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Il complesso monumentale romanico-gotico della Seu Vella, posto sulla Roca Mitjana, in prossimità della Suda, trae origine da una moschea del Venerdì a sua volta edificata sui resti di una cattedrale paleocristiana, consacrata come cattedrale da Guillem Pere de Ravidats (1149) e poi chiamata Santa Maria in sede. Ampliata e ristrutturata per volontà del vescovo Gombau de Camporrells la nuova cattedrale dedicata a Santa Maria e detta l'Antiga, fu consacrata il 30 ottobre del 1278: nasceva la Seu Vella. I lavori ebbero inizio il 22 luglio del 1203, sotto la guida di Pere de Coma, uno dei principali esponenti della scuola romanica tolesana. La data d'inizio dei lavori fu dettata da complicati calcoli astrologici e fu influenzata dal passaggio della cometa di Halley, allora considerato un segno positivo avendo indicato ai re Magi la strada per Betlemme. In tal modo anche la data di consacrazione fu fatta coincidere con il successivo passaggio della Halley, giusto settantacinque anni dopo la posa della prima pietra. I lavori continuarono con l'edificazione del chiostro, cominciato da Berenguer de Prenafeta (1278-1286) e completato da Jaume Cascalls, Guillem Seguer e Guillem Solivella, autore dello spettacolare portale degli Apostoli (fine sec. XIV); infine l'edificazione del campanile, iniziato da Jaume Cascalls (1364) e terminato da Carles Gauter de Rouen (1416) segnava il completamento dell'opera. Nel 1390 la Seu poteva considerata finalmente terminata.

Giustamente individuata come simbolo di Lleida e della stessa identità catalana la Seu Vella venne degradata da Filippo V al rango di caserma e fortezza militare (1715, editto del governatore belga conte di Louvigny, divenuto editto reale nel 1749), mansioni svolte fino al 1949 nonostante fosse stata dichiarata monumento nazionale già dal 12 giugno 1918. Trasferiti militari e caserme sul turó di Gardeny, dopo cinque anni di lavori di restauro il 7 giugno del 1954 la Seu recuperava la sua naturale funzione di luogo sacro, con la messa del lunedì di Pentecoste che segnava la fine di 247 lunghissimi anni di sacrilego abbandono. Ricordo di questo oscuro passato militarista e repressivo è la garitta ora sormontata però dalla gloriosa Senyera, la bandiera della nazione catalana. Limitrofo alla Seu Vella si stende il giardino di Pompeu Fabra, sede privilegiata per manifestazioni celebrative di carattere nazionalistico spazianti dalla sardana ai Casteller ed alla Festa de Moros i Cristians.

Chiaramente influenzata dalle scuole tolesana, toscana e provenzale, la Seu Vella presenta pianta a croce latina a tre navate, ampia crociera e cinque absidi poste ad oriente. Lo stile romanico lombardo con tratti bizantineggianti detta legge sulle tre navate mentre tratti gotici sono presenti sulle porte e cappelle, con aggiunte classicheggianti; il tutto è all'insegna della massima coesione armoniosa degli stili nel congiunto. E' dunque, come affermò lo storico Pleyan de Porta, "una pàgina vivent de la història de l'arquitectura cristana." Fare l'elenco di tutti i tesori artistici presenti nel tempio sarebbe, dunque, impresa ardua se non proprio sterile: ci si deve andare o al minimo procurarsi una delle tante bellissime pubblicazioni che ne trattano la storia ed il patrimonio artistico. Ci piace, però, ricordare fra gli oggetti più cari al popolo proprio quelli che ormai sono spariti: il sant drap o sant bolcall, pannolino del Bambino Gesù, scomparso nell'aprile del 1937 durante la Guerra civile, e uno dei sandali appartenuti alla Madonna, addirittura venduto ad un collezionista barcellonese nel 1922.

L'accesso alla Seu Vella avviene attraverso la porta di Sant Berenguer, situata nel lato nord. Sul muro meridionale le porte monumentali dell'Anunciata o delle Núvies e quella dei Fillols configurano insieme alle altre tre porte situate ai piedi dell'insieme un chiaro esempio della scultura architettonica di quel tardo romanico denominato Escola de Lleida.