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La Filosofia Iniziatica e i Chakra

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Il sito, non profit, vuole offrire ai visitatori elementi di riflessione per una comprensione dell'amore e della sessualità secondo la Filosofia Iniziatica:per riscoprire il dono divino di cui parlava Platone nel Simposio:"Ecco dunque, io lo dichiaro, l'energia dell'amore (l'eros) č tra gli dči il pił antico e il pił degno, ha i maggiori titoli per guidare l'uomo sulla via della virtł e della felicitą, sia in vita che nel regno del'aldilą". Esporremo, dunque, alcune riflessioni tratte dalle discipline della filosofia iniziatica (cabbala,alchimia, simbolismo,tarocchi, astrologia, tantra yoga) con l'auspicio di fornire ai nostri visitatori leve interiori per analizzare e affrontare meglio la manifestazione dell'amore e della sessualità nella vita quotidiana.

Cosa apporta la filosofia iniziatica di originale rispetto all'approccio genericamente filosofico, religioso, nonché rispetto a quello psicoanalitico e psicologico?

Come può l'amore (l'eros alato platonico) condurci concretamente su questa strada preconizzata da molti essere evoluti? Come orientare questa straordinaria energia verso la méta predestinata, per non fermarsi a metà cammino? Qual è, allora, la metà predestinata? Questa méta comporta tristezze, privazioni indicibili e la cessazione del piacere? Oppure si tratta di accostarsi ad un nuovo piacere, più intenso, più sottile, e a nuove gioie? Altrimenti che senso avrebbe un percorso spirituale se questo dovesse condurre alla tristezza e alla privazione?

Forse si tratta solo di sostituire un piacere grossolano, temporaneo portatore nel tempo di amarezze, con un altro piacere che sviluppa luce, conoscenza, gioia, generosità e rispetto.

Talvolta la paura di rinunciare al piacere più immediato, alle manifestazioni più grossolane, può bloccare la sperimentazione di antiche verità.

Questo amore che l'uomo conosce nella sfera affettiva è diverso dall"Amor che move il sole e l’altre stelle" di cui parlava Dante?

Che questa energia possa aiutarci, simbolicamente, a volare ovvero ad alimentare i nostri centri spirituali (chakra) è risaputo fin dall'antichità. Infatti, Il drago alato, animale fantastico comune a tutte le mitologie e presente anche nell’iconografia cristiana, č il simbolo delle forze istintive esistenti nell’uomo e della loro possibile trasformazione. Domare ed orientare queste forze per utilizzarle come mezzo di propulsione verso le vette pił elevate dello spirito rappresenta il senso profondo del percorso spirituale che ciascuno di noi è chiamato a compiere.

La predestinazione dell'uomo è di sviluppare, qui sulla terra, le sue doti divine, e l'energia sessuale che è energia d'Amore è la risorsa, inscindibile dalla pratica delle virtù, predestinata ad alimentare lo sviluppo degli organi spirituali dell'uomo (chakra).

Occorre aggiungere che non si tratta di dover dominare l'energia sessuale al fine di non commettere un peccato, ma si tratta di sublimarla...non bisogna reprimerla, ma sensibilizzarla, orientarla verso l'alto; questa è la sua predestinazione e ciò non per recare sofferenza o mera rinuncia nell'uomo, ma per arricchirlo, per donargli gioie più elevate e più intense, in quanto, se l'energia va verso l'alto, essa alimenta i centri spirituali (chakras) straordinari che ciascun uomo possiede effettivamente, se pur allo stato latente, fatta eccezione per gli esseri evoluti, i geni e soprattutto i Santi i cui doni spirituali sono manifesti e visibili a tutti.

Certamente non è un lavoro facile, il cui esito possa essere programmato a livello temporale. Non si tratta di applicare tecniche mentali a tavolino, tout court, ma di sviluppare, giorno per giorno, con umiltà, semplicità e tolleranza anche verso se stessi, uno stato di coscienza, un insieme di tanti piccoli comportamenti quotidiani sempre più elevati, affinché si possa gustare un giorno, anche qui sulla terra, quella pienezza, quella gioia a cui anela naturalmente e fortemente la nostra anima.

