Vivere nello Spirito

Uniti al Cielo verso la Libertà



La Sorgente della Vita

è il frutto dell'Amore,

pulsa come calore nel Cuore.

Luce germogliante dei Pensieri

che si dissolvono nell'Anima.


Antonio Bigliardi




VIVERE NELLA LIBERTÀ DELLO SPIRITO

In molti passi delle sue lettere Paolo ha descritto che cosa significa vivere secondo lo Spirito e non secondo la carne. Vivere secondo la carne vuol dire, per lui, vivere sotto il peso di dover assolutamente ottenere successo e riconoscimenti. L’esperienza più importante che fanno coloro che vivono secondo lo Spirito è, per Paolo, quella della libertà: «Ora non c’è più nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù. Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte» (Rm 8,1s).

Avvertiamo in noi sempre gli stessi schemi d’azione e gli stessi meccanismi. Questi modelli di vita, che ci portano a fallire l’obiettivo, sono ciò che Paolo intende con «legge del peccato e della morte». Infatti, peccare significa “mancare di meta”, “fallire l’obiettivo”; e questo vuol dire per noi la morte, perché ci tiene lontani dalla Vita vera. Lasciarsi guidare dallo Spirito rende liberi interiormente: questa è stata l’esperienza più profonda fatta da Paolo nell’incontro con Gesù Cristo: «Ma il Signore è Spirito, e dove c’è lo Spirito del Signore c’è Libertà» (2Cor 3,17).

  1. GRÜN, La cresima. Responsabilità e forza dello Spirito, Queriniana 2004


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio


VIVERE NELLA FORZA DELLO SPIRITO

Come noi si possa vivere nella forza dello Spirito ce lo indica Luca negli Atti degli Apostoli.

Negli Atti degli Apostoli i discepoli pregano così: «“Concedi ai tuoi servi, Signore, la forza di annunciare in tutta franchezza la tua Parola. Stendi la tua mano, perché si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo servo, Gesù”. Quando essi ebbero terminato la Preghiera, il luogo in cui erano riuniti tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunciavano la Parola di Dio con franchezza» (At 4,29-31).

La forza dello Spirito Santo si manifesta, per i discepoli, nel fatto che essi annunciano «in tutta franchezza» la Parola di Dio. Il termine greco ‘franchezza’ significa ‘libertà di parola’, coraggio di esprimere liberamente ciò che si ha nel cuore. Nei discorsi che facciamo, noi tendiamo spesso a orientarci verso le attese altrui e non diciamo tanto quello che sentiamo in noi, bensì quello che fa piacere agli altri, che ci rende amabili e ci mette in buona luce. Per questo motivo le nostre parole sono prive di forza, non hanno alcun effetto e rivelano soltanto il nostro adattamento. Vivere nella forza dello Spirito dovrebbe significare dire liberamente ciò che sentiamo nel nostro cuore e ciò che Dio ci ispira, senza tenere erroneamente conto dell’opinione degli altri.

A. GRÜN, La cresima. Responsabilità e forza dello Spirito, Queriniana 2004


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VIVERE DEI DONI DELLO SPIRITO

Nella sua Prima lettera ai Corinzi Paolo parla dei differenti doni dello Spirito Santo. Ognuno di noi ha ricevuto un dono diverso, ma è sempre lo stesso Spirito che elargisce questi doni: «A uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza: a un altro invece viene dato, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio della scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di operare guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a un altro la forza di compiere miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue» (1Cor 12,8-10).

La tradizione, rifacendosi a Paolo e alla promessa dello Spirito in Is 11,2s., ha riconosciuto i sette doni dello Spirito Santo: lo Spirito di sapienza, di intelletto, di consiglio, di fortezza, di conoscenza, di pietà e di timore di Dio. Sette rappresenta sempre il numero del cambiamento, è il numero che trasforma ciò che è terreno in divino. Questi sette doni descrivono la persona che vive nello Spirito Santo: si tratta di uno che riesce a penetrare la realtà e a vederla così com’è, che comprende gli intimi collegamenti della sua vita e del cosmo e che ha anche la capacità di comprendere le altre persone, di consigliarle e di indicare loro il cammino più adatto. È una persona che vive di Dio, che tiene conto di Dio e a lui fa riferimento in ogni suo pensiero e in ogni sua azione.

