| Introduzione |
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Vista con gli occhi del fan italiano, la serie di Mazinga Z, appare ben poco originale. Il plot di ogni episodio è quasi sempre lo stesso, arriva il mostro meccanico, Mazinga sconfigge il mostro meccanico. Il primo robot gigante giapponese è arrivato troppo tardi da noi, eravamo abituati a vedere cartoni graficamente migliori e dalle trame più complesse. I ragazzini giapponesi che hanno visto per la prima volta Mazinga, non avevano mai visto nulla del genere, la prima serie era originale a prescindere, quindi gli sceneggiatori provavano di volta in volta nuove soluzioni, sia grafiche che narrative. Per questo motivo c'è molta differenza tra le prime e le ultime puntate, e, sempre per questo motivo, la serie non sembra avere la spiccata personalità di quelle che la seguirono. Gli sceneggiatori in pratica avevano qualcosa di nuovo tra le mani, e non sapevano bene in che direzione muoversi. Quando, finalmente, i gusti del pubblico furono ben definiti, Nagai e la Toei decisero di mandare in pensione il loro eroe, e di sostituirlo con un altro, che tenesse conto delle preferenze dei fan, cioè una maggiore psicologia dei personaggi, e, soprattutto delle belle battaglie.
Proprio questi furono i punti di forza della nuova serie di Mazinga, personaggi ben motivati e soprattutto battaglie epiche; Tetsuya e il Grande Mazinga uscivano spesso malconci o feriti da combattimenti furibondi. Persino la base, che in Mazinga Z era quasi sempre in balia del nemico, incapace di difendersi, diventa un baluardo difficile da superare, addirittura in grado di attaccare il nemico. Ed infine la compagna dell'eroe, in questo caso Jun alla guida di Venus, non è più una semplice comparsa, ma una combattente vera in grado di mettere in difficoltà i mostri guerrieri. Le battaglie sono talmente crudeli e cruente che persino Boss Robot riesce a rendersi utile in più di un'occasioneI nemici, poi sono quanto di meglio possa esserci; mostruosi, cattivi e ambiziosi, spesso in lotta l'uno contro l'altro. Sono i sopravvissuti dell'antico popolo miceneo, costretti a vivere sottoterra, e hanno dovuto impiantare i loro corpi, martoriati dalla mancanza di luce, nei giganteschi robot meccanici che un tempo utilizzavano per difendersi dai nemici (gli stessi che aveva scoperto Hell sull'isola di Rodi). Ricordo che questo è stato il cartone che più mi ha entusiasmato, secondo me il migliore anime robotico in assoluto, e per fortuna, l'unico della trilogia di Mazinga, giunto in Italia intatto, senza tagli e senza stravolgimento dei nomi dei personaggi.
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| La Storia |
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Il regno delle tenebre è in fermento, il grande Imperatore è su tutte le furie, il suo esercito di mostri guerrieri, ai comandi del Generale Nero, che doveva avere la meglio su un Mazinga Z debilitato dall'ultimo scontro decisivo con il Dottor Hell, è stato invece sconfitto da un nuovo e più potente Mazinga. Il ministro Argos, capo dello spionaggio, e il suo sottoposto Duca Gorgon, non riescono a trovare nessuna informazione utile ad identificare la base del nuovo robot, ed a scoprirne le potenzialità belliche. La nuova base, "La Fortezza della Scienze", è in grado di immergersi nelle acque della baia dove risiede, e di mascherare la proprio presenza ai radar nemici. Intanto Tesuya e Jun, i due nuovi protagonisti, proseguono l'addestramento in vista di nuove e impegnative battaglie contro Micene, guidati dal professor Kenzo Kabuto, figlio di quel Juzo Kabuto che aveva costruito Mazinga Z, e padre di Koji e Shiro. Il professor Kabuto, ritenuto morto in un esperimento, è in realtà un cyborg dal corpo meccanico; dopo il terribile incidente, fu salvato dal padre, che utilizzò gli studi compiuti per costruire Mazinga, per dare al figlio un nuovo corpo artificiale. Scoperta la minaccia di Micene, i due scienziati si divisero; Juzo portò avanti da solo il progetto Mazinga Z, mentre Kenzo si occupò di migliorarne i disegni e costruire un robot più potente, nell'eventualità che il popolo di Micene risorgesse dalle tenebre. Né Koji, ora in America con Sayaka, né tantomeno Shiro sono a conoscenza che il padre è in realtà ancora vivo. L'ultimo collaudo del Grande Mazinga consiste