"La forza sessuale o il drago alato", non a caso, è per l'appunto il titolo di una famosa opera d'Omraam Mikhaël Aïvanhov nella quale questa prospettiva è ampiamente affrontata e argomentata per vivere in modo armonioso l'energia divina che alimenta la nostra esistenza. "Tutti gli esseri umani, chiunque essi siano, senza saperlo cercano Dio. Credono di cercare soltanto la felicità, e chi non la cerca? Dio è ovunque nell'universo ed è nascosto in tutto ciò che suscita il nostro desiderio. Gli ambiziosi, gli ubriaconi, i golosi, gli avidi, i dissoluti, a modo loro tutti cercano Dio, perché effettivamente è possibile trovare una Sua minuscola particella anche nell'alcool, nel cibo, nella sessualità, nel denaro, nella gloria, nel potere...Si può trovare Dio ovunque, anche nelle paludi, anche nelle pietre dove la Sua presenza è come una scintilla nascosta. Certamente da queste cose si potrà trarre solo una soddisfazione momentanea, perché Dio non lo si può realmente trovare negli strati più grossolani, nelle forme inferiori della materia, ma solo nello spirito". (Pensieri Quotidiani)

Questo lavoro spirituale, questa attività, volenti o nolenti, costituisce una tappa obbligata del nostro percorso, nel lungo ciclo delle reincarnazioni. E' un'attività che non richiede isolamento, vita monastica o celibato. Essa è compatibile con la vita di coppia e con la vita da single.

Certamente in questo campo si rischia di muoversi da un eccesso all'altro e chiunque scruti con sincerità i propri comportamenti può riconoscerlo.

La filosofia iniziatica propone un punto di equilibrio diverso dal tradizionale tantra yoga. Scrive, a tal proposito Mirabail, nel suo volume (Dizionario del'esoterismo ed.Mondadori) a pag.301 "O.M. Aïvanhov parla invece di un'altra via: una sorta di omeopatia amorosa" suscettibile di risvegliare negli esseri, anche nella vita di coppia, i doni spirituali che sono presenti in ognuno di noi.

Pregiudiziale appare la distinzione tra attrazione sessuale, sentimento e amore:

Attrazione sessuale, sentimento e amore

"L'amore, il vero amore, non soltanto è al di sopra dell'attrazione sessuale, ma è anche al di sopra del sentimento. Il vero amore non è un sentimento, ma uno stato di coscienza. L'attrazione sessuale è una questione di vibrazioni e di fluidi, dipende da elementi puramente fisici ed è pertanto soggetta a cambiamenti. Il sentimento è già superiore all'attrazione, perché può essere ispirato da fattori di ordine morale, intellettuale e spirituale. Ma anche il sentimento è mutevole; un giorno si ama, il giorno dopo non si ama più. L'amore, vissuto come stato di coscienza, si situa invece ben oltre le circostanze e le persone. È lo stato in cui si trova chi si è purificato al punto da riuscire a sviluppare una grandissima padronanza di sé, che gli permette di elevarsi fino alle regioni sublimi dell'amore divino. Questo essere, qualunque sia la sua attività, è abitato dall'amore e dispone dell'amore per aiutare tutte le creature." (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Anche la scienza offre un contributo di chiarezza su questa problematica:

