| MAZINGA Z |
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PERSONAGGI
E MEZZI |
GLI
EPISODI |
CREDITS & SIGLA |
IL MANGA |
| LA STORIA |
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INTRODUZIONE
Da "Mangazine" (Granata Press) del Nov./Dic. 1992
"Iron Z e gli imbottigliamenti stradali"
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| La Genesi di Mazinga Z |
A pensarci adesso potrà sembrare incredibile, ma se non
fosse esistito Mazinga Z, non sarebbero nate neppure tutte le
altre centinaia di robot che hanno popolato i nostri schermi televisivi.
Non solo: considerato che il concetto di un robot gigante pilotato
all'interno da un uomo s'è ormai radicato nell'immaginario
degli abitanti di una buona metà del globo, possiamo renderci
conto di quale rivoluzionaria idea abbia avuto il signor Go Nagai.
Però, si sa, le grandi idee nascono spesso nei modi più
curiosi, e Mazinga &C. non fanno eccezione alla regola. Si
narra che Nagai, di fronte a un imbottigliamento, abbia esclamato:
"Se da un'automobile uscissero braccia e gambe e potesse
così' scavalcare tutte le altre auto, non ci sarebbero
più problemi di code". Era l'aprile del 1972, e per
fortuna Nagai, invece di comunicare la sua trovata al Ministero
Dei Trasporti (a quest'ora sarebbe ancora internato in qualche
manicomio...) ebbe la ben più saggia idea di parlarne con
i suoi fratelli, manager della Dynamic Production, e con Ken Ariga,
produttore della Toei Doga.
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| Koji Kabuto |
Sayaka Yumi |
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| Professor Yumi |
Shiro Kabuto |
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| Professor Juzo Kabuto |
Koji in tuta da combattimento |
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| Boss |
Moocha |
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| Nuke |
Misato |
Quest'ultima, e con essa tutta la l'industria giapponese dell'animazione,
non stava passando un periodo troppo felice: finito il boom dei
cartoni animati sportivi, i telespettatori abbandonavano gli anime
a favore degli eroi fantascientifici dal vivo come Kikaider (Toei
Co.), la nuova serie di Ultraman (Tsuburaya) e soprattutto Kamen
Rider (Toei Co.). L'idea di un robot fantascientifico fu così
accolta con grande favore dalla Toei Doga, che già con
Devilman aveva allacciato buoni rapporti con Nagai. Da questa
trovata nacque il progetto per la nuova serie Iron Z: creato dall'istituto
di Sviluppo del Progetto Iron Z, diretto dal prof. Akagane, Iron
era un robot dal design piuttosto simile nel design a quello che
sarebbe stato Mazinga. A pilotarlo era il giovane Susumu Kaze
che, sulla sua moto Pilder (e non più su un'auto come aveva
pensato Go Nagai), si incastrava nella test del robot. Questi
era dotato di una specie di mantello che fungeva anche da piattaforma
per la moto di Susumu. Sul modello di Ultraman, Susumu, e con
lui anche Sayaka Yumi, era membro di una pattuglia specializzata
dell'istituto. Il nemico dottor Hell era invece un pazzo che nell'isola
di Rodi aveva rinvenuto dei mostri meccanici con cui intendeva,
da solo, conquistare il mondo. In un secondo tempo nacque l'idea
dell'energia fotoatomica e del Japanium: Iron Z non era più
così un semplice robot, ma un superobot costruito in lega
di Japanium! Non solo: ad affiancarlo, c'era anche Iron A, il
robot di Sayaka. Soddisfatti dell'idea, alla Toei ne decisero
la realizzazione: a trasmetterlo sarebbe stata Fuji TV, alle ore
7 di ogni domenica, e alla produzione avrebbe partecipato l'agenzia
Asatsu. Fuji TV impose però un cambio di nome, prima in
Energer Z, poi, sulla base di un'idea di Nagai, in Mazinga Z (Majinza
Zetto in giapponese). Il direttore della Toei TV, infine, per
evitare somiglianze con l'eroe motociclistico Kamen Rider, escogitò
l'idea dello Hover Pilder, di seguito alla quale anche il design
della testa di Mazinga fu cambiato. Infine, poco prima dell'inizio
della pubblicazione del fumetto di Mazinga su "Shonen Jump"
del 12 settembre, il nome del protagonista fu mutato in Koji Kabuto
e la progettazione di Mazinga fu accreditata non più ad
Akagane (diventato il dottor Yumi) ma a Juzo Kabuto, nonno di
Koji. Per attrarre il pubblico dei più piccoli furono poi
introdotti i personaggi di Shiro e di Boss. Aphrodite, da robot
combattente, divenne una macchina creata da Yumi a scopi pacifici
e solo occasionalmente costretta a combattere. Tra l'altro, nel
periodo intercorso tra l'inizio della pubblicazione del manga
e la trasmissione della serie TV, fu apportato un notevole cambiamento:
Juzo Kabuto, da scienziato pazzo dal volto sfigurato, divenne
un tranquillo signore mosso solo da ideali di pace.
