1 - Chi
sono.
Mi chiamo Antonio Cunico
e sono il responsabile dell'osservatorio
astronomico di Morro Reatino, sono anche
il web master e
l'astroimager di questo sito. Collaboro con altri astrofili alla
conduzione dei corsi e seminari che sono illustrati nel sito. Sono un
astrofilo che osserva il cielo con quanto oggi la migliore tecnologia
amatoriale
rende disponibile, ma anche appassionato di storia dell'astronomia e di
storia delle religioni che hanno momenti di confronto.
A lato sono ritratto durante una ripresa televisiva.
2 - Perché
l'astronomia è strumento portante di conoscenza anche
introspettiva.
Amo l'astronomia
perché la considero l'unico reale
mezzo
di conoscenza
del creato che incombe maestoso sopra di noi ma che in
realtà ci circonda e nel quale siamo immersi. E'
evidente
che
solo conoscendo dove siamo, ci apriamo la strada
per
comprendere chi e cosa realmente siamo.
3 - L'iniziale terribile conflitto
La storia della
astronomia moderna si apre in conflitto con le religioni
della cultura occidentale.
Si ricordi Lutero che chiamò Copernico “quel
pazzo” e le teorie di Copernico “una insidia per la
salvezza dell'anima”, mentre la Chiesa di Roma dichiarava la
teoria copernicana “falsa e contraria alle sacre e divine
scritture”. Si ricordino i grandissimi Keplero e Galileo.
(La
madre di Keplero venne accusata di stregoneria dalla Chiesa
protestante e Galileo accusato di eresia dalla Chiesa
Cattolica). Le ricadute di questi grandi errori pesano ancora molto nel
cuore e
nell'animo profondo di chi come me osserva il cielo e si pone le
domande fondamentali.
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5 - Il
potenziale perdurare del dualismo tra astronomia e religione.
Da
un lato la scienza con i suoi straordinari
successi ha superato la concezione tradizionale
dell’universo fornita dalla religione, ed è un
patrimonio condiviso tra tutti gli uomini. Oggi mentre c'è
certezza assoluta per le dimensioni del "creato vicino" esposte nella
colonna a destra,
permangono grandi dubbi sul "creato lontano": (galassie che non si
smembrano e quindi ipotesi sulla materia oscura, universo in espansione
accelerata e quindi ipotesi sulla energia oscura, simmetria
dell'universo e quindi ipotesi sulla inflazione, etc.) che potrebbero
mettere in forse la stessa architettura su grande scala dell'universo
oggi accettata dal mondo accademico.
Dall’altro
lato le
religioni danno certezze fissate nel tempo perché rivelate
da Dio, quindi non provvisorie e sottoposte a correzione, godono di
enorme diffusione, sono sempre state presenti nella
storia di tutti i popoli e sono sopravvissute a immani
tragedie ed a grandi mutamenti culturali, ma non sono un
patrimonio omogeneo tra tutti gli uomini.
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4 - Il
problema della centralità dell'uomo nel creato.
Secondo
le religioni della
cultura occidentale la
terra è un luogo centrale del creato dal momento che Dio vi
ha fatto nascere gli uomini, creati a Sua
immagine
e somiglianza e che qui ha fatto venire il Figlio per la redenzione
degli uomini. Ne consegue che la
terra riveste
un
ruolo fondamentale nell'universo. Giordano Bruno ritenendo
l'universo infinito e quindi senza un centro, rese senza senso la
centralità e la unicità della terra e per le conseguenti
deduzioni ritenute allora eretiche, che qui non riportiamo, finì
sul rogo nel 1600 a Roma.
Secondo
la scienza attuale invece l’uomo
è solo un animale evoluto, che discende dalle scimmie,
mentre la
terra è
un piccolo pianeta sperduto nell'immensità di un cosmo la
cui
dimensione è accessibile solo alla matematica, ma
fuori
dalle possibilità dei sensi di
cui disponiamo. (vedi "PER CAPIRE"
nella colonna più a destra di questa pagina).
La
terra e l'uomo nei confronti del creato avrebbero
potuto non esistere senza cambiare praticamente nulla nel quadro
generale dell’Universo ?
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6 - Come è si concilia l'apparente
conflitto.
E'
mai possibile che la stragrande maggioranza dell'umanità che
crede nella propria religione e ne é gratificato sia in errore?
Penso di no, evidentemente
la religione soddisfa un’esigenza di elevazione spirituale e
protezione
connaturata
nell’animo umano e fortemente sentita da una grandissima
parte
dell’umanità.
E'
quindi necessario il superamento dell'apparente
dualismo tra scienza e fede,
ambedue sono potenti strumenti di gratificazione e supporto
dell'anelito di conoscenza che è dentro ognuno di noi ed
escludere l'una o l'altra è un' inutile rinuncia a grandi
valori
dello spirito umano.
Io stesso ho udito
importanti uomini di fede affermare che la scienza
è un dono
prezioso fatto agli uomini da Dio per aiutarli a conoscere il creato.
Gli argomenti qui accennati sono sviluppati e discussi nel seminario
sulla storia dell'astronomia.
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