
Chi Siamo
L’Associazione Pontina di Musica Sacra si costituisce nel febbraio 2006 per iniziativa di un gruppo di laici e musicisti, guidati da alcuni sacerdoti a loro volta animati dall’amore per la musica veramente Sacra e dal desiderio di un ritorno alla bellezza nel rito nelle forme solenni del canto gregoriano e della polifonia classica.
Tale associazione svolge la sua opera nell’ambito del territorio Pontino e, pertanto, le sue attività sono legate alla Chiesa Pontina che raccoglie la diocesi di Latina, Cisterna, Terracina, Sezze e Priverno.
Fin dall’inizio, infatti, l’intento dell’Associazione era di lavorare in maniera autonoma ma, nello stesso tempo, di essere al servizio dell’Ufficio Liturgico Diocesano. Ciò spiega la nomina del suo responsabile a “Presidente Onorario” dell’Associazione.
In riferimento alla Chiesa, ed in particolare alla Chiesa locale, come riportato all’articolo 2 dello Statuto, l’attività dell’Associazione è in spirito di assoluta fedeltà alle direttive e alle norme della Chiesa di Roma e si impegna nella produzione e nella promozione di musica degna della Liturgia mediante le espressioni del canto gregoriano, della polifonia, del canto popolare e della musica organistica. Tuttavia si distingue da ogni altra Associazione di musica Sacra esistente a livello locale, proprio per la sua ragion d’essere, ponendo le proprie attività culturali ed artistiche a livello pastorale, attraverso la ricerca e l’organizzazione di attività formative che si attuano mediante l’organizzazione di convegni, raduni, assemblee e l’informazione sul proprio Bollettino: “Qui bene cantat”
Negli intenti che spingono le svariate attività dell’Associazione risultano evidenti i valori del movimento Ceciliano. Si può dire che l’Associazione Pontina di Musica Sacra sia pienamente in sintonia con tali ideali e che, attraverso la sua opera, si cerchi di farli attecchire a livello locale, con l’unico scopo di restituire alla musica quel ruolo che le compete nella Celebrazione dei Sacri Misteri.
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Dall’Introduzione al Libro V° dei Mottetti Di Domenico Bartolucci
…”La Nuova Liturgia nata da intenti pastorali ha creduto di rinunziare a questa bellezza per incrementare la partecipazione del popolo, come se questa bellezza non fosse creata via via nei secoli, oltre che a dare gloria a Dio, per il nutrimento più sano, più sostanzioso del popolo. Quali frutti potrà ritrarre questo povero popolo dal far da sé, dal cantar da sé dei canti, o non a lui adatti o, se a lui adatti, insulsi e brutti, tali da dissacrare la stessa Liturgia, io proprio non saprei. Il tempo giudicherà! Questa pubblicazione vuol essere anche un documento di ciò che si faceva negli anni appena avanti la Riforma. E’ una testimonianza che la Musica nella Liturgia è finita non per sua morte naturale ma perché cacciata dalle cantorie in vista di un presunto bene del popolo. Molti pensano che finiti i bollori iconoclastici ci sarà una ripresa per la Musica nella Liturgia. Io me lo auguro; ma non vedo in qual modo ciò possa avvenire con una nuova Liturgia nella quale la Musica non sa più come inserirsi, nella quale non ha più spazio adeguato, e spesso è di fastidio… Mi auguro di sbagliare del tutto e che il popolo torni a nutrirsi alla bellezza dell’autentica Liturgia di cui la Musica è stata, e dovrebbe essere ancora, veramente l’anima.”
Domenico BartolucciMaestro direttore perpetuo della Cappella Sistina
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