N O T I Z I E

STAMPATO IN PROPRIO PER DIFFUSIONE INTERNA

numero 13

Anno XXII

GEN - FEB 1999

REDAZIONALE

M. Parasassi

Con questo giornalino iniziamo il nostro XXII anno d’attività. Un anno che speriamo sia pieno di motivi d’orgoglio e di soddisfazione per tutti. Le premesse per svolgere attività impegnative e di soddisfazione ci sono tutte, l'anno scorso c’è servito per consolidare i rapporti con la Marina Militare, speriamo che questo nuovo anno ci porti altri contatti significativi.

Da parte mia desidero dare a questo notiziario un'impronta più marcata, che non sia il puro e semplice notiziario d’attività svolte; queste meriteranno senz'altro il loro spazio, ma non dovranno più impegnare pagine intere.

Le attività collaterali al modellismo sono generalmente: la storia, la visita ai musei, la visita alle unità militari e, proprio a queste vorrei dedicare, ogni tanto, una pagina del nostro giornalino.

Prego pertanto tutti i lettori di farsi parte attiva, inviandomi articoli di giornale, copie tratte da libri, in altre parole spunti sufficienti per darci modo di redigere un articolo su uno di questi argomenti,

Una pagina ogni tanto dovrà essere dedicata ad un museo, in modo da dare ai nostri lettori indicazioni su dove possono reperire materiale per il loro lavoro; basterà indicare i più importanti reperti, mezzi, modelli che il museo ospita ed il gioco sarà fatto.

Un'altra rubrica che vorrei inserire è quella sulla realizzazione dei modelli, chi ha costruito un modello, per esempio la S. Maria, dovrà raccontare in una paginetta le difficoltà incontrate e dare consigli a chi intendesse accingersi ad iniziare la costruzione.

Proprio in questo numero troverete un articolo sul museo navale di Greenwich, sul Cutty Sark e Victory (originali) e sulla costruzione di un veleggiatore (grazie Alberto per avermi preceduto).

XI MOSTRA DEL SOLDATINO DA COLLEZIONE

5-6-7 febbraio 1999

A. Zanardi - M. Parasassi

Siamo finalmente in grado di dare, agli interessati, informazioni sulla Mostra del soldatino.

La mostra si svolgerà nei saloni dell’Agostiniana in P.zza del Popolo nei giorni su indicati. Gli interessati alla partecipazione sono pregati di contattarci in sede, nei giorni e orari soliti. A causa dell’esiguo spazio disponibile dovrà essere effettuata una preventiva selezione dei modelli. La consegna dei modelli prescelti dovrà avvenire il giorno 4/2 e la riconsegna il giorno 8/2 (gli orari verranno comunicati ai partecipanti al momento della conferma di partecipazione).

NATIONAL MARITIME MUSEUM – (Greenwich) LONDRA

APPUNTI DI VIAGGIO (di un modellista…a volte, piccione viaggiatore)

21-22 nov 1998

A. Zanardi

Ero di ritorno da un "long week-end" a Lisbona e dintorni con amici ex-colleghi e mi accingevo a raccontare agli abituali frequentatori Amirel l'interessante visita al "Museo de la Marinha" portoghese che mi stava facendo progettare un Tour Museale Iberico (Italia-Barcellona (aereo) - Barcellona-Madrid-Lisbona (macchina in affitto) - Lisbona-Italia (aereo), quando martedì 10 novembre, arrivato all'Amirel, mi sono sentito dire che erano stati già raccolti i nomi per un viaggetto a Londra, organizzato dal duo Pietro e Francesco (alias Mosti & Lombardi) per il week-end 21-22 novembre.