nel raggiungere quota 50.000 metri, scendere in picchiata e registrare le reazioni del pilota, Tetsuya Tsurugi, un ragazzo orfano, adottato da Kenzo al solo scopo di diventare il pilota di Mazinga, ed addestrato fin dalla tenera età, assieme a Jun, per compiere questa delicata missione. Le reazioni del pilota alla tremenda prova sono assolutamente positive, Tetsuya ha un fisico d'acciaio, il suo corpo e la sua mente sono stati forgiati da anni di duri allenamenti, la sua unica ragione di essere è quella di pilotare Mazinga e di lottare per sconfiggere Micene. Un po' più fragile appare Jun, figlia di un africano e una giapponese. La ragazza soffre per la diversità del colore della propria pelle, anch'essa è stata addestrata al combattimento come Tetsuya, ma dentro al suo cuore aspira a tutte quelle cose che qualunque ragazza giapponese desidera, un matrimonio, una casa e una famiglia, cose che la ragazza ragazza sente di non poter raggiungere a causa della propria diversità. Gli uomini del Duca Gorgon riescono finalmente a scovare il nascondiglio di un robot volante, che potrebbe essere il nuovo modello di Mazinga. I micenei hanno però assistito al volo di prova di Boss Robot, mediante due razzi auto costruiti. Ma ormai il Grande Generale Nero ha inviato due Mostri Guerrieri alla volta di Boss e i suoi amici, e a questo punto, Gorgon, giunto sul luogo, decide di prendere in ostaggio i ragazzi per far uscire allo scoperto Mazinga. A bordo di Boss Robot c'è anche Shiro, quindi il professor Kabuto insiste affinché Tetsuya esca in suo soccorso, anche se questo vuol dire far scoprire la base ai nemici. Tetsuya decide invece di tentare la delicata manovra d'aggancio tra Brian Condor e Mazinga, con la base in immersione, manovra resa più difficile dal fatto che il robot sarà lanciato più lontano dal solito punto d'aggancio, e che quindi la sua velocità sarà maggiore.
La manovra ha ovviamente successo, il Grande Mazinga si lancia contro i mostri guerrieri e li sconfigge, prima di rientrare ha anche il tempo di scontrarsi con Mikeros, la gigantesca nave da combattimento dei Micenei. Inizia così la seconda serie della saga di Mazinga. Ben presto il Generale Nero riesce a scovare la Fortezza delle Scienze, ma la base si dimostra tutt'altro che indifesa, grazie alle sue caratteristiche di mobilità, riesce sempre a tenere testa agli attacchi della fortezza volante Mikeros, e ben presto entra in scena anche Venus, il robot pilotato da Jun (nel terzo episodio). Gli attacchi dei micenei si fanno sempre più violenti e astuti, anche se tra le fila nemiche c'è una certa rivalità tra le forze del Ministro Argos e quelle del Generale Nero. Per potenziare Mazinga arriva dall'America il professor Tonda, che sviluppa il pugno atomico rotante, aggiungendo all'arma delle alette in grado di tranciare il metallo dei mostri Guerrieri. Purtroppo, il professore muordurante un attacco alla Fortezza mentre cerca di portare in salvo il piccolo Shiro. Shiro intanto si trasferisce dall'istituto per l'energia fotoatomica alla fortezza delle scienze, ma, ancora non sa che il professor Kabuto è in realtà suo padre, ne tantomeno che egli è un cyborg. Nel tentativo di costruire una base avanzata su l'isola vulcanica, trova la morte il Duca Gorgon, che subito prima di morire è promosso Comandante della base, coronando così il suo ambizioso sogno. Il suo posto è preso dalla perfida Marchesa Yanus che ha la capacità di uscire dal proprio corpo artificiale e camuffarsi da essere umano. Stanco dei ripetuti fallimenti, il Generale Nero decide di giocarsi il tutto per tutto, in uno scontro corpo a corpo con il Grande Mazinga. In un epico e drammatico scontro, combattendo con le spade, il generale riesce ad atterrare Mazinga, che infilzandolo con la spada lo uccide. Prima di morire il valoroso nemico riesce ad immobilizzare il robot sotto di se per tentare di distruggerlo assieme a se stesso nell'esplosione, ma la corazza di Superlega di Mazinga resiste e Tetsuya è salvo. Il posto del Generale viene preso dal Gran Maresciallo del Demonio, che altri non è che il redivivo dottor Hell, salvato alla morte dall'Imperatore delle Tenebre, e trasformato in un Mostro Guerriero. Le ultime battaglie sono sempre più cruente, vengono potenziate le gambe del Grande Mazinga, aggiungendovi delle armi