N O T I Z I E

STAMPATO IN PROPRIO PER DIFFUSIONE INTERNA

numero 19

Anno XXIII

APR 2000

ANSE - Natale 1999

(M. Parasassi)

In occasione del Natale l'ANSE, Associazione dei Seniores Enel, organizza solitamente un incontro conviviale tra i soci, allo scopo di passare una bella giornata insieme e scambiarsi reciprocamente gli auguri di buone feste.

Quest'anno, a contorno della solita festa, c'è stata una simpatica iniziativa, e cioè la consegna di alcune targhe premio per le attività del tempo libero, cioè pittura, fotografia, scultura, modellismo, finalizzate però sul tema del lavoro nell'Enel. Queste targhe, intitolate alla memoria dell'ing. Iolando Poggi, dirigente prima della Soc. Romana di Elettricità e poi dell'Enel; sono state consegnate dal figlio.

Il nostro socio Pietro Mosti, pensionato Enel, ricordando la sua attività lavorativa nelle centrali, ha costruito un modellino di centrale idroelettrica, con tanto di vasca di carico, condotte, salone macchine, sala controllo, sottostazione.

 

Due viste del modello della centrale

Il lavoro è stato ben apprezzato e ... naturalmente si è aggiudicato la targa per la categoria.

Mosti (a destra) con altri soci e dirigenti ANSE ad una recente manifestazione

RIPRODUZIONI A VOLO LIBERO "Scale"

(M. Sagnotti)

Questo articolo è stato spedito anche a Modellistica

Nel 1999, come ogni anno, l'AMIREL ha organizzato due gare "Scale" che, a causa di concomitanze e conseguenti spostamenti di data, sono state effettuate a meno di un mese l'una dall'altra, esattamente il 19/9 e il 3/10, sempre sul disponibilissimo campo degli amici di Ali sul Tevere.

Dal timido inizio dell'ottobre '95 ad oggi, il numero dei partecipanti è costantemente andato in lentissima crescita ma, purtroppo, nonostante i nostri sforzi, abbiamo avuto sempre e solo concorrenti di Roma. Nonostante scambi di telefonate e di lettere, nonostante la pubblicazione di articoli, l'affascinante categoria "Scale" stenta a fare proseliti al di fuori della capitale.

Eppure la realizzazione di questi modelli, specialmente se da scatola (ed ora si incomincia a rivederne nei negozi) è alla portata di qualsiasi modellista di media capacità. E' vero che la messa a punto e le prove di volo sono un po' laboriose e che tanti modellisti, nati nell'era del radiocomando, non sanno neppure da che parte cominciare, ma di amici più anziani o di vololiberisti ve ne sono abbastanza e tutti sono sempre ben lieti di insegnare i loro piccoli trucchi per la messa a punto del modello a volo libero. E poi le prove, che si eseguono in assenza di vento; si possono utilizzare le ore mattutine o serali di una qualunque giornata passata sul campo con i propri modelloni RC. Infine il regolamento con l'applicazione dei bonus per difficoltà costruttive e/o configurazioni inusuali, permette la realizzazione di qualsiasi riproduzione. Quindi per essere competitivi non è necessario realizzare il solito ala alta tipo Piper, ma ognuno può riprodurre l'aereo che più gli piace e lo appaga, scegliendo tra un'infinità di originali.

Scorrendo la classifica potrete constatare questa varietà, che è comunque poca cosa se confrontata con quella americana o inglese dove addirittura figurano dei plurimotori.

Coraggio quindi; iniziare è facilissimo, e il nostro consiglio è quello di cominciare da una scatola di montaggio di un modello con apertura alare di 50-60 cm. Poi per qualsiasi dubbio o suggerimento rivolgetevi pure allo scrivente allo 06 33610736.

Per invogliarvi all'impresa, meglio di tanti discorsi, lasciamo la parola alle immagini e alla classifica dell'ultima gara. (vedi Rivista citata).

Buon lavoro e a presto tra noi.

1° PROVA H.L.G.

GRU.A.R. -FIANO ROMANO (11 marzo 2000)

(A.Zanardi)

La pigrizia ed il tempo uggioso hanno creato evidentemente una miscela letale per i modellisti, sicchè ben pochi si sono fatti vedere con i loro modelli veleggiatori R. C. per lancio a mano (Hand Launch Gliders); molti e decisamente qualificati invece quelli che sono venuti a fare da spettatori.....alcuni anche con modelli quasi ultimati!.

Premesso che la gara consisteva di cinque lanci per ciascun concorrente di cui i migliori tre valevano per la classifica, il tempo calmo ma coperto ma ha impedito fin verso le 11 a.m. di vedere tempi di volo discreti, solo Tomaiuoli (73") e Zanardi (73") sono riusciti a superare il minuto e 10 secondi. Dal terzo e fino al quinto lancio i tempi sono decisamente migliorati per tutti.

I concorrenti hanno perciò prodotto i tempi utili per il punteggio solo a partire dalla tarda mattinata. Ecco in dettaglio i tempi di volo (in secondi) e la classifica finale stilata sommandone i tre migliori.

Classifica

Punteggi parziali

Totale

1° Zanardi A.

73,

70,

120,

120,

120

360

2° Cannarsa A.

54,

69,

120,

73,

120

313

3° Tomaiuoli E.

53,

73,

79,

70,

98

250

4° Piscitelli F.

38,

27,

63,

58,

57

178

Cannarsa e Zanardi si sono presentati con modelli nuovi e performanti, Tomaiuoli ha usato il suo glorioso "Mostico" che questa volta faceva voli stupendi solo .....in prova o ...... fuori gara!; Piscitelli aveva un modello-scuola (lo Sketeer) anche se decisamente a punto.

La Giuria, composta da Bendoni e Tascone si è dimostrata efficiente ed imparziale e quindi ha avuto ovviamente vita facile. La premiazione con gagliardetti a concorrenti, giurati ed ospiti, unitamente al sorteggio di due trapanini Minilor (offerti dalla ditta L’AQUILOTTO di viale Regina Margherita) hanno concluso la simpatica mattinata modellistica d’inizio stagione.

Speriamo che la pigrizia sparisca presto!

QUALCHE NOTA SUGLI "HAND LAUNCH GLIDERS"

vulgo HLG. (Veleggiatori per lancio a mano)

(A. Cannarsa - A. Zanardi)

E’ una categoria da pochi anni diffusasi all’estero (USA, Germania e Francia) ed anche - più di recente - in Italia, sicuramente per fondati motivi.

I principali riteniamo siano i seguenti:

# ingombro, peso e quindi costo limitati, (apertura alare limitata a 150 cm.)

# trasportabili quindi facilmente nel bagagliaio dell’auto,

# non richiedono spazi eccessivamente estesi per i loro voli,

# necessitano solo di una economica radio "due canali", seppure equipaggiata con i "miniservi".

In realtà a ben vedere la categoria originale, per il solo fatto che richiede prestanza atletica e buona robustezza strutturale del modello, non si presta a soluzioni troppo elementari per primeggiare. Ovunque, tenendo conto anche dell’età media degli adepti……, si è gradualmente optato per un lancio fiondato che permette voli più lunghi ed equalizza la prestanza fisica dei concorrenti.

Le scuole di pensiero attualmente in campo sono sostanzialmente due: la prima che chiameremo "milanese" intende sostituire il lancio a mano con uno fiondato che gli somigli molto nel senso di adottare, oltre ad una fionda di pochi metri, un gancio di traino molto avanzato che permette una fiondata veloce ed uno sgancio con poca quota ma con molta velocità finale la quale può essere vantaggiosamente sfruttata dal concorrente per fare più quota con una tecnica (il bunt) simile a quella adottata attualmente sugli F1A. La seconda che chiameremo "romana" intende sostituire più profondamente il concetto di lancio con quello di traino baricentrale con l’ausilio della fionda che si avvicina allo spirito del traino a mano di un tempo e permette di alleggerire strutturalmente i modelli adottando nel contempo profili meno veloci (e quindi più concavi) tali da enfatizzarne le doti di planata.

