La chiesa romanica di Sant Martí, datata fine
XII secolo, fu edificata probabilmente sulle fondamenta di una
moschea e rappresentava il fulcro del medievale Burg Universitari,
quartiere universitario, in quanto sede degli atti accademici
più solenni dell'Estudi General come l'elezione del rettore,
nonché cappella della stessa università e del quartiere
omonimo. La chiesa di Sant Martí prevedeva posti a sedere
solo per i paers ed i notabili; ovviamente ciò suscitava
sempre le risentite proteste da parte degli esclusi, la maggioranza
della popolazione, costretti a seguire le funzioni religiose od
in piedi o seduti sul nudo pavimento.
La chiesa ed il quartiere di Sant Martí uscirono annichiliti dalle guerre del 1600. L'edificio sacro divenne alloggio per la milizia posta a guardia del portale omonimo e delle fortificazioni che addirittura facevano della chiesa una parte delle mura. Inoltre il tempio fu tramutato in carcere; l'unica navata fu ripartita in tre bassissimi piani con la cappella gotica della Assunzione a fungere da cella dei condannati a morte. Poi, grazie alle insistenze del reverendissimo monsignore e dottor Josep Meseguer i Costa, nato guarda caso proprio il giorno di San Martino (1843), la chiesa di Sant Martí tornò ad essere un edificio consacrato (1 febbraio del 1893), per diventare la provvisoria sede cattedralizia subito dopo la guerra civile, in seguito alle devastazioni patite dalla Catedral Nova e dalla chiesa di Sant Llorenç ed ospitare dal 1972 il Museu de la Pedra Ponentina, museo archeologico di scultura romanica; tra le opere presenti ricordiamo il Cristo di legno di Perves (XIII secolo), i diciotto pezzi di scacchi fatti in cristallo di rocca probabilmente di provenienza egiziana (X ed XI secolo), la talla de fusta, scultura in legno, di Santa Maria l'Antiga. Si pensa ora di usare la chiesa per accogliere parte delle opere d'arte presenti nel museo diocesano e comarcale di Lleida.