NATURA, AMORE e VITA  Blog    Home    Indice   Books

Pensieri per i Defunti

Traduzione, adattamento e revisione di Antonio Bigliardi

 

Quarta edizione 2014

 

Natura, Amore e Vita

LUCMEDINATURVI

 

La verità, poi, circa la comunione dei santi,

che unisce i credenti a Cristo e vicendevolmente,

ci dice quanto ciascuno possa giovare agli altri — vivi o defunti —

al fine di essere sempre più intimamente uniti al Padre celeste.

Giovanni Paolo II: Incarnationis Mysterium

 

…perché i loro cuori vengano consolati e così,

strettamente congiunti nell’Amore,

essi acquistino in tutta la sua ricchezza la piena intelligenza,

e giungano a penetrare nella perfetta conoscenza del mistero di Dio,

cioè Cristo,

nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza.

S. Paolo: Lettera ai Colossesi 2, 2-3

 

"I Defunti restano in rapporto con gli esseri che amano

e proprio l’Amore è la porta che ci mette in comunione con loro."

Antonio Bigliardi

 

Ai tuoi fedeli, o Signore, la Vita non è tolta, ma trasformata;

e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno,

viene preparata un'abitazione eterna nel cielo.

Messale Romano, Prefazio dei Defunti, I

 

I morti percepiscono la Luce della verità spirituale.

La cosa più bella, la cosa più importante che possiamo donare ai nostri morti

è di leggere per loro qualcosa che abbia un vero contenuto spirituale.

Come la pioggia scende benedicente dalle nubi sulla Terra,

così il pensiero luminoso si solleva verso i morti, su, fino alle regioni dello Spirito.

Rudolf Steiner

 

Perché piangi?

 

Signore, aiutami a capire

che non devo continuare a piangere

coloro che vivono presso di Te.

Essi hanno già ciò a cui io aspiro.

Vedono e toccano ciò che per me è pura speranza.

Sono immersi nell’Amore

nel quale desidero perdermi.

 

Vivi nella bellezza che non svanisce più,

immersi nella Gioia che nessun male offusca.

Fa’, o Signore che siano loro a condurmi a Te,

mandino scintille e lucciole

per guidarmi verso il Tuo regno di Luce.

 

Concedimi il dono di sentire il loro respiro,

di percepirli come veri viventi,

d’incontrarli ancora

quando avrò vinto la morte con la mia morte.

Rivestito di Luce, ombra del divino,

inondato di Gioia, riflesso del tuo Amore,

per tutta l’eternità proclamerò con loro

la tua misericordia.

 

Vivono

 

Sono morti, ma vivono,

quelli che ci hanno lasciati per un mondo migliore;

sono morti alla terra,

ma vivono più in alto, più vicino a te, Signore.

Sono morti, ma vivono.

Sono morti nel loro corpo, ma non nel loro Spirito;

ciò che costituisce la loro persona

e il fondo del loro cuore rimane per sempre.

 

Sono morti, ma vivono.

Vivranno maggiormente alla risurrezione,

ma già ora essi vivono una Vita che supera la nostra.

Sono morti, ma vivono.

Hanno trovato in te la sorgente zampillante

che mai inaridirà

e che sviluppa tutte le loro energie.

 

Sono morti, ma vivono.

Vivono d'Amore, del loro Amore per te,

del loro Amore per tutti;

non fanno altro che amare e la loro Vita è piena.

 

Non piangere

 

Vuoi sapere dove sono adesso?

Sono nella casa del Padre,

nel posto preparato per me.

Sono dove vorrei essere,

non più nel mare tempestoso,

ma nel porto sicuro e tranquillo.

Il tempo del mio lavoro è passato e adesso riposo;

il tempo della semina è passato e adesso raccolgo;

la mia Gioia è come la Gioia della mietitura.

 

Vuoi sapere cosa mi è accaduto?

Sono stato perfezionato dalla santità.

La grazia è stata inghiottita dalla gloria,

la cuspide dell’edificio è stata spinta in alto.

 

Vuoi sapere quello che sto facendo?

Vedo Dio.

Lo vedo come Egli è, non attraverso il vetro opaco,

ma a faccia a faccia, e il vedere trasforma,

mi fa simile a Lui.

 

Se mi ami non piangere!


Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa Luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.


Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli al confronto.

Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’Amore che mi stringe profondamente a te,
è Gioia pura e senza tramonto.


Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’Amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!

Padre G. Perico – Sant’Agostino

 

Perché concepire sempre tanta tristezza in questi giorni di inizio Novembre?

Nella mente umana, persiste una falsa credenza, tutta impregnata di sofferenza e di dolore,

quando si vede separata, attraverso la trasmutazione del piano d'esistenza, da un membro della famiglia o da un amico caro.

 

Al momento della separazione, questa sofferenza del cuore e questo strappo dell'anima sono dei sentimenti molto umani,

perché ogni separazione significa una rottura della corrente che collega tra loro gli esseri.

 

Questa sofferenza, per straziante che sia, resta dunque naturale per ogni essere sensibile.

Ma è necessario riprendersi rapidamente se si vuole evitare della sofferenza a colui che è chiamato su un altro piano di esistenza.

 

Bisogna annichilire piuttosto questo sentimento di separazione, per non rompere la corrente di attaccamento affettivo

che non può e non deve mai essere infranto nella sua realtà.

 

Bisogna respingere questo sentimento di timore ingiustificato, per l'essere amato;

perché non c'è mai condanna, ma resurrezione verso una comprensione nuova del suo stato.

 

Lasciando il piano fisico (più pesante), l'anima si ritrova su un piano meno pesante, ed il suo stato di coscienza si trova alleggerito.

