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ANIMEmania - Enciclopedia - Ufo Robot Goldrake - La Storia
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ATLAS UFO ROBOT GOLDRAKE
STORIA PERSONAGGI E MEZZI EPISODI SIGLA CREDITS E CURIOSITA'
LA STORIA
Introduzione  

Se con il passaggio da Mazinga Z a Grande Mazinga, la serie di Go Nagai ha guadagnato un maggiore spessore nella caratterizzazione dei personaggi, con il passaggio alla terza parte, gli sviluppi psicologici dei protagonisti assumono un'importanza ancora maggiore, tanto da essere la caratteristica più importante dell'anime. In Goldrake, infatti, non assistiamo più alle epiche e sanguinose battaglia che caratterizzavano l'anime del Grande Mazinga. Durante tutta la serie, il robot Goldrake, viene danneggiato molto raramente, i piloti non rimangono quasi mai feriti, non ci sono più le disperate riparazioni in extremis, prima che arrivi il nemico. Insomma non abbiamo più il pathos che contraddistingueva le storie dedicate al secondo Mazinga. A farla da padrone sono ora le motivazioni e la psicologia degli attori; mai come in questa serie troviamo una lunga lista di nemici "buoni", che combatte la Terra per riscattare la propria patria conquistata da Vega, oppure che subiscono condizionamenti mentali, o ancora, che combattono perché sono soldati, e l'onore per loro è la cosa più importante. Anche i cattivi hanno un loro carattere ben preciso; la sete di potere di Vega, la voglia d'avanzamento sociale di Hydargos, le cui ripetute sconfitte lo porteranno ad un abuso d'alcol, la doppia natura di Gandal, ed infine l'approccio scientificamente crudele di Zurill. L'eroe della storia, poi, è assolutamente pacifista, costretto a combattere suo malgrado, è d'animo nobile e gentile, ama la natura e l'arte, ma è anche un principe, abituato al comando, e si vede nel modo in cui distribuisce ordini ai propri collaboratori.

La serie inizia con il ritorno di Koji (Alcor) in Giappone, ospite del dottor Procton e del Centro Ricerche Spaziali. Il suo giallo TFO è scambiato da Rigel per un Ufo.
La Storia  
Actarus è in realtà Duke Fleed, principe della lontana stella Fleed, attaccata e distrutta dall'esercito di Re Vega. Il giovane riesce a fuggire portando con se Goldrake, potente robot da combattimento ideato dagli scienziati di Fleed, prima che Vega stesso riesca ad impossessarsene, ed a bordo di questo raggiunge per caso la Terra, dove è accolto dal dottor Procton.

Koji Kabuto (Alcor in Italia), torna in Giappone a bordo del suo disco TFO, invitato dal Dottor Procton del "Centro Ricerche Spaziali", per indagare su alcuni strani fenomeni di avvistamento UFO. Giunto nei pressi del centro, gli è richiesto di far atterrare il proprio apparecchio all'interno della fattoria "Betulla Bianca", che sorge proprio ai piedi dell'istituto, e, il cui proprietario è amico del dottore. Qui il ragazzo fa la conoscenza dello stesso proprietario del ranch, Rigel, un buffo ometto con la passione dei dischi volanti, che oltretutto scambia il ragazzo per uno spaziale, Venusia e Mizar, i due figli di Rigel, ed infine Actarus, il figlio del dottor Procton, che lavora come inserviente nella fattoria.

I personaggi principali della serie: Actarus, Koji Kabuto (Alcor), il dottor Procton, Venusia, Maria Grazia Fleed, Rigel, Mizar, gli assistenti del centro ricerche e Banta.

Durante la serata Koji viene messo al corrente sugli ultimi sviluppi dell'avvistamento degli Ufo, secondo Actarus, gli alieni sarebbero una razza ostile, che creata una base sulla Luna, si appresterebbero ad invadere la Terra. Il colore rosso della Luna starebbe a significare che c'è attività sul nostro satellite, e che l'attacco è imminente. Di diverso avviso è Koji, che, non essendo a conoscenza dei segreti del figlio del dottor Procton, lo giudica un visionario pessimista, e crede fermamente che cercando l'amicizia e la collaborazione con gli spaziali si potrebbe portare giovamento all'intera razza umana.
Così il giovane, già pilota di Mazinga Z, quando il giorno seguente vengono avvistati altri dischi volanti, non esita a solcare i cieli a bordo del suo giallo TFO, per cercare di comunicare con gli alieni. Ma inaspettatamente il piccolo disco viene attaccato, e, suo malgrado Actarus è costretto ad agire; quello che non avrebbe mai voluto accadesse, sta invece accadendo, i dischi spaziali sono sicuramente Minidischi di Vega, il popolo che viene dall'omonima stella, il cui dittatore, Re Vega, ha deciso di conquistare l'intero universo, ed ora si apprestano a conquistare anche la Terra. Il ragazzo si lancia quindi in fondo al lago, e al grido di "Goldrake!" viene avvolto da una tuta spaziale. Entra quindi in una grotta posta sotto al fondale, dove entra in funzione un meccanismo segreto, che solleva un enorme disco da combattimento ed una rampa di lancio. L'enorme macchina decolla uscendo dalla cascata ai piedi dell'istituto, e si lancia al salvataggio di Koji.

