l’inquinamento atmosferico abbia causato più danni all’Acropoli di Atene in 25 anni di quanto abbia fatto l’erosione naturale in 25 secoli.
Le conseguenze dell’effetto serra. Le conseguenze che si cominciano ad osservare sono drammatiche: aumento del livello del mare, scioglimento dei ghiacciai, aumento delle malattie come la malaria, avanzamento dei deserti, cambiamento dei corsi d’acqua, ecc. Nel 1999 in Austria, Francia e Svizzera è stato effettuato uno studio per quantificare i costi sanitari dell’inquinamento atmosferico. Tale studio ha evidenziato che ogni anno, in quegli Stati, l’inquinamento atmosferico provoca nei bambini:
Lo studio ha inoltre individuato oltre 40.500 casi di morte causata dall’inquinamento atmosferico, 21.000 dei quali sono stati ritenuti attribuibili allo smog da traffico. Lo studio ha inoltre evidenziato che, su 30.5 milioni di giornate lavorative perse ogni anno a causa di malattie respiratorie, ben 16 milioni sono legate a malattie generate dall’inquinamento prodotto dal traffico. È stato infine calcolato che nei tre Paesi l’inquinamento atmosferico riconducibile al traffico veicolare produce costi per 27 miliardi di Euro all’anno. Considerato che le condizioni climatiche della nostra provincia sono le peggiori d’Europa dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico, ognuno di noi può fare i suoi conti! |