Già la sofferenza fisica dovuta al deterioramento del corpo si ferma, lasciando posto ad un rilassamento rinnovatore, ad una Gioia liberatrice che proviene da uno stato di coscienza più vasta, ed un poco più in rapporto con la realtà di Vita.

 

Non bisogna dunque appesantire l'anima di tristezza, mentre cerca di liberarsi.

 

Se dunque questa tristezza è umana al momento della separazione,

diventa urgente modificare con tutte le nostre forze questo stato negativo,

in uno stato positivo di forze vive e di Gioia per evitare ai nostri amati il doppio shock della separazione

e della perpetuità di questa separazione, credendo falsamente che la morte esiste.

 

Non è dunque giustificato accettare e perpetuare indefinitamente questo stato di tristezza per tutti,

viventi e scomparsi della terra, ma molto viventi su altri piani.

 

Pensate quale Pace, quale Armonia fanno la Gioia dell'anima che ha lasciato il piano della forma,

e che ciò vi doni il coraggio di vivere con serenità condividendo la loro Gioia.

 

Così, i primi giorni di Novembre, lontano da rappresentare la tristezza ed il lutto,

o la sfilata indifferente al cimitero, è importante realizzare in sé una vera comprensione gioiosa

di partecipazione alla loro esultanza nella continuità di Vita.

 

Che questi giorni siano dei giorni di Pace, di raccoglimento, di Unità di pensiero e di sentimenti.

 

Non credete alla necessità di venire a renderci visita al cimitero, non ci siamo,

veniamo al vostro incontro, ma inseguiamo la nostra Vita sui piani rispettivi,

e vi cingiamo del nostro Amore e del nostro affetto, lì dove siete.

 

Se desiderate venire a renderci visita, venite, ma col cuore leggero,

felici per il nostro nuovo stato di Vita attraverso lo Spirito.

Se lo desiderate, portate dei fiori, quando potete, ci danno sempre molta Gioia.

Che la Pace sia con voi!

Romolo Mantovani

 

Lasciate che i morti partano tranquillamente, non tratteneteli col vostro dolore e la vostra sofferenza.

Pregate per loro, inviate loro il vostro Amore, pensate che si liberino e si elevino sempre più nella Luce.

Se li amate veramente, sappiate che sarete un giorno con loro. Questa è la verità.

Là dove è il vostro Amore, là un giorno sarete anche voi.

Per incontrare nuovamente quell'essere là dove si trova ora,

l'unico mezzo infallibile consiste nel fare lo sforzo di coltivare le stesse qualità

che si sentivano e si apprezzavano in lui quando era in Vita.

Se volete veramente ritrovare un essere a voi caro,

non avete altra soluzione che cercarlo attraverso le sue virtù,

perché un tale incontro può verificarsi soltanto per la legge di affinità.

Sviluppando le sue stesse qualità, ritroverete il suo Spirito, che è realmente quell'essere.

Mikhaël Aïvanhov

 

Mai come dopo la morte della Terra i vostri cari vi amano,

perché il loro Amore è ormai infuso della Luce di Dio

e a questa Luce essi comprendono come voi li amate e come avrebbero dovuto amarvi.

Non possono più dirvi parole che invocano perdono e donano Amore.

Ma le dicono a Me per voi, ed Io ve le porto, queste parole dei vostri cari, che ora vi sanno vedere e amare come si deve.

Ve le porto insieme alla loro richiesta di Amore e alla loro benedizione.

Verranno incontro a voi sulle soglie della Vita e si riuniranno a voi nel Regno dell'Amore.

Maria Valtorta

 

Facilitiamo la Vita dei nostri cari che hanno passato la soglia della morte

se riusciamo ad adattarci realmente al nostro destino e a pensare al defunto

sapendo che la sapienza che regna nel mondo ha voluto prenderlo con sé nel momento giusto,

perché essa ha bisogno di lui in un campo dell’esistenza diverso da quello che era qui nella sua Vita terrena.

Noi impariamo a poco a poco a sapere che i morti non sono morti,

sono passati solamente a un altro campo di azione;

essi operano insieme a noi in quello che noi compiamo.

Rudolf Steiner

 

In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato,

ha la Vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla Vita.

In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo,

in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

Giovanni 5, 24-25

 

È molto doloroso perdere gli esseri che amiamo, ma è l'amore stesso che permette di superare questo dolore.

Voi forse pensate al contrario che più si ama, più si soffre? Al momento sì, senza alcun dubbio.

Ma se avete veramente amato un essere, la morte non può separarvi da lui:

con il tempo si crea un'altra forma di relazione fra lui e voi, e lo percepite come una presenza costante.

Anche di notte, mentre dormite, siete con lui, la vostra anima va a raggiungerlo.

Al mattino, al risveglio, forse non vi ricordate di quell'incontro,

poiché i viaggi della vostra anima durante il sonno solo raramente raggiungono la vostra coscienza,

ma col tempo sentirete sempre più la forza di quel legame.

Dio non ha fissato limiti all'amore. L'amore è più forte della morte.

Gli esseri che si sono amati di un vero amore non si lasciano mai: la loro anima supera tutti gli ostacoli della materia.

Mikhaël Aïvanhov

 

Madre, asciuga le tue lacrime, il tuo bambino ti guarda!

cambia la tua bella fronte appesantita di dolore,

un soffio intorno a te si diverte e si attarda,

è la mia anima che cerca di consolare il tuo cuore.

 

Vengo a far cessare questa menzogna terribile

della morte che si vuole alleare al nulla.

e benché ai tuoi occhi rimango invisibile,

ti proclamo molto in alto: "Madre, sono vivente!"

 

Madre, ascolta la mia voce, che il tuo dispiacere si plachi,

sono ai tuoi lati, sono alle tue ginocchia,

accarezzo la tua mano e teneramente bacio

i fili bianchi che vedo nei tuoi capelli così dolci.