  1. GRÜN, La cresima. Responsabilità e forza dello Spirito, Queriniana 2004


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OGNUNO HA UN DONO PER SEGUIRE LO SPIRITO

Ognuno ha un dono speciale. Se prendo in considerazione la storia della mia vita, sono in grado di riconoscere il mio dono personale. Anche le mie ferite possono trasformarsi in doni e rendermi sensibile nei confronti degli altri. Anche i miei punti di forza possono indicarmi i miei doni: c’è chi è un buon ascoltatore, chi sa prendere l’iniziativa, chi ha delle idee, chi è creativo e riesce a sbloccare una situazione. C’è ancora chi sa sopportare ed è fedele e affidabile. Uno affronta i conflitti finché non li ha risolti, un altro sa conciliare le parti in lotta e riunire ciò che è diviso.

Vivere nello Spirito per Paolo significa orientarsi secondo le esigenze dello Spirito: «Se

viviamo dello Spirito, camminiamo anche nello Spirito. Non cerchiamo di vantarci, provandoci e invitandoci gli uni gli altri» (Gal 5,25a).

Vivere dello Spirito ha delle conseguenze sul nostro comportamento generale: è un invito a esercitare nuovi modelli comportamentali. Paolo parla di frutti dello Spirito, che sono da un lato i doni che lo Spirito fa a noi, ma dall’altro lato rappresentano degli inviti a esercitare questi nuovi atteggiamenti: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé» (Gal 5,22). Questi frutti rappresentano un criterio importante per stabilire se io vivo dello Spirito.

A. GRÜN, La cresima. Responsabilità e forza dello Spirito, Queriniana 2004


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SPIRITO DI SAPIENZA

Per “sapienza” si deve intendere non solo la conoscenza (di Dio, della sua volontà su di noi, del valore che abbiamo noi e ogni creatura agli occhi di Dio), ma anche la capacità di “gustare” (“sàpere” in latino significa proprio “avvertire il sapore, gustare”) quanto si conosce: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia” (Sal 34,9). La sapienza presuppone la conoscenza, ma va oltre, perché non coinvolge solo la mente ma tutta la persona. Mediante la sapienza non veniamo solo informati ma anche illuminati (diventiamo “raggianti”: “Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti”, Sal 34,6) e “conformati”, non veniamo solo avvertiti ma anche “affascinati”, non ci accade solo di comprendere, ma veniamo anche “presi”.

Nel noto libretto “Il piccolo principe” si afferma, come un prezioso segreto, che: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Naturalmente la cosa è vera sul piano dei rapporti che coinvolgono i sentimenti profondi, il senso della vita, i rapporti affettivi delle persone. Per fare un semplice esempio: l’anello che una donna, dopo averlo baciato, pone all’anulare dell’uomo a cui giura amore per sempre nel giorno del matrimonio, e da cui riceve analoga promessa, non è solo un cerchietto d’oro. Ma gli occhi vedono solo il metallo: è il cuore che coglie il valore simbolico dell’anello matrimoniale.

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


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SPIRITO DI SAPIENZA PER AMARE

La sapienza, dono dello Spirito Santo, è la comprensione che nasce da chi sa di essere amato e ama a sua volta. Scrive il Card. Martini: “Sapiente è chi si lascia amare da Dio e sa che in questo grembo accogliente dell’amore eterno è custodita - sia pure nel silenzio - la risposta ultima a tante domande penultime, che alla mente appaiono senza risposta. Sapiente è chi non vuol convincere con la sola forza della ragione, ma - pur utilizzando l’intelligenza e amandone l’esercizio - sa che la verità si irradia anzitutto per mezzo della carità”.