LA TRAMA
Durante una spedizione archeologica sull'isola di Rodi, una squadra
di scienziati internazionali rinviene i resti di un'antica civiltà
molto avanzata, quella Micenea, che utilizzava giganteschi automi
per difendere il proprio territorio. Il Dottor Hell, scienziato
tedesco, facente parte della spedizione, in gran segreto ripristina
le funzioni degli enormi robot, e li utilizza come armi per uccidere
i suoi colleghi. L'unico sopravvissuto è il professore
giapponese, Juzo Kabuto, il quale, resosi conto delle ambizioni
di conquista di Hell, inizia a lavorare sul progetto "energia
fotoatomica" una straordinaria forma di energia, ricavata
dallo Japanium, minerale che si trova in abbondante quantità
nel monte Fuji. Con la collaborazione del professor Yumi, costruisce
"l'Istituto di Ricerche per l'Energia Fotoatomica",
proprio alle pendici del Fuji. Direttore del centro diventa Yumi,
mentre il professor Kabuto si ritira in gran segreto per lavorare
ad un altro progetto; la costruzione di un gigante d'acciaio in
grado di contrastare i robot che Hell sta costruendo in gran segreto
sull'isola di Rodi. Per costruire il robot, Kabuto utilizza una
lega metallica molto resistente, la super lega Z, ricavata anch'essa
dallo Japanium, minerale che alimenta di energia fotoatomica Mazinga
Z, il dio-demone, come viene battezzato il robot.
Intanto sull'isola di Rodi, Hell continua i sui macabri esperimenti
sui cyborg, esseri in parte uomo e in parte macchina. Dall'unione
di due mummie, una maschile e una femminile, ritrovate in Egitto,
crea il Barone Ashura, che diventa il suo primo assistente. Crea
inoltre un suo esercito di "Maschere di Ferro", cyborg
ricavati sostituendo il cervello di esseri umani morti, per la
maggior parte uccisi proprio dal Barone Ashura. Infine costruisce
i "mostri meccanici" utilizzando gli automi giganti
ritrovati, innestandogli un cervello umano in grado di far muovere
autonomamente le terribili creature, e controllandoli attraverso
il proprio bastone.
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| Dottor Inferno |
Barone Ashura |
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| Conte Blocken |
Duca Gorgon |
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| Marchese Pigman |
Generale Nero |
La missione del Barone Ashura è di scovare ed uccidere
il professor Kabuto, ritenuto da Hell, l'unica seria minaccia
ai suoi piani di conquista. Una volta scovata l'abitazione, dove
lo scienziato giapponese conduce le proprie ricerche, le Maschere
di Ferro, agli ordini di Ashura, la fanno esplodere. L'arrivo
dei nipoti del professore, Koji e Shiro, disturba l'opera degli
assalitori, che decidono di dileguarsi, prima di essersi accertati
della morte dello scienziato. Con l'ultimo filo di vita, Kabuto,
consegna al nipote Koji la propria creatura, Mazinga Z, e gli
spiega sommariamente come funziona. "Sali su quell'apparecchio,
l'Hoover Pilder, e aggancialo alla testa del Robot. Ma sta attento,
il potere di Mazinga può trasformarti in un Dio o in un
Demone, dipende da te come lo userai". Spirato il nonno,
Koji decide di salire su Mazinga per provare a portarlo al sicuro.
Con difficoltà aggancia l'Hover Pilder alla testa di Mazinga,
solo per scoprire di non essere in grado di manovrarlo; il robot
sembra animato da vita propria, e, solo grazie all'intervento
di un secondo robot, che blocca Mazinga, vengono evitati grossi
danni a cose e persone. Il secondo Robot è "Aphrodite
A", pilotato da Sayaka Yumi, figlia del professor Yumi, la
quale, messa in allarme dal padre all'apparire di Mazinga, raggiunge
il ragazzo, e gli dà le prime rudimentali istruzioni che
gli permettono di manovrare l'automa. Ma non c'è tempo
per un corso di pilotaggio avanzato, Hell, scoperto Mazinga, e
soprattutto capita l'incapacità del pilota, invia due mostri
meccanici alla volta di Koji e Sayaka. Nonostante le scarse capacità
del ragazzo, la potenza di Mazinga Z è tale che i due mostri
vengono facilmente distrutti. Da questo momento gli attacchi di
Hell si susseguono; a mettere in difficoltà Koji, e l'istituto
per l'energia fotoatomica, è un esercito nemico che diventa
di puntata in puntata sempre più forte. I mostri meccanici
del dottor Hell assumono capacità sempre maggiori, non
ultima la possibilità di volare, mettendo a mal partito
l'appiedato Mazinga. Solo l'avvento dello Jet Scrander, un apparecchio
progettato dal Professor Yumi, che si aggancia alla schiena del
robot, rimetterà in parità le forze in gioco. La
costruzione delle ali di Mazinga, viene raccontata sia nella serie
regolare, che in un episodio speciale, proiettato sul grande schermo
delle sale cinematografiche giapponesi, "Mazinga Z contro
Devilman". Nell'anime arrivano pure Boss e il suo goffo robot,
"Borot" o "Boss Robot" che con gli amici Nuke
e Moocha, tentano di mettersi in competizione con lo stesso Mazinga,
risultando più di intralcio che di aiuto. Per i nemici,
arriva il terribile "Conte Blocken", ex ufficiale delle
SS, riportato in vita come cyborg da Hell, durante la Seconda
Guerra Mondiale, che ha la capacità di staccare la testa
dal corpo, la cui rivalità con Ashura da un nuovo impulso
all'esercito nemico. Questo fino ad arrivare all'ultimo episodio
trasmesso in Italia, la serie, infatti, è stata interrotta
dalla Rai, che non trasmise una buona metà delle puntate,
a causa delle proteste dei genitori, contro la presunta violenza
dei cartoni animati giapponesi.