 

Accorro quando sento che il tuo cammino cede,

non avendo dimenticato il mio ruolo di sostegno,

penetrato di fierezza, ti prendo per la Vita

finché il tuo passo non si regola sul mio.

 

Ed io cerco intorno, sul tuo viso pallido,

un sorriso illuminato di Luce e di speranza,

l'ammirevole raggio che un tempo nella mia Vita

ho sentito tante volte sulla mia culla la sera.

 

Madre, non accusare il potere divino

che ti ha ripreso il frutto, l'oggetto del tuo Amore,

perché per me, questa morte fu una rinascita,

un grande volo verso il felice soggiorno.

 

Ho lasciato senza sforzo le mie spoglie umane,

che mi sembra oggi qualche misterioso segreto;

ho abbandonato il corpo che la sofferenza perquisisce

e la mia anima è partita al gradimento dell'onda divina.

 

Madre, non ci sono parole, o immagini terrestri,

degne di riprodurre con fedeltà,

il grandioso aspetto delle celesti rive

verso cui, dolcemente, fui come portato.

 

Abbagliato, raggiunsi uno splendido campo

dove regna senza mescolanza una felicità infinita,

ed io assaggio infine questa Pace sovrana

riservata agli eletti del regno benedetto.

 

Che sono per il tuo bambino, oh mia tenerissima madre,

i finti piaceri, i fragili sentimenti,

ed anche le bellezze che rinchiudono la terra

vicino agli eterni e divini consensi?

 

Veloce e più leggero che la viva rondine,

solco lo spazio ed i suoi campi luminosi

dove il mio sguardo dotato di un'acutezza nuova

scopre con turbamento dei quadri radiosi.

 

Mi evolvo a tempo libero tra le opere divine,

attraverso gli splendori della creazione

dove la forza di Dio risente, indovina,

e vi obbliga a vivere in ammirazione.

 

A ciascuno dei miei passi qualche sole si alza

su dei mondi nuovi e delle umanità;

supero dei torrenti, delle montagne di sogni,

delle magiche foreste, dei fiumi lietissimi.

 

Erro e, talvolta, canterello nelle fresche valli

dove cadono a cascata delle acque del cristallo più puro,

ed io vedo formarsi delle auguste assemblee

di esseri abbaglianti di biancore e di azzurro.

 

Ubriacato, percepisco delle strane armonie

che prendono talvolta un gigantesco sviluppo,

ascolto con fervore delle dolci melodie,

degli aerei concerti cantati dalle voci d'oro.

 

La fronte del tuo bambino ogni giorno si incorona

di rose e di gigli, di meravigliosi fiori,

e l'odoroso mazzo che la mia mano comprime,

l'ho colto per te in questi luoghi incantevoli.

 

Non voglio più vederti versare lacrime,

ascolta la mia preghiera, ascolta la mia chiamata,

caccia il dubbio terribile, gli orribili allarmi,

Il Signore ha pietà del dispiacere materno.

 

Prega e sentirai la mia reale presenza,

Dio non divide i cuori uniti dall'Amore,

sorridi, madre cara, alla grande speranza,

di ritrovare tuo figlio ben più bello che il giorno.

 

Non puoi piangere più, poiché mi meraviglio

che mi sia permesso di mostrarti il porto,

il celeste soggiorno dove, vigile, veglio

sui giorni della tua Vita e l'istante della tua morte.

 

Perché, quando suonerà, questa ora magnifica,

mi vedrai in piedi, tale a un angelo vincitore,

e le mie braccia ti faranno uno splendido portico

per entrare con me nell'eterna felicità!

Suzanne Misset-Hopès.

 

A te che hai perso tua madre,

A te che hai perso il tuo bambino,

A voi tutti che avete perso sulla terra un essere caro,

Ascoltatemi, e per il vostro bene e per colui o colei che

avete lasciato, sotto questa forma di vibrazioni pesanti,

Credetemi: vivono sempre, spesso, vicino a voi, vicino a quelli che hanno amato e stimato.

 

É far loro la più grande pena, credere che non esistono più, o che sono lontano, molto lontano, nei luoghi inaccessibili.

Spesso, e sempre quando ci sono stati dei legami di Amore o di amicizia potenti, che vi ha solidamente legati,

quelli che vi hanno lasciato, restano tanto, soprattutto nei primi tempi, in contatto permanente con voi,

per sostenervi del loro conforto e per legge di affinità e di Amore.

 

È necessario rigettare il pregiudizio secondo cui,

solamente le anime sofferenti ed involute restano in contatto con la terra e con quelli che hanno lasciato.

Questo è ignorare le leggi che, presiedono alla Vita ed i differenti piani

che si interpenetrano gli uni gli altri in uno stesso luogo: lo spazio.

 

Il bambino, dal momento in cui è stato concepito, fino alla sua nascita, resta un certo tempo in gestazione,

ma non perde, per ciò i contatti e le amicizie che aveva sul piano spirituale.

 

Fino all'età di sette anni circa lui resta in contatto, per così dire permanente con questo piano,

e all'età adulta, ritrova spesso i suoi genitori ed amici dello spazio durante il suo sdoppiamento naturale, durante il sonno.

 

Così l'essere che lascia la terra sotto la sua forma fisica, non rompe i legami affettivi che ha contratto.

I suoi pensieri, i suoi ricordi, proprio come i vostri, vanno verso quelli che ha amato, gli amici sinceri,

i genitori, gli educatori che l'hanno formato, protetto, aiutato.

 

Salvo casi eccezionali, ha bisogno di questi contatti, come il neonato ha bisogno di essere aiutato al suo arrivo sulla terra.

Tuttavia l'apprendistato della Vita spirituale comincia per i disincarnati.