La mitica scena della partenza di Goldrake: Actarus si lancia in un condotto, dove raggiunge una navetta, che muovendosi su rotaie, lo porta alla base di Goldrake; il ragazzo si lancia nel vuoto ed al grido di "Goldrake!" (in Giappone grida "Duke Fleed!"), si trasforma, raggiunge direttamente la cabina di pilotaggio di Atlas (la navetta) e tira la leva di comando gridando "Goldrake avanti!". A questo punto il robot parte ed esce attraverso la cascata.

Hydargos, a capo delle truppe di invasione di Re Vega, vedendo la nave da combattimento di Actarus, si mette in contatto immediatamente con il proprio superiore, Gandal, un uomo con una doppia natura. Egli è costretto a condividere il proprio corpo con la sua metà, Lady Gandal, che appare quando la faccia dell'alieno si apre in due: "Sembra proprio Goldrake, il robot trafugato da Duke Fleed, quando abbiamo attaccato e distrutto la sua stella" è il rapporto di Hydargos. Questi lancia quindi un disco da combattimento più grande degli altri. Il nuovo disco, che cattura immediatamente il TFO di Koji, sembra in grado di trasformarsi, ed assume una forma che gli dona una grande mobilità per combattere al suolo. Ma anche Goldrake, non è da meno; manovrando una leva, un possente Robot antropomorfo si stacca dal corpo centrale dell'ufo, e, combattendo a terra contro l'alieno, salva Koji e distrugge l'avversario.
A questo punto Koji esige delle spiegazioni; Actarus è in realtà un principe extraterrestre, nato sul pianeta Fleed, una lontana e pacifica stella molto simile alla Terra, attaccata e messa a ferro e fuoco dalle truppe di Vega, proprio quando il Re di Fleed, padre di Actarus, e Re Vega, stavano firmando un accordo di pace. L'attacco, giunto all'improvviso, non permise agli abitanti di Fleed di difendersi, e di utilizzare Goldrake, un'arma formidabile, superiore per tecnologia ai robot usati da Vega. Anzi lo stesso automa finì in mano alle truppe nemiche, ma, Actarus, scampato al massacro della famiglia reale, riuscì a rientrarne in possesso ed a fuggire a bordo di esso. Vagando nello spazio raggiunse quasi per caso un pianeta molto simile al suo, la Terra, e qui, esausto, atterrò, quindi venne accolto dal dottor Procton, iniziando così una vita pacifica alla fattoria di Rigel.

Goldrake e le sue armi più famose: Goldrake, Goldrake all'interno della navetta Atlas, Atlas, Alabarda spaziale, Boomerang elettronici, disintegratori paralleli, maglio spaziale, tuono spaziale, raggio anti gravità, lame rotanti, missili perforanti e pioggia di fuoco.

Koji diventa così il braccio destro, e miglior amico, di Actarus nella lotta contro Vega, mentre, quest'ultimo si fa carico della difesa della Terra, che ormai considera la sua nuova patria. L'ex pilota di Mazinga cerca di aiutare come può, con il suo misero disco, facendo soprattutto ricognizioni e cercando di far guadagnare tempo a Goldrake. Questo fino alla distruzione del mitico TFO, avvenuta in concomitanza dell'uccisione di Hydargos. Ormai il capo delle truppe d'invasione della Terra, schiacciato dal peso delle continue sconfitte, e con la sua posizione messa in dubbio più volte, iniziava ad avere seri problemi psichici, dovuti soprattutto all'abuso di alcol. Decide quindi di tentare il tutto per tutto, e, di attaccare il centro per le ricerche spaziali, ritenuto la probabile base di Goldrake. Durante l'azione, Venusia, la figlia di Rigel, innamorata di Actarus, che già era a conoscenza del segreto dell'amato, rimane gravemente ferita. Con il disco di Koji distrutto, è impossibile raggiungere l'ospedale, e la situazione appare disperata; ma la ragazza viene salvata da una trasfusione di sangue donato dallo stesso Actarus. Le caratteristiche speciali di tale sangue, permettono alla giovane un rapido recupero delle forze, tanto che sarà lei a risolvere la situazione: riuscirà a far perdere tempo a Hydargos, promettendogli di portarlo alla base di Goldrake, mentre Actarus si procura i pezzi di ricambio per rimettere il funzione il robot. Durante il successivo scontro Hydargos perde la vita nell'ultimo, disperato, tentativo di sconfiggere l'odiato principe di Fleed, mentre Gandal, rimarrà ferito al volto, e questo provocherà una cambiamento di aspetto del suo alter-ego femminile.