supplementari, viene costruito l'amplificatore, una specie di Jet Scrander, in grado di potenziare le capacità di volo del robot, e Shiro scopre definitivamente che Kenzo Kabuto è suo padre, ed anche che lo scienziato, ha in realtà un corpo meccanico. Mikeros viene distrutta definitivamente, e il suo posto viene preso da Demonika, la fortezza volante del Gran Maresciallo del Demonio. La guerra prosegue, ed appare chiaro che sta sfibrando la resistenza di entrambi gli schieramenti, le battaglie si fanno sempre più all'ultimo sangue, eroi e nemici rischiano più del dovuto per cercare di sferrare il colpo decisivo in grado di piegare l'avversario. Alla Fortezza delle Scienze hanno bisogno di rinforzi e i rinforzi arrivano; Koji torna dall'America e sale a bordo di Mazinga Z per dare manforte a suo padre e Tetsuya. Ma la collaborazione tra i due giovani non dura molto, Tetsuya vede Koji come un bambino viziato, salito per puro caso a bordo di Mazinga, mentre lui ha sofferto e sudato per ottenere il ruolo che ricopre, il suo corpo e la sua mente sono stati "costruiti" per compiere quella missione, al suo confronto Kabuto è un semplice dilettante che sta cercando di soffiargli il posto che lui solo merita. Il Gran Maresciallo del Demonio approfitta della situazione attaccando con tutto l'esercito rimastogli, i due Mazinga divisi sono in difficoltà, Tetsuya riesce a liberarsi dei mostri guerrieri, ma rimane gravemente ferito, e il Grande Mazinga seriamente danneggiato non è in grado di muoversi. Demonika, con a bordo tutti i Generali superstiti si dirige contro di lui. La situazione è disperata, Mazinga Z è impegnato in battaglia, Boss Robot, non può fare nulla contro la fortezza volante, Venus è andata in aiuto di Koji, e anche Sayaka è uscita con Dianan A. Il professor Kabuto decide quindi di correre in aiuto di Tetsuya, lanciandosi con la parte superiore della fortezza delle Scienze contro Demonika, riuscendo quindi a salvare il Grande Mazinga, ma a costo della propria vita. Il sacrificio dello scienziato fa riflettere Tetsuya: per colpa del suo testardo orgoglio ha reso Koji e Shiro orfani di nuovo, e con le ultime forze riesce a rimettere Mazinga in piedi, aiutato da Boss raggiunge Mazinga Z, Venus e Dianan A, ed insieme infiggono l'ultimo colpo mortale a Demonika, uccidendo il Gran Maresciallo del Demonio e tutti i Generali dell'esercito di Micene. La guerra è finita, la pace è tornata. Tetsuya si rimetterà e continuerà la sua vita assieme a Jun, il professor Yumi diventerà il nuovo direttore della Fortezza delle Scienze (questo fatto si vede nel film Goldrake, Mazinga e Getta G contro il Dragosauro), Koji e Sayaka tornano in America, dove il ragazzo costruirà un disco volante, mentre Mazinga Z, il Grande Mazinga, Venus e Dianan A vengono esposti come simboli di pace nel museo dei robot di Tokyo. (Si veda la sezione episodi per avere ulteriori dettagli sugli avvenimenti successivi alla fine della serie). |
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| Nota finale |
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Durante la svolgimento dell'intera serie animata dedicata al Grande Mazinga, non viene mai specificatamente dichiarato che i mostri guerrieri di Micene siano in realtà degli enormi cyborg. Quest'affermazione è contenuta in maniera chiara nel manga di Gosaku Ota, ma, ci sono degli elementi che fanno giungere alla medesima considerazione anche nell'anime. Prima di tutto i mostri guerrieri sono in gran parte esseri meccanici, quando vengono danneggiati si notano i meccanismi interni, ma è anche vero che hanno almeno una parte organica; ogni mostro ha infatti una "faccia" o testa supplementare, con la quale parlano e pensano, il Generale Nero e la maggior parte dei Micenei hanno questo "volto" posto al centro dell'addome, il Ministro Argos, invece ha una testa supplementare al posto della mano sinistra, il Gran Maresciallo del Demonio ha addirittura il corpo del Dottor Hell impiantato sulla testa del robot, protetto da una cupola trasparente. Inoltre, parte dei Micenei sono ancora di natura umana, mi riferisco ai piccoli "Mikenes", ma non solo; nell'episodio "Sorgi, il principe di Micene", il bel principe viene trasformato in mostro Guerriero. Infine nell'episodio "Morire Giovani" assistiamo alla trasformazione di un umano in mostro guerriero.