La sapienza è saper comprendere Dio Padre con il medesimo amore con cui Gesù lo ama; e comprendere Gesù con il medesimo amore con cui il Padre ama il suo Figlio. La sapienza è cogliere se stessi, il valore della propria esistenza, alla luce dello sguardo d’amore di Dio. È stare ai piedi della croce, considerare l’immensità dell’amore di Gesù - valutando chi è Gesù e misurando la sua atroce sofferenza - è balbettare: “È bene che tu mi abbia amato fino a questo punto”. Sapienza è accorgersi che insieme a me ricevono l’amore di Gesù risorto, nella comunione al Pane che è il suo Corpo, anche tutti gli altri che partecipano con me alla celebrazione e imparare a considerarli con gli occhi e il cuore di Gesù stesso. Sapienza è guardare i gigli del campo ed esclamare: “Il Padre li veste in modo più splendido del re Salomone…”.

Sapienza è vedere il passaggio di Dio - o la resistenza opposta al passaggio di Dio - negli eventi importanti o piccoli della mia vita, di quella della comunità in cui sono inserito, della storia degli uomini…

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


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SPIRITO DI INTELLETTO PER COMPRENDERE

Il dono dell’intelletto ci auta a non essere superficiali, ad andare in profondità, ma ad arrivare al cuore delle cose, a cogliere il disegno di amore che Dio ha realizzato e sta portando avanti nella storia.

Intelletto viene dal dal latino «intus-legere»: penetrare in profondità. ebbene, lo Spirito «scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio» (1Cor 2,10).

Basta questo per farci comprendere l’importanza di questo dono.

Il dono dell’Intelletto ci abilita a capire la Bibbia, la Parola di Dio: ci guida alla verità tutta intera, secondo la promessa di Gesù che già conosciamo: «Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera» (Gv 16,13).

Il dono dell’Intelletto desta la nostra fede: ci fa sapere che Gesù è Dio: «Nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1Cor 12,3).

P. PELLEGRINO, Il gigante invisibile. Lo Spirito Santo raccontato ai ragazzi, LDC 2005


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Intelletto, rendici capaci di leggere nelle vicende della Vita la volontà del Signore.


SPIRITO DI INTELLETTO PER DARE LUCE ALLA VITA

Il dono dell’intelletto è il dono di una luce che permette di rileggere tutto nella fede. Scrive ancora il Card. Martini: “Il dono dell’intelletto ci fa penetrare nell’intimo del mistero di Dio, cogliendo la radice unitaria da cui scaturiscono Creazione e Redenzione, l’alleanza, la predicazione del Regno e la morte e risurrezione, la Scrittura e la Tradizione. Questo dono di uno sguardo profondo, affettuoso e unificante lo si riceve e lo si sviluppa sottomettendosi di continuo al giudizio della Parola di Dio quale è proclamata, spiegata e testimoniata nella comunione della fede ecclesiale e perseverando nella preghiera contemplativa e nella lectio divina”.

L’intelletto è considerare i comandamenti di Dio e avvertirli non come un comando, ma come l’offerta preziosa di una intesa e di una collaborazione, come una parola di sollecitudine che ci è rivolta dal Padre che ci ama profondamente, e non desiderare altro che fare la sua volontà, con piena persuasione. Intelletto è partecipare alla celebrazione della Messa con attenzione, comprendendo con umile gratitutidne il significato di tutto quanto vi si fa: i gesti e le parole, i silenzi e i canti, le posizioni del corpo e i segni simbolici, e cogliere in tutto ciò la presenza di Gesà risorto e vivere con intima gioia e pace l’incontro e il rapporto con lui. Intelletto è guardare al prossimo tenendo conto anzitutto del fatto che si tratta di un figlio o di una figlia di Dio, e non far dipendere l’apprezzamento unicamente dall’aspetto esteriore, dalla posizione sociale, dai possedimenti, o da altro di “esterno”, e vedere in tutti la preziosità infinita di un essere amato da Dio, unico e irripetibile, destinato all’eternità: anche accanto ai più “piccoli” Dio ha posto un suo Angelo come custode!

