Macchina elettrostatica Van de Graaff
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Il principio di funzionamento del tipico Van de Graaff è semplice. Un generatore ad alta tensione carica (per contatto o mediante effetto punta) alla base la cinghia che funge da vettore. Le cariche vengono trasportate all'interno del contenitore metallico dove vengono raccolte (con stesso tipo di colletttore di prima) e distribuite in superficie. L'effetto (perdita) delle punte e molto ridotto a causa della superficie poco spigolosa del raccoglitore per cui si possono raggiungere elevati potenziali. Nella mia riproduzione non ho voluto utilizzare il generatore esterno di alta tensione in quanto la macchina in questione è in grado di funzionare altrettanto bene senza motorini o alimentatori esterni. Per separare le cariche è sufficiente sfruttare l'effetto triboelettrico dei materiali. L'effetto è sicuramente noto a tutti: gli effetti che vediamo tutti i giorni quando ci accorgiamo che il pettine dopo aver sfregato sui capelli li attira. Un foglio di plastica rimosso velocemente da un piano viene attirato a voi. Lo scotch srotolato velocemente si carica di cariche statiche di un segno e il rotolo del segno opposto. Il tappetino della macchina vi carica per sfregamento e poi vi scaricate sulla carrozzeria quando andate a toccare la portiera ecc ecc.
Nel Van de Graaff il rullo di teflon funge da "rotolo di scotch" e la gomma funge da "nastro srotolato" tanto per tornare all'esempio. Costi di realizzazione: circa 100 euro più tre mesetti di lavoro saltuario. |
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Ho notato perdita di cariche per effetto punta da varie parti della superficie realizzata con zanzariera, in particolare dove il taglio poco preciso ha prodotto sfilacciamenti vari. Ho deciso di ricorrere a lamiera metallica. Il posto più immediato dove procurarsela opportunamente tagliata e arrotondata è il lattoniere. Per 10 Euro ho trasformato la macchina come segue.
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