Di conseguenza immagino che anche i mostri meccanici del dottor Hell, che sono dotati di un'intelligenza e volontà propria, siano in qualche modo dei cyborg. Nel fumetto di Ota viene dichiarato che le maschere di Ferro sono cyborg ai quali viene applicato il cervello di persone uccise dallo stesso esercito di Ashura. Inoltre i modelli ai quali si rifanno i robot di Hell, sono stati ritrovati sull'isola di Rodi, appartenuta in antichità ai Micenei, quindi la tecnologia costruttiva dovrebbe essere la stessa. Su queste premesse si basano le mie affermazioni sulla natura dei mostri meccanici e dei mostri guerrieri, ma si tratta di informazioni ricavate dalle più disparate fonti, nella serie Tv non è specificato nulla di tutto ciò. |
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| Da Atlandide a Micene |
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Gli articoli seguenti sono condensato del libro "La luce e l'atomo - dalla fusione nucleare all'energia Fotoatomica" che svela tutti gli arcani e i retroscena del mondo di Mazinga, l'articolo può sembrare lunghetto, ma in origine sono ben 340 pagine; gli spunti e le curiosità erano molte, io ho cercato di condensare solo le cose più importanti. Scusatemi se alcune cose non sono chiare, i concetti più tecnici non li ho capiti granché.
Probabilmente giunti da un'altra galassia, gli Atlantidei, colonizzarono una Terra molto diversa da quella attuale, milioni di anni fa. Inadatti alla vita sul nostro pianeta, fondarono una città-stato sul fondo marino, e nel frattempo si preoccuparono di rendere la terraferma adatta alle loro esigenze. Portarono fauna e flora dal loro pianeta di origine, e grazie a delle sofisticate tecniche di ingegneria genetica, le impiantarono sul nostro pianeta, facendole interagire con il nostro primitivo ecosistema, per creare, nel tempo le condizioni più adatte alla loro vita. Il processo doveva avvenire con lentezza e naturalità; gli Atlantidei non avevano certo fretta si erano adattati senza problemi alle città sottomarine artificiali, e il pianeta Terra offriva comunque materie prime ed energia in quantità. Si suppone che la stessa spedizione aliena che colonizzò la Terra, si divise per colonizzare anche molti altri pianeti della Galassia, ma non ne siamo certi, in quanto, gli unici esseri extraterrestri venuti in contatto con la Terra, i Fleediani e i Vegani derivano direttamente dagli Atlantidei che furono costretti a lasciare la Terra, come vedremo in seguito. La seconda fase di terraformazione del nostro pianeta, consisteva nel fare proliferare degli uomini-artificiali bionici, cioè quelli che in futuro sarebbero diventati gli esseri umani terrestri, cioè gli Homo Sapiens. Creati in laboratorio con caratteristiche fisiche e aspetto molto simile a quello degli Atlantidei, gli Homo Sapiens sono stati costruiti geneticamente usando parte del patrimonio genetico proveniente dai primati terrestri, e parte dagli stessi Atlantidei. Con un quoziente di intelligenza leggermente inferiore a quello dei loro creatori, ma con caratteristiche fisiche a metà strada tra quelle animali, che si adattavano molto bene alla vita terrestre, e quelle Atlantidee, che, al contrario, erano di costituzione troppo debole, gli uomini furono lasciati liberi di creare le loro civiltà, e intanto adattavano la Terra alle esigenze dei loro creatori. Dopo milioni di anni la Terra fu quasi pronta, e la zona dove maggiormente gli uomini riuscirono a creare le condizioni di vita migliori era intorno al Mar Mediterraneo. Per controllare l'attività degli umani, gli Atlantidei si servivano del loro esercito, che per operare, però doveva necessariamente agire sulla terraferma. A tale scopo, chi desiderava lavorare nell'esercito al progetto di terraformazione, veniva modificato geneticamente, rafforzando il corpo in modo da poter resistere anche alla vita esterna. Il procedimento di modifica genetica, aveva come effetto collaterale una leggera diminuzione del quoziente intellettivo del soggetto, veramente minima, ma che era sempre accompagnata da una certa instabilità emotiva, e soprattutto da una aumento della belligerosità. Questi effetti collaterali erano comunque ben accetti dagli scienziati Atlantidei, in fondo l'aumento dello spirito combattivo in un soldato non era certo un fatto negativo, ma aveva avuto come conseguenza il divieto