Il distacco del robot Goldrake dalla navicella spaziale Atlas.

Dopo la distruzione del TFO, Koji, utilizzerà in un'occasione Boss Robot, e poi si dedicherà alla costruzione di un'altra astronave da combattimento, l'astro caccia, la cui carriera sarà piuttosto breve. Il nuovo disco verrà distrutto al primo scontro, ma, merita comunque una segnalazione, perché, durante la sua costruzione, un banale incidente, provocherà una ferita al braccio di Actarus, la quale risveglierà una vecchia contaminazione di raggi Vegatron, subita durante l'attacco a Fleed, che lo condurrà verso una lenta, ma inesorabile, fine.

I supporti di Goldrake: il mitico TFO disco creato da Koji, Goldrake 2, Goldrake 2 agganciato, Delfino Spaziale, Delfino spaziale agganciato, Trivella Spaziale, Trivella Spaziale agganciata, il centro di ricerche spaziali, il centro dopo la trasformazione in base da combattimento.

Al posto di Hydargos, Vega invia sulla base lunare, il ministro delle scienze Zurill, per affiancare Gandal, a parità di grado, nelle operazioni di conquista della Terra. Zurill si dimostrerà un nemico perfido e motivato, e i suoi dischi da combattimento più potenti di quelli precedenti. Il suo approccio scientifico gli consentirà di scoprire i punti deboli di Goldrake, come ad esempio le scarse capacità di combattimento aereo, sottomarino e nel sottosuolo. Per ovviare a questi punti deboli, il dottor Procton, sviluppa nell'ordine Goldrake 2, il Delfino Spaziale e la Trivella Spaziale, che vengono affidati alla guida di Koji, Venusia e Maria, la sorella di Actarus, anche lei fuggita al massacro di Fleed, che si ricongiunge al fratello a circa metà serie. Sempre Procton sviluppa l'ultrabatiscafo, in grado di raggiungere maggiori profondità oceaniche, per attaccare la base avanzata marina che Zurill costruisce sulla Terra, ed il Cosmo Speciale, costruito per portare l'attacco finale alla Base Lunare. Intanto anche Re Vega è costretto, suo malgrado, a trasferirsi sulla Base Lunare, poiché il suo pianeta, Vega, è ormai giunto al collasso, inquinato da un altissimo tasso di radiazioni Vegatron. La conquista della Terra è quanto mai necessaria, per creare una nuova patria per i Vegani. La assurda logica di conquista e distruzione dei pianeti, rende ora la Terra l'unico pianeta abitabile nella galassia.

I nemici: Re Vega, Gandal, Hydargos, Lady Gandal, Lady Gandal dopo la trasformazione, Zurill, soldato di Vega, Nave Madre, minidischi.

Se da una parte, la situazione dei vegani appare disperata, senza avere più una patria su cui fare ritorno, e, con scorte di energia che si assottigliano, dall'altra il tempo che rimane ad Actarus per compiere la propria missione diminuisce sempre di più. La cicatrice che ha sul braccio lo sta inesorabilmente portando alla morte. Quando il principe di Fleed, si scontra con il suo vecchio miglior amico, il comandante Marcus, che subisce il lavaggio del cervello e viene arruolato nella guardia scelta di Vega, è ormai allo stremo delle forze, il braccio gli duole troppo per combattere efficacemente. Sarà lo stesso Marcus a guarire l'amico, sparandogli un colpo di radiazioni Vegatron a potenza ridotta, proprio sulla cicatrice, che, per reazione scompare.

L'esercito di Vega è ormai quasi distrutto; lady Gandal stringe un patto con il dottor Procton e Actarus. Ucciderà Re Vega in cambio della promessa di poter vivere sulla Terra. Il comandante Gandal riesce a riprendere il controllo del proprio corpo appena in tempo, ed uccide la propria metà.

