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Nell’ultimo ventennio, il teatro ha ritrovato la sua funzione sociale e culturale. La scuola ha dedicato progetti d’interazione tra gli operatori del settore. I laboratori si sono moltiplicati nelle esperienze di formazione. L’educazione a frequentare i teatri, a comprendere i complicati messaggi, è il frutto di una didattica che mira a far fruire lo spettacolo teatrale nella sua complessa proposta culturale. Dalla produzione alla rappresentazioni, le motivazioni sono sempre state molto alte sia per gli studenti che per i referenti. Un grande aiuto ci è stato dato da un amico, Gianni Marata; la sua esperienza di regista professionista ci è stata preziosa ed ha consentito, tra l’altro, agli studenti di misurarsi con un professionista esterno alla scuola, al di fuori degli schemi consueti del rapporto docente – alunno. Numerose sono state le attività svolte in questi anni e non ci siamo mai sottratti a partecipare a rassegne, convegni e altro, sempre convinti del bisogno di scambiare e comunicare con le diverse esperienze. Con questo spirito, sia il prof. Loperfido che La prof.ssa Menghini, hanno mantenuto un forte sodalizio nella responsabilità che ogni produzione teatrale inevitabilmente comporta. Le operatrici, Francesca Sattaflores e Laura De Marchi, che sono state scelte dall’assessorato alla Cultura della Provincia per il progetto “Agire le differenze”; hanno una grande esperienza sul territorio; laboratori scolastici, attività professionali individuali, sia nel campo della comunicazione che della produzione di spettacoli teatrali. |
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| Il Gruppo | ||||||
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"Mucchio Selvaggio" con Prof. |
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Il laboratorio ha una lunga storia. La continuità ultra decennale dell’attività del responsabile prof. Loperfido ha caratterizzato la fisionomia attuale del laboratorio. Passione, intraprendenza, fede nelle straordinarie capacità dei giovani studenti, hanno prodotto eccellenti risultati. Teatro e scuola sono due realtà che sempre più si attraggono ed insieme ricercano nuove soluzioni didattiche per arricchire la loro offerta culturale. Con questo obiettivo si è avviato il primo progetto partendo dal testo di Ionesco “La Cantatrice calva” (1995).” La seconda scelta cade su un testo classico, L”Heautontimoroumenos” di Terenzio, con il quale, ampiamente rivisitato e attualizzato, partecipiamo al IV Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani a Siracusa (1997). Da Siracusa a Monaco di Baviera, con il “Woyzeck” di Büchner per lo scambio culturale con il “Michaeli Gymnasium”. (1998/99). Per la celebrazione del sessantennio del nostro edificio scolastico, un progetto ampio tra storia e territorio, ha motivato la scelta di un testo letterario“ I manichini ossibuchivori” adattamento drammaturgico da “La cognizione del dolore” di C. E. Gadda (1999). Il Giubileo a Roma ha segnato una nuova avventura,” L’altro giubileo” testo scritto dagli studenti, con la volontà di ricreare il clima di un tempo passato nelle motivazioni dei pellegrini. Si torna al teatro classico con“Il Borghese gentiluomo” di Molière (2001/2). L’anno successivo, si torna a lavorare sul testo, attualizzando un dramma di Pirandello “L’Altro Figlio” presentato la prima volta alla rassegna “Carola Fornasini”, dove ottiene la segnalazione come miglior drammaturgia, e in seguito al convegno internazionale di studi pirandelliani ad Agrigento. L’ultimo lavoro è lo spettacolo che abbiamo rappresentato alla rassegna “Teatro Giovani”. |
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| prove tecniche, sale la tensione | lo spettacolo degli altri | l'applauso si è fatto sentire | la torre | e dopo si brinda | il ritorno | |
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Gli studenti si sono ritrovati all’inizio dell’anno scolastico 2004/5, tra gli anziani e le matricole si è creato subito un gruppo compatto. Il progetto che la provincia ha offerto al nostro istituto prevedeva due operatrici esterne, Laura e Francesca. Il referente prof .Loperfido a causa di problemi personali si è allontanato dall’istituto. La prof. sa Meneghini che da molto tempo collaborava con il laboratorio, ha sostenuto il progetto lavorando con le operatrici. Ho già detto nella presentazione come è nato il testo. Dopo la verifica del testo si sono suddivisi i ruoli attoriali, non è stato molto faticoso poiché molti si erano già identificati nei personaggi durante la scrittura. L’idea di una competenza linguistica comunicativa espressa dai discinti, tenendo conto degli stili di vita degli adolescenti, ha sollecitato un autentico modello di autonomia dei protagonisti. Il nostro filtro ha sempre individuato e sostenuto le ragioni della psicologia umana e della pedagogia al fine di favorire la crescita personale degli studenti. E’ così che l’intervento sulle abilità dell’individuo si sono avviate al processo dell’esperienza: drammaturgia, parola, gesto, mimo, suono, immaginazione, esercitazioni serrate, regole di gruppo, si sono espresse con costanza e sempre motivato entusiasmo per raggiungere l’obiettivo corale e l’unità dello spettacolo. Le fatiche ci sono state, ma come accade sempre, tutto viene magicamente dimenticato quando il sipario si apre…e loro con la loro volontà di esserci diventano i protagonisti. Il nostro laboratorio ha il vantaggio di provare in un teatro vero all’interno dell’istituto (che con molta fatica è stato ristrutturato nel 1999); questo è un requisito sostanziale. |
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