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Intelletto, rendici capaci di leggere nelle vicende della Vita la volontà del Signore.


SPIRITO DI CONSIGLIO PER REALIZZARE IL PROGETTO DI DIO

Secondo la Bibbia, la parola consiglio significa, sovente, ’progetto’, ’disegno’: «Le nazioni non comprendono il consiglio del Signore» (Mic 4,12): le nazioni non seguono il piano di Dio.

Il dono del Consiglio, dunque, ci vuole aiutare ad individuare la strada giusta, a conoscere il progetto che Dio ha su di noi. Su tutti Dio ha un sogno, un piano da realizzare: scoprirlo, è condizione base per una vita riuscita.

Il dono del consiglio aiuta a deciderci, a progettare il futuro, a proiettarci nel domani, con questo dono si è in grado di riconoscere e scegliere ogni giorno il bene.

Naturalmente fondamento del consiglio è l’esperienza e siccome qui si parla di consiglio come dono di Dio è necessario far esperienza di Dio sia nella preghiera che nella coerenza di vita.

P. PELLEGRINO, Il gigante invisibile. Lo Spirito Santo raccontato ai ragazzi, LDC 2005


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Consiglio, guidaci con docilità sulla via della Vita.


SPIRITO DI CONSIGLIO PER VIVERE NELLA VERITÀ

Scrive il Card. Martini: “Il dono del consiglio conduce a scegliere bene di fronte alla diverse alternative che la vita ci propone. Il consiglio guida nella provvisorietà e nell’incertezza a non fare passi falsi, ci aiuta a discernere, a non essere precipitosi, a non assolutizzare nulla di ciò che è meno di Dio”. Nella tradizione teologica, poi, il dono del consiglio, provendendo dallo Spirito che è Amore, è visto in collegamento con la misericordia e le opere di misericordia. Per misericordia si intende la propensione che sorge in una persona dotata di un cuore buono, che si commuove di fronte alla sofferenza altrui e si muove in aiuto del prossimo in difficoltà.

Possiede il dono del consiglio chi ama la verità più della propria bella figura ed è pronto ad ammettere i propri errori o ad accettare da chiunque sia in grado di darlo un parere. Vive nel dono del consiglio chi si rende conto che nessuno possiede tutta la verità e perciò accetta anche punti di vista diversi dai propri e nella diversità non cerca lo scontro ma l’integrazione e l’arricchimento reciproco. Si lascia guidare dal dono del consiglio chi ha superato l’egoismo e i calcoli meschini ed è persuaso che la cosa migliore è l’amore, anche quando è esigente e spinge alla condivisione e all’autodonazione. È aperto al dono del consiglio chi, prima di prendere una decisione, soprattutto se avrà conseguenze sugli altri, si mette davanti a Dio, in silenzio e in ascolto, per verificare se lo spirito con cui sta decidendo è limpido, puro, onesto, responsabile.

Vive dei frutti del dono del consiglio chi non si scoraggia davanti ai propri limiti e alla proprie incapacità, chi non rifiuta stima e attenzione al prossimo anche dopo che è caduto in qualche errore, ma, nella speranza, lascia aperto al futuro ogni possibilità di bene.

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Consiglio, guidaci con docilità sulla via della Vita.


SPIRITO DI FORTEZZA PER ESSERE PIENAMENTE UOMINI

Il dono della Fortezza aiuta a testimoniare giorno dopo giorno, con coraggio, la fede. È un aiuto straordinario per continuare a seguire Gesù anche quando è difficile e può sembrare impossibile rimanere fedeli al Battesimo. È il dono del coraggio, della costanza, della tenacia.

Che lo Spirito Santo sia capace di regalare questo dono lo constatiamo dalla forza che gli apostoli hanno acquistato nel giorno di Pentecoste: lo Spirito Santo li ha resi ‘franchi’ (At 4,31) nel parlare ed entusiasti nel fare, come già abbiamo detto. Il dono della fortezza è magnifico, perché proprio nelle difficoltà e nelle tentazioni, ci rende coerenti nella vita e nella testimonianza.

