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APPUNTI SULL'ANTISEMITISMO

Vedi anche Leggi Razziali Italia 1938 >>

L'ANTISEMITISMO

RAZZISMO: attribuire senza fondamento caratteristiche ereditarie di personalità o comportamento a individui con un particolare aspetto fisico. Credere che le caratteristiche di superiorità o inferiorità di individui di una certa razza abbiano una spiegazione biologica.

ANTISEMITISMO: odio, avversione, ostilità nei confronti delle persone di origine ebraica.

I PADRI DEL RAZZISMO MODERNO: J.A. GOBINEAU (FR) e H.S. CHAMBERLAIN (GB)
Alla fine dell'800, formulano il concetto di razza (tra le tre razze - bianca, gialla e nera - i neri sono inferiori alle altre). Le loro idee ebbero successo in Germania e da lì passarono anche in Italia. Nasce così il mito della razza ariana, cioè quel popolo di carnagione chiara che discese in India e assoggettò i popoli di pelle scura.

L'ANTISEMITISMO NAZISTA
A.HITLER: E' convinto della missione della razza nordica, la quale deve purificarsi sterminando gli ebrei e muovere alla conquista del mondo assoggettando gli uomini delle altre razze a compiti servili. La Germania deve quindi aspirare ad uno spazio vitale. In carcere dopo il putsch di Monaco scrive il Mein kampf (la mia battaglia). Il testo diventerà lettura obbligatoria nelle scuole. Nel 1933 Hitler diventa Cancelliere del Reich.

I PRESUPPOSTI DELL'ANTISEMITISMO NAZISTA
Gli ebrei sono ritenuti il capro espiatorio della sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale. Ciò si spiega con la necessità di trovare un avversario da contrapporre al popolo tedesco.

01.04.1933: giornata del boicottaggio (contro aziende, negozi, professori, studenti e avvocati ebrei)
07.04.1933: leggi discriminatorie (escludono gli ebrei dai pubblici uffici e dalla professione medica e legale)
15.09.1935: leggi di Norimberga
1938: è il culmine della politica antisemita nazista prima della seconda guerra mondiale
09.11.1938: notte dei cristalli (distruzione di negozi e sinagoghe in tutta la Germania)
04.07.1939: inizia la Soluzione Finale della questione ebraica in tre fasi: a) ghettizzazione, b) arresti di massa, fucilazione ed esecuzioni sommarie, c) sterminio nei lager

CAMPI DI CONCENTRAMENTO PIÙ CONOSCIUTI: Auschwitz, Chelmno; Belzec; Sobibor; Treblinka. Per l'Italia ricordiamo la risiera di San Sabba, vicino Trieste, dotata di forni crematori.

PRIME TRACCE DI ANTISEMITISMO
70 d.C.: ribellione ebraica alla quale segue la repressione romana e la distruzione del tempio di Gerusalemme
133 d.C.: seconda ribellione ebraica e repressione romana ancora più dura. Distruzione di Gerusalemme e divieto di residenza per gli ebrei. È la definitiva diaspora ebraica (cioè la dispersione degli ebrei nel mondo, i quali iniziano ad essere ritenuti un popolo privo di una patria).
Essi sono derisi per la loro religione e per le loro usanze. Si diffonde una mal sopportazione del loro separatismo, l'incomprensione per i loro riti religiosi. Nascono curiosità soddisfatte da interpretazioni stravaganti.

Il 4° secolo è il secolo dell'antisemitismo vero e proprio. Esso non è però di tipo razzista, bensì di tipo religioso. Ciò nasce quando il cristianesimo diventa religione di stato. Gli ebrei sono definiti il popolo deicida da punire in eterno perché non ha saputo, nonostante la sua Elezione, riconoscere il Tempo della manifestazione del Figlio di Dio (è il cosiddetto antigiudaismo cristiano). Da qui scaturiranno purtroppo i primi incendi di sinagoghe, gli eccidi e i vari divieti tra cui quello di sposare donne cristiane e di costruire nuove sinagoghe.
C'è però anche qualche voce fuori dal coro: Papa Gregorio I° Magno afferma, infatti, che bisogna evitare le conversioni sforzate. Purtroppo il suo consiglio non sarà seguito da alcuni papi successivi.
A periodi di tolleranza seguono periodi di intolleranza e persecuzione. Poco a poco però la motivazione religiosa perde terreno a favore di quella socio-economica: l'ebreo viene ormai percepito come l'avaro che presta denaro a interesse.
La Rivoluzione Francese ha, finalmente, dichiarato l'emancipazione degli ebrei e l'eliminazione del ghetto.
Il 1800 è invece il secolo dei grandi massacri nelle campagne russe e polacche (Pogrom).

LE CITTÀ
In Europa Occidentale e negli USA è difficile trovare ebrei contadini. Essi abitano, infatti, soprattutto nelle città per due motivi: a) perché dediti al commercio (ricorda la posizione geografica della Palestina); b) a causa dell'antisemitismo che spinge a preferire la vita più comunitaria cittadina a quella solitaria della campagna. Molte volte, inoltre, la legge stessa proibisce agli ebrei di possedere e coltivare la terra. Questo ha certo contribuito ad aumentare ulteriormente la loro apertura mentale e culturale.

IL GHETTO
La paura li spinge a vivere non solo nelle città, ma in quartieri comuni (la Giudecca, in Italia) dove esercitano le loro attività, fino a formare "città" con mura e portoni. Ciò avviene in forma volontaria fino al 1500. Dopo, infatti, la vita nel Ghetto diventa obbligatoria. Il portone viene addirittura chiuso dall'esterno e controllato dalle sentinelle. Sono previste anche sanzioni per chi si allontana di notte. Lo spazio è sempre lo stesso, ma il numero degli abitanti aumenta con effetti negativi in termini di igiene e di sicurezza delle strutture murarie.

IL SEGNO
I nazisti costringono gli ebrei a portare cucita sugli abiti la stella di Davide. Già il califfo arabo Omar II nel VII secolo ordinò loro di portare il maiale (i cristiani, invece, la scimmia). Cfr. il Concilio Lateranense IV del 1215.
(segno= siman (ebraico) = sciaman= sciamannato).

I MARRANI
Nel 1492 il re di Spagna Ferdinando ordina agli ebrei residenti di abbandonare il suo regno oppure di convertirsi e ricevere il battesimo. Circa 200.000 ebrei decidono di lasciare la Spagna mentre altri scelgono la conversione. Questi, però, per disprezzo furono chiamati marrani (=maiale, porco, vile traditore).

 
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