La sete di conquista, e la nuova necessità, portano Vega a sfruttare anche la sua unica figlia, Rubina, un tempo promessa sposa di Duke Fleed. Questa arriva sulla Terra per comunicare ad Actarus che Fleed sta lentamente ritornando alla vita, e, gli propone di sposarla e di ricostruire il pianeta assieme. Ma Zurill, in accordo con Vega, che ha promesso a quest'ultimo la mano della figlia, tende un agguato a Goldrake; agguato sventato dalla stessa Rubina che però rimane uccisa, assieme allo stesso Zurill. La resa dei conti è vicina, Lady Gandal, resasi conto della situazione, decide di accordarsi con i terrestri: in cambio dell'uccisione di Re Vega, chiede che gli venga concesso asilo sulla Terra. Il piano della donna fallisce; Gandal riesce a riprendere il controllo del suo corpo, e si spara un colpo al viso per uccidere la propria metà. Dopo di che, spinto dalle ultime forze, si reca sulla Terra, per compiere un'azione suicida volta a distruggere Goldrake e il centro per le ricerche spaziali. Azione che fallisce grazie all'intervento di Actarus. Vega decide quindi di lasciare la Luna e fare rotta verso la Terra, per tentare il tutto per tutto con quel che rimane del suo esercito. Actarus, a bordo di Goldrake, assieme a Koji, Venusia e Maria a bordo del Cosmo speciale, appena ultimato, raggiungono il perfido dittatore spaziale e lo impegnano nell'ultima decisiva battaglia, uccidendolo ed eliminando il suo intero esercito. Ucciso il suo nemico, e, completamente guarito dalla ferita al braccio, Actarus decide di ritornare su Fleed, che sta lentamente ritornando alla vita, per cercare, assieme a Maria e ad altri Fleediani dispersi nella galassia, di ricostruire la sua amata patria.

Il finale: Procton costruisce il "Cosmo Speciale", che con a bordo Koji, Venusia e Maria, accompagna Actarus e Goldrake allo scontro finale con lo stesso Vega.
Da Atlandite a Micene  

A cura di AlCor

Gli articoli seguenti sono condensato del libro "La luce e l'atomo - dalla fusione nucleare all'energia Fotoatomica" che svela tutti gli arcani e i retroscena del mondo di Mazinga, l'articolo può sembrare lunghetto, ma in origine sono ben 340 pagine; gli spunti e le curiosità erano molte, io ho cercato di condensare solo le cose più importanti. Scusatemi se alcune cose non sono chiare, i concetti più tecnici non li ho capiti granché.

Probabilmente giunti da un'altra galassia, gli Atlantidei, colonizzarono una Terra molto diversa da quella attuale, milioni di anni fa. Inadatti alla vita sul nostro pianeta, fondarono una città-stato sul fondo marino, e nel frattempo si preoccuparono di rendere la terraferma adatta alle loro esigenze. Portarono fauna e flora dal loro pianeta di origine, e grazie a delle sofisticate tecniche di ingegneria genetica, le impiantarono sul nostro pianeta, facendole interagire con il nostro primitivo ecosistema, per creare, nel tempo le condizioni più adatte alla loro vita. Il processo doveva avvenire con lentezza e naturalità; gli Atlantidei non avevano certo fretta si erano adattati senza problemi alle città sottomarine artificiali, e il pianeta Terra offriva comunque materie prime ed energia in quantità. Si suppone che la stessa spedizione aliena che colonizzò la Terra, si divise per colonizzare anche molti altri pianeti della Galassia, ma non ne siamo certi, poiché, gli unici esseri extraterrestri venuti in contatto con la Terra, i Fleediani e i Vegani derivano direttamente dagli Atlantidei che furono costretti a lasciare la Terra, come vedremo in seguito. La seconda fase di terraformazione del nostro pianeta, consisteva nel fare proliferare degli uomini-artificiali bionici, cioè quelli che in futuro sarebbero diventati gli esseri umani terrestri, in altre parole gli Homo Sapiens. Creati in laboratorio con caratteristiche fisiche e aspetto molto simile a quello degli Atlantidei, gli Homo Sapiens sono stati costruiti geneticamente usando parte del patrimonio genetico proveniente dai primati terrestri, e parte dagli stessi Atlantidei. Con un quoziente di intelligenza leggermente inferiore a quello dei loro creatori, ma con caratteristiche fisiche a metà strada tra quelle animali, che si adattavano molto bene alla vita terrestre, e quelle Atlantidee, che invece erano di costituzione troppo debole, gli uomini furono lasciati liberi di creare le loro civiltà, e intanto adattavano la Terra alle esigenze dei loro creatori. Dopo milioni di anni la Terra fu quasi pronta, e la zona dove maggiormente gli uomini riuscirono a creare le condizioni di vita migliori era intorno al Mar Mediterraneo. Per controllare l'attività degli umani, gli Atlantidei si servivano del loro esercito, che per operare, però doveva necessariamente agire sulla terraferma. A tale scopo, chi desiderava lavorare nell'esercito al progetto di terraformazione, veniva modificato geneticamente, rafforzando il corpo in modo da poter resistere anche alla vita esterna. Il procedimento di modifica genetica, aveva come effetto collaterale una leggera diminuzione del quoziente intellettivo del soggetto, veramente minima, ma che era sempre accompagnata da una certa instabilità emotiva, e soprattutto da una aumento della belligerosità. Questi effetti collaterali erano comunque ben accetti dagli scienziati Atlantidei, in fondo l'aumento dello spirito combattivo in un soldato non era certo un fatto negativo, ma aveva avuto come conseguenza il divieto assoluto di operare modifiche genetiche su Atlantidei che non lavorassero all'esterno, e soprattutto di effettuare modifiche genetiche direttamente al cervello. I soldati dell'esercito di Atlantide avevano in ogni caso gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, e, una volta tornati in città godevano degli stessi privilegi. Essi erano inoltre visti dagli umani come delle divinità; disponevano di armi e mezzi impensabili per gli uomini di allora. Atlantide era ormai enorme, nonostante il controllo demografico, la varie città si erano praticamente unite l'una all'altra, fino a formarne una sola ed enorme, grande quasi tutto l'oceano Pacifico. Ma lo stesso processo di terraformazione, che doveva concludersi in ancora pochi millenni, stava provocando la fine della stessa Atlantide; una violenta serie di terremoti, che avrebbero formato diverse isole vulcaniche lungo tutto il Pacifico, avrebbe anche sicuramente decretato la fine di Atlantide, da lì a pochi anni. Per correre ai ripari, la comunità scientifica scelse di sviluppare tre distinte strategie, delle quali solo una coinvolse la quasi totalità della popolazione. La prima era ovviamente quella di occupare immediatamente la superficie, mescolandosi dove possibile agli umani, rinunciando però a tecnologie e comodità. Non c'era tempo di costruire abitazioni, città, centrali energetiche ecc. Gli Atlantidei si sarebbero dovuti arrangiare. Come zona principale fu scelta quella intorno al Mediterraneo, l'esercito fu trasferito nella zona dell'Egeo, nelle isole della Grecia; gli scienziati d'Atlantide intuirono che la maggior parte di coloro che erano stati modificati geneticamente sarebbe sopravvissuta, mentre gli altri no. Facile anche immaginare che, la tecnologia dell'esercito avrebbe fatto gola agli uomini di Atlantide improvvisamente costretti alla vita primitiva, e quindi fu scelto di raggruppare l'esercito in una sola zona per poterlo difendere dagli attacchi degli Atlantidei uniti agli umani. Si trattava in pratica di una strategia di sopravvivenza suicida, la razza di Atlantide non sarebbe sopravvissuta intatta, ma si sarebbe dovuta mescolare a quella umana. Sarebbero sopravvissuti solo gli Atlantidei geneticamente modificati, quindi si decise di modificare chiunque lo avesse voluto; molti scienziati e tecnici si fecero modificare e si unirono all'esercito, mentre le persone comuni, ignare di questa possibilità, si fecero modificare solo in prospettiva della loro futura vita priva di lussi e comodità. C'è da affermare che la carriera militare era ben poco ambita, quindi pochi riuscirono a capire che solo in seno all'esercito avrebbero potuto contare sulla tecnologia e quindi su una vita piuttosto comoda. Come previsto gli umani e gli Atlantidei, oramai imbarbariti e inferociti, dotati di uno enorme spirito guerriero indotto dalla modifica genetica, attaccarono e conquistarono una ad una tutte le postazioni dell'esercito, ormai senza neppure sapere perché, poiché una volta conquistati gli avamposti nessuno era più in grado di sfruttare le meraviglie tecnologiche che contenevano. Solo l'assembramento sull'isola di Rodi era diventato inespugnabile; i Micenei, questo era il nome che veniva dato agli abitanti di Rodi, a differenza degli altri avamposti dell'esercito, non avevano scrupoli a combattere contro i loro simili. Essi utilizzarono i robots, gigantesche macchine a forma umana, alte circa 20 metri, che in passato erano utilizzate soprattutto come macchine universali per l'edilizia e i lavori pesanti in genere, come arma principale per combattere i nemici. Anziché pilotare i robots, decisero di installare un impianto di cellule nervose, ricavate dall'ingegneria genetica, in modo che le macchine diventassero senzienti; privi di pilota i robots non avevano certo scrupoli ad uccidere uomini e distruggere villaggi nemici. Quando un gigantesco terremoto sconvolse il Mar Egeo, decretando la fine di Micene, la civiltà Micenea si stava addirittura espandendo, anziché limitarsi alla difesa. Come sappiamo ora, la civiltà Micenea non sparì del tutto, ma si trasferì nelle viscere della Terra, continuando gli studi sulla robotica e sull'ingegneria genetica, praticando però, una scienza distorta, dal carattere eccessivamente combattivo che i Micenei avevano acquisito con la modifica genetica, e, soprattutto dalla vita che conducevano in assenza di luce.
Come detto in precedenza, questo era solo il primo di tre piani di salvaguardia della civiltà Atlantidea, una strategia più che altro messa in atto per dare una possibilità di salvezza a tutti gli abitanti di Atlantide, ma destinato in ogni modo a fallire, perché a salvarsi sarebbero stati solo gli individui manipolati geneticamente, che in ogni caso si sarebbero imbarbariti regredendo allo stato di esseri primitivi. Gli altri due piani furono tenuti segreti, ed ebbero certo più successo del primo. Il secondo piano consisteva nel mantenere un piccola comunità di Atlantidei alla vita sottomarina, in piccoli insediamenti, con persone selezionate. Ancora oggi esistono due città di Atlantide, una situata nell'Oceano Atlantico e una nel Pacifico, e ancora oggi gli Atlantidei non possono vivere in superficie, perché il processo di adeguamento della terraferma si è interrotto definitivamente, ma ormai non aspirano più a questo. Il terzo piano è stato quello della conquista spaziale. Diverse missioni partirono per lo spazio; ci furono missioni formate da soli Atlantidei originali, da soli esseri modificati geneticamente e da misti. Oggi sappiamo, ad esempio, che gli Spaziali di Vega derivano da Atlantidei modificati geneticamente, mentre i Fleediani sono i discendenti degli uomini di Atlantide originali.

