poesie per bambini





Il lunapark


Sul lungomare il Luna Park non ci può stare- ed è giusto, potrebbe inquinare, e i carrozzoni non son belli da guardare. Ma io sono un bambino, non posso come voi prendere l’auto e andare. Io per partire ho bisogno dei cavalli della giostra che girano in tondo per girare tutto il mondo, i cavalli finti e colorati che sono sempre più veri dei reality e degli sceneggiati. Io sono un bambino e per volare ho bisogno dei dischi volanti del luna park che vanno su e giù con le luci scintillanti, oppure del trapezista vestito d’oro,- mentre lo guardo anch’io volo. Gli animali in gabbia non ci devono stare, non è bello costringere un orso a ballare, non è nella sua natura- ma forse nemmeno il contadino si diverte a zappare, e nessuno vorrebbe stare in uffici senza sole come miniere o in fabbriche con ciminiere che inquinano come il luna park. Io sono un bambino, voglio entrare nel tunnel dell’orrore, e guardare negli occhi il leone per avere paura, ma una paura pulita che sa di vita, non la paura che non ti fa dormire, la paura cattiva, di quando vedo in tv che bambini come me possono morire o perdere le gambe su una mina. Io voglio i cavalli di legno, il mago e il tirassegno, voglio l’elefante ammaestrato, il pagliaccio e lo zucchero filato. Dite che non si può? Non me ne importa niente, cercate di rimediare, siete grandi, saprete come fare, io no, io sono un bambino.



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