"... L’emotività ha fondamentale importanza nell’espressione della vita mistica e sembra che senza integrità del “cervello emotivo” non possa aversi espressione della vita interiore né esperienza di trascendenza. Tuttavia l’emotività deve essere in certo modo “pulita” per non risultare di ostacolo al raggiungimento dello stadio profondo di trascendenza necessario per “sperimentare Dio”. Infatti se è vero che il sistema neurovegetativo entra in gioco in modo importante all’inizio dell’attività di trascendenza, è altrettanto vero che il dilagare dell’attività neurovegetativa che innesca varie sequenze inibitorie a livello cerebrale sembra non poter essere una attività ‘qualsiasi’: se siamo agitati per un pensiero preciso, o per un desiderio o per una pulsione, questa persistenza dell’attività neurovegetativa rende più difficile entrare in uno stato di coscienza di trascendenza. Come elemento di difficoltà ordinaria a percepire Dio si può dunque collocare l’emotività incontrollata. Perciò in definitiva tutti gli esseri umani hanno la possibilità di “vedere Dio”, ma pochi ci riescono perché la persistenza di desideri o ideazione, e dell’emotività incontrollata impediscono di raggiungere la quiete interiore e il rimodellamento dell’attività cerebrale necessari. Un aspetto particolare dell’accezione di “purezza” è la castità volontaria nei soggetti che decidono di fare del “vedere Dio” una scelta di orientamento esistenziale...Vediamo anche questo aspetto dal punto di vista biologico. Osservando il grande equilibrio di personalità e la sensazione di profonda serenità e forza che emanano personaggi casti ... occorre riconoscere che il privarsi dell’attività sessuale in modo permanente non sembra amputare le personalità e tra questi personaggi e le figure di frustrati sessuali o “forzati della castità” esiste un abisso che chiunque immediatamente avverte. La differenza tra coloro che per vari motivi subiscono l’astinenza sessuale (e vivono dunque una mancanza) e coloro che scelgono la castità come fonte di realizzazione spirituale (e vivono quindi una pienezza) sta proprio nella trascendenza che viene vissuta e sviluppata dai secondi e non dai primi. La descrizione del grado di appagamento sperimentato in uno stato alterato di coscienza di tipo trascendente (meditazione profonda o preghiera contemplativa) può essere simile a quello sperimentato nell’innamoramento. Tuttavia anche se le vie neurali attraverso cui si manifestano la trascendenza e il piacere sessuale sono le stesse, e quindi la manifestazione di appagamento è in qualche modo simile, dal punto di vista neurologico sono esperienze profondamente diverse: l’appagamento sessuale viene raggiunto attraverso circuiti istintuali sottocorticali, mentre la trascendenza richiede l’attivazione dei circuiti corticali superiori del lobo limbico (evoluzione di quelli sottocorticali): l’uomo, essendo molto più evoluto degli altri animali filogeneticamente inferiori (come i primati), possiede perciò il supporto biologico necessario perché l’anima spirituale possa sperimentare la trascendenza, a differenza degli altri animali. Se ci si abitua a raggiungere questo stato di appagamento attraverso i circuiti istintuali, sarà meno probabile riuscire a raggiungerlo “trascendendoli”. Se si vuole percepire qualcosa di cognitivo occorre fare tacere ciò che è più grossolano e si impone maggiormente all’attenzione e ai sensi" (M.Semizzi, Le basi biologiche della contemplazione, Centro di documentazione interdisciplinare di Scienza e Fede, novembre 2010).

La vigilanza sul proprio equilibrio in questa ricerca è fondamentale:

"Un istruttore, una guida spirituale ha il dovere di far luce sulla questione della sessualità, ma sapendo bene che questa questione può essere risolta solo tenendo conto del singolo individuo. Volere, con il pretesto della morale, imporre delle regole identiche per tutti non è ragionevole, poiché la stessa disciplina che condurrà gli uni verso l'equilibrio, la forza e la vera spiritualità, può al contrario portare altri verso l'isteria, la nevrosi e la malattia. Gli esseri umani non hanno tutti lo stesso genere di bisogni e colui che non tiene conto di questa realtà rischia di predicare nel deserto o di infliggere dei tormenti inutili.
Ora questo non vuol dire che non si debbano fare degli sforzi. Sì, ognuno al suo livello, deve fare degli sforzi per dominare la forza sessuale e vivere il suo amore in un modo più bello, più nobile, più spirituale poiché questa è l'unica vera regola morale. Alcuni non vogliono fare alcuno sforzo poiché sapendo di essere deboli, pensano che ricadranno subito. Questo non è un buon ragionamento, poiché la cosa più importante non è il successo, ma è il fatto che essi siano totalmente sinceri nel loro desiderio di migliorare le manifestazioni del loro amore. Sicuramente cadranno di nuovo sul loro cammino, ma saranno aiutati e si rialzeranno. Qualsiasi possano essere le loro ricadute, l'essenziale è non smettere mai di fare degli sforzi.
Ma per essere stimolati in questi sforzi, tutti hanno bisogno di un socio potente. Questo socio potente è un ideale con cui vivete, un ideale di generosità, d'amore, di luce. L'ideale è un essere spirituale, un'entità vivente che vi tira verso l'alto. In questo modo tutte le forze alle quali non date libero corso sul piano fisico servono a alimentare, a rinforzare questo ideale e contribuiscono alla sua realizzazione.
Contenere l'energia sessuale con la sola scusa di obbedire a regole dettate dalla Chiesa o dalla società è solo repressione. E la repressione non può essere una soluzione al problema della sessualità; la repressione consiste nel rifiutarsi di dare un naturale sfogo all'energia sessuale senza avere in testa un ideale abbastanza potente, capace di fare un lavoro nei piani superiori per canalizzare e trasformare questa forza. La vera rinuncia non deve essere una privazione, ma una trasposizione su un altro piano. E' la stessa attività che continua, ma orientata verso i piani superiori. Non bisogna privarsi, non bisogna rinunciare, ma solo spostarsi, cioè fare in alto quello che si faceva in basso: invece di bere l'acqua di uno stagno, parlando in modo simbolico, bisogna bere l'acqua di una sorgente pura, cristallina.
Dunque, l'essenziale è compiere sempre degli sforzi, poiché così migliorerete le vostre manifestazioni in qualunque campo ma in particolare nel campo della sessualità. Infatti dovete sapere che l'atto dell'amore in sé non è né buono né cattivo; sarà solamente ciò che voi ne farete. Se non avete lavorato su voi stessi per purificarvi, per diventare nobili e chiarirvi, con questo atto comunicherete al vostro partner delle malattie, dei vizi, delle influenze nocive. Il vero amore deve migliorare tutto nell'essere che voi amate, deve elevarlo, rinforzarlo, illuminarlo. Solamente quando un essere sboccia grazie al vostro amore potete essere felici e ringraziare il Cielo di essere riusciti ad aiutarlo e a proteggerlo." (O.M.Aïvanhov, Réponses à quelques questions actuelles, Prosveta)

LA FORZA DELL'AMORE

"Se un giorno avete incontrato un uomo o una donna che vi hanno ispirato un profondo sentimento d'affetto, non avete notato le trasformazioni che la sola presenza di quel sentimento produceva in voi? Improvvisamente vi siete sentiti portati a pensare e ad agire in modo diverso e non solo nei confronti di quella persona, ma tutte le vostre relazioni sono cambiate, sia riguardo le persone che vivono intorno a voi sia riguardo il modo stesso di percepire la natura e gli oggetti. Tante cose che prima non vedevate e non sentivate hanno incominciato a prendere consistenza, spingendovi a intraprendere nuove attività. L'amore infatti è una forza e questa forza agisce su di voi, sulla vostra mente, sulla vostra volontà, perfino sul vostro corpo, dandovi possibilità immense. L'amore è come la benzina per la vostra automobile: se avete benzina nel serbatoio potete andare molto lontano, ma se manca la benzina dove andrete? E se manca l'amore, dove andrete?" (O. M. Aïvanhov)

Buona continuazione!

Bibliografia

amoreaivanhov

Per una visione olistica del cambiamento individuale e collettivo, suggeriamo il saggio prelevabile gratuitamente da internet:http://www.codiceolistico.it/ilcodicedelleleggimorali.pdf

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