 

Quelli che furono sulla terra i suoi genitori ed i suoi amici e chi l'ha preceduto nel mondo invisibile,

il suo Angelo custode e degli Aiuti Spirituali celesti vengono verso di lui per accoglierlo, cullarlo, riconfortarlo.

Aiutarlo tutto sommato ad adattarsi alla sua nuova esistenza, informarlo delle sue nuove facoltà e delle sue nuove possibilità.

 

Subito dopo l'ultimo sospiro, l'anima prova una sensazione felice di rilascio da ogni catena

e la Gioia di scivolare in un sonno riparatore tra le braccia di quelli che sono venuti dal mondo spirituale al suo incontro.

 

Istanti felici e sublimi!

Come farvi comprendere questa felicità indicibile?

 

Solo, quelli che sono stati sul punto di lasciare il loro corpo fisico in seguito a grave malattia, incidente o shock operatorio

e che sono restati qualche tempo in completo sdoppiamento possono manifestare.

 

Tutto ciò che costituisce l'essere e che ha permesso la sua manifestazione terrestre,

si ritrova più vivente che mai alla separazione del corpo fisico.

 

Tutto si ricostituisce: lo Spirito, l'intelligenza, la memoria, i ricordi, i sentimenti ed emozioni diverse,

tutto questo insieme continuo di vivere con una vitalità ed una potenzialità aumentata,

la lucidità e la presenza dei ricordi più lontani, la conoscenza più profonda di problemi studiati

o solamente sfiorati sulla terra ed incompresi in totalità o parzialmente, si diventa più chiari, più competenti,

aprendo l'accesso alla più grande conoscenza, agli orizzonti più vasti.

 

Lo Spirito che non è più sottomesso alla schiavitù di luogo né di tempo è gioioso di questa libertà insolita

e ne approfitta per visitare i suoi restati ancora nella loro forma fisica,

così come per mettersi in contatto con quelli che ha ritrovato nella sua nuova esistenza;

gli capita anche di unirsi per affinità a un insieme di spiriti che costituiscono un piano determinato.

 

Su questo piano che è il suo per legge di evoluzione, continua ad istruirsi e a sperimentare come l'ha fatto sulla terra.

Degli aiutanti, degli istruttori sono là,

tutto come si trova sulla terra e questo per tutto ciò che può istruire e fare evolvere l'anima su questo piano.

 

Tuttavia, come sulla terra, ogni latitudine è lasciata all'anima, per approfittare del suo soggiorno su questo piano

e lavorare ad istruirsi e ad evolversi o di non partecipare a questa Vita attiva e feconda e di trincerarsi nell'inoperosità

e restare in uno stato amorfo e vegetativo.

 

Ciò che la sua anima ha acquistato, gli resta, ma per avanzare, deve mettersi obbligatoriamente nell'azione

ed in movimento e deve partecipare vitalmente all'espansione universale costante del piano su cui si trova.

 

É molto importante per l'uomo, comprendere questo processo di espansione evolutiva

affinché prenda coscienza della necessità di dominare la sua pena e la sua emozione provocata dalla separazione

che lo priva della presenza dell'essere amato, soprattutto per l'avvenire spirituale di questo.

 

Non credete che, il libero Spirito, non conosca l'importanza, la gravità, di questa oppressione

che va talvolta fino a l'annientamento morale e fisico dell'essere umano che passa per una tale prova.

 

È piuttosto a causa di questa conoscenza profonda del dolore umano che vorrei attirare la vostra attenzione

sul fatto essenziale che, a causa dell'interdipendenza delle anime, vi rende solidali, ed in parte responsabili,

in seguito alla qualità vibratoria del vostro sfavillio magnetico, della Pace, della felicità o della tristezza,

della difficoltà di adattamento e di livellamento armonioso con il nuovo piano di Vita di quelli che abbiamo amato.

Lucie Piazzo

 

Io sono la risurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno.

Giovanni 11, 25-26

 

Vorrei parlarvi oggi delle missioni particolari

per cui gli uomini si reincarnano e vengono sulla terra

con un bagaglio più o meno adattato al compito che devono compiere.

 

Durante il periodo che separa un'esistenza dalla successiva

l'uomo è allo stato di contemplazione interiore e soggettiva.

Ha il potere di riassumere ogni sua attività passata sulla terra.

Egli ha un potere di giudizio relativo che gli fa già comprendere una

certa quantità di errori commessi.

 

È da questo proprio giudizio, da questa visione interiore,

che gli viene la facoltà di determinare la sua nuova e prossima incarnazione

per correggere la mancanza di equilibrio, in vista di superare una nuova tappa e,

per queste ragioni, prova abitualmente una grande ripugnanza ad incarnarsi,

finché egli abbia compreso il processo di questa necessità vitale per lo Spirito

che è la Reincarnazione.

 

A questo effetto, ed affinché si senta più a suo agio in tutti i movimenti

della sua nuova Vita, perde per così dire la memoria delle sue vite passate,

venendo al mondo, pure conservando il frutto delle esperienze vissute.

 

Vi dirò dunque che è del più grande interesse per gli uomini che vogliono

attraversare la prova della Vita terrestre con profitto, di tenere conto che

lo stato della famiglia, dell'ambiente, della salute in cui si trovano venendo al mondo

ha la sua ragione d'essere, la sua primordiale ragione, perché dalla prima

educazione, dal primo contatto con la Vita, vale a dire con gli altri

esseri che lo circondano, dipende l'estensione che potranno dare

alla loro manifestazione di Vita.

 

Tutte le esperienze che hanno tratto alla sofferenza, al dolore, sia fisico o morale,

devono sempre essere guardate come un fattore indispensabile di Vita, di evoluzione.

