Personale Viaggiante Fortezza


Vai ai contenuti

Chi ero

Aneddoti > Chi eravamo

Untitled Document
Alla vigilia del 19/05/05, in occasione della riunione dei ferrovieri del D. P. V. della stazione di Fortezza a Bressanone, mi é venuta l'idea del portale in cui ciascuno di noi se vuole può continuare la sua storia iniziata nel 1960 a Fortezza. Non partecipai per motivi di salute, ma sia col cuore sia col pensiero era con voi tutti. Ognuno ha la sua storia che lo ha portato a Fortezza. Io inizio raccontando la mia:
Erano le ore 3 circa del mattino del 18 febbraio 1960. Ero disceso dal treno che si era appena fermato a Fortezza. Il marciapiede, fra un binario e l’altro, era tracciato da un piccolo viottolo tra il binario e su questo camminamento era accatastata una massa di neve altra circa due metri. Procedevo lento lungo questo percorso, attento non scivolare sul lastrone di ghiaccio. Ad ogni passo, le suole di cuoio delle scarpe scricchiolavano, calpestando sulla neve ghiacciata. Il peso della valigia rendeva ancora più incerto il mio procedere verso il fabbricato viaggiatori. Ogni passo in avanti con il pensiero, un tuffo nel passato. Mentre procedevo lentamente e con cautela il freddo non impediva al mio pensiero di andare alcuni anni addietro e riflettere sulla scelta di aver partecipato quando non ero ancora diplomato ragioniere ad un concorso per la licenza media di conduttore nelle ferrovie dello stato per il compartimento di Verona. Mi ero diplomato nel 1956, mentre i miei ex compagni di scuola diplomatosi ragionieri erano stati tutti assunti nelle banche mentre in tre anni ma tutte le mie domande rimanevano senza risposta. Avevo conseguito anche l’abilitazione ad ufficiale esattoriale con i complimenti e le felicitazioni del presidente del tribunale, incaricato di presiedere la commissione d’esame. Le domande, con allegata la certificazione ottenuta con il massimo dei voti, rivolte alle varie esattorie erano rimaste pure loro senza risposta. Ancora il concorso come applicato all’ospedale di Siena ero stato classificato all’ultimo posto così non, avrei potuto nemmeno reclamare perché furono presi tre concorrenti ma non il quarto. Questo ero proprio io. Ero escluso ancora una volta da tutti i posti di lavoro presso le azienda pubbliche? Da posti di lavoro più sicuri e meglio remunerati. Perché?
PERCHE' A FORTEZZA
Altri passi avanti sul ghiaccio, nuovi scricchiolii altri pensieri e tuffi nel passato: Estate 1954; durante le vacanze furono assunto come ragazzo di portineria presso l’accademia Chigiana. Le lezioni ai musicisti vincitori di borsa di studio erano tenute nelle sale del palazzo Chigi Saracini. Quel’ anno, era ospite del conte Guido la regina Elisabetta madre di Baldovino re del Belgio. Come familiare di capo di stato le era stata assegnata dalla questura di Siena alla sorveglianza di due poliziotti. L’illustre ospite era molto riservata ma girellona. Quando andava fuori Siena, utilizzando la macchina del conte guidata dal servizievole autista Isam, avvertiva i due poliziotti dalla vicina questura era loro portata un’auto e con quella la seguivano. Quando usciva per la città, non dava alcun avviso. Così i due poliziotti preoccupati di svolgere il loro servizio di segugi si erano raccomandati a tutto il personale e soprattutto a me che svolgevo il mio compito in portineria con l’incarico di lasciar passare al palazzo solo i musicisti e vietare l’ingresso ai turisti. Verso la fine dell’estate la regina ripartì per il Belgio. I due poliziotti prima di rientrare in questura mi chiamarono da una parte mi ringraziarono per la collaborazione data loro e mi dissero: Antonello il tuo nome con assieme ai tuoi familiari è segnato fra i comunisti nel castelletto politico della questura; pertanto non potrai essere assunto in alcun posto pubblico se non le poste o le ferrovie. Ora mi era chiaro perché camminavo su quel marciapiede ridotto ad un viottolo di ghiaccio a 24 anni. Però mi era chiaro non fuggivo ero cacciato anzi scacciato. Quale differenza fra Il fascismo che mandava al confino le persone non gradite al regime e la nuova democrazia in Italia che si avvaleva ancora del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza emanate nel 1931 per discriminare i cittadini italiani fino al 1966: “Chi noi è con noi è contro di noi” vietando a datori di lavoro di assumere personale dipendente che fosse iscritto nel castelletto politico delle questure. Durante il fascismo gli inaffidabili erano mandati al confino alla luce del sole lo sapevano tutti, altri erano bastonati ed era loro somministrato olio di ricino. La democrazia nata nel 1946 con la costituzione italiana in cui è scritto: l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Nessuno però o almeno pochissimi conoscevano le discriminazioni sulla persona da assumere nei posti di lavoro: non erano ammessi i comunisti veri in altre parole quelli certificati con la tessera d’appartenenza, ma anche i loro familiari e loro affini. Nel mio caso é stata l’iscrizione per l’anno 1948 al P.C.I. della moglie del fratello di mio padre per essere considerato a 12 anni anch’io comunista. Ancora pochi passi incerti l’attraversamento a raso dei binari, il fabbricato viaggiatori, la sala d’attesa riscaldata, attendendo le ore 7, la presentazione al distributore del personale viaggiante, la sua spunta su di un elenco. Ero ferroviere. Il passato era alle mie spalle. Il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931 aveva dimostrato la sua funzionalità anche nel 1960. Si qualche collega pensasse di avere avuto la mia stessa storia potrà verificare al sito http://castelletto.t35.com

D.P.V. | Berto | Gallerie | Aneddoti | Treni Stazioni | Contatti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu