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Alta Via Camuna
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Per descrivere questo divertente viaggio, trascriverò l'articolo comparso sulla rivista a cura delle sezioni CAI di valle Camonica"TRACCE" del 2000, scritto da due nostri compagni di viaggio.

L'ALTA VIA CAMUNA di Lara e Marco

Alle ore 14.00 del 10 agosto 1999, una piccola compagnia di nove persone si ritrova davanti al municipio di Cevo, per iniziare una piccola avventura programmata ed attesa da tempo: percorrere il sentiero numero 2, "L'ALTA VIA CAMUNA", che si snoda attraverso il parco dello Stelvio.

Il gruppo è assai eterogeneo: per orientamento politico, per età (dai 9 anni di Elisa ai 67 di Piero), per etnia e soprattutto per velocità di percorrenza dei sentieri di montagna; ci uniscono la nostra amicizia ed il desiderio di trascorrere alcune serene giornate tra le bellezze paesaggistiche offerte dalle montagne del Parco Dello Stelvio.

Ma, forse, l'inizio dell'avventura deve essere rinviato: pochi minuti prima dell'ora fissata per la partenza, il cielo di Cevo diventa cupo; poi si rovescia una memorabile grandinata.

Ci siamo quasi rassegnati, ma non si rinuncia tanto facilmente all'idea di vivere finalmente un evento tanto atteso; così rimaniamo sotto la tettoia del Municipio, tenacemente attaccati alla speranza che, come può accadere d'estate, entro breve il tempo torni bello.

E il cielo ci accontenta; la grandinata cessa, i nuvoloni neri si diradano e il sole torna a splendere.

Così partiamo con entusiasmo accresciuto, perché così accade quando si può finalmente iniziare a vivere momenti ai quali, per un pò, si è pensato dover rinunciare.

Raggiungiamo con le auto le Case di Viso, nella piana di S. Apollonia, e da qui ci incamminiamo verso la prima meta: è il rifugio Bozzi (visitato per qualcuno da un famoso Battisti...qualcuno scoprirà poi che non si tratta di Lucio), dove trascorreremo la prima notte.

Il percorso del primo giorno è breve e privo di difficoltà; così potremo affrontare riposati l'impegnativa tappa del giorno successivo, quella che ci porterà, dopo 11 ore di cammino, al BIvacco Linge.

Il Mattino dell'11 Agosto partiamo di buon'ora diretti verso il Piano di Ercavallo; il sentiero che vi conduce è pianeggiante ma, superati i laghetti, inizia l'impegnativa ascesa verso il Passo dei Tre Signori, a quota 3360 m (niente di proibitivo, s'intende, ma prova tu a farla con due vesciche grosse come uova sui talloni! E per fortuna che il Tullio, aveva quei miracolosi cerotti, altrimenti col cavolo che adesso sarei qui a scrivere quest'articolo!).

I primi a raggiungere i laghetti di Ercavallo hanno la fortuna di fare il gradito incontro con alcuni camosci scesi fin lì per abbeverarsi. Purtroppo, alla vista degli escursionisti, gli animali si allontanano;così i ritardatari del gruppo devono accontentarsi del racconto dei loro compagni e sperare di incontrare qualche altro esemplare nel proseguo del viaggio.

Come detto, il più anziano del gruppo è Piero, che "allieta" i suoi compagni con continui brontolii, vera e propria colonna sonora del viaggio. Il caldo, il freddo, la stanchezza, il cammino troppo lungo...ogni pretesto sembra buono per lamentarsi! Ma forse è solo un gioco, per divertirsi e per divertire un pò; altrimenti non si spiegherebbe come mai Piero sia sempre in testa al gruppo e sembri così contento di fare la fatica di salire in montagna; e poi si vede che di energie ne ha in abbondanza.

Superato il passo dei Tre Signori si presenta la prima vera difficoltà dell'escursione: un tratto di sentiero esposto, da affrontare con cautela, saldamente attaccati alla parete rocciosa.

C'è chi lo supera con facilità e chi, invece, impacciato forse più dalla paura che dai suoi limiti di agilità, ha bisogno di un aiuto. Tra noi c'è però chi sa benissimo cosa fare in questi casi.

La fatica del viaggio non ci fa dimenticare che oggi è una giornata speciale: nel primo pomeriggio avverrà la tanto attesa eclissi di Sole. Così procediamo con uno sguardo sempre attento al paesaggio e un occhio rivolto al cielo, che anche oggi deve farci un grosso favore, cioè permetterci di

E di nuovo il cielo ci accontenta; così, presi gli opportuni accorgimenti, a turno osserviamo il Sole oscurarsi sempre più, fino al culmine del fenomeno, quando la vallata in cui ci troviamo è illuminata da un'innaturale luce crepuscolare (e per fortuna che c'era Marco, con i suoi accorgimenti, altrimenti col cavolo che avremmo visto l'eclissi).