P. PELLEGRINO, Il Gigante invisibile. Lo Spirito Santo raccontato ai ragazzi, LDC 2005


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di fortezza, dacci il Coraggio di testimoniare la Fede in ogni circostanza della Vita.


SPIRITO DI FORTEZZA PER ESSERE COERENTI

Scrive ancora il Card. Martini: Essere forti secondo Dio significa essere fedeli e perseveranti nella fede, senza lasciarsi sviare da opinioni peregrine, da mode seducenti ed egoiste, da calcoli di opportunità o di successo. La fortezza è l’atteggiamento di chi è saldo e costante nell’obbedienza amorosa al Signore, e sopporta per lui prove e desolazioni, senza abbandonare la via a volte oscura e dolorosa della sua sequela. La Chiesa non deve lasciarsi allontanare dalla via di Cristo né dalla paura né dalla lusinga. Il discepolo non crede all’adulazione, né si piega davanti alla minaccia se ha accolto e coltivato in sé il dono della fortezza.

La fortezza accompagna e sostiene la fame e la sete della giustizia: la giustizia da rendere a Dio, la giustiza da stabilire entro se stessi e nella propria condotta, la giustizia da realizzare a favore dei poveri e degli indifesi.

Custodisce lo spirito della fortezza chi è convinto che Dio lo ama, che Gesù è il suo pastore e, qualunque cosa accada, nulla potra strapparlo dalle mani di Dio: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica.

Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello.

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù nostro Signore” (Rm 8,31-39). Il frutto più alto della fortezza è l’abbandono di ogni autodifesa di fronte al prossimo bisognoso di aiuto: anche di quel particolare bisogno, che è il perdono di cui ha bisogno chi ci offende e ci maltratta.

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di fortezza, dacci il Coraggio di testimoniare la Fede in ogni circostanza della Vita.


SPIRITO DI SCIENZA PER VIVERE NUOVE RELAZIONI

Nel profeta Isaia, che per primo enumera i doni dello Spirito Santo (Is 11,2), il dono della scienza è espresso col termine «conoscenza».

Tale parola nella Bibbia significa anche “amare” (Gn 19,8; Mt 1,25). Dunque il dono della “Scienza” è il dono della conoscenza-amore.

Così interpretato, diventa molto interessante. Il dono della “Scienza” diventa il dono che immette l’amore nel conoscere. In fondo la nostra conoscenza è sempre impregnata di affettività, d’amore. Chi ama capisce meglio, capisce prima, capisce di più. Lo Spirito Santo col dono della “Scienza” accende l’innamoramento di Dio e di tutte le cose.

È il dono, quindi, che da la capacità alla conoscenza umana di fare il salto verso l’assoluto e accettare quello che non possiamo comprendere. Il dono della scienza si rilancia come strumento di cammino verso Dio ed è quindi strettamente collegata con la fede: fa capire la limitatezza del sapere umano e apre attraverso l’ammirazione e lo stupore ad una relazione amorosa con Dio.

P. PELLEGRINO, Il Gigante invisibile. Lo Spirito Santo raccontato ai ragazzi, LDC 2005


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di scienza, mostraci la strada che Dio ha scelto per noi.


SPIRITO DI SCIENZA PER STARE NELLA STORIA

Scrive il Card. Martini: Al dono dell’intelletto è connesso quello della scienza: mentre il

primo ci fa comprendere la verità che viene da Dio, il secondo ci aiuta a vedere in lui l’insieme del mondo e della vita. La scienza spirituale è la visione della realtà che consegue all’incontro col Signore che cambia il cuore e la vita. L’intelligenza intende la verità nel suo offrirsi, la scienza abbraccia sotto la luce della verità l’orizzonte vitale di ciascuno e della comunità. Grazie al dono della scienza sono nate le grandi sistemazioni teologiche della storia della fede, e il cristianesimo è capace di contribuire alla ricerca del significato ultimo e delle urgenze penultime di fronte alle questioni e alle sfide culturali ed etiche più diverse. Grazie alla scienza della fede è possibile cogliere i segni dei tempi e i fermenti evangelici presenti dappertutto, anche nelle situazioni apparentemente più chiuse alla luce della verità rivelata. Grazie alla scienza è possibile comprendere i bisogni concreti di una determinata comunità e tracciare per essa un adeguato progetto pastorale.

