Ammiraglio, impari a nuotare
(nel latino delle scritte)
Prendo spunto dalla lettera di quell'ammirabile ammiraglio esperto in battaglie navali giornalistiche, che ha scritto al periodico riminese "il Ponte" (a cui collaboro dal 1982), per deridermi e suggerirmi di leggere qualche libro di Storia.
In questi casi, si possono invocare due tipi di perizia.

Il primo è quello tecnico, mirante all'accertamento delle caratteristiche della persona offesa (il sottoscritto). Nel mio caso, posso documentare una tesi di laurea in Storia della Filosofia di seicento pagine (1966), e tutta una serie di pubblicazioni di Storia che l'ammirabile e stupefacente ammiraglio non conosce, e che sono uscite negli anni, con un contenuto essenzialmente originale.
Aggiungo: per laurearmi ho frequentato i corsi di Storia moderna e medievale della grande maestra Gina Fasoli (assistente era l'ora famoso Paolo Prodi), sostenendo i relativi esami. Non c'era il 18 politico, anzi c'era un presame scritto di selezione prima dell'orale...

Il concetto di originalità dei miei lavori, va inteso in questo senso: che ognuno dei testi firmati dal sottoscritto ed usciti a stampa, presenta questioni e documenti mai esaminati prima.
Se l'ammirevole ammiraglio non si fosse fidato delle persone che frequenta e che lo hanno preso in giro, fornendo notizie false e calunniose sul sottoscritto (seconda un'usanza attestata da atti giudiziari e documentabile attraverso pure fonti a stampa), non avrebbe fatto la ridicola figura che ha fatto, consigliandomi la lettura di qualche libro di Storia.
E tutto è accaduto soltanto per aver io deriso il principino ballerino savoiardo, testimone del cretinismo imperante in questi tempi un po' ovunque, dalla politica alla televisione ed alle private istituzioni economico-culturali.

A questo punto, il secondo tipo di perizia riguarda il soggetto che, sentenziando a vanvera, offende l'altrui onorabilità professionale, poiché la disputa coinvolge non un qualsiasi mentecatto della bocciofila di quartiere o del circolo navale di un qualsiasi porto adriatico, anche il più malandato.
Questo secondo tipo di perizia potrebbe considerare non soltanto il soggetto che offende, ma pure il contesto in cui esso agisce, facendosene condizionare a tal punto per cui potrebbe dal medesimo soggetto essere invocato come attenuante l'essersi sottomesso ad un parere altrui, diffamatorio nei confronti del sottoscritto.
In tanti dicono male di Montanari, possono aver pensato i sobillatori di professione, che anche lei mirando ammiraglio può accodarsi agli stessi sobillatori e dire peste e corna del medesimo Montanari.

È vero che non esiste più il reato di plagio, ma non è una attenuante il peccato di disinformazione generato da un contesto in cui (per ricevere congratulazioni) è necessario gettare fango sopra una persona non scelta a caso ma con scopo preciso, appunto quella di screditarla mediante una (presunta) autorevolezza che si presuppone garantita da una pubblica carriera.

Ma l'ammiraglio che si crede capace di navigare anche nel mare della Storia, è finito poi (come accaduto a lui) sugli scogli della non conoscenza (altrimenti detta ignoranza) della differenza tra Resistenza e Risorgimento (come da pubblico atto a stampa).

In tal modo ha fatto una figura barbina di cui non cale giustamente nulla a lui perché l'ambiente che lo apprezza e lo utilizza è al suo grado di non conoscenza (altrimenti detta ignoranza) delle cose. Un ambiente in cui si cerca di diffamare chi lavora in modo onesto, serio ed originale, perché pure in quell'ambiente vale l'aurea massima che governa certe loschi pubblici affari: "Stai attento a quello, che è una persona onesta e ci può mettere nei guai".

La non conoscenza (altrimenti detta ignoranza) della Storia che dovrei, a detta del predetto ammirabile ammiraglio, studiare io, non attenua la responsabilità morale dell'arroganza di chi si alza a giudicare materia che risponde a verità dei fatti (le colpe di casa Savoia).

