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"Con il fascino della loro musica attiravano i marinai che passavano nelle vicinanze.   Le navi si avvicinavano allora pericolosamente alla costa rocciosa e si fracassavano.   Le sirene divoravano allora gli impudenti."

Donne bellissime e seducenti, che apparivano tra le spume del mare chiedendo con un canto suadente ai marinai di interrompere la loro solitaria navigazione e di indugiare con loro.
In pochi hanno resistito all' invito che precedeva una fine crudele ed il mancato ritorno di tanti marinai.

Oppure erano identificate come mostri con un corpo di uccello e una testa di donna (nelle storie degli Argonauti).

La prima storia di sirene entrata nella mitologia e' quella di Orfeo che accompagna gli Argonauti lungo il tratto presso l' isola delle Sirene.
Per distrarre i suoi uomini Orfeo suona la lira di Bitonto e va a coprire il loro canto fatale; cosi' perdono il loro potere.

Ulisse utilizza un altro espediente: mentre ai suoi uomini impone di turarsi le orecchie egli, per tutelar se stesso, si fa legare all' albero della nave. In tal modo puo' udire e vivere il pericolo ma uscirne vivo. Sconfitte ancora una volta, le sirene si precipiteranno in mare.
Cosi' narra la leggenda.

I miti sono piuttosto contraddittori sulla loro origine.
Apollonio le fa nascere da Tersicore e da Acheloo, il dio fluviale.
Altri le vedono figlie di Melpomene. Molti affermano che fossero compagne di Persefone o di Demetra. Fu al momento del ratto di Persefone che le sirene avrebbero preso il volo verso la Sicilia; vennero attribuite loro ali e corpo da uccello per volare alla ricerca della vergine rapita.
Qualcuno avanza l' ipotesi che l' esser state trasformate in uccelli fosse una punizione per non essersi opposte al rapimento della loro padrona.
Piu' indulgenti, gli uomini, ne fecero l’immagine delle armonie celesti che cantano per la gioia dei Beati nelle Isole Fortunate.
Nel Medioevo, la sirena, affascinante e crudele, si confonde spesso con l' inquietante arpia, avvoltoio del mondo sotterraneo...
Risale forse a questa fase storica la trasformazione radicale della sirena che, in veste di donna-pesce, si fa, via via, sempre piu' simbolo di pericolosita'.
Le sirene hanno perso l’oscurita' dei loro capelli; ora sono bionde, hanno chiome lunghe e fluenti, ondulate come il mare. Assieme allo specchio, simbolo che rimanda al doppio, all' ombra e all' inganno, le sirene usano il pettine, termine che, etimologicamente, rimanda alla sessualita'. Cio' che lo specchio offre e' l' immagine di un corpo nel quale la parte animale ha preso il sopravvento.
Le sirene moderne sono impregnate di una sessualita' che era totalmente assente nelle sirene primitive.
Nella mitologia greca, infatti, esse furono addirittura punite da Afrodite per il loro tenace rifiuto a qualsiasi rapporto d' amore.
L' uomo antico cercava nelle sirene quel dono che esse erano capaci di infondere in un attimo di rapimento: il suono della conoscenza.
Ma il cammino umano e' lungo e faticoso; non e' un caso che solo Ulisse, il progenitore della coscienza (perche' e' il primo ad usare il pronome "io") abbia potuto reggere il peso della nuova consapevolezza sopravvivendone.
Se prima potevano allettare e far perire nel languore e nella malia del loro canto celestiale, nel medioevo il corpo diventa protagonista.
Da solari (l' oro del sole fermato nei capelli) le sirene diventano lunari, inserite in un tempo ciclico, mutabile e misurabile. Esseri lunari sottomessi alla temporalita' e alla morte, come la luna che nasce, cresce, decresce nel buio per poi risorgere.

Sirena viene da sereno o da sera. Il crepuscolo evoca la pericolosita' ed il rischio di essere divorato.

Nel Medioevo, periodo della Scolastica, dei Padri della Chiesa, delle Crociate e di una diffusione sempre piu' dogmatizzata del Cristianesimo, le sirene perdono dunque le ali; come nelle rappresentazioni alchemiche e' la caduta dell’anima.
Figure per meta' pesce e per meta' donna, tra il mare, simbolo di un inconscio ancora divorante, e la terra, luogo dell' uomo e regno assoluto dell’Ego.
Dall’armonia celeste - le ali da uccello dell' antichita' - che si diffonde tra gli uomini attraverso un canto che e' suono, ancora troppo potente, della conoscenza, alla "perdizione" nel profondo mare dove, per la prima volta, le sirene iniziano a specchiare il loro corpo nudo e a vedersi come illusione.
Il primo autore medioevale a parlare delle sirene e del loro canto mortale e' Richard de Fournival nel "Bestiario d’amore" del 1250.