IL FINALE
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| Mazinga Z |
Hover Pilder |
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| Jet Pilder |
Jet Scrander |
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| Aphrodite A |
Istituto di Ricerche Fotoatomiche |
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| Boss Robot |
Dianan Alpha |
L'ultima puntata di Mazinga Z che abbiamo visto in Italia, è
la puntata 56, "Il furto della superlega Z". Si tratta
della prima parte di un episodio doppio, che finisce con la riuscita
del piano del Dottor Hell di impossessarsi dello Japanium. Però
il minerale rubato non è sufficiente a costruire un intero
mostro meccanico, quindi la superlega viene utilizzata per costruire
un'armatura che avvolge un mostro già costruito. Le armi
di Mazinga Z non riescono a scalfire la corazza, ma Koji se la
cava colpendo il mostro all'attaccatura del collo, unico punto
non protetto dalla lega speciale. La serie prosegue quindi con
l'arrivo di nuovi personaggi: Misato, una lontana parente di Boss,
che viene assunta da Yumi come governante per cucinare e rassettare
gli alloggi di Koji e Shiro. La ragazza non solo è molto
carina, ma al contrario di Sayaka possiede una spiccata femminilità,
nonché tutte quelle doti che farebbero felice qualunque
maschio nipponico. Il piano di Boss è semplice: far allontanare
Koji da Sayaka per avere campo libero con quest'ultima. Misato
si rivela inoltre una combattente con i fiocchi, nonché
un'abile pilota di elicottero, riesce da sola a sgominare una
banda di furfanti che era riuscita, con l'aiuto di Blocken, ad
intrufolarsi nell'istituto fotoatomico, e a prenderne in ostaggio
i membri. Arriva poi il Duca Gorgon, presentato come il guardiano
dell'Impero demoniaco di Micene, che ha il compito di sorvegliare
l'entrata per il regno dell'antico popolo. L'incontro tra Hell
e Gorgon avviene subito dopo la fuga di Kabuto dall'isola di Rodi,
dove i due decidono di stringere un patto di non belligeranza.
Metà uomo e metà tigre, Gorgon viene contattato
da Ashura, inviato dal dottor Inferno nelle profondità
del sottosuolo per incontrarlo, e cede a quest'ultimo le proprie
bestie meccaniche. Mostri che si rivelano molto più temibili
di quelli messi a punto dal perfido scienziato tedesco, e mettono
quasi sempre a mal partito il povero Mazinga Z. Proprio uno dei
mostri di Gorgon è l'artefice della distruzione dell'aliante
slittante, grazie all'uso di un fluido in grado di corrodere la
superlega; la povera navicella è talmente malconcia dopo
la battaglia, da dover essere ricostruita interamente. Il suo
posto viene preso dallo Jet Pilder, e durante la sua costruzione,
Koji è costretto a far fronte ad un mostro meccanico a
bordo dell'elicottero della base. Anche il robot di Sayaka deve
soccombere di fronte ad uno dei potenti mostri di Gorgon, il suo
posto viene preso da Dianan A, che si rivela molto più
utile di Afrodite in battaglia. Intanto stufo dei continui fallimenti,
il dottor Hell ripudia il Barone Ashura, il quale imprigionato,
fugge e chiede l'ultimo aiuto a Gorgon. Per dimostrare tutto il
suo valore non c'è che un modo, esporsi in prima persona
in una battaglia mortale contro Mazinga. Il duello tra Ashura
e Koji vede quest'ultimo trionfare, con il Barone che perde la
vita durante lo scontro. Il nuovo aiutante del dottor Inferno
è il Marchese Pigman, nato dall'unione tra uno stregone
Pigmeo e un forte guerriero Masai, che fa della magia nera la
sua arma preferita.
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| La morte del Dottor Inferno. |
La carriera di Pigman è breve, anch'egli perirà
per mano di Mazinga Z al termine di un'azione, ma il temibile
Marchese riesce addirittura ad impossessarsi dell'istituto prima
di morire. Nell'episodio 90, il terzultimo della serie, scopriamo
che la madre e il padre di Koji e Shiro, sono deceduti, e si vede,
per la prima volta, raffigurato in un cammeo, il volto di Kenzo
Kabuto. A questo punto Koji, Sayaka e Boss sono pronti per l'ultimo
assalto all'Isola dell'Inferno, base del Dottor Hell.
Studiato un piano d'attacco, i tre partono alla volta dell'isola,
Koji con Mazinga e Jet Scrander, Boss Robot e Dianan con una nave.
Intanto il Dottor Hell si prepara a ricevere gli ospiti, mentre
il Duca Gorgon decide di rimanere a guardare gli sviluppi. Hell
e Blocken mandano un Mostro Meccanico contro Mazinga, il quale
viene duramente impegnato nelle profondità marine, mentre
Dianan e Boss raggiungono l'isola ed iniziano l'offensiva. Quando
anche Mazinga si unisce a loro, costringono il dottore e il suo
luogotenente alla fuga a bordo della fortezza volante Gool. Sbarazzatosi
dei mostri, e delle maschere di Ferro, Koji insegue la fortezza
e la abbatte, uccidendo così i suoi due peggiori nemici.
