LONGARONE VAJONT -
16/17 agosto 2003
Seppur annullata dal programma ufficiale del Leonardo Club io Sergio di Verona, assieme a Franco di Cremona abbiamo pensato di fare comunque il viaggio a Longarone Vajont.
A noi si è aggiunto un amico di Cremona, Enzo, Hondista Pantheoniano, forse pentito, che già avevamo conosciuto durante il giro fatto al Passo del Gavia e dello Stelvio, sempre in questo mese di agosto.
Il viaggio inizia da Cremona sabato 16 agosto, presto, alle sette e mezzo, per trovarci poi in autostrada in un autogrill a Soave nei pressi di Verona alle nove. Poi Vicenza e usciti dall’autostrada su per Bassano, Feltre, Belluno e a mezzogiorno siamo a Longarone. Qui ci incontriamo con Gianni, viene da Pordenone ed è del Club. Passeremo assieme il resto della giornata.
Pranzo al Ristorante De Bona e poi a prenotare l’albergo per la notte. Troviamo posto al Quattro Valli. Ottima sistemazione, soprattutto per la disponibilità e simpatia della proprietaria. Lo segnalo se vi capiterà di essere da quelle parti. Oltre al resto ci ha sistemato i nostri amati Leo nel garage, sotto all’albergo, ben protetti per la notte.
Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla visita del Vajont e dei luoghi vicini. A pochi chilometri da Longarone, sulla strada per Casso ed Erto, dopo alcuni tornantoni e dopo una galleria, ecco che ci appare in tutta la sua maestosità la diga. Parcheggiamo nei pressi della chiesetta, eretta a memoria dall’Enel. Qui possiamo sentire un racconto dei fatti da una guida del luogo.
vajont - la diga vajont - franco e sergio

vajont - gianni franco e sergio vajont - lapide commemorativa
Poi via verso Casso, un piccolo paese, lambito solo parzialmente dall’onda, di fronte alla frana del monte Toc, oggi quasi disabitato, che conserva intatte le caratteristiche ambientali di un tempo.

vajont - la grande frana del monte toc casso - sosta al piccolo bar
Dopo Casso, visita ad Erto. Qui visitiamo il Museo del Vajont, ospitato nel Centro Visite. Accoglie un’interessante documentazione sia fotografica del tempo sia tecnica e si può vedere un filmato sul disastro dell’ottobre del 63, molto toccante.

erto - museo del vajont
Salutiamo Gianni che ci lascia e torna a casa, a Pordenone, e poi di nuovo in sella, giù a Longarone e su, fino ad Igne dove c’è da vedere una passerella sospesa a 125 metri d’altezza, sul torrente Maè.

igne - passerella sul torrente maè igne - sergio e franco sulla passerella
Terminiamo le visite della giornata con il capoluogo: Longarone e la sua chiesa eretta a memoria delle Vittime del Vajont. E’ una bella costruzione, molto moderna, a forma di auditorum circolare, sia all’interno, che sopra dove, al posto del tetto c’è un’altra specie di teatro a gradoni da dove si può ammirare un ottimo panorama della valle e da una parte dove scese l’onda devastante e dall’altra, proprio di fronte, i “murazzi”, imponenti muraglioni alle spalle dell’abitato, eretti nel 1700 a difesa dei sottostanti palazzi notabili.
Ci sono tutti i nomi delle vittime, e foto e resti dell’antica chiesa distrutta. All’interno c’è una Madonna che la notte del disastro ha viaggiato fino a Fossalta, 100 chilometri in una notte! Ma ora è tornata al suo posto…

longarone - la chiesa longarone - i murazzi

longarone - resti della vecchia chiesa longarone - franco, foto ricordo
longarone - sergio, foto ricordo
Alcune foto ricordo all’esterno e poi in albergo per una doccia. Alla sera una pizza in paese e poi a nanna. Domani ci aspetta un altro giorno carico di emozioni.

longarone - franco, leonardo 250 st longarone - sergio, leonardo 150
Domenica mattina colazione in albergo e poi partenza alle otto e mezzo. Si va a Cortina d'Ampezzo, splendida cittadina turistica del bellunese, dove ci fermiamo per una veloce visita e per mandare alcune cartoline. Ripartiamo per la stessa strada in direzione delle Tre Cime di Lavaredo e poi proseguendo scendiamo in direzione Brunico Bressanone.

cortina - sergio, sullo sfondo il trampolino cortina - franco, sullo sfondo il trampolino
Passato Brunico giriamo a sinistra per l’Alta Val Badia. In località La Villa vediamo la “Gran Risa”, famosa pista da sci, (è veramente “verticale”). Proseguendo raggiungiamo Corsara e poi su a Col Fosco per la sosta pranzo. Ci fermiamo al Mathiuskeller, stupendo ristorante, molto caratteristico, dove si può degustare le specialità locali.

col fosco - ristorante mathiuskeller
Ripartiamo dopo il pranzo, molto abbondante, imboccando la Val Gardena e su fino al Passo Gardena. Sosta per alcune foto di rito e poi via al passo Sella a ben 2240 metri. Altre foto e poi giù per Val di Fiemme, Val di Fassa, Canazei. Inizia il ritorno con negli occhi i luoghi meravigliosi appena attraversati. Montagne irte, alte, strade in forte salita, piene di tornanti, dove i nostri Leo non ci hanno fatto invidiare altre moto, di ben altra cilindrata, più potenti, ma che erano lì, con noi nei tornanti.

passo gardena - franco passo gardena - sergio
passo sella - franco ed enzo passo sella - sergio

passo sella - vista dal rifugio
Scendiamo fino ad Ora, Trento e, verso le diciotto arriviamo a Domegliara in provincia di Verona. Qui le nostre strade si dividono, io torno a Verona mentre Franco ed Enzo proseguiranno per Peschiera, Brescia e poi, dopo più di 750 chilometri, a casa a Cremona. Ci salutiamo con una promessa: di ritrovarci presto per un altro viaggio.
Un saluto particolare và a Claudio di Castel Goffredo, compagno di viaggi indimenticabili, che per problemi di famiglia, non ha potuto, pur volendolo, essere con noi. Un ringraziamento per la compagnia a Enzo che pur con le difficoltà incontrate nei passaggi ad alta quota dal suo motore 2 tempi ha saputo tenere il passo dei nostri due Leonardo (e non è poca cosa). Infine un saluto a Gianni di Pordenone, nella speranza di poterlo avere ancora con noi prossimamente.
16/17 agosto 2003 - Franco e Sergio
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