assoluto di operare modifiche genetiche su Atlantidei che non lavorassero all'esterno, e soprattutto di effettuare modifiche genetiche direttamente al cervello. I soldati dell'esercito di Atlantide avevano in ogni caso gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, e, una volta tornati in città godevano degli stessi privilegi. Essi erano inoltre visti dagli umani come delle divinità; disponevano di armi e mezzi impensabili per gli uomini di allora. Atlantide era ormai enorme, nonostante il controllo demografico, la varie città si erano praticamente unite l'una all'altra, fino a formarne una sola ed enorme, grande quasi tutto l'oceano Pacifico. Ma lo stesso processo di terraformazione, che doveva concludersi in ancora pochi millenni, stava provocando la fine della stessa Atlantide; una violenta serie di terremoti, che avrebbero formato diverse isole vulcaniche lungo tutto il Pacifico, avrebbe anche sicuramente decretato la fine di Atlantide, da lì a pochi anni. Per correre ai ripari, la comunità scientifica scelse di sviluppare tre distinte strategie, delle quali solo una coinvolse la quasi totalità della popolazione. La prima era ovviamente quella di occupare immediatamente la superficie, mescolandosi dove possibile agli umani, rinunciando però a tecnologie e comodità. Non c'era tempo di costruire abitazioni, città, centrali energetiche ecc... Gli Atlantidei si sarebbero dovuti arrangiare. Come zona principale fu scelto il mediterraneo, l'esercito fu trasferito nella zona dell'Egeo, nelle isole della Grecia; gli scienziati di Atlantide intuirono che la maggior parte di coloro che erano stati modificati geneticamente sarebbe sopravvissuta, mentre gli altri no. Facile anche immaginare che, la tecnologia dell'esercito avrebbe fatto gola agli uomini di Atlantide improvvisamente costretti alla vita primitiva, e quindi fu scelto di raggruppare l'esercito in una sola zona per poterlo difendere dagli attacchi degli Atlantidei uniti agli umani. Si trattava in pratica di una strategia di sopravvivenza suicida, la razza di Atlantide non sarebbe sopravvissuta intatta, ma si sarebbe dovuta mescolare a quella umana. Sarebbero sopravvissuti solo gli Atlantidei geneticamente modificati, quindi si decise di modificare chiunque lo avesse voluto; molti scienziati e tecnici si fecero modificare e si unirono all'esercito, mentre le persone comuni, ignare di questa possibilità, si fecero modificare solo in prospettiva della loro futura vita priva di lussi e comodità. C'è da dire che la carriera militare era ben poco ambita, quindi pochi riuscirono a capire che solo in seno all'esercito avrebbero potuto contare sulla tecnologia e quindi su una vita piuttosto comoda. Come previsto gli umani e gli Atlantidei, oramai imbarbariti e inferociti, dotati di un enorme spirito guerriero indotto dalla modifica genetica, attaccarono e conquistarono una a una le postazioni dell'esercito, ormai senza neppure sapere perché, visto che una volta conquistati gli avamposti nessuno era più in grado di sfruttare le meraviglie tecnologiche che contenevano. Solo l'assembramento sull'isola di Rodi era diventato inespugnabile; i Micenei, questo era il nome che veniva dato agli abitanti di Rodi, a differenza degli altri avamposti dell'esercito, non avevano scrupoli a combattere contro i loro simili. Essi utilizzarono i robots, gigantesche macchine a forma umana, alte circa 20 metri, che in passato erano utilizzate soprattutto come macchine universali per l'edilizia e i lavori pesanti in genere, come arma principale per combattere i nemici. Anziché pilotare i robots, decisero di installare un impianto di cellule nervose, ricavate dall'ingegneria genetica, in modo che le macchine diventassero senzienti; privi di pilota i robots non avevano certo scrupoli ad uccidere uomini e distruggere villaggi nemici. Quando un gigantesco terremoto sconvolse il Mar Egeo, decretando la fine di Micene, la civiltà Micenea si stava addirittura espandendo, anziché limitarsi alla difesa. Come sappiamo ora, la civiltà Micenea non sparì del tutto, ma si trasferì nelle viscere della Terra, continuando gli studi sulla robotica e sull'ingegneria genetica, praticando però, una scienza distorta, dal carattere eccessivamente combattivo che i Micenei avevano acquisito con la modifica genetica, e, soprattutto dalla vita che conducevano in assenza di luce.