Questi avvenimenti, sono narrati nel penultimo episodio (91),
e non nell'ultimo come molti erroneamente credono. Sconfitto il
Dottor Hell, resta ancora il Duca Gorgon da battere. Quello che
Yumi e Koji non sanno, è che il Duca altri non è
che un emissario dell'Imperatore delle Tenebre, supremo capo dell'Impero
di Micene, il quale appresa la notizia della capitolazione del
Dottor Inferno, incarica il Generale Nero, capo dei sette eserciti
di Micene, di attaccare Mazinga Z e conquistare il mondo. L'attacco
avviene mentre i nostri eroi stanno festeggiando la vittoria.
Koji è ancora provato dall'ultima durissima battaglia,
ma è costretto a lanciarsi contro il nemico. Questa volta
i Mostri appaiono più forti, e stranamente dotati di una
volontà ed intelligenza superiore ai precedenti.
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| Il finale, con l'arrivo del
Grande Mazinga. |
Mazinga Z viene praticamente distrutto e Koji gravemente ferito.
Da un istituto in mezzo al mare il dottor Kabuto, padre di Koji,
osserva la scena e preoccupato ordina a Tetsuya Tsurugi di uscire
con il Grande Mazinga per aiutare Mazinga Z che ormai non è
più in grado di combattere.
Il nuovo robot ha facilmente la meglio sui Mostri Guerrieri, anche
se non era mai stato collaudato in battaglia. Yumi, Shiro e Sayaka
visibilmente preoccupati per la sorte del giovane pilota di Mazinga
Z, ricevono la visita di un collaboratore di Kabuto, che li invita
a seguirli alla Fortezza delle Scienze. Qui i tre possono far
visita a Koji, che giace in un letto, ferito e privo di sensi,
mentre Yumi viene accompagnato a colloquio con Kabuto. Tetsuya
spiega a Shiro che il nuovo Robot, il Grande Mazinga, è
molto più potente di Mazinga Z, essendo costruito con una
nuova lega, la Superlega NZ.
Intanto il professor Kabuto, racconta a Yumi di essere scampato
alla morte grazie alla scienza di Juzo Kabuto, suo padre e nonno
di Koji, che lo ha trasformato in un Cyborg. L'uomo desidera che
la sua vera identità rimanga ancora un segreto per i due
ragazzi. Da parte sua il professor Yumi lo assicura di aver già
pensato di mandare Koji e Sayaka negli Stati Uniti a studiare
nell'Università del dottor Watson, e di voler lasciare
la lotta al Generale Nero nelle mani del Grande Mazinga e della
Fortezza delle Scienze. La serie si conclude appunto con la partenza
di Koji e Sayaka per gli States, mentre il Professor Kenzo Kabuto
guarda l'aereo, con a bordo i due ragazzi, perdersi all'orizzonte.
Una versione romanzata dell'ultima puntata, è giunta anche
in Italia, si tratta del film "Mazinga Z contro il Generale
Nero", in cui però non si assiste alla partenza di
Koji e Sayaka alla volta degli Stati Uniti.
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| DA ATLANTIDE A MICENE |
|
A cura di AlCor
Gli articoli seguenti sono condensato del libro "La luce
e l'atomo - dalla fusione nucleare all'energia fotoatomica"
che svela tutti gli arcani e i retroscena del mondo di Mazinga,
l'articolo può sembrare lunghetto, ma in origine sono ben
340 pagine; gli spunti e le curiosità erano molte, io ho
cercato di condensare solo le cose più importanti. Scusatemi
se alcune cose non sono chiare, i concetti più tecnici
non li ho capiti granché.
Probabilmente giunti da un'altra galassia, gli Atlantidei, colonizzarono
una Terra molto diversa da quella attuale, milioni di anni fa.
Inadatti alla vita sul nostro pianeta, fondarono una città-stato
sul fondo marino, e nel frattempo si preoccuparono di rendere
la terraferma adatta alle loro esigenze. Portarono fauna e flora
dal loro pianeta di origine, e grazie a delle sofisticate tecniche
di ingegneria genetica, le impiantarono sul nostro pianeta, facendole
interagire con il nostro primitivo ecosistema, per poter creare,
nel tempo le condizioni più adatte alla loro vita. Il processo
doveva avvenire con lentezza e naturalità; gli Atlantidei
non avevano certo fretta si erano adattati senza problemi alle
città sottomarine artificiali, e il pianeta Terra offriva
comunque materie prime ed energia in quantità. Si suppone
che la stessa spedizione aliena che colonizzò la Terra,
si divise per colonizzare anche molti altri pianeti della Galassia,
ma non ne siamo certi, in quanto, gli unici esseri extraterrestri
venuti in contatto con la Terra, i Fleediani e i Vegani derivano
direttamente dagli Atlantidei che furono costretti a lasciare
la Terra, come vedremo in seguito. La seconda fase di terraformazione
del nostro pianeta, consisteva nel fare proliferare degli uomini-artificiali
bionici, cioè quelli che in futuro sarebbero diventati
gli esseri umani terrestri, ovvero gli Homo Sapiens. Creati in
laboratorio con caratteristiche fisiche e aspetto molto simile
a quello degli Atlantidei, gli Homo Sapiens sono stati costruiti
geneticamente usando parte del patrimonio genetico proveniente
dai primati terrestri, e parte dagli stessi Atlantidei. Con un
quoziente di intelligenza leggermente inferiore a quello dei loro
creatori, ma con caratteristiche fisiche a metà strada
tra quelle animali, che si adattavano molto bene alla vita terrestre,
e quelle Atlantidee, che al contrario erano di costituzione troppo
debole, gli uomini furono lasciati liberi di creare le loro civiltà,
e intanto adattavano la Terra alle esigenze dei loro creatori.