Alcuni partecipanti alla gita

In effetti, la mia breve assenza dagli incontri bisettimanali in sede aveva permesso alla "Intellighentia" dell’Amirel di organizzare una missione … economica … di acquisto libri d’argomento marinaro in quel di Greenwich! Ascoltato il programma di base, ho suggerito qualche aggiustamento, anche consultando l’amico Giuseppe Campanella (vecchio navigatore appassionato dei cieli del mondo) cioè: partenza il venerdì e ritorno il lunedì sera, acquisto in Italia del tesserino turistico del metro londinese, ecc. Il sestetto: Mosti/Lombardi, Rhodio/Leotta e Campanella/Zanardi si è alfine formato con gli ultimi due in veste di … battitori liberi pensionati Alitalia!I due "liberi ex AZ" sono decollati alle 10 del 20 nov. ed hanno utilizzato il pomeriggio guadagnato con l’anticipata partenza per visitare: Regent Street, Piccadilly Circus, Carnaby St. e Portobello Rd., si sono spostati poi a Tower Hill, Tower Bridge e Canary Wharf ove nelle varie darsene sono ormeggiate molte imbarcazioni d’epoca o repliche moderne ma accurate; vari negozietti poi offrono merce di argomento navale a prezzi adeguati! Finalmente alle 21.30 sono arrivati gli organizzatori e con loro abbiamo tentato di saziarci nelle trattoriole dei dintorni di Earl’s Court ove avevamo l’albergo (caro, ma modesto! e con servizi diciamo …. spartani!). Il sabato mattina siamo andati in modo un poco fortunoso a Greenwich (compreso sottopasso pedonale del Tamigi) e lì abbiamo cominciato la visita dal notissimo clipper "Cutty Shark", all’esterno per ammirarne le linee estremamente filanti e le decorazioni di prua e poppa, all’interno per vedere la struttura mista ma geodetica dello scafo, l’efficientissimo sistema di stivaggio delle scatole di tè e delle balle di lana oltre alla collezione di polene, modelli e cimeli. Il ponte poi ci ha riservato la possibilità di immortalarci fra argani, trombe, bigotte, griselle, alloggi equipaggio e cabine degli ufficiali (con annessa macchina del timone a doppia vite sin e dx). Successivamente Lombardi ha individuato la sua libreria ove anche noi abbiamo potuto apprezzare l’enorme letteratura marinara presente in lingua inglese. Ho suggerito quindi, vista la splendida giornata, di andare subito a visitare il "Royal Naval Observatory" ove, come è noto, è materializzato sul pavimento il meridiano di riferimento (0) tuttora in uso. Un unico biglietto ci ha permesso di visitare l’interno dell’Osservatorio che ha una ricca collezione di orologi d’epoca (compreso quello di Harrison) e di strumenti astronomici, il "National Maritime Museum" con la sua enorme collezione di modelli, quadri e cimeli marinari, attualmente però quasi tutta invisibile per i restauri estesissimi in corso (che termineranno a primavera prossima!) e la residenza della Regina con mobili e arredi d’epoca e contornata da uno stupendo parco veramente "all’inglese". In effetti, il National Maritime Museum attualmente è aperto in quella che sarà un’ala del tutto nuova dello stesso, ove l’esposizione è ambientata secondo gli ultimi ritrovati tecnologici con ricchezza di video a circuito chiuso e sale d’istruzione per i giovanissimi frequentatori, presenti a frotte (…come da noi!). Ritorno in treno dalla stazioncina di Greenwich (ove Francesco si è esibito in uno spogliarello affannoso alla ricerca della tessera metro!) a quella di Charing Cross giusto in tempo per passeggiare con le luci del tramonto a Trafalgar Square, Whitehall, Parliament St. e Westminster Bridge con uno sguardo al Big Ben e alla Westminster Abbey. Elettrizzati dalla splendida giornata, programmiamo per domenica la gita a Portsmouth a vedere l'H.M.S. Victory. In effetti il mattino successivo, di buon’ora, siamo alla Waterloo Intl. Station ove, fra un Eurostar per Parigi e l’altro, c’è anche il trenino che in un’ora e mezza circa ci porta a Portsmouth Harbour ove ci aspettano molte alberature. In effetti, Peppe ed io c’eravamo stati circa vent’anni fa e all’epoca, oltre alla Victory, c’era poco altro da vedere! Oggi invece ci accoglie il porto di Portsmouth, di fatto riconvertito a museo parte all’aperto (con la corazzata a propulsione mista Warrior, laVictory di Horatio Nelson e la Mary Rose dell’epoca elisabettiana da poco recuperata dal fondale antistante e tuttora immersa in una doccia continua) e parte al coperto con Museo Navale, Magazzini adibiti a musei di settore, negozi, ristoranti e quant’altro. La presenza di così tanto da vedere (con visite guidate su prenotazione) ha richiesto una riorganizzazione logistica della visita che si è protratta fino a sera non senza assaporare un’abbondante colazione sotto le capriate dei vecchi magazzini portuali! (i Docks). Ometto di dilungarmi circa la giornata passata sulle rive del Solent che necessita di una sua relazione ad hoc tante le cose viste ed apprezzate, compresa la conoscenza di un ascolano che gestisce il ristorantino "da Benito" il quale, col figlio, confeziona pietanze veramente all’italiana per turisti e locali appassionati della nostra cucina! Figuratevi quello che è successo, tenuto conto che qualche partecipante Amirel dava già chiari segni di insufficienza culinaria italiana!. Una flebo di spaghetti aglio e olio ha risistemato ogni cosa!.

L’ultimo giorno ho consigliato il quartetto (con l’aereo a pagamento e visto il loro orario infelice di partenza da Heathrow 14.30) di fare il giretto che Peppe ed io avevamo compiuto il pomeriggio dell’arrivo, mentre noi siamo andati al Sience Museum ove, dalle 10 alle 14 siamo appena riusciti a vedere l’imponente collezione modellistica navale, delle macchine a vapore di tutti i tipi e del museo dell’aviazione, il tutto pari ad appena il 25/30% del materiale esposto!. Alfine sazi, siamo ritornati all’hotel Barkston Gardens per ritirare i bagagli, dare un bacetto a Carmela (la ragazza pugliese che ci aveva accolti alla reception venerdì) e riprendere per l’ultima volta il London Tube: direzione Heathrow da dove alle 17.30 la nostra AZ ci ha preso in consegna, destinazione FCO - Leonardo da Vinci, con un po’ di nostalgia!.

da "IL TEMPO" del 23 dic 98

M. Parasassi

Che ne direste di contattare il sig. Previtali di Genzano ? (N.d.R.)

NOTIZIE RACCOLTE SULLA STAMPA

A cura della Redazione

BONHOMME RICHARD

E' stato pubblicato su "Aeronautica e Difesa" 10/98 un articolo che può interessare i nostri lettori e del quale riproduco la foto allegata al servizio.

Il 13 agosto 98 è entrata in servizio nell'US Navy la LHD-6 Bonhomme Richard; sesta unità della classe di portaeromobili Wasp. L'interesse per i soci AMIREL dipende dal fatto che una ventina di noi sono stati ospitati a bordo della Wasp, in occasione della festa d'indipendenza americana, nel luglio '91.

La nave è in grado di accogliere 3 hovercraft, aerei AV-8 Harrier ed elicotteri CH-46 per un totale di 42 unità, 2000 tra marinai e marines. L'armamento è costituito da 2 sistemi missilistici Sea Sparrow, 2 sistemi RAM e due torrette Vulcan da 20 mm, 6 lanciatori di artifici radar per la difesa passiva.

Questa nave è la terza unità US Navy a portare questo nome. La prima è stata una fregata francese del 1765 (qualche socio l'ha costruita) ed impiegata nella guerra d'indipendenza americana, la seconda una portaerei CV-31 (1944-1971) ed usata nella 2° GM, guerra di Corea e guerra del Vietnam

Riportiamo qui sotto parte degli articoli pubblicati da "IL TEMPO" dell'epoca.

Chi sa se qualche socio, magari memore della precedente visita alla sorella più anziana,
non si cimenti nella costruzione di questa splendida nave!

MUSEO DI VIGNA DI VALLE

Nell’articolo non è specificato di quali aerei si tratta e quindi dovremo aspettare la più volte preannunciata apertura per vederli, speriamo entro il 1999 (N.d.R.).

REALIZZAZIONE DI MODELLI – 1

"THERMIC PALIO" DI SCORPIO . . . . VARIANTI IN CORSO D’OPERA!

a cura di A. Zanardi

Le ripetute copertine su "Modellismo" e la pubblicità di Scorpio sul catalogo di "Jonathan" mi avevano convinto che, per le mie esigenze di veleggiamento in pendio sulle colline laziali e con le brezze disponibili, il Thermic Palio costituiva una risposta valida. Detto, fatto (grazie all’efficienza di "Jonathan"), in pochi giorni ho avuto fra le mani la scatola di montaggio (ARF) che richiede in effetti solo poche operazioni di assemblaggio, qualche aggiustaggio e la messa in opera del radiocomando.

Non sono alle prime armi (di veleggiatori R.C. ne progetto e costruisco dagli anni sessanta!) per cui, con i "pezzi" in mano mi sono fatto un po’ di conti:

- il rapp. volumetrico di coda (K) è di 5,2: in linea con modelli di quella mole

- la sup. laterale del direzionale è poco più del 7% di quella alare: pochina,

- il doppio diedro, anche se moderato, è da ritenersi sufficiente,

- la freccia alare di estremità è di aspetto gradevole,

- la posizione del gancio di traino è corretta (60° avanti il CG), ma il gancio fornito è da ..... sganci prematuri (troppo piccolo e inclinato rispetto alla linea di volo).

Il primo punto presupponeva un centraggio ed una messa a punto accurati: possibili comunque con le precise istruzioni allegate; il secondo punto invece non mi soddisfaceva affatto, specialmente per l’utilizzazione che ne intendevo fare, cioè in pendio ove all’atterraggio è necessaria una buona prontezza di risposta sull’asse di rollio che, senza alettoni, è possibile solo surdimensionando il direzionale. Ho quindi prolungato la deriva superiormente di 5 cm., ingrandendo di conseguenza la parte mobile di circa il 50%.

Ho terminato agevolmente il montaggio non senza sostituire la squadretta del timone di profondità con un tondino di C da 3 mm di doppia lunghezza! [esperienza insegna che è meglio per la precisione dei comandi avere i rinvii con il massimo movimento lineare possibile in modo da ridurre i giochi a livello angoli di barra (del servo e del profondità)]. Ho sostituito anche il gancio di traino con uno di acciaio armonico saldato a Castolin su di una piastrina di ferro acciaioso.

I primi voli sono stati ... fortunosi (semiala destra spezzata di netto all’altezza del gomito!) anche perché tirava un vento indiavolato. La prova successiva, con brezzolina accettabile, ha invece evidenziato una pecca strana: in virata, a velocità moderata, l’estremità interna del T.Palio tendeva a stallare ponendo facilmente il modello in assetto iniziale di vite con le potenziali conseguenze immaginabili, specialmente se a bassa quota!; sembrava anche che il diedro potesse essere insufficiente..........

Consultati i sacri testi (Kanneworff, Galè, ecc.) mi sono convinto che era la freccia delle estremità alari unita al diedro (e non una svergolatura inesistente) la causa di tale subdola tendenza.

Ho preparato perciò due piccoli schermi d’estremità rivolti verso l’alto ed incollati direttamente (in prima istanza) sulle estremità alari, senza altra modifica se non l’asportazione del solarfilm per facilitare l’incollaggio. Qualche giorno dopo il tempo ritornava propizio (è stato un ottobre piovoso!) e le nuove prove hanno dimostrato che il modello, originariamente un po’ ballerino e stallereccio, era diventato molto più docile ai comandi, specialmente in virata. Questo chiarisce che a volte basta veramente poco (oltre all’esperienza!) per avere un modello del tutto diverso.

Ho voluto portare questo mio contributo costruttivo (anche per la Scorpio) poiché il suo Thermic Palio trovo sia un modello gradevole, ben presentato e ben costruito, ma che necessita di veramente poco per diventare anche un fedele amico per l’amante del pendio domenicale.

P.S. il modello ha per ora sempre volato in pianura col traino a cavo elastico che facilita molto la messa a punto dei parametri ottimali di volo; personalmente uso 16/32 m. di elastico 6x6 e 35/50 m. di monofilamento di nylon da 1,2 mm.; da ultimo posso aggiungere che anche in pendio, quando il vento è debole e la dinamica ...... pure, preferisco un piccolo lancio a elastico per allontanarmi dal pendio in sicurezza e in quota ........!. Buoni voli con il "Thermic Palio" !

Per informazioni sul modello rivolgersi ai negozi specializzati o scrivere alla ditta:

SCORPIO srl - C.P. 547 - 38100 Trento - oppure - e-mail: scorpio@bearnet.it

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