Come detto in precedenza, questo era solo il primo di tre piani di salvaguardia della civiltà Atlantidea, un piano più che altro messo in atto per dare una possibilità di salvezza a tutti gli abitanti di Atlantide, ma destinato comunque a fallire, in quanto a salvarsi sarebbero stati solo gli individui manipolati geneticamente, che in ogni caso si sarebbero imbarbariti regredendo allo stato di esseri primitivi. Gli altri due piani furono tenuti segreti, ed ebbero certo più successo del primo. Il secondo piano consisteva nel mantenere un piccola comunità di Atlantidei alla vita sottomarina, in piccoli insediamenti, con persone selezionate. Ancora oggi esistono due città di Atlantide, una situata nell'Oceano Atlantico e una nel Pacifico, e ancora oggi gli Atlantidei non possono vivere in superficie, perché il processo di adeguamento della terraferma si è interrotto definitivamente, ma ormai non aspirano più a questo. Il terzo piano è stato quello della conquista spaziale. Diverse missioni partirono per lo spazio; ci furono missioni formate da soli Atlantidei originali, da soli esseri modificati geneticamente e da misti. Oggi sappiamo, ad esempio, che gli Spaziali di Vega derivano da Atlantidei modificati geneticamente, mentre i Fleediani sono i discendenti degli uomini di Atlantide originali. |
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| L'Energia fotoatomica, Atlantide e gli spaziali |
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Il professor Juzo Kabuto, scopritore dell'energia Fotoatomica, conseguì la laurea in ingegneria meccanica presso l'università di Berlino. Ancora studente ideò le basi teoriche che lo portarono in età avanzata alla realizzazione del primo reattore a fusione fotoatomica. La geniale teoria si basa sul fatto, all'epoca puramente teorico, che una reazione di fusione nucleare, se catalizzata dalla sua stessa componente luminosa poteva sprigionare una quantità di energia doppia, quadrupla o ottupla rispetto alla stessa fusione realizzata in maniera tradizionale, cioè priva della componente "luce". L'aumento teorico della potenza della reazione, avveniva esponenzialmente, con base due, fino ad arrivare ad un limite, calcolato dallo stesso Kabuto, di 1024 volte, questo a parità di massa atomica, detto in parole povere si poteva, teoricamente, aumentare la potenza di un motore atomico fino a 1024 volte, pur mantenendo lo stesso peso. In realtà, come più tardi lo stesso scienziato scoprì, tale limite non esiste affatto, l'aumento avviene esponenzialmente con base due, ed è teoricamente infinito. Studente dello stesso istituto, il dottor Hell, fu contattato da Kabuto per una collaborazione al suo studio sull'energia Fotoatomica. Il dottor Hell, di carattere molto egocentrico, sottovalutò gli studi del collega, e li guardò molto superficialmente. Anche perché la teoria non poteva dare nessuno sbocco pratico; non esisteva nessun reattore che potesse funzionare a fusione nucleare, le temperature in gioco erano talmente elevate, da impedire, di fatto, la realizzazione di un motore a fusione, che senso poteva avere allora studiare una tecnologia che permetteva di raddoppiare la potenza di un motore che non esisteva? Occorreva prima realizzare un reattore a fusione nucleare che funzionasse a temperature "fredde", al massimo di un migliaio di gradi centigradi. In realtà questo tipo di reattore esisteva, veniva utilizzato come motore per i Mostri Guerrieri realizzati nell'Impero sotterraneo di Micene. La tecnologia era molto antica, e quando il dottor Hell e il professor Juzo Kabuto, scoprirono i resti della civiltà Micenea sull'isola di Rodi, entrarono in possesso anche della tecnologia costruttiva del "reattore a fusione nucleare fredda". Hell, che si aspettava proprio di ritrovare questa tecnologia, invitò il geniale ingegnere meccanico, per sfruttare le sue conoscenze, e ricostruire quindi i robot di Micene. Hell aveva già pianificato l'uccisione di Kabuto, una volta che fosse entrato in possesso delle macchine restaurate. D'altra parte Kabuto accettò, incuriosito dal fatto di essere stato invitato personalmente da Hell ad una spedizione archeologica, nonostante lui fosse un ingegnere. Juzo sapeva bene che il suo vecchio collega non faceva mai nulla senza avere uno scopo ben preciso. Il primo reattore nucleare freddo fu costruito direttamente sull'isola di Rodi, da una équipe tecnica comandata dal professor Kabuto, ed aveva un certo rapporto potenza/peso che possiamo prendere come riferimento per calcolare i successivi sviluppi di questi motori. Era costruito in leghe speciali di acciaio, tungsteno e molibdeno, con alcune parti in titanio; aveva un peso di circa 3 tonnellate (2996 kg per l'esattezza) e sviluppava ben 15.000 CV (precisamente 14.991). Il rapporto potenza peso era quindi di circa 5 CV/kg, e fu utilizzato per muovere il primo dei robot Micenei restaurati, quello che fu usato da Hell per uccidere i