Dopo milioni di anni la Terra fu quasi pronta, e la zona dove
maggiormente gli uomini riuscirono a creare le condizioni di vita
migliori era intorno al Mar Mediterraneo. Per poter controllare
l'attività degli umani, gli Atlantidei si servivano del
loro esercito, che per poter operare, però doveva necessariamente
agire sulla terraferma. A tale scopo, chi desiderava lavorare
nell'esercito al progetto di terraformazione, veniva modificato
geneticamente, rafforzando il corpo in modo da poter resistere
anche alla vita esterna. Il procedimento di modifica genetica,
aveva come effetto collaterale una leggera diminuzione del quoziente
intellettivo del soggetto, veramente minima, ma che era sempre
accompagnata da una certa instabilità emotiva, e soprattutto
da una aumento della belligerosità. Questi effetti collaterali
erano comunque ben accetti dagli scienziati Atlantidei, in fondo
l'aumento dello spirito combattivo in un soldato non era certo
un fatto negativo, ma aveva avuto come conseguenza il divieto
assoluto di operare modifiche genetiche su Atlantidei che non
lavorassero all'esterno, e soprattutto di effettuare modifiche
genetiche direttamente al cervello. I soldati dell'esercito di
Atlantide avevano in ogni caso gli stessi diritti di tutti gli
altri cittadini, e, una volta tornati in città godevano
degli stessi privilegi. Essi erano inoltre visti dagli umani come
delle divinità; disponevano di armi e mezzi impensabili
per gli uomini di allora. Atlantide era ormai enorme, nonostante
il controllo demografico, la varie città si erano praticamente
unite l'una all'altra, fino a formarne una sola ed enorme, grande
quasi tutto l'oceano Pacifico. Ma lo stesso processo di terraformazione,
che doveva concludersi in ancora pochi millenni, stava provocando
la fine della stessa Atlantide; una violenta serie di terremoti,
che avrebbero formato diverse isole vulcaniche lungo tutto il
Pacifico, avrebbe anche sicuramente decretato la fine di Atlantide,
da lì a pochi anni. Per correre ai ripari, la comunità
scientifica scelse di sviluppare tre distinte strategie, delle
quali solo una coinvolse la quasi totalità della popolazione.
La prima era ovviamente quella di occupare immediatamente la superficie,
mescolandosi dove possibile agli umani, rinunciando però
a tecnologie e comodità. Non c'era tempo di costruire abitazioni,
città, centrali energetiche ecc... Gli Atlantidei si sarebbero
dovuti arrangiare. Come zona principale fu scelto il mediterraneo,
l'esercito fu trasferito nella zona dell'Egeo, nelle isole della
Grecia; gli scienziati di Atlantide intuirono che la maggior parte
di coloro che erano stati modificati geneticamente sarebbe sopravvissuta,
mentre gli altri no; facile anche immaginare che, la tecnologia
dell'esercito avrebbe fatto gola agli uomini di Atlantide improvvisamente
costretti alla vita primitiva, e quindi fu scelto di raggruppare
l'esercito in una sola zona per poterlo difendere dagli attacchi
degli Atlantidei uniti agli umani. Si trattava in pratica di una
strategia di sopravvivenza suicida, la razza di Atlantide non
sarebbe sopravvissuta intatta, ma si sarebbe dovuta mescolare
a quella umana. Sarebbero sopravvissuti solo gli Atlantidei geneticamente
modificati, quindi si decise di modificare chiunque lo avesse
voluto; molti scienziati e tecnici si fecero modificare e si unirono
all'esercito, mentre le persone comuni, ignare di questa possibilità,
si fecero modificare solo in prospettiva della loro futura vita
priva di lussi e comodità. C'è da dire che la carriera
militare era ben poco ambita, quindi pochi riuscirono a capire
che solo in seno all'esercito avrebbero potuto contare sulla tecnologia
e quindi su una vita piuttosto comoda. Come previsto gli umani
e gli Atlantidei, oramai imbarbariti e inferociti, dotati di uno
enorme spirito guerriero indotto dalla modifica genetica, attaccarono
e conquistarono una a una le postazioni dell'esercito, ormai senza
neppure sapere perché, visto che una volta conquistati
gli avamposti nessuno era più in grado di sfruttare le
meraviglie tecnologiche che contenevano. Solo l'assembramento
sull'isola di Rodi era diventato inespugnabile; i Micenei, questo
era il nome che veniva dato agli abitanti di Rodi, a differenza
degli altri avamposti dell'esercito, non avevano scrupoli a combattere
contro i loro simili. Essi utilizzarono i robots, gigantesche
macchine a forma umana, alte circa 20 metri, che in passato erano
utilizzate soprattutto come macchine universali per l'edilizia
e i lavori pesanti in genere, come arma principale per combattere
i nemici. Anziché pilotare i robots, decisero di installare
un impianto di cellule nervose, ricavate dall'ingegneria genetica,
in modo che le macchine diventassero senzienti; privi di pilota
i robots non avevano certo scrupoli ad uccidere uomini e distruggere
villaggi nemici. Quando un gigantesco terremoto sconvolse il Mar
Egeo, decretando la fine di Micene, la civiltà Micenea
si stava addirittura espandendo, anziché limitarsi alla
difesa. Come sappiamo ora, la civiltà Micenea non sparì
del tutto, ma si trasferì nelle viscere della Terra, continuando
gli studi sulla robotica e sull'ingegneria genetica, praticando
però, una scienza distorta, dal carattere eccessivamente
combattivo che i Micenei avevano acquisito con la modifica genetica,
e, soprattutto dalla vita che conducevano in assenza di luce.
Come detto in precedenza, questo era solo il primo di tre piani
di salvaguardia della civiltà Atlantidea, un piano più
che altro messo in atto per dare una possibilità di salvezza
a tutti gli abitanti di Atlantide, ma destinato comunque a fallire,
in quanto a salvarsi sarebbero stati solo gli individui manipolati
geneticamente, che in ogni caso si sarebbero imbarbariti regredendo
allo stato di esseri primitivi. Gli altri due piani furono tenuti
segreti, ed ebbero certo più successo del primo. Il secondo
piano consisteva nel mantenere un piccola comunità di Atlantidei
alla vita sottomarina, in piccoli insediamenti, con persone selezionate.
Ancora oggi esistono due città di Atlantide, una situata
nell'Oceano Atlantico e una nel Pacifico, e ancora oggi gli Atlantidei
non possono vivere in superficie, perché il processo di
adeguamento della terraferma si è interrotto definitivamente,
ma ormai non aspirano più a questo. Il terzo piano è
stato quello della conquista spaziale. Diverse missioni partirono
per lo spazio; ci furono missioni formate da soli Atlantidei originali,
da soli esseri modificati geneticamente e da misti. Oggi sappiamo,
ad esempio, che gli Spaziali di Vega derivano da Atlantidei modificati
geneticamente, mentre i Fleediani sono i discendenti degli uomini
di Atlantide originali.
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| L'ENERGIA FOTOATOMICA, ATLANTIDE
E GLI SPAZIALI |
| A cura di AlCor
Il professor Juzo Kabuto, scopritore dell'energia Fotoatomica,
conseguì la laurea in ingegneria meccanica presso l'università
di Berlino. Ancora studente ideò le basi teoriche che lo
portarono in età avanzata alla realizzazione del primo
reattore a fusione fotoatomica. La geniale teoria si basa sul
fatto, all'epoca puramente teorico, che una reazione di fusione
nucleare, se catalizzata dalla sua stessa componente luminosa
poteva sprigionare una quantità di energia doppia, quadrupla
o ottupla rispetto alla stessa fusione realizzata in maniera tradizionale,
cioè priva della componente "luce". L'aumento
teorico della potenza della reazione, avveniva esponenzialmente,
con base due, fino ad arrivare ad un limite, calcolato dallo stesso
Kabuto, di 1024 volte, questo a parità di massa atomica,
detto in parole povere si poteva, teoricamente, aumentare la potenza
di un motore atomico fino a 1024 volte, pur mantenendo lo stesso
peso. In realtà, come più tardi lo stesso scienziato
scoprì, tale limite non esiste affatto, l'aumento avviene
esponenzialmente con base due, ed è teoricamente infinito.
Studente dello stesso istituto, il dottor Hell, fu contattato
da Kabuto per una collaborazione al suo studio sull'energia Fotoatomica.
Il dottor Hell, di carattere molto egocentrico, sottovalutò
gli studi del collega, e li guardò molto superficialmente.
Anche perché la teoria non poteva dare nessuno sbocco pratico;
non esisteva nessun reattore che potesse funzionare a fusione
nucleare, le temperature in gioco erano talmente elevate, da impedire
di fatto la realizzazione di un motore a fusione, che senso poteva
avere allora studiare una tecnologia che permetteva di raddoppiare
la potenza di un motore che non esisteva? Occorreva prima realizzare
un reattore a fusione nucleare che funzionasse a temperature "fredde",
al massimo di un migliaio di gradi centigradi. In realtà
questo tipo di reattore esisteva, veniva utilizzato come motore
per i Mostri Guerrieri realizzati nell'Impero sotterraneo di Micene.
La tecnologia era molto antica, e quando il dottor Hell e il professor
Juzo Kabuto, scoprirono i resti della civiltà Micenea sull'isola
di Rodi, entrarono in possesso anche della tecnologia costruttiva
del "reattore a fusione nucleare fredda". Hell, che
si aspettava proprio di ritrovare questa tecnologia, invitò
il geniale ingegnere meccanico, per poter sfruttare le sue conoscenze,
e ricostruire quindi i robot di Micene. Hell aveva già
pianificato l'uccisione di Kabuto, una volta che fosse entrato
in possesso delle macchine restaurate. D'altra parte Kabuto accettò,
incuriosito dal fatto di essere stato invitato personalmente da
Hell ad una spedizione archeologica, nonostante lui fosse un ingegnere.
Juzo sapeva bene che il suo vecchio collega non faceva mai nulla
senza avere uno scopo ben preciso. Il primo reattore nucleare
freddo fu costruito direttamente sull'isola di Rodi, da una équipe
tecnica comandata dal professor Kabuto, ed aveva un certo rapporto
potenza/peso che possiamo prendere come riferimento per calcolare
i successivi sviluppi di questi motori. Era costruito in leghe
speciali di acciaio, tungsteno e molibdeno, con alcune parti in
titanio; aveva un peso di circa 3 tonnellate (2996 kg per l'esattezza)
e sviluppava ben 15.000 CV (precisamente 14.991). Il rapporto
potenza peso era quindi di circa 5 CV/kg, e fu utilizzato per
muovere il primo dei robot Micenei restaurati, quello che fu usato
da Hell per uccidere i propri colleghi che ormai sapevano troppo.
