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  Cosa dicono i leghisti



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     IL RAZZISMO DELLA LEGA


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Boso sulla schedatura delle impronte dei piedi agli extracomunitari è entusiasta: "Dai piedi si può risalire ai "tracciati particolari" delle tribù", e anche se non si dichiara razzista nei confronti delle nere -"Me ne son fatte di tutti i colori"- non dimostra un particalre amore per gli extracomunitari: "Bisognerebbe metterli sul nevaio del Bianco: da una parte potremmo contarli tutti bene, dall' altra potrebbero macinare il ghiaccio per fare granite alla menta". Dimostra di avere le idee molto chiare su come rimpatriare i clandestini: "Dovremmo rimpatriare i clandestini con gli Hercules C130 dell' Aeronautica militare. Intanto perché su gli aerei di linea possono violentare le hostess e va ben che certe donne sono porcellone e ci provano gusto, però... Ma c' è un altro motivo. Sapete cosa fanno quelli prima di partire? Si sporcano in modo indecente, così puzzano e i passeggeri non l i fanno prendere su. Sugli aerei militari, invece, con una bella pompa li annaffiamo tutti senza troppe storie". E l'atteraggio? Non è un problema: "Ogni extracomunitario viene fornito di un bel paracadute. Così quando si arriva in zona loro, si apre il portellone e li si paracaduta giù".

Il "Ministro degli Interni" Padano Borghezio propone misure di polizia efficaci: "Dovremmo dotare le forze dell' ordine di uno strumento deterrente energico ed efficace: i proiettili di gomma". Pure lui come il collega Boso non si dichiara razzista anzi: "Le katanghesi! Le ho provate invece quando sono stato in Africa, nello Zaire. Prodotto notev ole. Mica come le bruttone nigeriane che battono da noi".

Il sindaco di Treviso Gentilini invita i cacciatori a risolvere il problema degli extracomunitari sapientemente travestiti "come leprotti". Su du loro non nutre nessun pregiudizio: "Fosse per me gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore. È dimostrato che portano ogni genere di malatt ia: tbc, scabbia, Aids, epatite...". Comunque sulle prostitute di colore è tollerante: "Cosa vuole, le prostitute sono le navi scuola dei giovani! Chiudo un occhio".

Domenica 3 giugno 2001

I giocatori del Treviso in risposta ad alcuni incresciosi atteggiameni razzisti di una frangia di tifosi trevigiani nei confronti del gocatore nigeriano Omolade, scendono in campo con la faccia dipinta di nero. Il loro gesto è apprezzato da tutta l'Italia che applaude al coraggio dei neoretrocessi ragazzi del Treviso.
Lo "sceriffo" Gentilini visibilmente contrariato, coerente con gli atteggiamneti xenofobi che hanno contraddistinto la sua politica, diligente discepolo di Haider risponde stizzito:
"Hanno scelto il colore giusto, il nero della vergogna".

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Tre anni fa la "Padania" scriveva:"Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai criminali, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Sbatteteli fuori questi maledetti!".

Il popolo leghista è in piena sintonia con i propri capi sul tema extracomunitari e si assiste ad uno sforzo notevole per proporre soluzioni "civili" al problema.
Carletto da Venezia sul forum della lega:"Basta imbarcare le puttane a Genova su una petroliera e poi affondarle alle Bermude", altri sono per il risparmio delle nostre imbarcazioni:"L' unica soluzione è il napalm".

Bossi in tutto questo marasma interpreta la parte del moderato: "Nei prossimi dieci anni vogliono portare in Padania 13 o 15 milioni di immigrati, per tenere nella colonia romano-congolese questa maledetta razza padana, razza pura, razza eletta", "Glielo saniamo noi il cranio a questi matti che vogliono le sanatorie. Altro che 250 mila immigrati, coi parenti si arriva a tre milioni. E se si ammettono anche i cugini è una catena aperta. C' è poi da aggiungere che i musulmani possono avere quattro mogli: e dove le mettiamo le suocere?".
E poi rassicura:"Noi non siamo razzisti, per me tutti gli uomini sono uguali, hanno la medesima dignità. Il più nero dei neri ha gli stessi diritti del mio vicino di casa. Però a casa sua".