Una perizia medico-legale in questo caso potrebbe accertare un atteggiamento dettato da suggestioni non culturali, ma collegabili al contesto in cui l'ammirevole ammiraglio opera. In quel contesto si richiede ogni tanto un gesto di coraggio e di notorietà, molto simile a quello del salto del cerchio infuocato per i gerarchi fascisti.
Siamo sempre a quell'Italia lì, fatta di retorica, falsità, idiozie, che poi gli "altri" pagano dolorosamente e senza averne colpa.

Sappia l'ammirabile ammiraglio che dalla fondazione di cui è stato chiamato a far parte, il sottoscritto non ha mai ricevuto un centesimo né di lira né di euro. Che nella stessa fondazione sono stati allevati personaggi che poi, grazie alla protezione di cui godevano e dei soldi che essa pagava a certi giornali, sono riusciti a fare pubblicare cose false e diffamatorie contro il sottoscritto.

C'è un cronista che io chiamo "il repubblichino" il quale ha scritto una volta che era stato pubblicato "un libello" contro certe pagine storiche del sottoscritto.
Il "libello" si è poi rivelato soltanto una mail, quando "il repubblichino" ha dovuto spiegarmi le cose.
Lo stesso cronista poi attribuì la mail a persona diversa dall'autore vero (ma taciuto). La persona era ben legata all'ambiente da cui la mail proveniva. L'autore vero, io l'ho fregiato da allora con il titolo accademico di "più famoso autore di lettere anonime" di tutta la provincia, come pochi giorni fa ho specificato "de visu" ad alte autorità politiche attive oggi. Facendone nome e cognome.

Ammiraglio, impari a nuotare nel mondo della cultura: non si fidi delle scialuppe che le offrono gli amici per fare a battaglia navale con qualcuno che non è gradito a chi tiene i cordoni della borsa e che può pertanto permettersi il lusso di mantenere anche un servizio di controspionaggio (di cui ho le prove documentali, con tanto di lettere inviatemi dagli interessati, ovvero quelli che fanno spiare).
Si occupi di cose più serie, come fare le barchette di carta per i bambini degli asili. È un passatempo che può risultare utile all'umanità intera.

Post scriptum. Ella, dottissimo in storia, e esperto navigatore come da titolo professionale, non si è accorto che la vecchia sede dell'Istituto nautico ora passata all'università ha l'orribile scritta "Navigare necesse"? Il testo originale latino (per motivi che non spiego a chi non sa di queste cose) dice "navicare". Queste sono le giuste battaglie (navali) da fare per la cultura. Ma forse pretendo troppo.


DOSSIER

Sarei pure fascista (2 marzo 2010)

L'accusa per aver criticato il principino canterino e ballerino
Un mio articolo apparso sul periodico riminese "il Ponte", pure pubblicato sul mio network internazionale di blog, ha provocato la scomposta reazione di un lettore del giornale. Si tratta della nota dedicata al cittadino Savoia, esibitosi al festival della canzone a Sanremo.

Il lettore mi accusa di non aver avuto cristiana pietà verso il suddetto cittadino Savoia. Di essermi lasciato abbacinare dalla condizione di "cattolico adulto". Di voler una Repubblica non democratica e non nata dalla Resistenza.

Per rispondere al lettore ho inviato al giornale tre righe di testo che riproduco in calce. E che spero di poter vedere pubblicate.
Intanto qui aggiungo qualcos'altro. Credo nel cristianesimo del farsi pusilli. Quel lettore vuol prendere per i fondelli il sottoscritto, inserendo la definizione di "cattolico adulto" per accusarmi di prodismo.

En passant osservo che l'accusa è un onore, ma soprattutto un onere. Perché vedo che insomma o da destra o da sinistra, il professore bolognese sta sullo stomaco a parecchie persone. Ed allora la situazione è molto divertente. Quando si rompono le palle del biliardo, allora è un grande successo personale.

Non ho mai avuto tessere né da adulto né da infante della parrocchietta democristiana o post. Per cui il lettore riminese che ha protestato con il direttore del "Ponte", scrive cose inesatte, proiezioni di suoi fantasmi, metafore di una situazione che non mi appartiene.