Ora la strada tuta in discesa: ci Dirigiamo verso il Passo Gavia, dove sostiamo per bere qualcosa di caldo; poi ripartiamo verso il Lago Nero, che costeggiamo e superiamo per poi iniziare l'ultimo tratto del cammino odierno; è già tardo pomeriggio e la fatica comincia a farsi sentire, ma il Bivacco Linge non è lontano.

Ci arriviamo sufficientemente presto, per preparare una abbondante cena ristoratrice. Come al solito, l'istintiva simpatia che unisce le persone che condividono le serate e le notti nei rifugi contribuisce a crear un clima di solidarietà e collaborazione tra tutti gli ospiti del Bivacco.

La compagnia dei nostri coinquilini sembra effettivamente piacevole, se non fosse per il rumoroso russare di uno di loro, che contribuirà a fare in modo che alla partenza non tutti saranno in perfetta forma! Ad ogni modo si tratta di affrontare l'ultima fatica: raggiungere il Passo di Pietra Rossa.

Piano piano si sale, nella fitta nebbia creata dalle nuvole che, purtroppo, almeno per la prima parte della giornata, hanno deciso di impedirci di vedere il paesaggio circostante. Fa anche freddo, ma siamo bene equipaggiati, oltre che sempre motivati: non ci fermerà certo un pò di brutto tempo!

Infatti arriviamo al passo nel tempo previsto ed anche questa volta i primi  a raggiungere la meta sono ripagati del maggiore sforzo prodotto: prima che la nebbia impedisca loro la vista, riescono infatti a vedere lo scorcio della Valtellina visibile da quel punto.

Gli altri, forse, questa volta proveranno minor delusione, più preoccupati dal freddo sempre più pungente che dispiaciuti per non aver visto il panorama, ma soprattutto turbati dalla presa d'atto che prima della discesa ci siano ancora una cinquantina di metri di "impervia" salita. Data la temperatura, decidiamo di non sostare a lungo; superiamo il passo e subito dobbiamo affrontare un altro tratto esposto.

Il tempo ci da una mano, mettendosi al bello proprio al momento giusto per rendere più agevole l'impresa. Ormai il più è fatto; il sole è tornato e non resta che goderci la tranquilla discesa lungo l'alta Val Grande, fino al Bivacco Saverio Occhi.

Da lontano riusciamo a scorgere alcuni cervi al pascolo e, con l'aiuto dei binocoli, osserviamo a lungo gli splendidi animali. Il nostro rifugio per la notte è davvero confortevole; c'è la possibilità di fare una doccia calda e di preparare una buona cena. Per il giorno dopo è prevista solo una tranquilla discesa di alcune ore fino a Vezza d'Oglio, non sappiamo che la montagna ci riserverà un'ultima sorpresa.

Il mattino successivo, infatti, appena usciti dal rifugio, assistiamo alla rapida e leggera corsa di un branco di alcune decine di camosci che, per la nostra fortuna, ha deciso di attraversare proprio in quel momento la Val Grande, da versante a versante, per raggiungere i pascoli migliori.

é stato uno spettacolo che probabilmente ricorderemo a lungo e di cui parliamo con rinnovato stupore ogni volta che, con le gambe sotto il tavolo, ci ritroviamo con le delizie di Silvia e del buon vino (un pò nello stomaco, un pò in testa) a ricordare il Sentiero Numero 2, o a progettare i prossimi.

E se non ci fosse stato Marco, con la sua proverbiale calma, a farci aspettare all'uscita del Bivacco Occhi... col cavolo che avremmo potuto godere dello spettacolo dei camosci!

LE TAPPE

1° TAPPA: Case di Viso (1877 mslm) - Rifugio A. Bozzi (2475 mslm) ORE: 2.30

2° TAPPA: Rifugio A. Bozzi (2475 mslm) - Laghetti di Ercavallo (2621 mslm) - Passo dei Tre Signori (3360 mslm) - Rifugio Bonetta al passo Gavia (2621 mslm) - Bivacco Linge (2289 mslm)  ORE: 11.00

3° TAPPA: Bivacco Linge (2289 mslm) - Passo di Pietra Rossa (2963 mslm) -  La Valletta (2872 mslm) - Pulpito (2474 mslm) - Bivacco Saverio Occhi (2047 mslm)

4° TAPPA: Bivacco Saverio Occhi (2047 mslm) - Malga Val Grande (1785 mslm) - Cappella dell' Acqua Calda (1376 mslm) - TU (1205 mslm)

 

Hanno partecipato a quest'avventura: Prati Angelo, SIlvia Bregoli, Prati Elisa, Prati Pietro, Clementi Tullio, Venturini Marco, Clementi Lara, Andreoli Graziano e Alessandro Prati

 

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