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Suda è la catalanizzazione del termine arabo al-Sudda che significa recinto fortificato. Posta sulla Roca Sobirana, la Suda fu fatta erigere come fortezza dal valí Ismail ibn Musa al-Qasit, appartenente al casato dei Banu Qasi, verso l'882. Costruita probabilmente sui resti di un tempio pagano di epoca romana la Suda includeva pure la moschea del Venerdì; la Bab-al-Suda, portale di accesso, era sita probabilmente presso l'attuale Pla dels Gràmatics o plaça del Pla.

Estremo rifugio di Hisham III, ultimo califfo di Córdoba (1031-1036), la Suda, con la conquista da parte dei cristiani (1149), divenne palazzo, residenza e poi castello reale per essere testimone delle nozze del conte di Barcellona Ramon Berenguer IV con Peronella, figlia di Ramir el Monjo, re d'Aragona, sposalizio che suggellò l'unificazione delle due Corone. La Suda fu poi sede delle prime Corts d'Aragona (1214 e 1218). Dopo la radicale trasformazione imposta dai nuovi sovrani cristiani dell'originario edificio islamico ci è pervenuto poco o niente. La moschea fu riattata a cappella reale. Per l'edificio fu adottata una pianta quadrata con cortile centrale, due navate ed una galleria porticata a guisa di belvedere volta verso i Pirenei. Entrata a far parte del complesso militare nel XVIII secolo, la Suda, trasformata in santabarbara, è stata vittima di esplosioni e crolli (1812, 1936, 1973) che ne hanno pregiudicato la completezza architettonica. Nel giugno del 1931 la Suda, proclamata monumento di interesse nazionale, recuperava la sua funzione di testimonianza storica. Attualmente dell'edificio cristianizzato ci permane una delle navate, cioè quella meridionale che si affaccia sulla Seu Vella, un paio di torri originali ed una restaurata più quattro archi a doppie volte ogivali che si affacciano sul cortile centrale.

(1: "Lleida, Recull Històric. 2: "Lleida, Moments de qualitat")