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Celtic Music (K. Mathieson)
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Celtic Music di Kenny Mathieson 

La prima cosa che colpisce in questo libro è la copertina: verrebbe da chiedersi come l’abbia presa, il violinista John Sheahan, a vedere la propria immagine sulla cover di questo Celtic Music con la testa “amputata” di un buon 50%…

E se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, la copertina in questione potrebbe involontariamente indurre con preoccupazione alla sensazione di un libro in qualche modo “a metà”. I proverbi, si sa, non sbagliano (quasi) mai, e anche in questo caso la sensazione si rivela purtroppo, alla lettura del libro, confermata.

Intendiamoci, lo scopo e la pianificazione di questo Celtic Music sono tanto giustificati quanto ambiziosi. È infatti ben noto a tutti che parlare genericamente di musica celtica significa in realtà prendere in considerazione realtà storiche, geografiche ma soprattutto musicali profondamente differenti tra loro: è risaputo che la musica ad es. bretone si differenzia enormemente dalla musica scozzese, così come ben poco in comune hanno tra loro le caratteristiche stilistiche della musica irlandese e di quella galiziana. Volendo quindi scrivere, come in questo caso, un volume con argomento “la musica celtica”, la scelta obbligata è quella di suddividere il libro in questione in vari capitoli a carattere “geografico”: Irlanda; Scozia; Galles, Isola di Man e Inghilterra; Cape Breton; Celtic Iberia, e (giustamente) Nuove Tendenze. Tale impostazione è senz’altro corretta, e ciascuno dei capitoli è a firma di specialisti del calibro di Sue Wilson (Nuove Tendenze), Andrew Cronshaw (Celtic Iberia) e Jim Gilchrist (Scozia).

Osservando tuttavia quante pagine sono dedicate a ciascuna delle regioni celtiche, salta all’occhio l’identico “peso specifico” attribuito  alle varie zone geografiche, come se ad esempio il “ruolo musicale” irlandese e quello galiziano (con tutto il rispetto per quest’ultimo) fossero equipollenti. E sappiamo tutti che non è così.

In una situazione di questo genere i casi sono due: o i redattori delle parti dedicate alle zone “minori” hanno fatto un eccellente lavoro, ovvero chi ha scritto le parti relative a Irlanda e Scozia lo ha fatto con una certa superficialità e un’eccessiva stringatezza. La sensazione è in effetti proprio quest’ultima: Kenny Mathieson, “editor” in prima persona del volume, è autore sia dell’introduzione che del capitolo “Irlanda”, che di quelli relativi a Cape Breton e a Galles, Isola di Man e Inghilterra. Leggendo la parte “irlandese” del libro si rimane perplessi davanti alla quasi totale latitanza di argomenti fondamentali come il sean-nós (il tipico canto in Gaelico senza accompagnamento), e a una certa generale approssimazione nel trattare gli elementi storici degli anni ’60. Altri recensori hanno evidenziato anche svariati errori grossolani relativi alla biografia e alla discografia di diversi musicisti, come pure una eccessiva importanza attribuita ad alcuni autori contemporanei rispetto allo spazio dedicato a figure più “tradizionali”, ma ugualmente fondamentali nella storia della musica celtica.

Un libro al 50%, faceva temere la testa “mozzata” del violinista in copertina: purtroppo si deve ammettere che la sensazione era esatta.

                                                                                                          Alfredo De Pietra

Kenny Mathieson: Celtic Music – Backbeat Books 2001 – ISBN 0-87930-623-8 – $19.95

© New Sounds 2000