 

Non occorre dunque che l'uomo fugga il dolore, perché questo sarebbe

del tempo perso.

 

Occorre, al contrario, che sappia affrontare questa sofferenza

come un insegnamento e per ciò cercare di approfondire il perché di questa

sofferenza.

 

Se non cercate di approfondire e di comprendere questa sofferenza, la chiarezza

non verrà a voi.

 

Delle esperienze analoghe si succederanno sempre in voi

lasciandovi in una letargia statica.

 

Quando un ostacolo è davanti a voi, supponete una malattia

fisica, se cercate semplicemente di curare la malattia

per farla sparire al più presto, senza pensare alla causa

che l'ha determinata o perché la subite, sarete

nell'errore e voi resterete nell'ignoranza.

 

Sarà parimenti per un ostacolo morale, non sarà mai aggirando le difficoltà

che arriverete a vincerli, ma avendo bene la visione netta di queste difficoltà,

e facendo il necessario per eliminarle, impedendole così di riprodursi.

 

Per prendere conoscenza e coscienza della Vita che voi dovete elaborare,

è necessario che la franchezza di giudizio soggettivo ed obiettivo siano sempre in voi.

Siate veri dunque. Occorre anche che l'onestà sia nelle vostre anime e si rifletta

attraverso le vostre azioni in un Spirito analitico imparziale, tanto verso voi stessi,

altrettanto verso quelli con cui avrete a che fare.

 

Questo Spirito analitico imparziale, sarà quello che vi aiuterà più efficacemente.

Per potere servirvene, dovete coltivarlo in voi e dovete educarlo.

 

Tutto sommato, ditevi bene che la Legge di Vita vuole, che

l'uomo cosciente goda in Pace e nella Gioia più profonda, di tutta la bellezza

della Vita manifestata, nella natura che lo circonda.

 

Ma, ditevi anche, che l'uomo, essendo in via di formazione e di evoluzione,

è sempre più o meno cosciente, e, è a causa di questa relatività inerente

al suo stato di evoluzione, che potrà passare la sua Vita, relativamente,

nella sofferenza o nella Gioia.

 

Che la vostra preoccupazione sia dunque di neutralizzare in voi tutto ciò

che viene dalla vostra personalità, quindi dal vostro stato di evoluzione attuale,

per progredire sempre più verso una più grande, Fede.

 

La traversata umana deve essere il riflesso in un'acqua chiara,

di tutto ciò che portate con voi del vostro passato.

 

Sappiate osservare in questo specchio - riflesso vivente della vostra

esistenza - tutto ciò che vi manca ancora, per perfezionare,

la vostra forma di manifestazione.

 

Non siate come gli scettici che non danno valore che alla forma fisica

e la limitano nella sua espansione e nella sua durata; ma ditevi bene che la Vita

umana non è che una delle espressioni della Vita eterna.

 

Sì, è una manifestazione limitata; ma che ha per scopo un'espansione illimitata.

 

Vi resta dunque molto da fare per raggiungere questa perfezione crescente

senza tregua, ma sappiate che nessuno si perde, e che ad ogni ritorno,

portate con voi tutta l'acquisizione del passato.

 

Siate dunque dei lavoratori di buona volontà, abbiate sempre in voi l'ordine

e la pulizia. Con l'ordine mentale e la pulizia morale nella sincerità delle vostre

espressioni, arriverete senza pena e gradatamente all'identificazione con lo Spirito

di Vita che vi aspetta tutti.

Lucie Piazzo

 

Il prodigio di questa grande partenza celeste che si chiama morte,

è che quelli che partono non si allontanano.

Sono in un mondo di chiarezza, ma assistono, testimoni inteneriti al nostro mondo.

La bellezza della morte, è la presenza.

Presenza inesprimibile degli esseri amati, sorridente ai nostri occhi in lacrime.

I morti sono gli invisibili, ma non gli assenti.

Victor Hugo

 

I legami dell'Amore, dell'affetto, dell'amicizia non sono interrotti dalla morte.

La Vita e l'Amore sono immortali. L'Amore è un ponte che unisce i Defunti a noi.

La morte non può dividere quelli che l'Amore ha unito.

L'Amore rompe tutte le barriere; l'Amore si ritrova sempre.

La morte non può distruggere l'Amore; l'Amore è infinito.

Siete uno Spirito eterno, siete una parte della forza di Vita che sostiene l'universo intero,

una parte del Potere che ha costruito tutto il sistema planetario,

che governa il flusso ed il riflusso delle maree, che regolano il ciclo eterno delle stagioni,

che permettono al sole di brillare e alle stelle di scintillare.

La morte è solamente un porta attraverso la quale ci si introduce nella Libertà più completa dei regni dello Spirito.

Silver Birch

 

AIUTATE I MORENTI

 

Quale bello e nobile compito quello di essere vicino ad un morente e

di comprendere tutto il sollievo che si può portargli attraverso

uno Spirito di Amore puro ed illuminato dalla conoscenza!

 

Che povere anime obbligate a partire sole, non preparate, avendo il timore

dell'aldilà e soffrendo terribilmente di lasciare dietro esse, genitori, bambini, amici,

che esse non hanno potuto rivedere.

 

Vicino al letto di un morente, niente è più prezioso della tenerezza.

Che colui che parte per il grande viaggio si senta cinto, amato, ed

egli avrà calore all'anima, si sentirà più forte per superare la soglia

e rispondere della sua Vita trascorsa.

 

Siate questo calore, abbiate questa mano fraterna e ponete questo tenero

sguardo sul suo viso, siate questo Spirito che l'accompagna nel passaggio,

e ciò abbastanza lontano per metterlo sulla nuova strada e confidarlo ad uno

Spirito caritatevole, dall'altro lato del velo.