La scienza cristiana nasce ai piedi della croce: la croce che testimonia l’amore di Dio manifestato nell’amore eroico di Gesù, la salvezza non come nostra conquista ma come dono generoso, e nello stesso tempo la crudeltà e la distruttività del nostro peccato. Senza il dono della scienza noi siamo portati a costruirci ideologie che vedono l’uomo o idealisticamente migliore di quello che in realtà è, o pessimisticamente peggiore: in entrambi i casi verremo spinti a fare scelte sbagliate. L’uomo è segnato dal limite, dalla debolezza e dal male: senza l’aiuto di Dio non può essere umano, rotola lungo la china di una crescente disumanità. Ma con l’aiuto di Dio l’uomo può trovare la strada che lo porta a sviluppare l’immagine e la somiglianza che il Creatore ha posto, come dono supremo a questa sua creatura privilegiata, dentro di noi.

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di scienza, mostraci la strada che Dio ha scelto per noi.


SPIRITO DI PIETÀ PER ESSERE FIGLI DI DIO

Questo dono non è tra quelli elencati dal profeta Isaia. Tuttavia i Settanta (così sono chiamati coloro che hanno tradotto l’Antico Testamento in greco nel II secolo avanti Cristo) e la Volgata (cioè la traduzione della Bibbia dal greco al latino nel quarto secolo dopo Cristo) hanno aggiunto la “Pietà” per dire quale deve essere il nostro atteggiamento di fronte a Dio.

Difatti, secondo il linguaggio della Bibbia, la parola “pietà” non ha il significato che le diamo noi quando diciamo, ad esempio: “avere pietà di qualcuno”, ma indica l’attaccamento filiale che dobbiamo avere verso Dio.

Il dono della Pietà, dunque, è il dono che ci aiuta a considerare Dio come Padre.

Un aiuto che ci è sommamente utile!

Credere sul serio che Dio è padre e ci ama, dà forza, dà pace, dà gioia.

Rende visibile la vita che, altrimenti, in più di un caso sarebbe insopportabile.

P. PELLEGRINO, Il Gigante invisibile. Lo Spirito Santo raccontato ai ragazzi, LDC 2005


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Pietà, faì che cresciamo sempre nell’Amicizia e nella Comunione del Signore.


SPIRITO DI PIETÀ PER CAPIRE LA PATERNITÀ DI DIO

Questo dono riguarda direttamente il rapporto con Dio che, attraverso Gesù, ha voluto

essere nostro Padre. Un Dio che ci è Padre, al cui amore dare credito e affidarci con amore filiale.

Scrive il Card. Martini: La pietà è l’orientamento del cuore e della vita intera ad adorare Dio, a prestargli il culto che lo riconosca come sorgente e meta di ogni dono autentico. La pietà è la tenerezza per Dio, l’essere innamorati di lui e il desiderare di rendergli gloria in ogni cosa. La misericordia del Signore è stata talmente grande con noi che egli desidera la nostra carità verso di lui! Grazie alla pietà il cristiano non cerca solo le consolazioni di Dio, ma desidera fargli compagnia nella sua gioia e nel suo dolore per il peccato del mondo.

Tra i moltissimi brani biblici che si potrebbero citare si considerino i seguenti: “Tutti quelli infatti che son guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: ‘Abbà, Padre!’. Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria” (Rm 8,14-17).

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


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O Spirito di Pietà, faì che cresciamo sempre nell’Amicizia e nella Comunione del Signore.


