In compenso furono
mobilitati per la progettazione ed edificazione della Catedral
Nova architetti di lungo curriculum e comprovata destrezza. Il
progetto fu opera di Pedro Martín Zermeño detto
pure Pere Màrtir o Pedro Martín Cermeño,
appartenente al corpo degli ingegneri militari poi brigadiere,
mariscal de camp, tenente general e capitano general di
Galícia; fu anche autore delle urbanizzazioni della Rambla
di Barcellona e del suo quartiere costiero, la Barceloneta. Il
progetto dello Zermeño prevedeva una cattedrale di stile
tardo barocco ma ossequiosa delle sobrie tendenze cosmopolite
d'ispirazione borbonica ed in linea con le correnti europee, equidistanti
sia dagli eccessi del barocco ispanico che dal neoclassicismo.
I lavori iniziarono nel 1761 sotto la direzione di Francesco Sabatini,
arquitecte major del re, pure autore della Porta del Alcalá
di Madrid; viste però le sue frequenti assenze, il Sabatini
fu sovente sostituito dall'architetto barcellonese Josep Prat,
autore della cappella di Santa Tecla a Tarragona. La Catedral
Nova fu consacrata dopo venti anni di lavori, il 28 maggio 1781;
già però un anno dopo, il 12 luglio 1782, un furioso
incendio devastava la Catedral Nova mandando in fumo gli organi
e l'altare maggiore; si mormorò che l'incendio fosse stato
fatto appiccare proprio dal costruttore dell'altare maggiore,
Juan Adan, perché non soddisfatto dell'immagine della Assunzione
posta nella nicchia centrale. Sistemati i danni, la Catedral Nova
fu terminata nel 1790 per rappresentare il primo esempio di architettura
neoclassica in Catalogna.
Altra data nefasta per la Catedral Nova fu il 13 maggio del 1810 quando le truppe napoleoniche del maresciallo Suchet, invadendo Lleida, non risparmiarono al tempio saccheggio e devastazioni.
Dai laici anticlericali imperiali stranieri
ai laici anticlericali indigeni o giù di lì il passo
per la Catedral Nova fu breve, be' non tanto, si dovette aspettare
circa centoventisei anni ma il risultato finale fu lo stesso se
non decisamente peggiore: il 25 agosto del 1936 Los Aguiluchos,
una colonna di miliziani della Federación Anarquista Iberica
procedente da Barcellona ed appoggiata dalla feccia della città,
mise a ferro e fuoco la Catedral Nova, insieme ad altri edifici
religiosi di Lleida; dopo un rogo durato due giorni della chiesa
rimasero in piedi solo i muri esterni, in pietra... alla faccia
delle proibizioni borboniche. Saputo dell'accaduto Buenaventura
Durruti, leader della F.A.I., fece convocare a Fraga gli autori
del gesto stupidamente sacrilego e vandalico e deludendo ampiamente
le loro aspettative li fece fucilare (Foto
da Lleida, "Moments de qualitat").