 

Per ciò, non è necessario parlare, ma donare tutto il vostro Amore,

abbiate sempre dei pensieri di acquietamento, di calma, estremamente importante,

e ripetete mentalmente:

 

« Vai di meglio in meglio, Pace, Amore e Vita alla tua anima ».

 

Abbiate speranza nella sua guarigione fino all'ultimo limite, ma

appena vedete l'irreparabile apparire, guardatevi bene dal mantenere lo Spirito

del morente legato a voi e alla terra, ugualmente, quando si tratta dell'essere

che vi è più caro: sarebbe una lacerazione in più per il suo Spirito, di essere tirato

tra le due forme di Vita; l'antica alla quale gli occorre rinunciare, e la nuova

che l'assorbe e di cui teme l'ignoto.

 

Il pensiero che gli dedicherete: « Vai di meglio in meglio, Pace, Amore e Vita alla

tua anima », sarà per lui molto efficace, o per portarlo verso la guarigione, se è

ancora possibile, o per preparare la sua anima alla nuova forma di Vita, perché

questo pensiero, per la sua radiazione psichica, gli porterà la calma e la forza

fisica e morale necessaria.

 

Appena vi accorgete che la Vita fisica lo abbandona, ripetetegli molto dolcemente,

attraverso il pensiero:

 

« VÁ, VÁ VERSO LA NUOVA VITA CHE TI ASPETTA,

NON AVERE NESSUN TIMORE. VAI VERSO LA LUCE

E VERSO QUELLI CHE HAI AMATO. LI RITROVERAI

TUTTI. TI ASPETTANO PER ANDARE INSIEME

VERSO DIO. VÁ SENZA TIMORE, SEI FORTE, TU NON

SARAI MAI SOLO ».

 

Se quello che se ne va ha peccato grandemente nella sua Vita, guardatevi

bene dal parlargli dei suoi errori. Molti pensano che questo richiamo, al momento

supremo, è un buon mezzo per riportarlo verso Dio. Grande errore. Errore criminale,

perché voi riuscirete solamente a gettarlo nello smarrimento e nella sofferenza.

 

L'idea che non avrà più il tempo di riparare al male compiuto

lo getterebbe nelle tenebre per tempi indeterminati.

 

No, se volete aiutare un morente, non gli fate la morale all'ultima ora,

non gli parlate dei suoi errori. Perché, anche credendo di fare bene,

non potete sapere dove comincia e dove finisce l'errore.

 

Tutti gli errori sono sempre relativamente soggettivi.

Dio solo ha il diritto di giudicare ed il suo linguaggio è sempre: « Amore ».

Anche se ha peccato, Dio farà brillare sempre il Sole e la sua Luce davanti a lui.

Mentre voi, rischiereste di ferirlo e di tormentarlo pericolosamente.

 

No, ciò che avete da fare vicino ad un morente, è di avere sempre il sorriso

sul vostro viso, la dolcezza nel vostro sguardo.

Sforzatevi di dominarvi, per poter emanare da tutta la vostra persona, una calma

riposante, un incoraggiamento fortificante ed un Amore illimitato. Con questo,

fate un appello alla Coscienza di Vita ed alle forze benefiche Superiori.

 

Agendo così, compirete un opera di Vita essenziale e sarete benedetti per

l'Eternità.

Lucie Piazzo

 

PER LA FESTA DEI DEFUNTI

 

Dobbiamo assolvere in questo giorno un dovere sacro: onorare

la memoria dei nostri Defunti benamati, quelli che abbiamo

conosciuto sulla terra e che ci hanno preceduti nella Vita dello spazio.

 

Alziamo anche il nostro pensiero verso le anime sofferenti, verso

gli umili e gli ignorati, verso i poveri spiriti abbandonati, dimenticati da tutti

che sono immersi nell'agitazione e nell'ombra, verso quelli che errano senza amici,

senza appoggio nell'immensità senza limiti, verso i criminali e i suicidati, che sono,

come noi, dei bambini di Dio.

 

Possa la nostra voce arrivare fino ad essi ed insegnar loro che non sono soli

nel vasto universo, che vi sono sulla terra degli esseri che simpatizzano ai loro mali,

che vogliono il loro bene, il loro sollievo.

Che il nostro pensiero, come un fluido benefico, li penetri, li consoli, li incoraggi,

gli dia la forza di riparare agli errori, di lavorare al loro miglioramento, alla loro

elevazione morale. Che Dio, nella sua infinita bontà, li illumini e faccia loro

misericordia!

 

La festa delle Morti, è la festa degli Spiriti viventi ed anche per eccellenza,

quella della solidarietà universale. Difatti, gli Spiriti incarnati

sulla terra, perseguono in seno alla materia, il compito imposto a tutti,

o Spiriti liberati dai legami carnali e plananti nello spazio, non formiamo tutti

che una sola e stessa famiglia, l'immensa famiglia delle anime, uscite da Dio

e destinate ad unirsi in Lui.

 

Per la grande legge della reincarnazione, i due mondi si avvicinano e si

mischiano senza tregua. Domani, saremo tra quelli che chiamiamo morti

e che sono più viventi che noi. Ed in quanto ad essi, riprendendo un nuovo corpo,

una nuova Vita, ritorneranno tra questa umanità alla quale hanno già appartenuto,

per inseguire nelle sue righe il compimento della divina legge del lavoro e del progresso.

 

Non dimentichiamo che un legame di riconoscenza e di Amore ci unisce agli Spiriti

dei morti. Non è ad essi, ai loro sforzi, che dobbiamo questa gloriosa marcia in avanti,

questa ascensione dell'umanità verso la Luce? Non è al prezzo delle loro lotte,

delle loro sofferenze, troppo sovente dei loro martiri, che si sono edificati, attraverso

i secoli, questi beni intellettuali, questa civiltà di cui godiamo oggi?