propri colleghi che ormai sapevano troppo. Questo rapporto Potenza/peso era destinato ad aumentare col tempo, man mano che la tecnologia costruttiva di Hell si affinava. Hell, dotato di un enorme patrimonio di denaro, derivato soprattutto dalle attività criminali del Conte Blocken, continuava a sfornare mostri meccanici a ripetizione, migliorandone, di fatto, la tecnologia costruttiva, utilizzando materiali più leggeri e diminuendo le temperature di esercizio. Si calcola che i reattori montati sui primi esemplari di mostri meccanici avessero una efficienza aumentata del 10% circa, rispetto al primo prototipo, mentre gli ultimi mostri potevano contare su una potenza di ben 1,8 volte superiore (80% in più). Dal canto suo, Juzo Kabuto, poté finalmente sviluppare la sua teoria sull'energia fotoatomica, e costruì per Mazinga Z un reattore, in cui la componente "luce" aveva un fattore 4. Questo, unito all'utilizzo della Super lega Z, dal peso specifico basso, e con un alto fattore di smaltimento del calore, rendeva il propulsore di Mazinga ben 5,3 più efficiente del prototipo originale. Il reattore di Mazinga Z aveva una potenza di 65.000 CV con un peso di soli 2450 Kg. Il professor Kenzo Kabuto, sviluppò invece un propulsore con fattore "luce" di 8, che unito all'utilizzo della Super lega NZ, faceva diventare il motore circa 10,9 volte più efficiente di quello originale. Questo propulsore pesa solamente 1650 Kg per una potenza di 90000 CV, ed è il propulsore più leggero montato su un robot gigante. Il peso del reattore è importantissimo per poter meglio bilanciare le masse del robot, e renderlo quindi più agile e veloce. I mostri meccanici del Duca Gorgon, invece hanno propulsori dotati della stessa tecnologia atomica, ma hanno goduto di uno sviluppo più prolungato, ed hanno un'efficienza di circa 3 volte superiore a quella del motore di Rodi. I propulsori di questi mostri hanno comunque una tecnologia piuttosto datata, rispetto agli standard raggiunti da Micene. Le ultime tecnologie erano destinate alla costruzione dei Mostri Guerrieri. I mostri Meccanici di Gorgon erano invece dei Cyborg di origine animale, cioè con i centri del sistema nervoso ricavati da animali selvaggi, e non da uomini come nel caso dei mostri di Micene; una sorta di mostri guerrieri di seconda scelta, o meglio degli esperimenti, per travasare le tecniche scientifiche raggiunte alla costruzione dei più preziosi Mostri Guerrieri e Generali di Micene. L'efficienza degli ultimi propulsori di Micene è di circa 5 volte quella del propulsore sviluppato su Rodi, cioè quasi quanto quella del reattore montato su Mazinga Z, che può però contare su un fattore di moltiplicazione "luce" 4. Questo la dice lunga sull'importanza della scoperta dell'energia Fotoatomica; senza questa scoperta, probabilmente Kabuto sarebbe riuscito a costruire un robot abbastanza potente da respingere i primi attacchi di Hell, ma assolutamente inadeguato di fronte ai mostri di Gorgon, e il Grande Mazinga sarebbe stato solo un giocattolo di fronte ai Mostri Guerrieri, oppure avrebbe dovuto montare un reattore ben 10 volte più pesante, perdendo quindi quelle caratteristiche di agilità e velocità che lo rendono così efficace in battaglia.
La tecnologia del propulsore a fusione atomica a bassa temperatura, ha origini terrestri, fu sviluppata ad Atlantide, e fu ereditata dai Micenei, che erano degli Atlantidei modificati geneticamente. Essi erano destinati ai lavori più pesanti, e all'esercito, mentre la tecnologia e la scienza era ad appannaggio esclusivo degli Atlantidei non modificati geneticamente. Contrariamente a quanto si possa pensare, Atlantide non era una società razzista o classista, chi voleva sottoporsi a modifiche genetiche era libero di farlo, ma queste modifiche erano tese solo a aumentare le caratteristiche fisiche, e quindi venivano scelte solo da coloro che desideravano dedicarsi a lavori fisici o al combattimento. Era assolutamente vietato manipolare geneticamente il cervello o la psiche, anche se, le modifiche fisiche avevano come effetto collaterale una leggera diminuzione del quoziente intellettivo dell'individuo. Quando Atlantide venne distrutta, la maggior parte degli Atlantidei ritornò in superficie, dove, l'esercito si trasferì nelle isole Greche, portando le proprie armi e i propri robots e fondando Micene. In origine i Micenei erano praticamente tutti soldati di Atlantide e quindi geneticamente modificati; le armi che avevano necessitavano di continue manutenzioni, e, per questo motivo, sebbene poco votati alla scienza, i Micenei riuscirono a mantenere cognizione dello sviluppo tecnologico raggiunto da Atlantide. I civili di Atlantide, invece, si ritrovarono senza mezzi tecnologici, ed un po' alla volta si imbarbarirono, perdendo completamente le loro cognizioni scientifiche. I Micenei tenevano alla larga della loro isole gli altri uomini utilizzando i robots, e così le due razze non