L'energia fotoatomica, Atlantide e gli spaziali  

A cura di AlCor

Il professor Juzo Kabuto, scopritore dell'energia Fotoatomica, conseguì la laurea in ingegneria meccanica presso l'università di Berlino. Ancora studente ideò le basi teoriche che lo portarono in età avanzata alla realizzazione del primo reattore a fusione fotoatomica. La geniale teoria si basa sul fatto, all'epoca puramente teorico, che una reazione di fusione nucleare, se catalizzata dalla sua stessa componente luminosa poteva sprigionare una quantità di energia doppia, quadrupla o ottupla rispetto alla stessa fusione realizzata in maniera tradizionale, cioè priva della componente "luce". L'aumento teorico della potenza della reazione, avveniva esponenzialmente, con base due, fino ad arrivare ad un limite, calcolato dallo stesso Kabuto, di 1024 volte, questo a parità di massa atomica, detto in parole povere si poteva, teoricamente, aumentare la potenza di un motore atomico fino a 1024 volte, pur mantenendo lo stesso peso. In realtà, come più tardi lo stesso scienziato scoprì, tale limite non esiste affatto, l'aumento avviene esponenzialmente con base due, ed è teoricamente infinito. Studente dello stesso istituto, il dottor Hell, fu contattato da Kabuto per una collaborazione al suo studio sull'energia Fotoatomica. Il dottor Hell, di carattere molto egocentrico, sottovalutò gli studi del collega, e li guardò molto superficialmente. Anche perché la teoria non poteva dare nessuno sbocco pratico; non esisteva nessun reattore che potesse funzionare a fusione nucleare, le temperature in gioco erano talmente elevate, da impedire, di fatto, la realizzazione di un motore a fusione, che senso poteva avere allora studiare una tecnologia che permetteva di raddoppiare la potenza di un motore che non esisteva? Occorreva prima realizzare un reattore a fusione nucleare che funzionasse a temperature "fredde", al massimo di un migliaio di gradi centigradi. In realtà questo tipo di reattore esisteva, era utilizzato come motore per i Mostri Guerrieri realizzati nell'Impero sotterraneo di Micene. La tecnologia era molto antica, e quando il dottor Hell e il professor Juzo Kabuto, scoprirono i resti della civiltà Micenea sull'isola di Rodi, entrarono in possesso anche della tecnologia costruttiva del "reattore a fusione nucleare fredda". Hell, che si aspettava proprio di ritrovare questa tecnologia, invitò il geniale ingegnere meccanico, per sfruttare le sue conoscenze, e ricostruire quindi i robot di Micene. Hell aveva già pianificato l'uccisione di Kabuto, una volta che fosse entrato in possesso delle macchine restaurate. D'altra parte Kabuto accettò, incuriosito dal fatto di essere stato invitato personalmente da Hell ad una spedizione archeologica, nonostante lui fosse un ingegnere. Juzo sapeva bene che il suo vecchio collega non faceva mai nulla senza avere uno scopo ben preciso. Il primo reattore nucleare freddo fu costruito direttamente sull'isola di Rodi, da una équipe tecnica comandata dal professor Kabuto, ed aveva un certo rapporto potenza/peso che possiamo prendere come riferimento per calcolare i successivi sviluppi di questi motori. Era costruito in leghe speciali di acciaio, tungsteno e molibdeno, con alcune parti in titanio; aveva un peso di circa 3 tonnellate (2996 kg per l'esattezza) e sviluppava ben 15.000 CV (precisamente 14.991). Il rapporto potenza peso era quindi di circa 5 CV/kg, e fu utilizzato per muovere il primo dei robot Micenei restaurati, quello che fu usato da Hell per uccidere i propri colleghi che ormai sapevano troppo. Questo rapporto Potenza/peso era destinato ad aumentare col tempo, man mano che la tecnologia costruttiva di Hell si affinava. Hell, dotato di un enorme patrimonio di denaro, derivato soprattutto dalle attività criminali del Conte Blocken, continuava a sfornare mostri meccanici a ripetizione, migliorandone, di fatto, la tecnologia costruttiva, utilizzando materiali più leggeri e diminuendo le temperature di esercizio. Si calcola che i reattori montati sui primi esemplari di mostri meccanici avessero una efficienza aumentata del 10% circa, rispetto al primo prototipo, mentre gli ultimi mostri potevano contare su una potenza di ben 1,8 volte superiore (80% in più). Dal canto suo, Juzo Kabuto, poté finalmente sviluppare la sua teoria sull'energia fotoatomica, e costruì per Mazinga Z un reattore, in cui la componente "luce" aveva un fattore 4. Questo, unito all'utilizzo della Super