Nessun partito mi avrebbe mai sopportato per più di tre giorni. Ho imparato la lezione da mio zio, che dopo la fine della guerra doveva essere il primo sindaco di Rimini. Ai compagni del partito (nel senso di compagni del pci) disse: "Ragazzi, chi ruba va in galera". Non lo candidarono.

Cattolici per cattolici, come suol dirsi, per fare paragoni. Meglio essere "adulti" e spiati da malfattori, che malfattori e fare le spie. Succede oggi (vedi caso Boffo), succedeva ieri (contro Prodi), e pure temporibus illis, quando personaggi adesso serenamente illustri, inviavano al ministero degli interni le informative sulle conferenze del dissenso cattolico tenute nella città.

Ecco la protesta del lettore de "il Ponte":
"Al Sig. Antonio MONTANARI. Complimenti per la sua alta concezione di carita' cristiana. Ora, se posso vorrei darle un parere, non un consiglio. Un cattolico adulto non ha bisogno di consigli. Prima di parlare di storia cerchi almeno d'informarsi un po'. Non molto un po'. Comunque, dal suo scritto, si evince che a lei questa Repubblica (costituzionale e resistenziale) non piace. Lei mira ad un'altra Repubblica. Cordialmente la saluto".

Ecco infine la mia risposta al lettore:
"Alla Costituzione nata dalla Resistenza, deve ispirarsi la Repubblica. Il lettore erra quando mi attribuisce mire verso un'altra forma di Stato. Ha sbagliato indirizzo. Forse non mi ha mai letto in precedenza. E non ha compreso nulla di quanto ho scritto circa il ridicolo principino canterino e ballerino. Da oltre mezzo secolo ho la cattiva abitudine di leggere e studiare libri di Storia. Per cui respingo al mittente l'accusa di non essere informato. Antonio Montanari"



Punto sul Ponte (31 marzo 2010)
Faccio il punto circa gli attacchi ai miei articoli sul "Ponte"


Per aver criticato il cittadino Savoia principino ballerino, mi sono preso del fascista da parte di un signor ammiraglio. Alla cui prima lettera (su fascismo, Resistenza, dopoguerra ed appunto principino canterino), risposi: "Alla Costituzione nata dalla Resistenza, deve ispirarsi la Repubblica".

Con seconda lettera di replica l'ammiraglio mi definisce "scarsino in storia risorgimentale".
A questo punto alzo bandiera bianca, e mi arrendo. Mai parlato di Risorgimento, ma soltanto di Resistenza. Se l'ammiraglio confonde, sono fatti suoi, non problemi miei.
Il tutto si legge ne "il Ponte" in edicola da oggi.

La missiva del lettore.
Puro e duro signor Antonio Montanari ho letto la sua risposta, ma rimango convinto che Lei sia scarsino in storia risorgimentale. Comunque oggi volevo sottolineare la sua “leggera” faziosità? Lei ha ragione quando dà vergogna a quei giovani che hanno vilipeso l’immagine del giudice Borsellino. Purtroppo gli imbecilli sono presenti in ogni compagine. Maleducati e male informati. Veri ignoranti. Ma sarebbe bello che la sua indignazione andasse anche quando altri giovani calpestano e bruciano le bandiere nazionali o di altri paesi, urlando slogan tipo “10 100 1000 Nassirya”. Quelli che odiano gli altri solo perché hanno idee diverse. Le posso assicurare che esistono cuori, menti e pensieri solidali, fraterni ed onesti anche in persone che parteggiano per posizioni politiche differenti. Tanti auguri e saluti.

La mia risposta.
La polemica è del tipo classico: "Superior stabat lupus". Ci si sottrae alle argomentazioni logiche. E si inventano omissioni. Un testo di 2.450 battute non è come la "Commedia" dantesca che ha tutto su tutti. Al cretino di destra non posso contrapporre ogni volta un cretino di sinistra. Nella certezza che spesso il primo deriva dal secondo. Come la storia politica recente testimonia. Per la questione risorgimentale, il direttore non mi concede spazio. Ma soltanto aumento di stipendio.

Antonio Montanari
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Date created: 30.05.2010 - Last Update: 29.08.2012, 12:25/