SPIRITO DI TIMOR DI DIO PER DIRCI CREATURE DI DIO

Se il dono della “Pietà” ci rende consapevoli dell’amore paterno di Dio, il dono del

Timore” ci fa consapevoli della sua grandezza, della sua dignità, della sua sovranità. Dio è buono, ma è anche forte e potente: non è paura, ma il riconoscere la santità e la trascendenza, la maestà di Dio, per cui “i suoi pensieri non sono i nostri pensieri, le sue vie non sono le nostre vie”.

Il Timor di Dio ha anche un secondo risvolto: ci è donato per ricordarci che non possiamo fare quello che ci pare e piace: non siamo noi i padroni del bene e del male; non ci è permesso far diventare giusto ciò che è ingiusto, lecito ciò che è illecito. Tutte le volte che non rispettiamo i Valori, dimostriamo di non “temere” chi è la somma e il fondamento dei Valori stessi: Dio, che è il Giusto, il Buono, il Vero, l’Amore...

P. PELLEGRINO, Il Gigante invisibile. Lo Spirito Santo raccontanto ai ragazzi,LDC 2005


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito del Santo timore di Dio, apri il nostro Cuore alla Fiducia e al Rispetto del Signore.


SPIRITO DI TIMOR DI DIO PER GUSTARE DI LUI

Dai libri sapienziali: “Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona di esultanza. Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita. Per chi teme il Signore andrà bene alla fine, sarà benedetto nel giorno della sua morte. Principio della sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno. Tra gli uomini essa ha posto il nido, fondamento perenne; resterà fedelmente con i loro discendenti. Pienezza della sapienza è temer e il Signore; essa inebria di frutti i propri devoti. Tutta la loro casa riempirà di cose desiderabili, i magazzini dei suoi frutti. Corona della sapienza è il timore del Signore; fa fiorire la pace e la salute. Dio ha visto e misurato la sapienza; ha fatto piovere la scienza e il lume dell’intelligenza; ha esaltato la gloria di quanti la possiedono.

Radice della sapienza è temere il Signore; i suoi rami sono lunga vita” (Sir 1,9-18).

DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE, Lo Spirito Santo è Signore e dà la vita


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LA VITA DI MARIA NELLO SPIRITO

Il nostro interesse per Maria si concentra sul suo spazio interiore: Maria rende corporea, in maniera unica, l’abitazione di Dio. Sono presenti in lei tutti i tratti femminili della Chiesa abitata.

In Maria riconosciamo la vergine, abitazione di Dio, che, pronta e piena di speranza, dice: “Eccomi, sono la serva del Signore”.

In Maria riconosciamo la promessa sposa, che riceve la forza e l’ombra dello Spirito, diventando così la Dimora, il luogo della Presenza.

In Maria riconosciamo la sposa, che dice: “Avvenga di me quello che hai detto”, e che

offre il suo seno alla nuova creazione che si realizza in lei come nella nuova terra e nei

nuovi cieli.

In Maria riconosciamo la madre, che si mette al servizio nella visitazione e nel Magnificat - canto di unità e di consolazione per la promessa finalmente compiuta in lei.

In Maria riconosciamo la vedova, che conosce la sofferenza e il pianto di fronte al Figlio perduto nella folla, perché Gesù è lo sposo dell’umanità, il Figlio del Dio altissimo.

M.T. PORCILE SANTISO, La donna spazio di salvezza, in COMUNITÀ DI BOSE (a cura di), Maria. Testi teologici e spirituali dal I al XX secolo, Mondatori 2000


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Sapienza, donaci la Luce per scegliere con Gioia le vie del Signore.


MARIA A SERVIZIO DELLO SPIRITO

Maria in-corpora la Chiesa; il suo intero essere è abitazione. Per questo Maria “compie”, in modo unico, i ministeri di spiritualità, che sono dell’abitazione dello Spirito.

In Maria si compie il ministero della costruzione della comunità, nella sua attenzione alla festa e all’ora della Cena, nel suo stare ai piedi della croce, e nella sua speranza e preghiera della Pentecoste.

In Maria si compie il ministero di interiorità, che implica tenerezza, trasformazione, trasfigurazione, perché, accogliendo l’invito del Padre e l’ombra dello Spirito, dà alla luce Gesù, la salvezza del mondo.

