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Sorto nel 1699 come convento dell'ordine dei predicatori domenicani, il Roser fu edificato utilizzando parte delle strutture architettoniche di un altro monastero domenicano sito nei pressi del Segre e del Noguerola, nell'area dell'attuale Rambla Fernando, e andato distrutto in seguito alla guerra dels Segadors, verso il 1640. Inoltre la costruzione del convento, allora il più grande di Lleida, e dell'annessa chiesa rese necessaria la requisizione ed il riattamento di alcune case del carrer de Cavallers. Il Roser rappresentò l'estremo quanto vano rifugio per settemila lleidatani finiti, poi, massacrati dalle truppe di Filippo V, in occasione della guerra di Successione Spagnola (ottobre del 1707). Il definitivo abbattimento dell'edificio fu sventato grazie all'intervento del suo costruttore Puigcantó; per volontà del governatore belga conte di Louvigny il Roser era degradato al rango di caserma. Dopo una trentina d'anni di uso improprio il 23 settembre 1735, con la deposizione della prima pietra della chiesa quel che restava del Roser era restituito ai domenicani; la chiesa era poi consacrata dal vescovo Galindo, il 21 gennaio del 1752. L'alienazione dei beni di manomorta del 1835 però portò all'espulsione dei domenicani, privati di tutti i loro beni; nel 1854 la chiesa del Roser veniva di nuovo chiusa al culto mentre nel 1842 il convento abbandonato diveniva istituto di insegnamento secondario; fra le discipline particolarmente seguita era il disegno, quasi una prefigurazione di quella che sarebbe poi stata una delle ultime destinazioni dell'impianto. Il Roser poteva vantare una biblioteca di ottomila volumi, la sezione dei manoscritti ed incunaboli, ed una mirabile collezione numismatica; faceva contrasto con tutto ciò lo stato miserevole delle strutture dell'ex convento al punto che gli studenti si videro costretti ad organizzare uno sciopero nell'anno scolastico 1916/17 visto il sempre minor numero di aule agibili all'insegnamento, all'insegna del "volem un nou Institut!"; detto fatto, be' non proprio, e nel 1922 si tornava alla normalità.

Il Roser ha ospitato benemerite istituzioni culturali come la scuola magistrale, l'Ateneo Leridano, l'Orfeó Lleidatà, il Cercle de Belles Arts, la biblioteca statale e l'archivio storico provinciale. E proprio il Roser, abilitato come delegazione universitaria di Lleida, rappresentò l'embrione del rinato Estudi General tanto da ospitare fra gli anni 70 ed 80 i primi corsi universitari a Lleida, dopo la plurisecolare diaspora.

Con la facciata in pietra tagliata dell'antico monastero, il Roser si affaccia sul carrer de Cavallers, assecondandone il ripido pendio; all'ingresso una fontana, installata nel 1830 occupa lo spazio prima utilizzato dalla porta della chiesa. L'elemento architettonico di spicco del complesso rimane il chiostro con il suo bellissimo cortile in stile barocco di scuola aragonese circondato ai quattro lati dall'edificio a tre piani con gallerie porticate, il tutto in mattoni a vista. Nell'attualità il Roser ospita la scuola municipale di Belle Arti, la Biblioteca e l'archivio storico. Ai piani superiori raggiungibili tramite un aereodinamico trasparente e futurista ascensore c'è il Museu d'Art Jaume Morera i Galícia, sostanzialmente una pinacoteca con testimonianze dell'arte contemporanea di Lleida (Foto da: "Lleida, Recull històric").