lega Z, dal peso specifico basso, e con un alto fattore di smaltimento del calore, rendeva il propulsore di Mazinga ben 5,3 più efficiente del prototipo originale. Il reattore di Mazinga Z aveva una potenza di 65.000 CV con un peso di soli 2450 Kg. Il professor Kenzo Kabuto, sviluppò invece un propulsore con fattore "luce" di 8, che unito all'utilizzo della Super lega NZ, faceva diventare il motore circa 10,9 volte più efficiente di quello originale. Questo propulsore pesa solamente 1650 Kg per una potenza di 90000 CV, ed è il propulsore più leggero montato su un robot gigante. Il peso del reattore è importantissimo per poter meglio bilanciare le masse del robot, e renderlo quindi più agile e veloce. I mostri meccanici del Duca Gorgon, invece hanno propulsori dotati della stessa tecnologia atomica, ma hanno goduto di uno sviluppo più prolungato, ed hanno un'efficienza di circa 3 volte superiore a quella del motore di Rodi. I propulsori di questi mostri hanno comunque una tecnologia piuttosto datata, rispetto agli standard raggiunti da Micene. Le ultime tecnologie erano destinate alla costruzione dei Mostri Guerrieri. I mostri Meccanici di Gorgon erano invece dei Cyborg di origine animale, cioè con i centri del sistema nervoso ricavati da animali selvaggi, e non da uomini come nel caso dei mostri di Micene; una sorta di mostri guerrieri di seconda scelta, o meglio degli esperimenti, per travasare le tecniche scientifiche raggiunte alla costruzione dei più preziosi Mostri Guerrieri e Generali di Micene. L'efficienza degli ultimi propulsori di Micene è di circa 5 volte quella del propulsore sviluppato su Rodi, cioè quasi quanto quella del reattore montato su Mazinga Z, che può però contare su un fattore di moltiplicazione "luce" 4. Questo la dice lunga sull'importanza della scoperta dell'energia Fotoatomica; senza questa scoperta, probabilmente Kabuto sarebbe riuscito a costruire un robot abbastanza potente da respingere i primi attacchi di Hell, ma assolutamente inadeguato di fronte ai mostri di Gorgon, e il Grande Mazinga sarebbe stato solo un giocattolo di fronte ai Mostri Guerrieri, oppure avrebbe dovuto montare un reattore ben 10 volte più pesante, perdendo quindi quelle caratteristiche di agilità e velocità che lo rendono così efficace in battaglia.
La tecnologia del propulsore a fusione atomica a bassa temperatura, ha origini terrestri, fu sviluppata ad Atlantide, e fu ereditata dai Micenei, che erano degli Atlantidei modificati geneticamente. Essi erano destinati ai lavori più pesanti, e all'esercito, mentre la tecnologia e la scienza era ad appannaggio esclusivo degli Atlantidei non modificati geneticamente. Contrariamente a quanto si possa pensare, Atlantide non era una società razzista o classista, chi voleva sottoporsi a modifiche genetiche era libero di farlo, ma queste modifiche erano tese solo a aumentare le caratteristiche fisiche, e quindi erano scelte solo da coloro che desideravano dedicarsi a lavori fisici o al combattimento. Era assolutamente vietato manipolare geneticamente il cervello o la psiche, anche se, le modifiche fisiche avevano come effetto collaterale una leggera diminuzione del quoziente intellettivo dell'individuo. Quando Atlantide fu distrutta, la maggior parte degli Atlantidei ritornò in superficie, dove, l'esercito si trasferì nelle isole Greche, portando le proprie armi e i propri robots e fondando Micene. In origine i Micenei erano praticamente tutti soldati di Atlantide e quindi geneticamente modificati; le armi che avevano necessitavano di continue manutenzioni, e, per questo motivo, sebbene poco votati alla scienza, i Micenei riuscirono a mantenere cognizione dello sviluppo tecnologico raggiunto da Atlantide. I civili di Atlantide, invece, si ritrovarono senza mezzi tecnologici, ed un po' alla volta si imbarbarirono, perdendo completamente le loro cognizioni scientifiche. I Micenei tenevano alla larga della loro isole gli altri uomini utilizzando i robots, e così le due razze non si integrarono mai più. Un altro gruppo di Atlantidei, nell'imminenza della catastrofe decise invece di tentare la colonizzazione dello Spazio. Molti tecnici e scienziati si unirono al progetto, ma anche uomini comuni e, ovviamente anche militari, quindi, tra di loro c'erano molte persone geneticamente modificate. Il primo pianeta colonizzato fu Vega, poi arrivarono su tutti gli altri pianeti, compreso Fleed. L'origine terrestre degli spaziali, però si perse nella