In Maria si compie il ministero della memoria, vivendo la meditazione costante e

paradossale” della Parola.

In Maria si compie il ministero sapienziale, nel preparare il vino al banchetto delle nozze di Cana.

In Maria si compie il ministero profetico nel canto del Magnificat.

M.T. PORCILE SANTISO, La donna spazio di salvezza, in COMUNITÀ DI BOSE (a cura di), Maria. Testi teologici e spirituali dal I al XX secolo, Mondatori 2000


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MARIA E IL GENIO FEMMINILE SECONDO LO SPIRITO

Oggi riscopriamo la figura di Maria proprio come spazio aperto a Dio: un aspetto presente nel magistero attuale della Chiesa. Vediamo nella maternità divina di Maria un atto di dilatazione e dimensioni universali, un’opera d’amore.

Se la Chiesa rivive l’essere di Maria allargando, mediante il pellegrinaggio della fede, il

proprio spazio interiore, il Padre può colmare questa dilatazione nel grembo - seno e cuore - della Chiesa che apre a Maria il proprio “io”, vale a dire il proprio spazio interiore.

M.T. PORCILE SANTISO, La donna spazio di salvezza, in COMUNITÀ DI BOSE (a cura di), Maria. Testi teologici e spirituali dal I al XX secolo, Mondatori 2000


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’Amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Sapienza, donaci la Luce per scegliere con Gioia le vie del Signore.


MARIA DIMORA DELLO SPIRITO

Maria vergine, la quale all'annunzio dell'angelo accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio e portò la Vita al mondo, è riconosciuta e onorata come vera Madre di Dio e Redentore.

Redenta in modo eminente in vista dei meriti del Figlio suo e a lui unita da uno stretto

e indissolubile vincolo, è insignita del sommo ufficio e dignità di madre del Figlio di Dio, ed è perciò figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo; per il quale dono di grazia eccezionale precede di gran lunga tutte le altre creature, celesti e terrestri. Insieme però, quale discendente di Adamo, è congiunta con tutti gli uomini bisognosi di salvezza; anzi, è « veramente madre delle membra (di Cristo)... perché cooperò con la carità alla nascita dei fedeli della Chiesa, i quali di quel capo sono le membra ». Per questo è anche riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, figura ed eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità; e la Chiesa cattolica, istruita dallo Spirito Santo, con affetto di pietà filiale la venera come Madre amatissima. Lumen Gentium, n. 53

Come tutti gli esseri sono figure e ombre del mistero della Vergine e della Madre di

Dio, così anche tutto ciò che riguarda l’atteggiamento delle nostre madri - l’affetto

premuroso per i loro cari, la cura e le preoccupazioni per loro - è figura della meravigliosa disposizione della Madre del Signore verso di noi, della sua misericordia,

delle sue molteplici attenzioni nei nostri confronti e della beatitudine che ne dipende.

Come ogni madre dà ai suoi figli l’esistenza, così la Madre di Dio ha ottenuto per

tutti la grazia. Come le nostre madri danno ai loro figli l’esistenza umana, mortale

secondo la natura, e poi provvedono loro il cibo e li avvolgono di cure, così Maria ci

dà l’essere divino, immortale secondo la grazia. Maria, inoltre, ci protegge, ci accoglie

preparando per noi un banchetto divino e deificante.

TEOFANIE III DI NICEA, Omelia sulla Madre di Dio, in COMUNITÀ DI BOSE (a cura di), Maria. Testi teologici e spirituali dal I al XX secolo, Mondatori 2000


Donaci, o Padre, lo Spirito dell’amore, lo Spirito del tuo Figlio.

O Spirito di Pietà, fai che cresciamo sempre nell’amicizia e nella comunione del Signore.





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Natura, Amore e Vita
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in sottofondo: Luce di VeritÓ - Inno del Triennio AgorÓ dei Giovani Italiani "short version by Anton Caribian"; Foto di Antonio Bigliardi (1024x768 pixel)

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