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ago e un amo bronzei, monete romane e frammenti di terracotta. Nel 2004 il Gruppo ha progettato un nuovo intervento, finanziato dalla fondazione Cariverona con €.5.000,00, dal comune di Auronzo con €.5.000,00 e dalla regione Veneto con €.15.000,00. Sono state indagate le pendici del colle scoprendo un muro di sostegno a secco che circonda l'area sacra su due lati , probabilmente in connessione con i muri della stanza scoperta in precedenza. Il reperto più rilevante è stata una statuetta in bronzo di 6 cm. raffigurante una divinità non facilmente definibile, forse Ercole o Giove. La fattura la fa probabilmente assegnare all'età imperiale ed è un'ulteriore dimostrazione del proseguimento dell'attività dell'area sacra in piena età romana. Oltre alla statua sono state rinvenute monete romane, uno spillone a globetti, frammenti di terracotta. L'indagine ha quindi dimostrato la presenza di strutture con un alzato notevole, anche 1,50 m., che richiedono interventi di notevole spesa e durata. Il Gruppo ha quindi ritenuto assolto il proprio compito di dimostrare l'esistenza di un'area archeologica e ha lasciato la continuazione degli scavi agli enti che ne hanno la possibilità e i mezzi. Il comune di Auronzo, nella persona dell'assessore alla Cultura Tatiana Pais Becher, e la Soprintendenza di Padova hanno preso in mano la situazione, garantendo la continuità dell'indagine. La regione Veneto ha reso noto il primo agosto la graduatoria del finanziamento della legge 17/86 per l'anno 2006; la proposta del comune di Auronzo di uno scavo sul monte Calvario per un importo di 40.000,00 euro, con una partecipazione del comune per 12.000,00 è stata accolta e si è qualificata al primo posto su 31 domande. Nel frattempo sono stati erogati al Comune 20.000,00 euro dalla Fondazione Cariverona. Nel frattempo  è giunta la notizia che lo scavo è stato inserito nel programma triennale 2006-2008 del ministero dei Beni Culturali con un finanziamento complessivo di 175.000,00 euro. Nel 2006 saranno resi disponibili 35.000,00 euro, nel 2007 e nel 2008  70.000,00 euro. La domanda di finanziamento è stata preparata dalla dott.ssa Gangemi, responsabile di zona della Soprintendenza di Padova. Lunedì 23 ottobre è cominciata la campagna 2006, nel corso della quale è stata effettuata la ricognizione aerea del sito con l'ausilio di un elicottero. La scoperta più rilevante è una scala di grandi pietre grezze sul lato ovest del colle, composta di almeno cinque scalini. Si è anche riusciti probabilmente ad individuare la strada d'accesso, che saliva lungo i fianchi ovest e sud. Nel frattempo è uscito un saggio del prof. Prosdocimi che propone di identificare i maisterator con la triade capitolina (Giove, Giunone, Minerva). Inoltre l'esame delle iscrizioni lo ha portato a concludere che l'alfabeto runico è nato proprio in quest'area alpina, tra il I e il II sec. D.C. , quando si compie un'operazione di recupero dell'alfabeto venetico in piena età romana. La motivazione di questa operazione può essere legata alla stabilizzazione politica delle Alpi, che in altre zone avviene in maniera sanguinosa con le conquiste di Druso. Le scuole di scrittura cadorine rielaborano l'alfabeto latino e quello venetico ma non si spingono oltre accettando di entrare nella civiltà romana; una testimonianza in questo senso è data dall'iscrizione di Lagole fatta in  caratteri venetici da un liberto (uno schiavo affrancato), figura tipicamente romana.  Dall'altro lato delle Alpi le iscrizioni in venetico della valle della Gail e degli elmi di Negau testimoniano i precoci contatti con le popolazioni germaniche, che probabilmente potrebbero aver elaborato l'alfabeto runico a partire dal venetico e dal latino ma trasformandoli completamente proprio per rafforzare la propria identità di fronte all'avanzata dell'impero romano, come è avvenuto con i Celtiberi in Spagna. La campagna 2007 è iniziata il 20 agosto e continuerà per tutto il mese di settembre con la cooperativa Petra di Padova.       tratto dal libro : ALTNOI IL SANTUARIO ALTINATE-le emergenze strutturali del santuario di monte calvario ad auronzo nel contesto della viabilità tra italia e norico