Molti viaggiatori narrarono di averne vedute e ne interpretarono i comportamenti come segni prognostici.
Anche Colombo (scopritore del mondo "nuovo") ne vide tre che danzavano sulle onde, mute e anche molto brutte.

Due sono gli animali marini che, con le loro forme, ben si prestano a supportare le leggende:
- il lamantino, un mammifero che vive alla foce dei grandi fiumi africani e americani,
- il dugongo, cetaceo erbivoro dell’Oceano Indiano.
Entrambi hanno grandi seni rotondi privi di peli; quando allattano emergono dall’acqua con il tronco.

Nel 1614 viene descritta una storia d' amore tra un marinaio ed una sirena.
Le storie d' amore tra l' uomo e la sirena sono meravigliose ma finiscono sempre male: l' uomo, accompagnato nelle profondita' degli abissi in palazzi sottomarini, non puo' piu' liberarsi dal vincolo di quell' amore.

Molto disponibili ad aiutare i naufraghi, li nutrono e li accudiscono ma poi, nei rapporti "traditi", non li lasciano andar via e spesso li uccidono.

Nelle leggende popolari sono presenti con vari nomi:
- in Germania e' la "nixen", sirena malvagia che spinge l' uomo al suicidio;
- nei Paesi Bassi le "Merminnes", meno crudeli ma molto vendicative.

Secondo alcune leggende nordiche le sirene possono cambiare sembianze a contatto con la terra ferma, trasformando le pinne della coda in gambe e assumendo di nuovo fattezze ittiche al contatto con l' acqua.
Come simbolo, la sirena e' sempre molto presente nelle rappresentazioni iconografiche piu' antiche e resta vivo a lungo nelle miniature, nei capitelli, nei blasoni e nelle incisioni.
E' curioso che i tipografi, in passato, abbiano scelto l' insegna della sirena a doppia coda quale simbolo della conoscenza e della cultura umanistica.

Tra le due branche del sapere, il due dell' opposizione e del conflitto diremmo noi oggi, si apre il sesso affascinante, l'antro marino: e' il femminile quale ritorno al tutto, origine e fonte di ogni sapere, vera porta dell' "altro" mondo.

E' nel Medioevo, dunque, che la sirena diventa un mostro creato dalla fantasia dell' uomo solo, isolato, come lo e' il marinaio sempre in viaggio, ossessionato dall' immagine della donna.
E' l’emblema del demonio che seduce l'uomo ai piaceri della carne spingendolo alla dannazione.

La sirena e' il fantasma della sessualita' esigente e della tristezza post-coitale: l' incanto, la fascinazione e la malia della prima fase, quella del desiderio erotico, si trasforma in prigionia e morte. Una morte inutile e definitiva se l’amore e' vissuto nell' immediatezza e nell' orizzontalita'. Poiche' da sempre, amore e conoscenza formano un tutt' uno inscindibile con l' uomo ed il suo stesso divenire.
La Sirena, di concerto con i nuovi risvolti simbolici, che non cancellano tuttavia quelli primitivi, si illeggiadrisce, e finisce per rappresentare, nell' epoca attuale una sorta di complimento per una donna affascinante.

TIPI DI SIRENE

OREJONA - Orejona e' una sirena con caratteristiche anfibie: ha gambe da donna, ma mani palmate e branchie, Orejona e' una sirena aliena, e' scesa da una navicella d' oro e poi sbarcata nel lago di Titicaca. Nelle grotte marine, spesso abitano delle sirene bellissime come lei ma altrettanto crudeli e spietate, infatti amano cibarsi di carne umana e tappezzano la loro grotta di teschi in cui sono rinchiuse le anime dei marinai affogati.

LE NINGYO - Le Ningyo sono sirene del giappone, molto timide e innocue.

LA DUYUGUN - In Tailandia vive la Duyugun sirena dai lunghi capelli, esse non sono attraenti e la prima di loro si dice che fosse una bambina molto disubbidiente trasformata dagli spiriti in sirena.

LA MAMI WATA- Nel delta del fiume Niger, in Nigeria, vive Mami Wata una sirena che da' poteri magici a chi la vede.

LE MEMOZINI - Nel mar Rosso nuotano le Memozini. Secondo la leggenda, queste sirene sono le figlie dei soldati del faraone Ramses, annegati e sposati poi con delle sirene.

MURGEN - In italia si nasconde in una conchiglia gigante Murgen = nata dalle acque, una Sirena che la notte tra il 24-25 Gennaio ( il compleanno di Michelangelo!!! ) esce dalle acque e predice il futuro. 

 

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