notte dei tempi, ma non fu così per la tecnologia. Facendo dei confronti tra la tecnologia Micenea e quelle di Vega e Fleed, non possiamo fare a meno di notare molti punti di contatto. Quello più evidente è l'utilizzo dei robots giganti come arma militare. L'unica discendenza di Atlantide che ha dovuto ricominciare il cammino tecnologico da zero è quella umana, mentre le altre civiltà sono partite tutte da una base comune. Solamente gli scavi sull'isola di Rodi hanno ridato all'umanità l'antica tecnologia atomica, e le geniali intuizioni del professore Juzo Kabuto, e oggi sappiamo anche di suo figlio Kenzo, hanno permesso ai terrestri di disporre di tecnologie competitive nei confronti di Micene e Vega fin da subito. Nello spazio, nessuno ha avuto il genio di Kabuto, e l'energia fotoatomica non è mai stata sviluppata; i dischi da combattimento di Vega, e lo stesso Goldrake funzionano fusione atomica (in realtà i dischi di Vega hanno un funzionamento ibrido), anche se le tecnologie costruttive sono molto più sofisticate di quelle terrestri, non raggiungono l'efficienza dei una reazione di tipo fotoatomico. Inoltre non è possibile utilizzare la fusione nello spazio esterno, in quanto non è possibile contenere la reazione a catena; un reattore atomico nello spazio esploderebbe, mentre un reattore ad energia fotoatomica no. Per questo motivo Atlas, la navicella di Goldrake ha un accumulatore di energia solare, o meglio un accumulatore di impulsi di energia luminosa irradiata dai corpi celesti, perché nello spazio aperto il reattore atomico deve rimanere rigorosamente spento. Sia i propulsori atomici che quello fotoatomico hanno serie difficoltà a funzionare anche nelle profondità marine, a causa della pressione elevata e della mancanza di ossigeno; questo problema è stato risolto quasi del tutto da Kenzo Kabuto, utilizzando la super lega NZ, il problema della pressione è scomparso quasi completamente, limitando così la perdita di potenza nelle profondità marine. Il Grande Mazinga è, infatti, in grado di combattere molto efficacemente in acqua, a differenza di Mazinga Z e di Goldrake. Il modulo Delfino Spaziale ha un propulsore realizzato in super lega NZ utilizzando lo stesso progetto di Kenzo Kabuto, e questo permette a Goldrake di combattere efficacemente anche in acqua. Particolare menzione va al sistema di propulsione ibrido messo a punto dagli scienziati di Vega. Pur non conoscendo i dettagli, in quanto si tratta di un sistema alieno, i reattori nucleari di Vega si basano su una trasformazione ibrida di fusione e fissione. Questo particolare procedimento tecnologico permette di ottenere dei motori efficienti, ma particolarmente inquinanti e pericolosi. Il motivo di un ritorno a tecnologie meno efficaci, se non addirittura controproducenti, visto l'alto tasso di radioattività dei reattori Vegani, va ricercato nel prioritario bisogno dell'impero spaziale di Vega di consumare una grandissima quantità di Energia. L'utilizzo del Vegatron, materiale dall'alto peso atomico, molto radioattivo, ma anche facilmente estraibile da un minerale presente in alte quantità sui pianeti conquistati, ha risolto in maniera eccellente la grande richiesta di energia dell'enorme regno di Vega. Dal punto di vista formale i motori che muovono i dischi da combattimento di Vega, sono formati da una parte a fusione di Elio, e una parte a fissione di Vegatron. Un altro vantaggio nell'utilizzo del Vegatron è dato dal risultato della trasformazione atomica del Vegatron, che può essere utilizzato anche come arma; le scorie del processo sono accumulate e usate per produrre i Raggi Vegatron. Ovviamente questo avviene quando il Vegatron è usato per scopi militari; per l'utilizzo civile le scorie radioattive devono essere opportunamente stoccate e trattate. Abbiamo però scoperto in seguito, che tali procedure di sicurezza non erano osservate; la società Vegana era diventata troppo grande e troppo consumistica, serviva energia, a poco prezzo, tanta e subito, il risultato è stato quello di trasformare i pianeti dell'Impero, Vega compreso, in masse radioattive inabitabili. L'impero di Vega si è dissolto in seguito alla sua stessa spinta espansionistica, Goldrake ha dato solo il colpo di grazia al perfido sovrano.

Per approfondimenti consiglio la lettura del libro "La luce e l'atomo - dalla fusione nucleare all'energia fotoatomica" del professor Nathan Watson.

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