Entrambe le tecniche richiedono comunque un pilotaggio fluido che "disturbi" il meno possibile la planata con manovre dolci ma tempestive. Non dimentichiamo che si parla pur sempre di "quasi libratori o balsetta" con una apertura alare di 150 cm ed un peso che oscilla dai 300 ai 350 grammi tutto compreso! che non hanno quasi inerzia ed oscillano al minimo sbuffo di brezza!. Vi è un’altra categoria detta "HLG Open", in tutto simile alla precedente, ma che si differenzia solo per un’ apertura alare maggiore di 150 cm. (in genere fino a 180 – 200 cm.), ma con pesi e prestazioni un po’ superiori. Per completezza si può anche aggiungere una terza categoria che, pur mantenendo le dimensioni e la leggerezza dei veleggiatori, sostituisce alla fiondata……. uno Speed 400 e 6-8 elementi al NiCd tipo stilo. In effetti le ultime tecnologie permettono di avere dei mini elettro-veleggiatori di ottime caratteristiche di planata, durevolezza e facilità di impiego, a patto però di salire di molto con la spesa per: radio (4ch), microservi, motori, riduttori, variatori elettronici e quant’altro il tutto miniaturizzato (ma non nel prezzo!!).

Tornando alla tecnica di lancio: i "milanesi" optano per una fionda di 5 metri di elastico sezione 4 x 4 mm collegata ad un cavetto di 15 metri con bandierina o paracadute; da noi si usa abitualmente il 4 x 4 o un elastico di poco più sottile, ma lungo 12 metri collegato a 25 metri di filo di nylon trecciato. Ovviamente i tempi di volo non sono paragonabili, noi comunque adottiamo un "pieno" di 120 secondi per ridurre l’effetto "c……..fondo schiena"!!!.di qualche concorrente!.

La rivista "Modellismo" a più riprese ha pubblicato disegni e articoli al riguardo mentre "Jonathan" di Moricone e "Shaller" di Firenze hanno a nostro avviso vari modelli a catalogo adatti per iniziare una categoria che vede già un buon interesse anche da noi in quanto adattissima per compiere i primi passi (senza eccessive spese e patemi d’animo) in questo nostro hobby spesso ostico ai neofiti e a quelli che vogliono divertirsi senza raggiungere vertici tecnici costosi e complessi. I bravi comunque hanno l’opportunità, anche in questa categoria, di far vedere il loro valore se ambiscono arrivare ai vertici delle classifiche!.

Noi, per nostro conto, ci divertiamo molto e di frequente con questi "gingilli" poiché attorno a Roma ci sono molti prati adatti, facilmente raggiungibili in macchina …….. magari anche in quattro, tanto è minimo l’ingombro dei modelli!. Quando ci va – di mattina per esempio – se c’è una leggera brezza di mare, si può anche tentare il… pendio magari al Tuscolo o lungo il litorale a nord di Roma; noi già abbiamo in carniere svolazzate di mezz’ora e più!.

POSTILLA degli AUTORI.

Dato che un attuale apparato ricevente pesa non oltre 100 gr. (40 di batt., 35 di 2 miniservi, 25 di rx e interr.) suggeriamo agli ormai purtroppo pochi esperti di F1A (e simpatizzanti) di prendere un loro vecchio modello veleggiatore adattando la fusoliera ad accogliere quanto sopra (invece di costosi e complessi autoscatti e ganci di traino super sofisticati). Il peso totale crescerà di quasi nulla, (a patto di allungare un poco il muso) ma cresceranno invece enormemente le opportunità di farlo volare su campi ristretti, senza patemi e recuperi sfibranti e con la possibilità di inseguire le termiche e….di rimanerci dentro!. A quando una gara di F1A "radio-disturbati"!!..

TECNICA MODELLISTICA - 7

Riprendiamo la serie di articoli sul modellismo navale, dedicati ai principianti.