Questo rapporto Potenza/peso era destinato ad aumentare col tempo,
man mano che la tecnologia costruttiva di Hell si affinava. Hell,
dotato di un enorme patrimonio di denaro, derivato soprattutto
dalle attività criminali del Conte Blocken, continuava
a sfornare mostri meccanici a ripetizione, migliorandone di fatto
la tecnologia costruttiva, utilizzando materiali più leggeri
e diminuendo le temperature di esercizio. Si calcola che i reattori
montati sui primi esemplari di mostri meccanici avessero una efficienza
aumentata del 10% circa, rispetto al primo prototipo, mentre gli
ultimi mostri potevano contare su una potenza di ben 1,8 volte
superiore (80% in più). Dal canto suo, Juzo Kabuto, poté
finalmente sviluppare la sua teoria sull'energia fotoatomica,
e costruì per Mazinga Z un reattore, in cui la componente
"luce" aveva un fattore 4. Questo, unito all'utilizzo
della Super lega Z, dal peso specifico basso, e con un alto fattore
di smaltimento del calore, rendeva il propulsore di Mazinga ben
5,3 più efficiente del prototipo originale. Il reattore
di Mazinga Z aveva una potenza di 65.000 CV con un peso di soli
2450 Kg. Il professor Kenzo Kabuto, sviluppò invece un
propulsore con fattore "luce" di 8, che unito all'utilizzo
della Super lega NZ, faceva diventare il motore circa 10,9 volte
più efficiente di quello originale. Questo propulsore pesa
solamente 1650 Kg per una potenza di 90000 CV, ed è il
propulsore più leggero montato su un robot gigante. Il
peso del reattore è importantissimo per poter meglio bilanciare
le masse del robot, e renderlo quindi più agile e veloce.
I mostri meccanici del Duca Gorgon, invece hanno propulsori dotati
della stessa tecnologia atomica, ma hanno goduto di uno sviluppo
molto più prolungato, ed hanno un'efficienza di circa 3
volte superiore a quella del motore di Rodi. I propulsori di questi
mostri hanno comunque una tecnologia piuttosto datata, rispetto
agli standard raggiunti da Micene. Le ultime tecnologie erano
destinate alla costruzione dei Mostri Guerrieri. I mostri Meccanici
di Gorgon erano invece dei Cyborg di origine animale, cioè
con i centri del sistema nervoso ricavati da animali selvaggi,
e non da uomini come nel caso dei mostri di Micene; una sorta
di mostri guerrieri di seconda scelta, o meglio degli esperimenti,
per poter travasare le tecniche scientifiche raggiunte alla costruzione
dei più preziosi Mostri Guerrieri e Generali di Micene.
L'efficienza degli ultimi propulsori di Micene è di circa
5 volte quella del propulsore sviluppato su Rodi, cioè
quasi quanto quella del reattore montato su Mazinga Z, che può
però contare su un fattore di moltiplicazione "luce"
4. Questo la dice lunga sull'importanza della scoperta dell'energia
Fotoatomica; senza questa scoperta, probabilmente Kabuto sarebbe
riuscito a costruire un robot abbastanza potente da respingere
i primi attacchi di Hell, ma assolutamente inadeguato di fronte
ai mostri di Gorgon, e il Grande Mazinga sarebbe stato solo un
giocattolo di fronte ai Mostri Guerrieri, oppure avrebbe dovuto
montare un reattore ben 10 volte più pesante, perdendo
quindi quelle caratteristiche di agilità e velocità
che lo rendono così efficace in battaglia.
La tecnologia del propulsore a fusione atomica a bassa temperatura,
ha origini terrestri, fu sviluppata ad Atlantide, e fu ereditata
dai Micenei, che erano degli Atlantidei modificati geneticamente.
Essi erano destinati ai lavori più pesanti, e all'esercito,
mentre la tecnologia e la scienza era ad appannaggio esclusivo
degli Atlantidei non modificati geneticamente. Contrariamente
a quanto si possa pensare, Atlantide non era una società
razzista o classista, chi voleva sottoporsi a modifiche genetiche
era libero di farlo, ma queste modifiche erano tese solo a aumentare
le caratteristiche fisiche, e quindi venivano scelte solo da coloro
che desideravano dedicarsi a lavori fisici o al combattimento.
Era assolutamente vietato manipolare geneticamente il cervello
o la psiche, anche se, le modifiche fisiche avevano come effetto
collaterale una leggera diminuzione del quoziente intellettivo
dell'individuo. Quando Atlantide venne distrutta, la maggior parte
degli Atlantidei ritornò in superficie, dove, l'esercito
si trasferì nelle isole Greche, portando le proprie armi
e i propri robots e fondando Micene. In origine i Micenei erano
praticamente tutti soldati di Atlantide e quindi geneticamente
modificati; le armi che avevano necessitavano di continue manutenzioni,
e, per questo motivo, sebbene poco votati alla scienza, i Micenei
riuscirono a mantenere cognizione dello sviluppo tecnologico raggiunto
da Atlantide. I civili di Atlantide, invece, si ritrovarono senza
mezzi tecnologici, ed un po' alla volta si imbarbarirono, perdendo
completamente le loro cognizioni scientifiche. I Micenei tenevano
alla larga della loro isole gli altri uomini utilizzando i robots,
e così le due razze non si integrarono mai più.