 


Larepubblica.it
29 dicembre 2003
SPORT
Domenica a Varese: il ministro assisteva alla partita
Insulti razzisti per Myers
E Bossi non ha detto nulla
Veltroni scrive all'atleta: "Comportamenti che danno i brividi"
Carlton Myers
 
ROMA - Portabandiera azzurro alle Olimpiadi, Carlton Myers ha dovuto fare i conti tante volte con il razzismo dei palazzetti: ci è abituato, mille campagne non cancellano l'imbecillità di pochi. Domenica a Varese è successo ancora: e sugli spalti c'era Umberto Bossi, che non ha fatto nulla per prendere le distanze dall'accaduto. Il giorno dopo, Walter Veltroni ha voluto scrivere una lettera a Myers.

Il sindaco di Roma ha espresso "l'amicizia profonda di tutta la comunità, di una metropoli che ha fatto della convivenza tra i popoli e le culture uno dei suoi valori più profondi e più sentiti dai cittadini. So che non è stata la prima volta e che anche in altre occasioni da parte di settori ben determinati del pubblico dei tifosi le sono state indirizzate espressioni offensive e razziste".

"Ma domenica c'è stato un elemento in più - continua Veltroni - che ha reso l'episodio ancor più inaccettabile e grave: nel parterre del palazzetto dello sport di Varese era presente Umberto Bossi, il quale, riferiscono i testimoni, non ha in alcun modo preso le distanze dal comportamento provocatorio dei teppisti che la insultavano".

Veltroni ha aggiunto: "l'idea che un ministro della Repubblica possa assistere con indifferenza, forse anche con qualche compiacimento, a una esplicita manifestazione di razzismo mi dà i brividi, anche se purtroppo non mi sorprende da parte di un personaggio con i suoi precedenti e che solo pochi giorni fa parlava degli immigrati chiamandoli Bingo Bongo".

Myers ha ringraziato il sindaco: "E' vero -ha detto- certi tifosi ci considerano Bingo Bongo. A Varese è così, da sempre. L'anno scorso, quest'anno, probabilmente l'anno prossimo. Dire che ci sono abituato, che certi cori non mi fanno più nè caldo nè freddo, è sicuramente la verità, ma è solo una parte di essa. L'altra parte della verità riguarda la sfera della stupidità umana, che negli insulti razziali evidentemente celebra la parte peggiore di se stessa".

"Al match assisteva anche il ministro Bossi - prosegue Myers - mi hanno riferito che non avrebbe preso le distanze da quei cori, e da quegli insulti... Non so, non l'ho visto, non ci ho parlato. Se fosse vero sarebbe grave. E la cosa non aiuta a fare dell'Italia quel bel Paese che tutti vorremmo che fosse".

La replica della Lega è stata affidata al vicepresidente del Senato, Calderoli: "Quella di Veltroni è una posizione strumentale. Cosa poteva fare Bossi? Ci spieghi Veltroni come si fanno tacere in un palazzetto i tifosi imbecilli".

Per la cronaca, la Metis Varese ha avuto una multa di 720 euro per "cori razzisti".

( 29 dicembre 2003)


IL Resto del Carlino.it
12 marzo 2003

«Quegli adesivi
sono offensivi
e vanno rimossi»

In una interpellanza al sindaco, il consigliere di Lista perRavenna, Gianfranco Spadoni chiede che vengano rimossi gli adesivi che mani ignote hanno applicato a cartelli stradali e recanti diciture di varia natura tutte offensive «del diritto di libertà, di culto e di pensiero». Negli adesivi compaiono scritte del tipo «useremo il corano per...» e di seguito «Padania Libera», denominazione riconducibile alla Lega Nord. Spadoni sottolinea come queste scritte ledano «quel senso profondo di tolleranza e rispetto per ogni tipo di cultura, religione e razza» tipici delle moderne democrazie.

 

 

 

 

Interessante al riguardo la posizione di alcuni fra i più importanti movimenti indipendentisti Europei, sul razzismo della lega,
che emerge da questo documento:

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