(M. Parasassi)

I precedenti sono stati pubblicati sui notiziari n°11 (Costruzione di bozzelli e bigotte) e n°12 (La base del modello)

3 - ALLINEARE CHIGLIA E ORDINATE

Prima di dare avvio ad una costruzione impegnativa come un modello navale, è necessario spendere un po' di tempo ad una accurata verifica degli allineamenti di chiglia ed ordinate. Inutile dire che un modello finito con chiglia storta, o asimmetrico lateralmente è un modello da buttare; vediamo pertanto come evitare questi difetti.

La chiglia deve essere ben diritta, e normalmente il compensato su cui l'abbiamo ritagliata non lo è. Per ovviare a questo inconveniente è necessario acquistare uno scaletto, ma la spesa può essere giustificata solo se costruiremo più di un modello, altrimenti possiamo ricorrere al metodo seguente che ci permette di risparmiare un po' di soldi. Prendere un listello ben diritto di cm 2x2 e lungo almeno 10 cm più del modello; facciamolo tagliare e piallare da un falegname per essere sicuri che non sia arcuato (poichè lo useremo spesso l'eventuale spesa può essere giustificata). Su questo listello inchiodiamo la parte di chiglia che sporge al di sotto delle ordinate e questa diventerà ben diritta anche se il compensato era arcuato (vedi fig.1).

.........

Fig. 1 - Fig. 2

Ora tocca alle ordinate. Se le tagliamo a misura e le infiliamo nei rispettivi incastri della chiglia, senza dubbio sarà impossibile allineare bene. Prima di tagliarle dovremo quindi fare una modifica al disegno, ovvero aggiungere ad ogni ordinata una parte provvisoria che poi toglieremo, la fig.2 è più indicativa di qualsiasi descrizione.

Scegliamo un punto sull'asse verticale di ogni ordinata, che sia più in alto dell'ordinata più alta, e costruiamo su ogni ordinata un trapezio che contenga questo punto. Facciamo un foro da 3 mm sul punto e poi tagliamo le ordinate lasciandoci attaccata una parte di questo trapezio). La parte in più dovrà essere tolta più in la, a fasciame quasi ultimato; è pertanto conveniente fare delle tacche con il seghetto in corrispondenza del futuro taglio per semplificare la successiva asportazione.

Inseriamo le ordinate negli incastri, prendiamo un listello metallico filettato da (3 mm se il foro che abbiamo fatto in precedenza era da 3 mm) e facciamolo passare nei vari fori,. inserendo tra un'ordinata e l'altra un tubicino di plastica di lunghezza uguale allo spazio tra le ordinate; due dadi, uno a poppa e l'altro a prua, serviranno per serrare bene il sandwich (fig. 3). Gli eventuali errori di taglio e di allineamento saranno ben evidenti e sarà possibile correggerli, ovviamente smontando il tutto. Facciamo le correzioni, tagliamo l'angolo di quartabuono e rimontiamo di nuovo il tutto.

 

Fig. 3 - Fig 4

Le ordinate saranno allineate sul piano verticale, ma non saranno a 90° con la chiglia; occorrerà provvedere anche a questa correzione. Se l'interno del modello non sarà visibile a costruzione ultimata, si potrà incollare su ogni ordinata una coppia di squadrette che le renderanno ortogonali alla chiglia (fig. 4).

Ovviamente a questo punto l'incollaggio chiglia-ordinate dovrà essere reso definitivo. Una coppia di listelli inchiodata provvisoriamente sul lato alto delle ordinate renderà il tutto più solido. Questi due listelli dovranno essere tolti dopo che avremo fissato definitivamente molti dei listelli dalla linea di galleggiamento in su, ovvero quando la struttura sarà ormai abbastanza rigida.

Nel prossimo numero mostreremo un modo ancora più professionale di allineamento chiglia-ordinate, ma questo lo lasceremo usare a chi dovrà fare dei modelli il cui interno dovrà essere visibile.

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