si integrarono mai più. Un altro gruppo di Atlantidei, nell'imminenza della catastrofe decise invece di tentare la colonizzazione dello Spazio. Molti tecnici e scienziati si unirono al progetto, ma anche uomini comuni e, ovviamente anche militari, quindi, tra di loro c'erano molte persone geneticamente modificate. Il primo pianeta colonizzato fu Vega, poi arrivarono su tutti gli altri pianeti, compreso Fleed. L'origine terrestre degli spaziali, però si perse nella notte dei tempi, ma non fu così per la tecnologia. Facendo dei confronti tra la tecnologia Micenea e quelle di Vega e Fleed, non possiamo fare a meno di notare molti punti di contatto. Quello più evidente è l'utilizzo dei robots giganti come arma militare. L'unica discendenza di Atlantide che ha dovuto ricominciare il cammino tecnologico da zero è quella umana, mentre le altre civiltà sono partite tutte da una base comune. Solamente gli scavi sull'isola di Rodi hanno ridato all'umanità l'antica tecnologia atomica, e le geniali intuizioni del professore Juzo Kabuto, e oggi sappiamo anche di suo figlio Kenzo, hanno permesso ai terrestri di disporre di tecnologie competitive nei confronti di Micene e Vega fin da subito. Nello spazio, nessuno ha avuto il genio di Kabuto, e l'energia fotoatomica non è mai stata sviluppata; i dischi da combattimento di Vega, e lo stesso Goldrake funzionano fusione atomica (in realtà i dischi di Vega hanno un funzionamento ibrido), anche se le tecnologie costruttive sono molto più sofisticate di quelle terrestri, non raggiungono l'efficienza dei una reazione di tipo fotoatomico. Inoltre non è possibile utilizzare la fusione nello spazio esterno, in quanto non è possibile contenere la reazione a catena; un reattore atomico nello spazio esploderebbe, mentre un reattore ad energia fotoatomica no. Per questo motivo Atlas, la navicella di Goldrake ha un accumulatore di energia solare, o meglio un accumulatore di impulsi di energia luminosa irradiata dai corpi celesti, perché nello spazio aperto il reattore atomico deve rimanere rigorosamente spento. Sia i propulsori atomici che quello fotoatomico hanno serie difficoltà a funzionare anche nelle profondità marine, a causa della pressione elevata e della mancanza di ossigeno; questo problema è stato risolto quasi del tutto da Kenzo Kabuto, utilizzando la super lega NZ, il problema della pressione è scomparso quasi completamente, limitando così la perdita di potenza nelle profondità marine. Il Grande Mazinga è, infatti, in grado di combattere molto efficacemente in acqua, a differenza di Mazinga Z e di Goldrake. Il modulo Delfino Spaziale ha un propulsore realizzato in super lega NZ utilizzando lo stesso progetto di Kenzo Kabuto, e questo permette a Goldrake di combattere efficacemente anche in acqua. Particolare menzione va al sistema di propulsione ibrido messo a punto dagli scienziati di Vega. Pur non conoscendo i dettagli, in quanto si tratta di un sistema alieno, i reattori nucleari di Vega si basano su una trasformazione ibrida di fusione e fissione. Questo particolare procedimento tecnologico permette di ottenere dei motori efficienti, ma particolarmente inquinanti e pericolosi. Il motivo di un ritorno a tecnologie meno efficaci, se non addirittura controproducenti, visto l'alto tasso di radioattività dei reattori Vegani, va ricercato nel prioritario bisogno dell'impero spaziale di Vega di consumare una grandissima quantità di Energia. L'utilizzo del Vegatron, materiale dall'alto peso atomico, molto radioattivo, ma anche facilmente estraibile da un minerale presente in alte quantità sui pianeti conquistati, ha risolto in maniera eccellente la grande richiesta di energia dell'enorme regno di Vega. Dal punto di vista formale i motori che muovono i dischi da combattimento di Vega, sono formati da una parte a fusione di Elio, e una parte a fissione di Vegatron. Un altro vantaggio nell'utilizzo del Vegatron è dato dal risultato della trasformazione atomica del Vegatron, che può essere utilizzato anche come arma; le scorie del processo vengono accumulate e usate per produrre i Raggi Vegatron. Ovviamente questo avviene quando il Vegatron è usato per scopi militari; per l'utilizzo civile le scorie radioattive devono essere opportunamente stoccate e trattate. Abbiamo però scoperto in seguito, che tali procedure di sicurezza non venivano osservate; la società Vegana era diventata troppo grande e troppo consumistica, serviva energia, a poco prezzo, tanta e subito, il risultato è stato quello di trasformare i pianeti dell'Impero, Vega compreso, in masse radioattive inabitabili. L'impero di Vega si è dissolto in seguito alla sua stessa spinta espansionistica, Goldrake ha dato solo il colpo di grazia al perfido sovrano.
Per approfondimenti consiglio la lettura del libro "La luce e l'atomo - dalla fusione nucleare all'energia fotoatomica" del professor Nathan Watson. |
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