Un altro gruppo di Atlantidei, nell'imminenza della catastrofe
decise invece di tentare la colonizzazione dello Spazio. Molti
tecnici e scienziati si unirono al progetto, ma anche uomini comuni
e, ovviamente anche militari, quindi, tra di loro c'erano molte
persone geneticamente modificate. Il primo pianeta colonizzato
fu Vega, poi arrivarono su tutti gli altri pianeti, compreso Fleed.
L'origine terrestre degli spaziali, però si perse nella
notte dei tempi, ma non fu così per la tecnologia. Facendo
dei confronti tra la tecnologia Micenea e quelle di Vega e Fleed,
non possiamo fare a meno di notare molti punti di contatto. Quello
più evidente è l'utilizzo dei robots giganti come
arma militare. L'unica discendenza di Atlantide che ha dovuto
ricominciare il cammino tecnologico da zero è quella umana,
mentre le altre civiltà sono partite tutte da una base
comune. Solamente gli scavi sull'isola di rodi hanno ridato all'umanità
l'antica tecnologia atomica, e le geniali intuizioni del professore
Juzo Kabuto, e oggi sappiamo anche di suo figlio Kenzo, hanno
permesso ai terrestri di disporre di tecnologie competitive nei
confronti di Micene e Vega fin da subito. Nello spazio, nessuno
ha avuto il genio di Kabuto, e l'energia fotoatomica non è
mai stata sviluppata; i dischi da combattimento di Vega, e lo
stesso Goldrake funzionano fusione atomica (in realtà i
dischi di Vega hanno un funzionamento ibrido), anche se le tecnologie
costruttive sono molto più sofisticate di quelle terrestri,
non raggiungono l'efficienza dei una reazione di tipo fotoatomico.
Inoltre non è possibile utilizzare la fusione nello spazio
esterno, in quanto non è possibile contenere la reazione
a catena; un reattore atomico nello spazio esploderebbe, mentre
un reattore ad energia fotoatomica no. Per questo motivo Atlas,
la navicella di Goldrake ha un accumulatore di energia solare,
o meglio un accumulatore di impulsi di energia luminosa irradiata
dai corpi celesti, perché nello spazio aperto il reattore
atomico deve rimanere rigorosamente spento. Sia i propulsori atomici
che quello fotoatomico hanno serie difficoltà a funzionare
anche nelle profondità marine, a causa della pressione
elevata e della mancanza di ossigeno; questo problema è
stato risolto quasi del tutto da Kenzo Kabuto, utilizzando la
super lega NZ, il problema della pressione è scomparso
quasi completamente, limitando così la perdita di potenza
nelle profondità marine. Il Grande Mazinga è infatti
in grado di combattere molto efficacemente in acqua, a differenza
di Mazinga Z e di Goldrake. Il modulo Delfino Spaziale ha un propulsore
realizzato in super lega NZ utilizzando lo stesso progetto di
Kenzo Kabuto, e questo permette a Goldrake di combattere efficacemente
anche in acqua. Particolare menzione va al sistema di propulsione
ibrido messo a punto dagli scienziati di Vega. Pur non conoscendo
i dettagli, in quanto si tratta di un sistema alieno, i reattori
nucleari di Vega si basano su una trasformazione ibrida di fusione
e fissione. Questo particolare procedimento tecnologico permette
di ottenere dei motori efficienti, ma particolarmente inquinanti
e pericolosi. Il motivo di un ritorno a tecnologie meno efficaci,
se non addirittura controproducenti, visto l'alto tasso di radioattività
dei reattori Vegani, va ricercato nel prioritario bisogno dell'impero
spaziale di Vega di consumare una grandissima quantità
di Energia. L'utilizzo del Vegatron, materiale dall'alto peso
atomico, molto radioattivo, ma anche facilmente estraibile da
un minerale presente in alte quantità sui pianeti conquistati,
ha risolto in maniera eccellente la grande richiesta di energia
dell'enorme regno di Vega. Dal punto di vista formale i motori
che muovono i dischi da combattimento di Vega, sono formati da
una parte a fusione di Elio, e una parte a fissione di Vegatron.
Un altro vantaggio nell'utilizzo del Vegatron è dato dal
risultato della trasformazione atomica del Vegatron, che può
essere utilizzato anche come arma; le scorie del processo vengono
accumulate e usate per produrre i Raggi Vegatron. Ovviamente questo
avviene quando il Vegatron è usato per scopi militari;
per l'utilizzo civile le scorie radioattive devono essere opportunamente
stoccate e trattate. Abbiamo però scoperto in seguito,
che tali procedure di sicurezza non venivano osservate; la società
Vegana era diventata troppo grande e troppo consumistica, serviva
energia, a poco prezzo, tanta e subito, il risultato è
stato quello di trasformare i pianeti dell'Impero, Vega compreso,
in masse radioattive inabitabili. L'impero di Vega si è
dissolto in seguito alla sua stessa spinta espansionistica, Goldrake
ha dato solo il colpo di grazia al perfido sovrano.
Per approfondimenti consiglio la lettura del libro "La luce
e l'atomo - dalla fusione nucleare all'energia fotoatomica"
del professor Nathan Watson.
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