 

Non è una sola scoperta, non un'idea grande e generosa, non una sola libertà

che non dovevamo a quelli che sono passati prima di noi su questa terra, e che

compongono all'ora presente il mondo spirituale.

 

É da essi che ci viene questa sacra eredità, questi tesori del pensiero e del cuore

che abbiamo il dovere di ingrandire, di aumentare, di trasmettere alle generazioni

di anime che verranno dopo di noi, assicurare la marcia dei popoli verso l'eterno ideale

di perfezione.

 

Lo spiritismo è l'affermazione di questa potente solidarietà, è egli che ci

mostra questa catena infinita che si svolge attraverso il passato e l'avvenire,

in testa alla nostra nascita, al di là della nostra morte, collegandoci a tutti

gli esseri che popolano l'immensità.

 

Affermiamo alla faccia del mondo questa santa comunione dei vivi e delle morti

per la quale incarnati e disincarnati, attraverso le loro vite rinascenti,

lavorano gli uni per gli altri e preparano i destini dell'umanità futura.

 

Ci troviamo in presenza di una rivelazione nuova,

di una grande verità che risplende sul mondo, illumina i nostri orizzonti

e fissa il nostro scopo. Con lei, più di nulla, delle prospettive

senza limiti si svolgono ai nostri sguardi, un campo senza

limiti si apre alla nostra attività.

 

La prodigiosa concatenazione dei principi e degli esseri si rivela.

Ci mostra in un rinnovamento eterno la Vita che succede alla morte,

la morte che incorona la Vita. E lontano da spaventarci di questi cambiamenti,

sappiamo adesso che queste sono le alternanze necessarie, le fasi successive

della durata del nostro essere indissolubile, di questa anima che, salendo di Vita

in Vita con le sue sorelle i gradi della scala suprema, aumenterà senza tregua

in potere, in saggezza, in virtù.

 

E noi dobbiamo constatarlo con un profondo sentimento di gratitudine,

di tutti i beni che dobbiamo ai morti, ecco i più preziosi, quelli di cui solo noi,

spiritisti, godiamo in questo mondo!

 

Questa rivelazione dei nostri destini, questa conoscenza delle leggi divine,

leggi di giustizia e di Amore che reggono l'universo, è ancora agli Spiriti

che la dobbiamo. Da essi noi teniamo questa Luce che dissipa ogni incertezza

e ci mostra al posto dell'incoerenza, del caos, la santa armonia degli esseri e

delle cose.

 

Sì, è ai morti che dobbiamo questo insegnamento sublime che, consola nelle prove

che dà la forza di sopportare i mali di cui tutta la Vita è piena.

 

Un'azione reciproca, incessante, opera tra le morti e noi. Gli Spiriti c'ispirano,

ci guidano, ci proteggono. Quelli che abbiamo amato, sulla terra e che credevamo

persi sono spesso ai nostri lati; essi vivono della nostra Vita, sorridono

delle nostre gioie, si rattristano delle nostre debolezze e delle nostre

cadute, combattono e soffrono moralmente con noi.

 

Oh! che questo pensiero c'incoraggi tutti! Che il desiderio di

vederli, di vivere con essi nella Pace, nella felicità, sostenga, faciliti

i nostri progressi e ci renda migliori!

 

La certezza che essi sono i testimoni dei nostri atti, che conoscono i nostri

desideri, le nostre ispirazioni, deve farci evitare tutto ciò che potrebbe affliggerli

e potrebbe farci arrossire in loro presenza.

La convinzione che partecipano alla nostra Vita sarà per noi

come una sorgente dove si conseguiranno le risoluzioni salutari,

la volontà energica di fare meglio e, per là, di renderli felici e fieri di

noi.

 

Lavoriamo dunque a rendere più stretta e più vivente questa

grande legge di solidarietà nella Vita e nella morte.

 

Insegniamo là a tutti, perché contribuirà a ristabilire la fraternità tra gli

uomini.

 

Onoriamo i nostri morti benamati. Veneriamo questi Spiriti gloriosi

ai quali dobbiamo le conquiste della scienza, della Verità, tutto quello che, dalle

oscure epoche della storia abbiamo preparato,nella sofferenza e nelle lacrime,

i beni di cui approfittiamo oggi. Onoriamo i pensatori, i lottatori austeri che

sono caduti combattendo per la causa del bene, tutti gli apostoli della Luce,

tutti i nobili Spiriti che planano nelle regioni felici, che guidano i popoli nella loro

marcia in avanti.

 

Onore dunque a voi, martiri illustri od oscuri, a voi tutti che avete dedicato le vostre

veglie, la vostra salute, la vostra esistenza, alla difesa delle grandi verità

di cui il mondo è retto; a voi tutti che, per il bene delle razze umane,

siete stati perseguitati, torturati che siete morti nelle segrete e sulle forche.

 

Onore anche a voi, Spiriti semplici e buoni di cui tutta l'esistenza

è stata di sacrifici, di devozione ai vostri simili.

 

Fratelli maggiori, che avete prima di noi, scavato il solco del progresso,

serviteci da esempio, venite a noi in questo giorno che dedichiamo alla

vostra memoria, venite a riscaldare le nostre anime, fate regnare tra noi la Pace

del cuore, la carità, la santa fraternità. Ispirateci la saggezza e l'Amore del bene.

Guidate i nostri passi nei sentieri della Luce, dell'Eterna Vita.

Léon Denis

 

PREGHIERA PER I DEFUNTI

 

Voi che vegliate sulle anime nelle sfere del cosmo,

Voi che tessete la sostanza nelle anime del cosmo,

Voi sorti dalla saggezza per agire nell'Amore,

Voi che proteggete l'essere umano reso allo stato di anima,

Spiriti, guardate al nostro Amore,

ascoltate le nostre preghiere

che desiderano unirsi al fiume

delle vostre forze soccorritrici

per meglio presentire lo Spirito

e irradiare l'Amore.

