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![]() Sessa Aurunca è città di antica origine: nel suo territorio sono presenti tracce preistoriche e necropoli risalenti all'VIII secolo a.C. Centro importante degli Aurunci, cadde in possesso di Roma nel IV sec. a.C.; dedotta colonia di diritto latino (313-312 a.C. Suessa che coniava moneta propria dal IV sec. a.C. diventa un notevole centro militare, commerciale e rurale e viene elevata a municipium nel 90.a.C. ![]() Nell'età imperiale conosce la sua massima espansione urbana: il centro abitato copriva infatti un'area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti. Al declinare dell'Impero romano, Sessa - Diocesi sin dai primi tempi del Cristianesimo - vive un periodo di decadenza e dopo essere stata interessata alle vicende storiche di Capua, Salerno, Benevento e Gaeta, ritrova la sua importanza verso il XII sec. e riacquista un suo più definito ruolo tra il XIV e il XV sec. sotto il ducato dei Marzano: questi, infatti, signori di buona parte di Terra di Lavoro e apparentati ad una delle più potenti famiglie del Regno napoletano, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi. ![]() |
Caduti nel 1464 i Marzano, dopo essere stata per breve tempo Arciducato, viene nel 1507 assegnata a Gonzalo Fernadez de Corduba, artefice primo della definitiva conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico e appartenente ad una delle più illustri famiglie di Spagna. In possesso degli spagnoli per quasi 140 anni, passa nel 1646 al demanio regio e verso la fine del '700 diventa sede militare. Dagli inizi dell'800 vengono mutate in parte le strutture economiche e sociali in seguito agli avvenimenti che andavano scotendo il Regno napoletano, Sessa perde parte dell'importanza avuta nel passato ma in seguito riuscirà sempre a mantenere con un certo prestigio un suo ruolo nella storia sociale economica e culturale della provincia di Terra di Lavoro. ![]() Quando Roma decadde, Sessa sopravvisse al crollo dell'Impero, orgogliosamente protetta dalla sua splendida posizione, nonostante le incursioni saracene dalla sponda del Garigliano, Ad evocare memorie di un passato più recente, ecco una torre con trifora archiacuta, una loggetta ad archi ribassati, palazzi gentilizi illeggiadriti da fantasiose e geometriche infiorescenze catalane, lungo stradine in trachite del centro medievale originario i cui, a sera, in certe primavere, il primo riverbero delle lampade rievoca le note struggenti del Miserere e il passo ritmato degli incappucciati dietro il Cristo morto nella processione dei Misteri del Venerdì santo. ![]() Tratto da: www.ilcigno.it |
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