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L'arido promontorio di Gardeny deriva il suo toponimo dal termine gotico gards cioè garden, giardino; in effetti questa denominazione, Gardén, già testimoniataci da documenti risalenti al XII secolo, si riferiva più al fertile pianoro ai piedi dell'altura che non al turó stesso, detto Puy de Gardén. Questa piana sarebbe stata il campo di battaglia per ben quattro armate di provenienza romana; nel 78 a.C. il generale Sertorio mise in fuga l'esercito di Silla, assicurandosi il possesso dello strategico turó di Gardeny; fra il 23 maggio ed il 2 luglio del 49 a.C. fu la volta di Giulio Cesare a sconfiggere l'esercito pompeano, trionfo bellico che valse a Cesare la conquista ed occupazione di tutta l'Hispania Citerior. Il valore strategico di Gardeny ha trovato, poi, conferma nel corso dei secoli. Gardeny costituì una delle ultime roccaforti islamiche di Lareda, Lleida. L'assedio di Lareda durò sette mesi e Gardeny, caduto in mano dei cristiani nel marzo del 1149, fu eletto a quartiere generale per i cinquantamila uomini comandati dal conte Ramon Berenguer IV.

Sconfitti e cacciati gli Almoravidi (24 ottobre 1149) e ripartiti i beni immobili di Lareda fra i cristiani vincitori, ai Templari andarono i fertili appezzamenti di terra di Fontanet e Pardinyes, la Corda de Gardeny, l'area che aveva per confine ad Est il portal di Sant Antoni, a Nord-Ovest Vallcalent ed a Sud il Segre, e l'altura di Gardeny, individuata come l'ideale sede per il casa-convento-castello più chiesa dell'ordine religioso-cavalleresco (1151). Distrutto l'ordine dei Templari, il complesso conventuale divenne nel XVI secolo un tribunale ed una prigione con specializzazione in repressione dei reati di stregoneria, godendo il sito, sconsacrato e scomunicato, della perigliosa fama di sede per sabba e sortilegi vari come ci testimoniano gli atti di un arresto e relativo processo di massa ai danni di presunti indemoniati, streghe e stregoni (inizio XVII secolo).

La lenta trasformazione di Gardeny da caposaldo dei Templari a postazione militare iniziò con la fine della Guerra di Successione; nel 1737 fu installata la santabarbara dell'artiglieria ed il castello e la chiesa di Santa Maria de Gardeny furono trasformati in caserma.

Attraverso il turó di Gardeny, infine, alle ore 17 del 3 aprile del 1938 le truppe franchiste dei Legionarios de la IV Bandera ed i Tiradores de Ifni occupavano una Lleida distrutta e popolata da sole seimila persone. L'immancabile saccheggio da parte della truppa marocchina fu visto quasi come la vendetta che i discendenti degli Almoravidi riuscivano a prendersi dopo circa ottocento anni di attesa. Cessate le ostilità, nel 1940 l'altura di Gardeny era requisita dalle autorità militari per essere trasformata in un polo di caserme e fortificazioni e divenire con l'estate del 1945 sede della Ciudad Militar del Generalísimo, con caserme per la fanteria, una biblioteca, un teatro-cinema e l'Hogar del Soldado ma pur sempre zona militare ovviamente preclusa ai civili. Cambiati gli scenari politici e mutata la concezione di intendere conflitti, guerre e scontri militari vari, con la seconda metà del XX secolo Lleida, non più considerata plaça militar de primer ordre, ha visto ridursi la tradizionale presenza dell'esercito e finalmente liberare anche Gardeny dalle strutture militari; ora si pensa di farne un aeroporto.

Il sito di Gardeny si articola su due piani: il jussà, l'inferiore, includente i resti delle mura medievali e le fortificazioni del XVIII secolo, ed il sobirà, il superiore, con i tre principali edifici dei Templari: la chiesa di Santa Maria de Gardeny, la Torre e la casa-convento-castello.

La chiesa di Santa Maria de Gardeny, orientata a Levante, presenta un'unica navata, ha pianta rettangolare, abside poligonale e volta a botte; pur se lo stile è quello tipicamente sobrio dei cistercensi nel 1987 sono stati scoperti dei resti di dipinti che fanno supporre l'esistenza di affreschi. La porta principale, orientata a Settentrione, è incorniciata da spessi conci; La porta di Ponente, coperta da un piccolo baldacchino, si affacciava probabilmente sul porticato e portava al cimitero delle personalità. Prospicienti il cortile interno, la chiesa di Santa Maria e la casa-convento sono poste in comunicazione fra loro da un apposito corridoio; inoltre dalla torre si poteva raggiungere la chiesa attraverso un passaggio posto al piano superiore; dunque, i tre edifici formano un complesso architettonico armonico ed in perfetta simbiosi con il panorama naturale.

La casa-convento-castello presenta navata rettangolare, con una piccola torre posizionata ad una estremità, e due piani coperti da una volta a botte ed illuminati da poche ed anguste feritoie. Non possedendo il piano terra un accesso diretto sulla strada si poteva entrare nell'edificio solo tramite delle scale di legno rimovibili da appoggiare alle finestre, poste a quattro metri dal suolo, tutto ciò per motivi di difesa e sicurezza. Una volta penetrati nella casa-convento-castello una scala a chiocciola metteva in comunicazione il piano superiore con il pianoterra. Il pianoterra dell'edificio era destinato a deposito per le provviste alimentari, alla dimora della servitù e forse includeva pure la prigione; il secondo o piano nobile ospitava la residenza dei frati e del comanador, la sala d'armi e al piano superiore della vicina torre l'archivio ed il tesoro del convento; le pareti sono in pietra tagliata.

(Foto da: "Lleida, Recull Històric)