 

Dallo Spirito proviene ogni esistenza,

nello Spirito è radicata ogni Vita,

verso lo Spirito evolvono tutti gli esseri.

 

Dirigiamo verso le sfere spirituali

il fedele Amore che noi abbiamo concepito

per unire le nostre anime alla tua,

Tu devi incontrare con Amore i nostri pensieri allorchè,

dalla regione luminosa in cui tu aleggi

il tuo desiderio si orienta verso le nostre anime

per trovarvi ciò che tu attendi da esse;

che il nostro Amore, offerto a te,

si unisca a ciò che ora ti avvolge,

rinfrescandoti nell'estate cosmica,

riscaldandoti nell'inverno cosmico.

Sollevato dall'Amore, compenetrato di Luce,

sali verso le altezze.

 

Dallo Spirito proviene ogni esistenza,

nello Spirito è radicata ogni Vita,

verso lo Spirito evolvono tutti gli esseri.

 

Ciò che vive nell'universo esiste solo creando in sè

i germi di una nuova Vita.

L'anima evolve in uno slancio immortale;

va verso forme di Vita sempre rinnovate.

 

Giunge, nel tessere dell'etere,

il tuo destino.

Diventano essenza, nel sentire astrale del cosmo,

le giuste conseguenze della tua Vita terrena.

Risorgono, come di loro essenza operosa,

le azioni creatrici della tua Vita terrena.

 

Protettori della sua anima,

che le vostre ali portino tutto l'Amore

e le preghiere del cuore,

agli esseri in vostra custodia.

 

Dallo Spirito proviene ogni esistenza,

nello Spirito è radicata ogni Vita,

verso lo Spirito evolvono tutti gli esseri.

 

Eleviamo il nostro pensiero verso di te,

nel mondo spirituale in cui tu sei,

mentre ti avvii verso la Luce dello Spirito.

Possano le nostre anime seguirti,

nelle sfere spirituali,

seguirti con l'Amore che le colmava,

sulla Terra,

quando i nostri occhi ti vedevano.

Possa il nostro Amore essere un balsamo,

possa esso vivere nell'unione che permane

oltre il passaggio della soglia.

 

Nella Luce dei pensieri cosmici

agiscono ora le anime

che sulla Terra furono unite alla nostra.

 

Che l'ardente Vita del nostro cuore ti raggiunga,

che i nostri pensieri vivano nei tuoi,

che i tuoi pensieri vivano nei nostri.

 

Ciò che vive nell'universo esiste solo creando in sè

i germi di una nuova Vita.

L'anima evolve in uno slancio immortale;

va verso forme di Vita sempre rinnovate.

 

Nel principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio,

e il Verbo era Dio.

Egli era in principio presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di Lui,

e senza di Lui niente è stato fatto

di tutto ciò che esiste.

In Lui era la Vita

e la Vita era la Luce degli uomini.

 

Alle origini era la forza del ricordo,

la forza del ricordo deve diventare divina,

un essere divino.

Tale sarà la forza del ricordo.

Tutto ciò che nasce dall'Io

deve diventare tale da generarsi con il ricordo

trasformato dal Cristo, trasfigurato da Dio.

In Lui la Luce splendente e levantesi

dal pensiero che si ricorda

illuminerà la tenebra del presente.

Le tenebre di oggi possono afferrare la Luce

del ricordo diventato divino!

 

Ero unito a voi, restate uniti in me.

 

Parleremo insieme

il linguaggio della Vita eterna;

agiremo insieme

laddove le azioni hanno un effetto;

vivremo nello Spirito

laddove i pensieri umani si incarnano

nel Verbo dei pensieri eterni.

Rudolf Steiner

 

Se mi ami non piangere! 


Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo; se tu potessi vedere e sentire
quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine
e in questa Luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami.
Qui si é ormai assorbiti dall’incanto di Dio e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo, quanto piccole e fuggevoli, al confronto!
Mi é rimasto un profondo affetto per te; una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Ora l’Amore che mi stringe profondamente a te, é Gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa, tu pensami così!
Nelle tue battaglie, nei tuoi momenti di sconforto e di stanchezza,
pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte,
dove ci disseteremo insieme nel trasporto più intenso,
alla fonte inesauribile dell’Amore e della felicità.
Non piangere più se veramente mi ami!

La morte non è niente.


Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io, e tu sei sempre tu.
 
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
 
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
 
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra Vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia Pace.

 

È vero che la morte non faceva parte della natura, ma fu resa realtà di natura; infatti Dio da principio non stabilì la morte,

ma la diede quale rimedio.

Non dev'essere pianta la morte, perché è causa di salvezza...

 

Padre, ricordati dei nostri fratelli che si sono addormentati nella speranza della Risurrezione e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza: ammettili a godere la Luce del tuo volto.

 

continua…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Natura, Amore e Vita
© 2014 Natura, Amore e Vita
LUCMEDINATURVI


HOME | INDICE | BIBLIOGRAFIA| Romolo Mantovani | Limone | Argilla | Polline | Alghe | Dono | Iside Diana | Medjugorje | MIDI | INTRO | PORTA | LE TRE MADRI | IL VERO CRISTIANO


in sottofondo: Cocteau Twins - Alice; ReMix & Holophonics by Anton Caribian; Fotografgia, Compilazione Html e Grafica digitale di Antonio Bigliardi

Per CONTATTI: antoniob64@libero.it



INDICE GENERALE
 

 Natura, Amore e Vita - LUCMEDINATURVI